feb22026
PROGETTO GIUBILEO
Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia
L’evento: Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia
L’evento internazionale Restarting the Economy si è svolto a Castel Gandolfo dal 28 al 30
novembre 2025. Si tratta di un incontro globale promosso da The Economy of Francesco (EoF),
una comunità internazionale di giovani economisti, imprenditori, ricercatori e “changemaker”
provenienti da più di cento Paesi.
L’obiettivo dell’evento era ripensare l’economiaalla luce del Giubileo, non come mero
dibattito teorico, ma come un laboratorio di ascolto, confronto e immaginazione di modelli
economici alternativi. Il Giubileo, anzitutto nella sua radice biblica, invita a un tempo di
riposo, liberazione e restituzione. Queste tre parole chiave — riposo per la terra,
liberazione da condizionamenti ingiusti e remissione dei debiti — sono state le coordinate che
hanno guidato tutto il lavoro dell’evento.
L’evento non è stato un convegno tradizionale, ma una serie di sessioni, workshop tematici,
tavole rotonde e spazi di dialogo. I partecipanti hanno discusso su come l’economia possa:
• servire la vita e non solo l’accumulazione di profitti;
• rispettare i limiti dell’ambiente e valorizzare il riposo della terra;
• promuovere la dignità del lavoro umano;
• trasformare le relazioni sociali ed economiche in senso sostenibile e giusto.
Il concetto di Capitale Spirituale
Un tema centrale del dibattito è stato il “capitale spirituale”. A differenza del capitale
finanziario, esso rappresenta l’insieme di valori, tradizioni e motivazioni profonde che spingono
l’uomo ad agire per il bene comune. Senza questa risorsa interiore, l’economia diventa fragile e
incapace di rispondere alle crisi. Abbiamo riflettuto su come la nostra generazione debba
“riaccumulare” questo capitale per costruire un futuro che non si basi solo sul profitto, ma sul
senso di appartenenza e sulla fraternità. Queste riflessioni non sono state proposte come idee
astratte, ma attraverso esperienze concrete, testimonianze, incontri con esperti e spazi
collaborativi aperti ai giovani.
Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, è stato sottolineato che Restarting
the Economy rappresenta la prima grande occasione internazionale di EoF fuori da Assisi,
portando lo “spirito di Assisi” vicino a Roma e al Papa, senza tuttavia la presenza diretta di Papa
Francesco. Questo ha segnato un’estensione significativa dell’iniziativa in vista del Giubileo,
mantenendo saldi i valori della conoscenza, della fraternità e della responsabilità sociale.
La presenza di centinaia di giovani da oltre sessanta Paesi ha mostrato la dimensione globale
dell’iniziativa: un laboratorio di idee e proposte per un’economia più giusta, inclusiva e
sostenibile. Non si è trattato di una semplice discussione tra esperti, ma di un vero e proprio
momento collettivo di costruzione di senso, dove le prospettive locali si sono intrecciate con
visioni globali per ripensare insieme il presente e il futuro.
L’esperienza di Restarting the Economy ha un significato diretto anche per i giovani
partecipanti: ha offerto loro uno spazio in cui le proprie idee non erano ascoltate da lontano,
ma inserite in un dialogo reale con altri studenti e con professionisti impegnati in prima linea su
temi cruciali come lavoro, ambiente, sviluppo sostenibile e tecnologia etica. Questo ha reso
possibile non solo comprendere i problemi, ma anche partecipare attivamente alla ricerca di
soluzioni concrete e condivise.
Uno dei momenti più significativi dell’evento è stata la gara dei cartelloni, non solo per il
risultato finale, ma soprattutto per l’esperienza di confronto tra giovani provenienti da scuole
diverse.
La gara ha creato uno spazio di dialogo reale, in cui studenti con percorsi e idee differenti
hanno dovuto comunicare, ascoltarsi e collaborare per costruire un messaggio condiviso. Il
cartellone è diventato così uno strumento di comunicazione, capace di mettere in relazione
persone prima ancora che concetti.
La scelta di lavorare su un supporto visivo ha favorito la partecipazione di tutti, stimolando il
confronto diretto e rendendo necessario spiegare le proprie idee in modo chiaro e comprensibile.
Il problema scelto: l’energia come tema comune
Il nostro gruppo ha scelto il tema dell’energia non solo per la sua importanza attuale, ma perché
rappresenta un problema che coinvolge tutti, indipendentemente dall’età o dalla provenienza.
Questo ha facilitato il dialogo tra i partecipanti, permettendo a ciascuno di portare il proprio
punto di vista e le proprie esperienze personali. Il lavoro sul tema dell’energia è diventato
quindi un’occasione per collaborare e riflettere insieme, rafforzando il senso di gruppo.
Comunicazione, confronto e lavoro tra giovani
Durante la realizzazione del cartellone, la parte più importante non è stata solo la scelta dei
contenuti, ma il modo in cui questi sono stati discussi e condivisi.
Abbiamo imparato a:
• ascoltare le idee degli altri;
• confrontarci in modo rispettoso;
• spiegare il nostro punto di vista;
• trovare un accordo comune.
Questo approccio ha mostrato che i problemi di attualità possono diventare un punto di
incontro tra giovani, favorendo la comunicazione e la collaborazione.
Il lavoro di gruppo ha dimostrato che la condivisione delle idee è uno strumento fondamentale
per comprendere meglio la realtà e per costruire soluzioni attraverso il dialogo.
Il concetto di Goal Zero
In questo contesto si inserisce il concetto di Goal Zero: un obiettivo che punta a ridurre al
minimo sprechi e danni.
Goal Zero non significa perfezione, ma direzione: tendere a un modello più responsabile,
riducendo l’impatto negativo delle attività umane.
Il Colosseo è uno dei monumenti più rappresentativi della storia di Roma e dell’Impero
Romano. La sua costruzione iniziò nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Vespasiano e fu completata
dal figlio Tito. In origine era conosciuto come Anfiteatro Flavio e veniva utilizzato per spettacoli
pubblici, come combattimenti tra gladiatori e rappresentazioni simboliche del potere romano.
Osservare il Colosseo dal vivo permette di comprendere l’importanza che l’architettura ave
va nell’antica Roma. La struttura, basata su archi e sovrapposizione di ordini architettonici,
dimostra un alto livello di conoscenza tecnica e ingegneristica.
Oggi il Colosseo è anche un simbolo storico e culturale: rappresenta la memoria del passato,
ma invita anche a riflettere sul rapporto tra potere, spettacolo e società. La sua conservazione
mostra quanto sia importante tutelare il patrimonio storico come bene comune.
Tale visita è stata fatta in particolare dagli studenti:
La tomba di Papa Francesco
Al di fuori del programma ufficiale, abbiamo voluto rendere omaggio a Papa Francesco
visitando la sua tomba presso la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Sebbene il clima del convegno fosse orientato al futuro, questo momento di raccoglimento ci
ha permesso di onorare l’uomo che ha dato inizio a tutto il percorso di The Economy of Francesco.
Sostare in quel luogo, a pochi mesi dalla sua scomparsa (aprile 2025), ha trasformato il nostro
viaggio in un vero passaggio di testimone: le sue parole sull’ecologia integrale e sulla dignità
umana non sono più solo testi da studiare, ma una responsabilità che ora tocca a noi portare
avanti. È stato il nostro modo per dirgli “grazie” nel cuore della sua amata Roma.
I Giardini Pontifici di Castel Gandolfo
dei luoghi storici e naturali più importanti legati al Vaticano. La loro origine risale all’epoca
romana, quando in questa zona si trovava la villa dell’imperatore Domiziano.
Nel corso dei secoli, l’area è stata trasformata e ampliata, diventando residenza estiva dei Papi.
I giardini sono stati progettati seguendo criteri di ordine, simmetria e armonia tra architettura
e natura, unendo elementi rinascimentali, barocchi e paesaggistici.
Visitare i Giardini di Castel Gandolfo permette di osservare come la natura sia stata modellata
nel tempo dall’uomo, mantenendo però un equilibrio tra spazio verde e costruzioni storiche.
Questo luogo rappresenta un esempio concreto di cura del territorio e di rispetto per il paesaggio,
valori che si collegano ai temi affrontati durante l’evento del Giubileo.
L’hamburgeria di Cicciogamer89
L’esperienza in hamburgeria ha rappresentato un momento interessante non solo dal punto di
vista pratico, ma anche come osservazione culturale e comunicativa. Il locale propone burger mo
derni che richiamano chiaramente le origini romane e italiane della cucina, attraverso ingredienti,
nomi e combinazioni di sapori ispirati alla tradizione gastronomica locale.
Questo approccio crea un mix innovativo tra passato e presente: da un lato la cultura culinaria
romana, dall’altro una forma di ristorazione contemporanea, veloce e pensata per un pubblico
giovane. La tradizione non viene eliminata, ma reinterpretata in una forma nuova e accessibile.
In questo contesto il cibo diventa un linguaggio. Attraverso i piatti, il locale comunica
identità, legame con il territorio e capacità di adattarsi ai tempi. Anche l’uso dell’inglese nelle
scritte e nei menu, talvolta più estetico che corretto, fa parte di una strategia comunicativa che
punta a creare un’immagine moderna e internazionale.
Un esempio simile, citato rapidamente, è quello dell’hamburgeria legata a Mirko Alessandrini
(alias: Cicciogamer89): un progetto nato dal mondo dei social e trasformato in un’attività reale.
Questo dimostra come comunicazione, identità e marketing possano diventare strumenti concreti
di impresa.
Nel complesso, l’hamburgeria osservata durante il viaggio mostra come tradizione e inno
vazione possano convivere e rafforzarsi a vicenda: le radici romane danno valore al prodotto,
mentre la forma moderna lo rende attuale e riconoscibile.
Inglese a scuola e inglese nella realtà
Durante l’esperienza è emerso chiaramente come l’inglese abbia un ruolo diverso nella realtà
rispetto a quello che spesso assume a scuola. Nella vita quotidiana l’inglese viene utilizzato
soprattutto come strumento di comunicazione immediata: serve per capire, farsi capire e creare
un contatto con gli altri, anche quando non è perfetto dal punto di vista grammaticale.
Questa riflessione è stata rafforzata anche da un’idea condivisa dalla professoressa, secondo
cui l’inglese dovrebbe essere vissuto di più come lingua di comunicazione reale e non solo come
insieme di regole teoriche. La grammatica rimane importante, ma acquista senso solo quando è
inserita in un contesto pratico.
Negli ambienti osservati, come l’hamburgeria, l’inglese è spesso usato come linguaggio visivo
e comunicativo. Molte scritte non seguono regole precise, ma riescono comunque a trasmettere
un’idea, uno stile e un’identità. In questo caso la funzione principale della lingua non è la
correttezza, ma l’impatto e la riconoscibilità. A scuola, invece, l’inglese viene spesso affrontato
in modo più rigido e strutturato. L’esperienza vissuta ha mostrato che una lingua si impara
davvero quando viene usata, quando diventa strumento di relazione e di scambio. Sbagliare,
provare, adattarsi e comprendere sono parti fondamentali dell’apprendimento. Questo approccio
più pratico, in linea con le riflessioni emerse durante il progetto, rende l’inglese meno distante e
più vicino alla realtà quotidiana.
Considerazioni finali
L’esperienza vissuta è stata allo stesso tempo formativa e divertente. Il confronto con altri
studenti, le attività svolte insieme e i momenti condivisi hanno reso il percorso coinvolgente e
diverso dalla normale routine scolastica.
Questo progetto non ci ha soltanto aperto gli occhi su temi concreti come energia, comu
nicazione, economia e società, ma ci ha anche aiutato a guardare oltre l’immediato. Abbiamo
imparato a riflettere, a collegare esperienze diverse e a dare un significato più profondo a ciò che
abbiamo vissuto.
Come ci ha detto Stefano, è importante imparare a pensare anche all’astratto: non fermarsi
solo a ciò che si vede, ma provare a capire il senso più ampio delle esperienze. In questo modo,
il percorso svolto non è stato solo un insieme di attività, ma un’occasione di crescita personale
e di apertura mentale.
Studenti: Jason Casarin, Alex Daeder, Daniele Turina
Docenti: Giovanni Quaini, Orietta Lancellotti
Altre presenze: moglie del prof. Giovanni Quaini




