IL SOLDATO (in memoria della Grande Guerra)

image_print
soldati in trincea

soldati in trincea

Ogni alba è tramonto ed ogni tramonto è alba per il soldato.
La mattina il risveglio viene accolto da una fresca aria pungente come pungenti sono le sensazioni vissute.
Ogni giorno si presenta con un pugno invisibile nello stomaco ed è un bene, lo aspetta una lunga marcia e ha bisogno di stare sempre all’erta e questo pugno glielo ricorda.
Il pericolo di un’ imboscata è onnipresente talmente tanto da risultare angosciante, la paura ha un sapore nuovo per il soldato.
La paura ha assunto il sapore del fango in cui il nostro milite marcia e striscia e con cui si ricopre come è vero che infanga pure il suo animo fino a trasformarlo.
Lo sente che il lato umano sta svanendo , nessuna pietà, nessuna gentilezza, non è concessa la galanteria in guerra.
Lo si può notare dagli occhi del soldato. Lo sguardo prima deciso poi perso poi intimorito e nuovamente deciso, i muscoli sempre contratti pronti ad ogni evenienza, chiari sintomi di un incessante nervosismo… è una guerra logorante per l’umanità.
Infine il tramonto e la sera tanto desiderata dal soldato che l’accomuna ad una tregua.
Viene servito un pasto che è una carezza per lo stomaco, un pasto che non sarà digerito a cuor leggero, siamo in guerra e il pericolo è in agguato.
Giunta la sera dopo aver consumato il proprio pasto il soldato si permette di ricongiungere il proprio corpo all’anima, ripulisce il fango che lo ha coperto ed esprime le proprie emozioni in poche righe in lettere destinate alla famiglia, amici o amori.
Il soldato soffre e ci vuole coraggio per addormentarsi sapendo di risvegliarsi assistendo al proprio tramonto.

Queste righe sono pensate non al solo ricordo di quel che passavano i soldati in guerra ma è un invito a una riflessione.
Ricordate che ognuno di noi vive nella sua vita qualche guerra e bisogna essere solidali gli uni con gli altri, non servono a nulla il bullismo né l’indifferenza.
“L’unione fa la forza” non è solo una frase fatta.Portate rispetto verso i compagni dato che non potete sapere ciò che ha vissuto o sta passando, anche una semplice frase può pesare come un macigno.

Leonardo Bazzoli