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Viaggio a Roma Giubilare
Dal 9 dicembre al 12 dicembre
GIORNO 1
Partenza in treno (6:43) e arrivo a Roma (10:40)
Abbiamo iniziato il nostro viaggio dalla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, affrontando circa quattro ore di viaggio cariche di emozione ed entusiasmo per l’esperienza che ci attendeva.
Sistemazione presso l’hotel delle suore (11:47)
Siamo arrivati presso la Casa per Ferie delle Suore Pallottine, dove siamo stati accolti calorosamente; abbiamo sistemato i nostri bagagli nelle rispettive stanze
e, verso le 12, eravamo già pronti a uscire per iniziare a scoprire le bellezze di Roma!
Visita alla Basilica di San Giovanni in Laterano (16:00)
Per prima cosa ci siamo divisi in gruppi per trovare un posto dove mangiare e, dopo una sosta nei ristoranti, abbiamo fatto la fila per entrare nella Basilica di San
Giovanni in Laterano. Appena ci siamo avvicinati abbastanza, una delle prime cose che ho notato è stata la Porta Santa, che in questo periodo era aperta proprio per
l’Anno Santo, come per le altre tre basiliche che saremmo andati a visitare. La Porta Santa viene aperta solo durante il Giubileo e attraversarla rappresenta un cammino di rinnovamento, perdono e speranza. Varcare quella porta mi ha fatto sentire parte di un momento davvero speciale; abbiamo quindi colto l’occasione per scattare una foto ricordo.
Una volta entrati all’interno della basilica, ho provato una sorpresa immensa. Essendo molto appassionata di arte e scultura, il mio sguardo è stato subito catturato dalle imponenti statue dei dodici Apostoli, enormi e ricche di dettagli, che trasmettono forza e solennità. Mi sono fermata a osservarle una per una, rimanendo ogni volta più colpita.
Alzando lo sguardo, sono rimasta ancora più meravigliata dal soffitto, così riccamente decorato e luminoso, capace di rendere l’ambiente ancora più maestoso.
La parte più avanti della basilica era davvero stupenda: la grande semi-cupola affrescata, chiamata abside, è decorata con immagini sacre che raccontano la fede e la storia della Chiesa. Proprio sotto di essa si trova il bellissimo altare papale, riservato al Papa. In quel momento ho capito ancora meglio l’importanza di questo luogo: la Basilica di San Giovanni in Laterano è infatti la cattedrale di Roma, ed è considerata la chiesa più importante della città, spesso definita “madre e capo di tutte le chiese del mondo”. È la sede ufficiale del Papa come vescovo di Roma, il che la rende ancora più significativa.
Abbiamo anche notato anche una scaletta che conduce a al confessio, dove si trovano sepolcri e spazi legati alle origini e alla storia della Chiesa, un luogo che trasmette un forte senso di raccoglimento.
Infine, anche i quadri presenti nelle navate laterali mi hanno colpita moltissimo: ogni opera sembrava raccontare una storia diversa. Sono rimasta piacevolmente meravigliata da questa prima visita di tante altre.
Infine, non poteva mancare una foto di gruppo!
Passeggiata a piedi per Roma
Dopo aver visitato la splendida Basilica di San Giovanni in Laterano, abbiamo camminato a lungo attraverso il centro storico di Roma, ammirando il Colosseo, il Monumento a Vittorio Emanuele II e il Foro Romano.
Eravamo circondati da luoghi pieni di storia, che da secoli osservano il passaggio delle persone.
Alzando lo sguardo verso il cielo, abbiamo visto grandi stormi di uccelli volare insieme, creando figure leggere sopra i monumenti. È stato un momento molto suggestivo, che ci ha colpiti per la sua bellezza e semplicità.
In quell’istante, noi, in viaggio come classe nell’anno del Giubileo, ci siamo sentiti uniti e parte di un cammino comune. Tra il cielo e la storia di Roma, abbiamo capito che questo viaggio non era solo una visita, ma anche un’occasione per riflettere, guardare oltre e camminare insieme con uno sguardo nuovo.
Quell’immagine è diventata il segno del nostro percorso: come gli uccelli migratori, anche noi stavamo camminando uniti dal senso del viaggio e dalla speranza.
Mostra d’arte (18:00 – 19:00)
In seguito a una lunga camminata, ci siamo concessi una breve sosta in un bar e, subito dopo, siamo entrati nella mostra d’arte “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, dove abbiamo potuto ammirare da vicino opere dei più grandi artisti degli ultimi secoli, vivendo un momento di autentica bellezza e riflessione.
La mostra riunisce 52 capolavori della pittura europea tra Ottocento e Novecento, con nomi come Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Henri Matisse, Pablo Picasso e molti altri protagonisti dell’arte moderna.
Le opere esposte colpiscono per la loro straordinaria capacità di raccontare emozioni, momenti di vita e paesaggi attraverso colori, luci e pennellate diverse tra loro. Tra i dipinti più suggestivi ci sono “Donna in poltrona” di Renoir e “Bagnanti” di Cézanne, che illustrano con grande maestria la resa della luce e della forma, mentre capolavori di Van Gogh e Degas mostrano l’energia e il movimento dell’arte post-impressionista. I lavori di Matisse e Picasso ci hanno fatto percepire come la pittura abbia progressivamente abbandonato la rappresentazione tradizionale per esplorare nuove vie espressive.
Cena (19:30) e rientro in hotel (21:00)
Abbiamo poi concluso la giornata cenando in una pizzeria locale e siamo rientrati dalle suore verso le 21, dove ci siamo finalmente riposati, pronti ad affrontare con entusiasmo un altro fantastico giorno di viaggio.
GIORNO 2
Colazione (8:30) e spostamenti con tram e metro (uscita 9:15)
Appena fatta colazione siamo usciti per prendere la metro, siamo poi arrivati alla stazione della piramide, dove abbiamo potuto osservare la bellissima struttura.
Arrivo alla Basilica di San Paolo (10:45)
Quando siamo arrivati alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, la prima cosa che mi ha colpito è stato il colonnato maestoso all’ingresso: le colonne reggono portici eleganti e creano subito un senso di grandiosità. Le palme che lo circondano davano un tocco quasi esotico e accogliente, mentre la statua centrale di San Paolo era davvero stupenda, imponente e ricca di dettagli, capace di evocare l’importanza del santo a cui è dedicata la basilica.
Entrando attraverso Porta Santa si poteva già scorgere la bellezza della basilica.
Appena entrati, la basilica mi ha lasciata senza parole. Il soffitto, alla prima occhiata, è magnifico: ricco di decorazioni dorate e affreschi che catturano subito lo sguardo. Le statue erano realizzate con una maestria incredibile e rimanevo ammaliata da ogni dettaglio. L’abside, con i suoi affreschi e mosaici, era un punto di grande bellezza e spiritualità, che attirava naturalmente tutta l’attenzione.
Alzando lo sguardo lungo le navate, abbiamo notato i medaglioni mosaici con i ritratti di tutti i Papi, da San Pietro fino a Papa Francesco, deceduto quest’anno. Abbiamo scoperto che, dopo l’incendio del 1823, furono ricostruiti seguendo lo stile dell’antica decorazione e offrono un racconto visivo della storia della Chiesa. Una leggenda narra che, al completamento dell’ultimo ritratto, arriverà la fine del mondo.
Abbiamo anche percorso degli scalini per raggiungere il confessio, la parte più bassa sotto l’altare, dove si trovano reliquie e spazi legati alla storia della Chiesa: alcuni di noi si sono raccolti in preghiera per un breve momento di riflessione.
Souvenir (11:45)
Alla fine, ci siamo fermati per comprare dei souvenir, concludendo così questa tappa in modo piacevole e rilassante.
Visita al Cimitero (12:35)
Successivamente, abbiamo potuto osservare il Cimitero Acattolico di Roma, un luogo storico dedicato a chi non era cattolico, come poeti e artisti famosi. Esiste perché in
passato chi non apparteneva alla Chiesa cattolica non poteva essere sepolto nei cimiteri tradizionali. Anche guardandolo dall’esterno, si percepisce la sua atmosfera
tranquilla e le tombe artistiche che ricordano personalità importanti della città e del mondo culturale. In questo posto abbiamo incontrato un gatto davvero
grazioso, parte della colonia della zona, la quale si dice vegli sugli spiriti di tutte le persone sepolte qui. Un dettaglio che ho trovato davvero toccante.
Pranzo nei pressi del Colosseo
Ci siamo poi diretti verso alcuni ristoranti per pranzare e, subito dopo, siamo ripartiti verso la meta successiva: la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Seconda visita a Santa Maria Maggiore (15:45)
Una volta entrati nella basilica di Santa Maria Maggiore, sono rimasta immediatamente affascinata dalla sua atmosfera solenne e dal soffitto dorato, così maestoso e luminoso da togliere quasi il fiato. Ogni dettaglio sembrava raccontare secoli di storia e devozione, e mi ha emozionata pensare alla miracolosa nevicata d’agosto, che secondo la tradizione indicò esattamente dove sarebbe stata costruita la basilica, rendendo ancora più speciale la colonna sacra che ricorda quell’evento.
I mosaici paleocristiani, con i loro colori vividi e le scene sacre, insieme alla Sacra Culla, hanno reso il luogo incredibilmente suggestivo, trasportandomi indietro nel tempo e facendomi sentire parte di qualcosa di antico e prezioso. Abbiamo poi visitato il confessio, dove si trova la statua di Papa Pio IX, un angolo di grande devozione che mi ha colpito profondamente per la sua spiritualità e la calma che trasmette. Non lontano, abbiamo notato anche il sepolcro di Papa Francesco, un luogo che invita alla riflessione e alla preghiera, testimonianza della continuità della fede e della cura della Chiesa per i suoi pastori, che aggiunge un ulteriore strato di sacralità alla basilica.
Rientro (16:30) e cena in pizzeria (19:30 – 22:00)
Andando via dalla basilica, abbiamo cenato con il frate Marko Gongalo, una persona davvero luminosa. La sua gentilezza e i modi semplici e autentici, così umili per una persona del suo rango, mi hanno colpito profondamente e mi hanno fatto capire quanta umanità risiede in lui. La sua cordialità è stata davvero immensa, e il gesto di offrirci cinque biglietti per la visita agli interni dello Stato Vaticano ci ha regalato un’esperienza davvero meravigliosa.
GIORNO 3
Arrivo in Vaticano (10:30)
Dopo aver fatto colazione, ci siamo messi in viaggio prendendo la metro per lo Stato Vaticano. Appena arrivati nella piazza di San Pietro, siamo rimasti tutti sbalorditi dalla grandiosità del luogo. La cura dei dettagli di Gian Lorenzo Bernini era straordinaria: il colonnato maestoso e le sculture dei santi colpivano immediatamente lo sguardo, mentre la basilica si ergeva come centro focale, amplificando ancora di più l’imponenza e la bellezza dell’intera scena.
Visita alla Basilica di San Pietro (11:00 – 12:15)
Siamo entrati nella basilica e personalmente penso di non aver mai visto cosa più bella. L’interno della basilica era enorme e penso di aver brevemente percepito l’effetto della sindrome di Stendhal. Tanta bellezza in un unico posto, la basilica così imponente, anche dall’interno, era semplicemente sbalorditiva.
La prima cosa che si può notare è la pietà di Michelangelo. Quanta bellezza, la dolcezza nel viso di Maria. È un’opera di profonda spiritualità, unica firmata da Michelangelo, che esprime il dolore contenuto e l’accettazione divina del sacrificio attraverso una tecnica sublime. L’ho reputata davvero commovente guardandola da vicino.
Alzando lo sguardo si resta sempre piacevolmente sorpresi, una cupola di forma ellittica si mostra in tutta la sua bellezza, raffigura una scena biblica, piena di angeli e riferimenti evangelici.
La basilica ha davvero una caratteristica impressionante, in quanto nel punto di questa foto la luce sembra essere davvero divina, illuminando i visitatori ci si sente illuminati dal signore nella sua stessa casa (la basilica).
Un po’ a lato si possono notare numerose statue, due di queste mi hanno colpito in particolare perché le due donne raffigurate hanno affianco un cane e un unicorno, questo ci fa capire che ancora all’epoca c’era l’importanza degli animali e soprattutto la credenza dell’esistenza degli unicorni, considerati sacri e puri.
Un po’ più avanti si nota il magnifico altare papale, in tutto il suo splendore realizzato dal grande Bernini, una volta ancora, attira l’attenzione tutta su di esso. E’ meravigliosamente scolpito e il colore nero coglie davvero l’occhio.
Ovviamente, ciò che ha colpito maggiormente è stata la sosta sulle sedie per ammirare Il Trono di San Pietro, o Cattedra di Pietro, che secondo la tradizione, era la sedia da cui l’apostolo Pietro insegnava ai primi cristiani. Essa simboleggia l’autorità spirituale del Papa, suo successore.
Nel XVII secolo Bernini realizzò il grandioso monumento che la racchiude: un’imponente struttura in bronzo sorretta dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due orientali e due occidentali, a rappresentare l’universalità della fede cristiana.
In alto, una vetrata dorata con la colomba dello Spirito Santo illumina l’insieme, evocando l’idea che l’autorità della Chiesa sia guidata dallo Spirito divino. L’opera nel suo complesso trasmette un forte senso di solennità e rende visibile il ruolo centrale del Papa come punto di riferimento spirituale per tutta la cristianità.
Pranzo (13:00)
Dopo esserci soffermati ad osservare le bellezze celate della basilica di San Pietro, ci siamo diretti verso i ristoranti locali per la pausa pranzo.
Percorso nelle stanze del Papa (14:00)
Verso le 14, io, il Professore Marchione, la professoressa Cavallari, e i compagni Francesco Graniello e Francesco Corvetti, ci siamo diretti verso il vero Stato Vaticano e le sue sedi governative guidati dal frate Marko Gongalo.
Grazie alla gentilezza di Marko, abbiamo potuto vedere luoghi e dettagli che in pochi possono vantarsi di aver visto.
Ingresso ed edifici principali
Abbiamo varcato la Porta Sant’Anna, dove le Guardie Svizzere sono sempre vigili. Percorrendo via di Porta Angelica, che conduce verso Piazza del Vaticano, abbiamo potuto osservare alcuni dei principali edifici dello Stato Vaticano, come la Biblioteca, la Banca, la Farmacia e gli uffici vaticani; Marko ci ha spiegato le loro funzioni, aiutandoci a comprendere meglio l’organizzazione di questo piccolo ma importantissimo Stato.
Nel cuore del Palazzo Apostolico
Successivamente siamo entrati nel Cortile di San Damaso, dove si trova la bella fontana omonima. In questo contesto abbiamo parlato dell’Archivio Apostolico Vaticano (un tempo detto “segreto”, nel senso di privato), che custodisce documenti di inestimabile valore, testimonianze fondamentali della storia e della cultura di secoli. Poco distante si trovano anche le Stanze di Raffaello, delle quali Marko ci ha raccontato l’importanza, poiché custodiscono alcune delle opere più significative del grande maestro. Successivamente siamo entrati nel Palazzo Apostolico, abbiamo preso l’ascensore per salire al corridoio centrale e, percorrendolo con calma, ascoltando Marko mentre ci raccontava i dettagli degli affreschi che lo decorano, siamo arrivati alla Sala Ducale.
Sala Ducale
La Sala Ducale ci si è presentata in tutto il suo splendore: i dettagli dorati e gli affreschi scintillanti sottolineavano subito l’importanza di questo ambiente. Ci trovavamo sul pianerottolo dove, un tempo, il Papa sedeva sul suo trono durante le cerimonie più solenni, e il fatto che fosse considerato uno dei punti più alti del Vaticano amplificava ulteriormente la sua rilevanza.
Marko ci ha raccontato che fu Papa Alessandro VII Chigi a incaricare il nostro grande maestro Bernini di correggere un piccolo “difetto” della sala: la sua forma leggermente curva dava una sensazione di inclinazione, che si voleva eliminare per rendere l’ambiente perfettamente armonioso. Bernini, con un ingegnoso effetto ottico, riuscì a far apparire la sala completamente dritta, trasformando un dettaglio architettonico in un capolavoro di equilibrio visivo.
Mi colpì molto questa genialità: la stanza appariva davvero dritta, e allo stesso tempo sentivo il peso della storia che traspariva da ogni affresco e doratura. Ma lo stupore non era ancora finito: attraversando la Sala Ducale, ci siamo ritrovati nella Sala Regia, pronti a proseguire il nostro percorso nel cuore del Vaticano.
Sala Regia
Entrati nella Sala Regia, ci siamo subito soffermati su un elegante altare ligneo dorato, affascinati dai dettagli scolpiti e dorati. Poi abbiamo ammirato i freschi monumentali, realizzati da artisti come Livio Agresti, Giorgio Vasari e i fratelli Zuccari, che raccontano momenti cruciali della storia della Chiesa, come il ritorno di papa Gregorio XI a Roma, la battaglia di Lepanto e la pace di Venezia tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. Quei dipinti così vividi e pieni di movimento mi hanno davvero colpita. Marko ci ha poi raccontato tre leggende legate alla sala: San Nicola, il cui volto apparirebbe inciso in una nicchia di marmo come segno di protezione; La Madonna, che una guardia avrebbe visto emergere in una luce sul marmo del pavimento, simbolo della sua presenza divina: La testa del cucciolo di unicorno, percepito in un dettaglio del marmo di una parete, un simbolo di purezza e mistero. Dopo aver ascoltato le leggende e osservato con attenzione i dipinti della Sala Regia, ci siamo poi diretti verso la Cappella Paolina.
Cappella Paolina
La Cappella Paolina mi ha davvero colpito: Marko ci aveva spiegato che, a differenza della vicina Cappella Sistina, questa era usata di rado ed era pensata come spazio più intimo e personale, riservato alla preghiera e alla riflessione. All’interno si trovano due affreschi straordinari di Michelangelo. Il primo, la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco, mostra Paolo colpito dal fulmine della visione divina, mentre cade da cavallo: il tremito del terreno e il dinamismo della scena trasmettono la potenza dell’intervento divino e la trasformazione spirituale di Paolo. Il secondo, la Crocifissione di San Paolo, ritrae il santo che viene inchiodato a testa in giù, simbolo della sua umiltà e della totale dedizione a Dio. Entrambi i dipinti emanano una spiritualità intensa e drammatica, che ci ha portato a riflettere sul sacrificio e sulla fede.
Quello che mi ha davvero affascinato è stato vedere come Michelangelo abbia inserito due suoi autoritratti nei dipinti. Piuttosto che distrarre, questo piccolo gesto sembrava quasi un invito personale: uno sguardo discreto dell’artista che ci guida a osservare Paolo, a sentire la sua santità e a percepire, in qualche modo, la presenza di chi ha creato quell’arte così intensa. In quel silenzio della cappella, mi sono sentita vicina alla spiritualità del luogo, quasi partecipando anch’io a quel momento di devozione e riflessione.
Dopo esserci soffermati a riflettere sulla profondità e sull’intensità di queste due scene, ci siamo poi diretti verso la Cappella Sistina.
Cappella Sistina
Arrivati all’interno della Cappella Sistina, siamo rimasti tutti stupefatti: io, in particolare, sono stata davvero sorpresa nel poter finalmente osservare da vicino il capolavoro di Michelangelo, un maestro che ammiro profondamente. Ci siamo subito soffermati sul Giudizio Universale e sul suo significato: i demoni che trascinano le anime verso l’inferno, gli angeli che cercano di sollevare i giusti in paradiso, e la figura centrale di Cristo, che osserva dall’alto l’intero dramma umano con uno sguardo severo e insieme compassionevole.
Poi ci siamo concentrati sul dipinto più famoso: la Creazione di Adamo, in cui la mano di Dio si protende verso quella di Adamo senza mai toccarla. Questo gesto delicato e sospeso è di una forza straordinaria: sembra ricordarci che l’uomo, pur amato e guidato dal Creatore, non raggiunge mai la perfezione divina, eppure è proprio in questa distanza che nasce la sua potenzialità e bellezza.
Un dettaglio curioso che ci ha affascinati è la figura dietro Dio, sagomata come un cervello: un piccolo, geniale indizio che Dio è la mente che governa tutto, l’origine di ogni pensiero e di ogni ordine nell’universo. In quel momento, tra colori e forme, ho sentito come se la Cappella stessa raccontasse non solo la storia dell’uomo e del divino, ma anche la forza infinita della creatività e dell’immaginazione umana.
Terrazza panoramica su Roma
Dopo queste suggestive visioni, abbiamo fatto una breve pausa prima di lasciare il luogo, salendo su una terrazza con vista su tutta la Piazza di San Pietro. Lo sguardo si perdeva tra le forme architettoniche e i giochi di luce: una vista davvero meravigliosa e stupefacente.
Qui, ancora una volta, abbiamo visto gli uccelli migratori: le loro evoluzioni leggere e sinuose nel cielo sembravano accompagnare silenziosamente la conclusione del nostro viaggio, come piccoli messaggeri di un cammino ormai vicino alla sua fine. Dopo aver ammirato un’ultima volta il panorama e la grandiosa bellezza della piazza vaticana, abbiamo ringraziato Marko per averci guidati in questa esperienza straordinaria, così intensa e irripetibile, che resterà a lungo nella memoria.
Mostra dei 100 presepi (18:00)
Siamo poi tornati nella Piazza di San Pietro per riunirci con gli altri compagni, e insieme abbiamo visitato la mostra dei 100 presepi in Vaticano: una splendida esposizione che raccoglieva presepi dei più svariati stili, culture e nazionalità, ciascuno esprimendo in modo unico creatività e devozione.
Cena a Trastevere (Da Ivo) (19:30 – 20:30)
Tornati sui nostri passi e lasciata la Città del Vaticano, ci siamo riuniti tutti a cena a Trastevere, al ristorante Da Ivo, per poi rientrare dalle suore e riposarci in vista dell’ultimo giorno di questo viaggio.
GIORNO 4
Ci siamo svegliati alle 9 e, dopo aver fatto colazione, abbiamo preparato le valigie per poi dirigerci alle ultime tappe prestabilite.
Visita alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme (10:20)
Per prima ci siamo fermati alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che è stata davvero affascinante da visitare. Mi ha colpito molto vedere da vicino il telo di Gesù e le reliquie dorate, così come ciò che è rimasto della Croce: è incredibile pensare alla storia e alla devozione che si nascondono dietro questi oggetti, quasi come se ogni dettaglio raccontasse un pezzo di passato.
La chiesa in sé è davvero interessante, con le sue diverse stanze, ognuna ricca di storia e arte sacra, che ti fanno sentire immersi in secoli di fede e tradizione. La visita è stata resa ancora più speciale dall’opportunità di ammirare dei presepi davvero unici: alcuni realizzati da un dottore come hobby, così curati nei dettagli da sembrare quasi vivi, e uno proveniente direttamente da Napoli, che porta con sé tutta la magia e la tradizione del Natale partenopeo. Successivamente, ci siamo diretti verso la Scala Santa, uno dei luoghi più suggestivi di Roma.
Scala Santa
Mi ha colpito profondamente vedere le persone che salivano i gradini inginocchiate, mostrando una devozione così intensa: osservare questo gesto mi ha fatto riflettere sulla forza della fede e sul rispetto che si porta al culto.
Noi abbiamo salito la scala in parte a piedi, ma ci siamo soffermati con attenzione davanti all’altare dove è esposto Gesù Cristo in croce. È stato un momento di silenzio e contemplazione, che mi ha permesso di percepire l’intensità spirituale del luogo. Dopo un po’, ci siamo incamminati verso l’uscita, portando con noi la suggestione di questa visita.
La tappa successiva era la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio.
Santo Stefano Rotondo
La Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio è un edificio affascinante, noto per la sua pianta circolare unica, che lo distingue dalle altre chiese di Roma. Ciò che mi ha colpito maggiormente è sapere che originariamente era un tempio pagano e che, nel corso dei secoli, è stato trasformato in una basilica cristiana. Questo passaggio da luogo di culto pagano a cristiano rende l’edificio un vero e proprio testimone della storia e della trasformazione religiosa della città. All’interno, la disposizione degli spazi e le decorazioni, tra cui affreschi e mosaici, raccontano secoli di fede e cultura, creando un’atmosfera che mescola storia, arte e spiritualità. Dopodiché abbiamo visitato altre basiliche come Santi Giovanni e Paolo al Celio per poi arrivare al Circo Massimo.
Circo Massimo (12:30)
Il Circo Massimo era l’enorme stadio romano dedicato alle corse dei carri, capace di ospitare centinaia di migliaia di spettatori. Mi ha interessato molto visitarlo: è davvero un peccato che nel corso dei secoli sia rimasto così poco dell’originaria struttura, ma l’immaginazione aiuta molto. Pensare che in quel luogo una miriade di cocchi e cavalieri si sfidassero in spettacolari corse è davvero impressionante.
Piazza con bancarelle e pranzo (13:30)
Ci siamo poi fermati in Piazza Navona per ammirare la splendida Fontana dei Quattro Fiumi. Dopo aver pranzato, ci siamo divertiti alle giostre presenti in piazza, con i più disparati intrattenimenti, e alcuni di noi sono anche riusciti a vincere dei premi!
Abbiamo continuato le nostre visite ad altri luoghi emblematici di Roma: oltre al Circo Massimo, abbiamo visto la magnifica Fontana di Trevi e il maestoso Pantheon di Agrippa.
Fontana di Trevi (15:30)
Ci siamo quindi incamminati verso la magnifica Fontana di Trevi, famosa per la sua incredibile scenografia barocca e per la statua centrale di Oceano che domina le acque. È davvero suggestivo lanciare una monetina nella fontana, pensando di poter tornare un giorno a Roma, e osservare tutti i dettagli delle figure e dei cavalli marini che sembrano prendere vita.
Pantheon di agrippa (16:00)
Infine, siamo stati al maestoso Pantheon di Agrippa, uno degli edifici meglio conservati dell’antica Roma. Purtroppo non siamo riusciti a entrare a causa della lunga fila, ma possiamo solo immaginare la bellezza della sua imponente cupola con l’oculo centrale, che deve lasciare senza fiato e creare un gioco di luce unico all’interno. L’armonia delle proporzioni e della struttura ci ha davvero impressionati. È incredibile pensare che un edificio costruito oltre duemila anni fa continui a stupire chiunque lo visiti.
Rientro in treno (19:25 – arrivo 23:15)
Siamo poi ritornati verso le suore Pallottine, ringraziandole più volte per la loro calorosa ospitalità e riprendendo le nostre valigie; verso le 19:30 eravamo già sul treno per tornare a casa. Questo viaggio ha lasciato un segno speciale in ognuno di noi: ci siamo arricchiti interiormente e, forse, anche noi abbiamo lasciato qualcosa in questa grande città, segnata dai secoli da bellezze e opere d’arte straordinarie. Il nostro viaggio a Roma finisce qui, ma il cammino spirituale e personale di ciascuno di noi continua a svilupparsi. Mi sento profondamente arricchita da questa esperienza: mi ha donato emozioni uniche e ha rafforzato il legame tra compagni di classe e professori. Sono sicura che ognuno di noi porterà nel cuore questa magnifica avventura, come un ricordo prezioso da custodire per sempre.
Valentina Corradi 4^D














