Polizia di stato

Anche nel 2015 si rinnova la campagna itinerante di educazione alla legalità “Una vita da Social”, che raggiungerà gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, gli insegnanti e i loro familiari in tutto il Paese.

Il Progetto, ideato e curato dal Servizio polizia postale e dall’Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato, ha lo scopo d’informare e sensibilizzare gli utilizzatori dei social network sui rischi della Rete.

Simbolo e cuore del Progetto è il Truck, un bus allestito a spazio multimediale che sosterà nelle principali piazze cittadine. Al suo interno esperti della Polizia postale daranno consigli e spiegheranno i principali pericoli che si incontrano sulla Rete per navigare in sicurezza.

L’iniziativa è rivolta non soltanto agli studenti, ma anche a insegnanti, genitori e a chiunque volesse saperne di più sulle insidie di Internet.

Oltre ai momenti di formazione, in alcuni centri di maggiore interesse (Torino, Milano, Padova, Ravenna, Firenze, Perugia, Roma, Bari, Palermo e Cagliari) sono previste delle rappresentazioni teatrali sul bullismo, durante le quali esperti della Postale daranno consigli e spiegheranno i principali pericoli che si incontrano sulla Rete.

Il percorso del Truck, che nel 2015 prevede 55 tappe, è stato riassunto su una mappa. Passando con il mouse sulle città si apre un box con i principali eventi che hanno caratterizzato ogni singola tappa.
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fonte: www.poliziadistato.it




Stage Martino Scalvini

Ho svolto uno stage di due settimane presso la società Kalyos S.r.l nella sede Garda Computers a Desenzazno del Grada a partire dal 26 Gennaio fino al 6 Febbraio 2015.

Kalyos S.r.l opIMG-20150206-WA0011era nel settore dell’Information e Communication Technology, fornendo servizi di consulenza software e hardware alle imprese del territorio.
Si occupa nello specifico di produzione, vendita e assistenza di:
software gestionale e fiscale per aziende e professionisti,
software per la gestione documentale,
soluzione per ristoranti, hotel e negozi,
realizzazione di reti(server, pc, router ecc.)e infrastrutturedi sicurezza (nas, firewall, ecc),
stampanti e multifunzioni,
registratori di cassa per commercianti e aziende.
Appena arrivato mi è stato presentato tutto il personale, ho visitato la sede per entrare nell’ambiente lavorativo e conoscere tutte le persone che ho affiancato durante lo stage e che in un futuro probabilmente affiancherò. Successivamente sono stato informato per quanto riguarda i compiti che avrei dovuto svolgere e i servizi offerti dall’azienda. Dopo aver visionato diversi video-corsi e varie nozioni gentilmente fornitemi dal mio tutor aziendale Dott. Paolo Travagliati, mi sono occupato principalmente del progetto interno “Lasersoft”riguardante il settore della vendita e assistenza di soluzioni per la ristorazione e il retail, che consisteva nelle seguenti mansioni:
realizzare il manuale funzionale per gli utenti,
studiare e presentare le implementazioni degli ultimi aggiornamenti,
inserire i dati per un cliente prossimo all’apertura del locale,
aggiornare e preparare le soluzioni presenti nello showroom in negozio pronte per essere presentate ai clienti.

Questa esperienza è stata fantastica e molto importante per me a livello personale e professionale, ho imparato molte cose nuove ed utili che purtroppo a scuola non avevo minimamente visionato. Nonostante ciò ringrazio la scuola che mi ha permesso di svolgere, anche se per un breve periodo, uno stage che mi ha illustrato l’ambiante lavorativo e le mansioni giornaliere di cui si può occupare un diplomato del mio    settore.
In questa azienda ho avuto la fortuna di incontrare un personale molto comprensivo e disponibile nei miei confronti. Mi sono state fornite tutte le informazioni necessarie a svolgere le mansioni affidatemi con cura e dedizione.
D’altro canto mi sono impegnato nello stesso modo con il quale sono stato seguito, mostrando impegno, entusiasmo e volontà. Ho sempre cercato di mettere del mio in ogni progetto e mansione che mi è stata affidata senza mai tirarmi indietro, con la giusta motivazione e serenità d’animo che l’ambiente lavorativo mi forniva. Ritengo di ringraziare Kalyos S.r.l, il mio tutor aziendale Dott. Paolo Travagliati, il Dott. Ferruccio Travagliati con tutto il personale e il Prof. Domenico Marchione che si è dedicato con passione alla mansione affidatagli dalla scuola, in un primo momento verificando le formalità generali e successivamente volendo conoscere approfonditamente con me e il mio tutor i rapporti interpersonali e i compiti che ho svolto nell’azienda.

Martino Scalvini




Esperienze scambi culturali in Germania

La classe davanti alle porte di Brandeburgo

La classe davanti alle porte di Brandeburgo

Uno scambio culturale in Germania è un modo eccellente per acquisire una conoscenza linguistica del tedesco superiore direttamente sul posto, dato che il tedesco è una delle lingue più parlate in Europa.

1° Esperienza

Copia di muro 1Ho fatto questa esperienza nel 2014, quando facevo la 4° superiore. Siamo stati a Monaco e dire che è stata un’esperienza fantastica non basterebbe. Sono stata ospitata da una famiglia stupenda, la mia compagna era un po’ più piccola di me ma era simpaticissima e ci siamo divertite insieme. Hanno una mentalità diversa dalla nostra ma hanno cercato in tutti i modi di farmi sentire a casa, è stata una bella esperienza.

2° Esperienza

Io la mia prima esperienza l’ho fatta in 3° superiore con la mia classe.

I ragazzi ad Alexanderplatz

I ragazzi ad Alexanderplatz

I tedeschi, al contrario di quanto si pensi, sono aperti e ospitali, ma bisogna essere i primi a buttarsi per fare amicizia. Nella famiglia in cui ero ospitato, tutti erano ospitali e cortesi, a parte un anziano che odiava gli italiani per via della Seconda Guerra Mondiale. La cosa che mi ha colpito dei tedeschi è come mangiano, sapevo mangiassero male ma non così tanto! Consiglio l’esperienza.

3° Esperienza

Sono Luigi, frequento la 2° superiore presso l’Itis Cerebotani. Due mesi fa ho avuto un’esperienza di scambio culturale con alcuni ragazzi di Berlino. Sono stato ospitato da una famiglia di tedeschi, sono stato molto bene, era una famiglia molto gentile e accogliente. Il giorno dopo l’arrivo abbiamo visitato Berlino, una città un po’ fredda ma con ottimi servizi. L’esperienza è durata una settimana, e in questo periodo di tempo ho avuto la possibilità di approfondire le mie capacità linguistiche e culturali con il mondo tedesco. È stata un’ottima esperienza e la porterò con me per il resto della mia vita.

Conclusioni

Grazie a queste esperienze i ragazzi dell’istituto hanno avuto l’opportunità di approfondire e migliorare il loro bagaglio linguistico e culturale. Questa iniziativa fa parte di un progetto più esteso che ambisce ad una internazionalizzazione dei nostri studenti promossa dall’Unione Europea.

I ragazzi a Cecilienhof

I ragazzi a Cecilienhof

Mastria Lucio




Expo 2015: un’ occasione per parlare di spreco alimentare

Un po’ di storia

la tour Eiffel di notte

La tour Eiffel di notte

Tantissime sono le Esposizioni Universali che si sono susseguite dal 1933 ad oggi, ma alcune di esse, anche antecedenti a questa data, sono passate alla storia.

Le Esposizioni Universali hanno origini molto lontane, più precisamente nella Parigi del 1798 con “Exposition publique des produits de l’industrie Française”.

Ma la prima Esposizione Universale della storia, così come più o meno la intendiamo oggi, risale alla Londra del 1851, capitale dell’Inghilterra e centro industriale del mondo.

L’esposizione Universale di Londra del 1851 “The Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations” con i suoi 25 paesi ospiti e 6 milioni di visitatori, ha rappresentato un evento unico nel suo genere che ha segnato profondamente la storia di questo tipo di manifestazioni garantendo il successo proprio e delle future Esposizioni Universali.

Dopo Londra, infatti, si susseguirono negli anni un gran numero di Esposizioni Universali che interessarono le più grandi capitali del mondo: Parigi, Vienna, Melbourne e ancora Parigi, con la straordinaria Esposizione Universale del 1889, intitolata “Celebration of the Centennial of the french revolution”. L’Esposizione, che aveva come tema il centenario della Rivoluzione Francese, ci ha lasciato la Tour Eiffel, la torre di ferro alta 300 metri, costruita appositamente per l’occasione.

Il grande tornado delle esposizioni investì anche Milano, che esordì nello scenario economico mondiale con l’ Esposizione internazionale del Sempione del 1906, e che vide la straordinaria partecipazione di 25 paesi e 10 milioni di visitatori da tutto il mondo.

Dopo Milano ancora Esposizioni Universali in ogni parte del mondo. La manifestazione stava ormai diventando strumento necessario di un paese per lanciare la propria economia e la propria immagine di potenza politica e sociale.

Oramai troppi interessi erano entrati in gioco e la portata mondiale del fenomeno scaturì la necessità di avere un regolamento a cui attenersi.

Così, da questi presupposti venne redatta la Convenzione di Parigi che sanciva la nascita del B.I.E-Bureau International des Expositions. Era il 1928 e 31 paesi nel mondo firmavano una convenzione che regolamentava sotto tutti i punti di vista l’organizzazione di questi eventi. Con il nuovo secolo e la grande Esposizione del 1939 a New York, inizia la nuova era delle Esposizioni Universali.

La guerra, però, interruppe anche queste manifestazioni che riprenderanno solamente nel 1947.
Ma è dal 1958 in poi, con l’ Esposizione di Bruxelles, “Bilancio di un mondo, per un mondo più umano” , che si apre davanti la nuova frontiera delle Esposizioni Universali.

Da allora in poi infatti le Expo diventano strumento di promozione politica, economica e sociale che vedeva la collaborazione dei più potenti paesi del mondo per una crescita globale, che si confermerà definitivamente con l’ingresso nelle convenzione delle realtà asiatiche dall’Expo di Osaka nel 1970.

EXPO 2015

logo dell' Expo 2015

Logo dell’ Expo 2015

Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, 184 giorni di evento, oltre 130  Stati partecipanti.
Expo 2015 si confronta con il problema del nutrimento dell’uomo e della Terra e si pone come momento di dialogo tra i protagonisti della comunità internazionale sulle principali sfide dell’umanità.

E’ possibile garantire cibo e acqua alla popolazione mondiale? Aumentare la sicurezza alimentare?

L’alimentazione non è soltanto l’ovvio rifornimento al nostro organismo di energia e delle sostanze di cui ha bisogno, quindi il primo diritto di ogni persona. È anche il fondamento di un sano sviluppo fisico e mentale, quindi della salute e della longevità. Lo straordinario miglioramento della qualità della vita avvenuto nel corso delle ultime generazioni è probabilmente da attribuire più a un’alimentazione migliore, che a una medicina più efficace.

La tradizione alimentare è uno specchio della nostra vita che si evolve con i tempi, e ci dice chi siamo, e a quale comunità apparteniamo.

Ma “assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile”, come chiede la domanda di Expo 2015, è una sfida gigantesca.

Come ogni problema complesso, anche questo non ha soluzioni semplici. Non esiste la causa dei problemi alimentari, come non esiste la soluzione.

Le soluzioni devono essere tante quante le diverse soluzioni locali ma la sfida dell’alimentazione – questo ce lo insegna il passato – si può vincere.

Fame e malnutrizione

bambini malnutriti

Bambini malnutriti

Nel 2013, circa 842 milioni di persone – circa una su otto nel mondo –soffrono cronicamente la fame e non dispongono di cibo sufficiente per condurre una vita attiva.

La regione più colpita è l’Africa, dove una persona su quattro è sottoalimentata, seguita da alcuni paesi dell’Asia meridionale.

Mezzo milione di bambini ogni anno diventano ciechi per mancanza di vitamina A, e la metà di loro muore entro l’anno successivo. La carenza di zinco provoca la morte di circa 400.000 bambini. 165 milioni di bambini soffrono di malnutrizione.

Però una notizia buona c’è: le persone che soffrono la fame sono 173 milioni in meno rispetto al 1990, nonostante la popolazione mondiale sia nel frattempo passata da 5,5 a quasi 7 miliardi.

In Italia, come negli altri paesi avanzati e nella maggior parte ormai dei paesi emergenti, il problema delle ricorrenti carestie, e della fame cronica per la stragrande maggioranza della popolazione, è stato risolto nel corso del Novecento grazie a uno straordinario aumento della produttività dell’agricoltura e dell’allevamento, frutto della sistematica applicazione di nuove conoscenze scientifiche.

Obesità

bambini obesi

Bambini obesi

Quando si comincia a mangiare di più non è facile fermarsi, anche perché – come sperimentato da chiunque abbia cercato di perdere peso – siamo biologicamente attrezzati per difenderci dalla scarsità, ma non dall’abbondanza.
Oggi il numero delle persone sovrappeso (1,1 miliardi) o obese (500 milioni) è quasi esattamente il doppio di quello delle persone che soffrono la fame. Ma è anche il doppio rispetto al 1980 e la metà rispetto al 2030, se il trend attuale dovesse continuare.

La causa è la cosiddetta “transizione alimentare”: al crescere del reddito i cibi a basso contenuto calorico, come i cereali, vengono sostituiti con altri di maggior pregio ma anche a maggior contenuto calorico, come carne, latte e latticini, oppure con prodotti industriali confezionati, spesso di bassa qualità nutrizionale perché troppo ricchi di calorie e troppo poveri di micronutrienti.

Allo stesso tempo, la vita diventa più sedentaria, quindi il fabbisogno di calorie diminuisce e diete troppo povere diventano così troppo ricche.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i chili di troppo sono responsabili del 44% dei casi di diabete, del 23% degli infarti e del 40% di alcuni tipi di cancro, e sono diventati la causa di malattia in più rapida crescita.

Il problema è particolarmente grave nei paesi emergenti, dove mancano le risorse e le strutture per curare tante persone.

Spreco di cibo

Un terzo circa del cibo prodotto nel mondo non arriva nel piatto dei suoi abitanti.
Il cibo viene perduto lungo il suo intero ciclo di vita, dal produttore al consumatore.
Nei paesi più poveri, le perdite avvengono soprattutto nel campo, nei trasporti, nello stoccaggio e nella lavorazione, per mancanza delle infrastrutture necessarie: il cibo viene danneggiato (a causa di topi, ratti, locuste e altri insetti) o si deteriora (per mancanza di igiene o di una catena del freddo) prima ancora di arrivare alla vendita e al consumo. Il singolo consumatore però butta via solo 6-11 chili di cibo all’anno.

Nei paesi più ricchi, invece, le perdite maggiori sono nella vendita e nel consumo.
Si butta via il cibo perché contiene contaminanti (come agrofarmaci o micotossine) superiori ai limiti di legge, perché il livello qualitativo (anche semplicemente nell’aspetto) non è all’altezza, perché è scaduto ma è ancora buono, perché i supermercati preferiscono tenere gli scaffali sempre pieni, anche se sanno che parte del prodotto non sarà venduta.

Molto cibo, infine, viene sprecato a casa: secondo le stime FAO, dai 95 ai 115 chili di cibo per persona l’anno.
In Italia, le stime più affidabili parlano di un 8% della spesa alimentare che finisce nella spazzatura, per un valore fra i 7 e i 9 miliardi di euro l’anno.

Anche il costo ambientale è impressionante: per produrre il cibo che viene poi perduto si occupano 1,4 miliardi di ettari di terra che si potrebbero restituire agli ecosistemi naturali, si producono 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica che contribuiscono al cambiamento climatico, si sprecano 250 chilometri cubici di acqua, oltre all’energia e ai mezzi tecnici usati.

Ogni anno, nelle case dei paesi ricchi, si buttano 222 milioni di tonnellate di cibo, una quantità pari quasi alla produzione totale netta di cibo nell’Africa sub sahariana.

spreco-alimentare

Alessia Frasson – Pietro Raimondi




Partecipazione alla 3° Fiera delle imprese formative simulate

La Fiera dura due giorni e ci partecipano diverse scuole anche dal Tirolo e dalla Germania. L’anno prossimo l’evento maggiore si svolgerà a Praga e ci sarà una piccola mostra davanti all’Expo di Milano. La fiera di oggi si trovava all’interno di una scuola di Monza, la scuola Confalonieri, che ha messo a disposizione il suo cortile per i diversi stand. Appena arrivati siamo entrati ed ognuno di noi ha avuto il timbro IFS per fare in modo da poter entrare e uscire in ogni momento, una volta entrati abbiamo fatto il giro di tutte le varie postazioni. Le postazioni erano molto varie ed ognuna offriva spunti e caratteristiche diverse. C’erano scuole che vendevano vestiti, scuola che facevano frullati di frutta, scuole che vendevano i frutti della propria terra, scuole che facevano progetti per il riscaldamento e una scuola ha anche progettato un missile. Altre scuole facevano programmi per la fotografia, altre facevano robot tecnologicamente molto avanzati e ogni progetto era molto interessante. Uno stand particolarmente attivo era questo: “Alla corte di Teodolinda”, rappresentati da una scuola alberghiera che offriva il proprio cibo. Teodolinda è stata colei che ha convertito Monza al cristianesimo dall’arianesimo quindi è una persona chiave di questa città e a lei è stato dedicato il Duomo e una corona con un valore particolare che è ancora custodita e si dice che ci sia anche una leggenda su un chiodo in essa, per questo motivo hanno voluto dare il nome a questo stand. Questo stand è dei ragazzi di un Itis che hanno sviluppato un robot a sei braccia e in più hanno anche sviluppato un cane robot con il linguaggio specifico che evita gli ostacoli ribaltandosi su se stesso. Sono stati molto bravi perché il progetto non era semplice. Alla fiera ci hanno accompagnato il professor Strano e la professoressa Cotrufo che sono stati molto socievoli e simpatici. Durante la nostra visita alla fiera siamo andati anche nella sala conferenze, una bellissima sala dove parlavano il sindaco di Monza, il direttore di Confindustria, l’assessore del Comune e altre personalità elevate. Il discorso è stato molto interessante perché hanno spiegato come aiutare noi ragazzi a migliorare e come trovare i soldi per fare queste iniziative e non bloccare la nostra creatività. Continuando la nostra visita abbiamo anche incontrato uno stand molto interessante perché fa cose che vorremmo fare anche noi ragazzi ossia modificare le immagini. Questo è il manifesto e loro ti fanno la foto, poi la modificano a loro scelta e successivamente la inviano a te, come idea è molto bella e non facile da realizzare dato che i programmi per modificare le immagini in modo completo costano molti soldi. Una volta finita la visita alla fiera due guide turistiche della scuola Olivetti ci hanno accompagnato a fare la visita della città, del fiume e dei posti più caratteristici. Successivamente abbiamo avuto del tempo libero per andare dove volevamo, una meta molto ambita è stata andare al Parco di Monza che è anche il più grande in Europa e al suo interno possiamo trovare anche l’autodromo di Monza molto rinomato per le gare automobiliste e motociclistiche che fanno al suo interno. E’ stata un’ottima esperienza e abbiamo imparato molte cose sul lavoro che dovremo fare anche noi dato che l’anno prossimo se riusciremo, andremo anche noi a esporre il lavoro che stiamo facendo.




Il saluto del Dirigente all’allievo Davide Rebusco

In ricordo di Davide Rebusco (classe 4G), deceduto in un incidente stradale.

Caro Davide il tuo destino è stato atroce . La Comunità scolastica dell’ITIS Cerebotani è stata profondamente sconvolta dalla notizia della tua morte. Sabato 3 maggio 2014 ai tuoi funerali c’erano i tuoi insegnanti e tutti i tuoi compagni. E’ arrivato anche Taietti pur essendo ormai inserito nel mondo del lavoro, per darti un ultimo saluto. Abbiamo organizzato un pullmann per venire tutti insieme per essere vicini ai tuoi genitori e per onorarti nell’ultimo saluto. Tutta la cittadinanza di Raffa di Puegnago era presente in Chiesa e tutti si sono stretti intorno ai tuoi genitori. Quando siamo arrivati davanti alla Chiesa c’era una folla immensa ed è stato impossibile per me entrare in Chiesa e mi sono dovuto fermare sul portone d’ingresso. Avrei voluto salutarti come hanno fatto i tuoi amici ed essere di conforto ai tuoi genitori ma in quelle condizioni è stato impossibile, per cui le poche parole che avevo preparato per dirtele in Chiesa le scrivo sul nostro sito, sicuro che in qualunque parte tu sia ti arriveranno lo stesso. Ciao Davide, Non ci sono tante parole da dire di fronte alla morte di un ragazzo di diciassette anni. Si è sempre impreparati e disorientati quando si verificano queste immani tragedie alle quali non siriesce a dare un senso razionale. Sulle strade si combatte una guerra silenziosa, 10 morti in media al giorno e settecento feriti a causa di incidenti stradali. E’ il prezzo in vite umane che la nostra società paga allo sviluppo tecnologico. Alla fine di ogni anno è comese scomparisse un piccolo Comune di circa quattromila abitanti. Ungiorno forse qualcuno ci dirà se è giusto pagare questo tributo in vite umane alla società dei consumi. Davide era all’Itis di Lonato da quattro anni e il ricordo che ho di lui è di un ragazzo gentile, pulito , onesto. Non ha mai dato motivo di essere richiamato, ha sempre fatto il suo dovere di studente con diligenza e serietà. E’ difficile rassegnarsi alla perdita di un ragazzo che aveva tutta la vita davanti a sè, che aveva i suoi progetti e che aveva la passione della meccanica. E’ stato l’altro giorno che Davide, insieme con i suoi compagni di classe ha partecipato ad una bella visita al Museo del ferro di Odolo e poi alla Feralpi di Lonato. A casa è tornato entusiasta per quello che aveva visto e per gli stimoli che questavisita gli aveva provocato. Insieme con i suoi compagni, Davide aveva collaborato a costruire una maschera per foratura, sotto la guida dei Proff. Facchinetti e Fierravanti, che è un gioiello di alta meccanica e che fa onore a tutta la classe. In questi momenti di dolore struggente tutti abbiamo bisogno di essere sostenuti e confortati, ma caro Davide, che più di tutti questo bisogno lo hanno i tuoi genitori, tua madre,tuo padre che adesso sono rimasti soli, lo hanno i tuoi compagni che non possono accettare questa morte ad un mese dalla conclusionedel percorso di studi. Lo hanno anche i tuoi insegnanti che per quattro anni hanno apprezzato la tua educazione, il tuo sorriso gentile e il tuo impegno nello studio. Noi che siamo cristiani pensiamo che esista un al di là e quindi pensiamo che tu da qualche parte in cielo veglieraisui tuoi genitori, sui tuoi compagni che si apprestano ad affrontare la vita. Ciao Davide, ti ricorderemo sempre, ci resterà il ricordo di un ragazzo per bene e la dolcezza del tuo sorriso. Il tuo Preside: Vincenzo Condello




IL SOLDATO (in memoria della Grande Guerra)

soldati in trincea

soldati in trincea

Ogni alba è tramonto ed ogni tramonto è alba per il soldato.
La mattina il risveglio viene accolto da una fresca aria pungente come pungenti sono le sensazioni vissute.
Ogni giorno si presenta con un pugno invisibile nello stomaco ed è un bene, lo aspetta una lunga marcia e ha bisogno di stare sempre all’erta e questo pugno glielo ricorda.
Il pericolo di un’ imboscata è onnipresente talmente tanto da risultare angosciante, la paura ha un sapore nuovo per il soldato.
La paura ha assunto il sapore del fango in cui il nostro milite marcia e striscia e con cui si ricopre come è vero che infanga pure il suo animo fino a trasformarlo.
Lo sente che il lato umano sta svanendo , nessuna pietà, nessuna gentilezza, non è concessa la galanteria in guerra.
Lo si può notare dagli occhi del soldato. Lo sguardo prima deciso poi perso poi intimorito e nuovamente deciso, i muscoli sempre contratti pronti ad ogni evenienza, chiari sintomi di un incessante nervosismo… è una guerra logorante per l’umanità.
Infine il tramonto e la sera tanto desiderata dal soldato che l’accomuna ad una tregua.
Viene servito un pasto che è una carezza per lo stomaco, un pasto che non sarà digerito a cuor leggero, siamo in guerra e il pericolo è in agguato.
Giunta la sera dopo aver consumato il proprio pasto il soldato si permette di ricongiungere il proprio corpo all’anima, ripulisce il fango che lo ha coperto ed esprime le proprie emozioni in poche righe in lettere destinate alla famiglia, amici o amori.
Il soldato soffre e ci vuole coraggio per addormentarsi sapendo di risvegliarsi assistendo al proprio tramonto.

Queste righe sono pensate non al solo ricordo di quel che passavano i soldati in guerra ma è un invito a una riflessione.
Ricordate che ognuno di noi vive nella sua vita qualche guerra e bisogna essere solidali gli uni con gli altri, non servono a nulla il bullismo né l’indifferenza.
“L’unione fa la forza” non è solo una frase fatta.Portate rispetto verso i compagni dato che non potete sapere ciò che ha vissuto o sta passando, anche una semplice frase può pesare come un macigno.

Leonardo Bazzoli




Berlino: città condannata a diventare, mai ad essere

Berlino

Berlino

“Berlino é una città condannata per sempre a diventare mai ad essere” scriveva già nel lontano 1910 tale Karl Scheffler che non sapeva del tragico futuro che incombeva sulla città.

Distrutta, rasa al suolo dopo la seconda guerra mondiale e divisa in due chi avrebbe mai immaginato che Berlino potesse diventare, assieme alla Germania, cuore pulsante del vecchio continente?

Nemmeno i tedeschi ci avrebbero scommesso un solo marco.

Oggi abbiamo di fronte ai nostri occhi una città moderna, giovane che gente come Mark Twain definì “la più nuova città in cui io sia stato.Anche Chicago apparirebbe vecchia e grigia al confronto”.

I nostri ragazzi delle quinte hanno avuto l’onore di visitare la capitale tedesca soggiornandovi dal 11 al 15 marzo. Una gita che è entrata nella storia del nostro istituto dato che per la prima volta gli studenti e i docenti accompagnatori hanno viaggiato con l’aereo.

I ragazzi hanno avuto modo di vivere la città e la società tedesca.

Della gita è rimasta impressa un’immagine di come si spera  un giorno possa essere l’Italia.

Hanno infatti potuto apprezzare una città che valorizza la sua storia con musei, hanno apprezzato una città mai ferma cosa che è permessa da servizi pubblici sempre puntuali ed efficienti e persone rispettose tra di loro e verso le norme che regolano la vita dei berlinesi.Berlinesi che sono orgogliosi di esserlo e di essere tedeschi, forse pure noi dovremmo imparare ad essere fieri della nostra bandiera.

Per riassumere Berlino ricorro nuovamente ad una citazione. Nel 2004 un professore statunitense dichiaró《Berlino combina la cultura di New York, il traffico di Tokyo, la natura di Seattle, ed i tesori storici di, beh, di Berlino》

Questa è Berlino di cui i ragazzi di quinta manterranno un prezioso e meraviglioso ricordo.

Leonardo Bazzoli – 5D

 




La scuola, maestra di vita

scuola_lavagna

scuola_lavagna

E’ risaputo come la scuola sia fondamentale per la formazione di un ragazzo o di una ragazza che un giorno si troverà faccia a faccia con il mondo del lavoro.

Noi dell’ I.T.I.S di Lonato, infatti, siamo ben preparati riguardo a questo aspetto.

Oltre ad essere preparati in materie come Italiano e Storia, siamo indirizzati in uno specifico settore, il quale ci offre una vasta gamma di attività didattiche improntate su quel particolare corso di studi.

Con il Professor Domenico Marchione però, abbiamo anche affrontato un aspetto della scuola che a volte sembra essere lasciato in secondo piano.

Si tratta dell’educazione alla CITTADINANZA e l’insegnamento di valori MORALI che ci formino come le persone di domani.

Il programma scolastico e la necessità di essere valutati, infatti, sembra a volte sovrastare la vera e più profonda finalità della scuola stessa, cioè quella di diventare maturi e di saper come comportarsi una volta terminati i cinque anni di preparazione.

In questo secondo quadrimestre, noi alunni della 3° E Informatica, siamo stati coinvolti in un progetto che mirava a responsabilizzare le persone al rispetto dell’ ambiente attraverso l’implementazione della raccolta differenziata in tutto l’istituto.

Siamo in oltre stati chiamati a fare un cartellone da appendere all’entrata della scuola per mostrare a chiunque entrasse nell’edificio la giusta propensione che la scuola assume nei confronti di attività importanti come questa.

Il riciclare può erroneamente apparire come secondario e opzionale dato che non ha una rapida conseguenza sulla nostra quotidianità ma andrà senza dubbio ad influire sull’intero ecosistema ed è quindi indispensabile attenersi a ciò che richiede.

Un’altra importante attività che ci ha visti impegnati non solamente come classe, ma anche come scuola, è stata la visita del 7 maggio del Vescovo, il quale non ha soltanto riunito tutto l’istituto Luigi Cerebotani ma ha anche permesso a noi alunni di chiarire alcuni dubbi legati a temi d’attualità legati comunque al pensiero e alla dottrina della Chiesa Cattolica.

Sia il discorso tenuto con i docenti che quello tenuto con tutti i partecipanti sono stati di grande ispirazione e ci hanno dato l’ausilio necessario per terminare l’anno scolastico cercando di fare il proprio meglio in sintonia con gli altri colleghi.

Siamo certi che non ha tutti i partecipanti queste attività abbiano giovato lasciando un segno nella propria crescita e nel proprio cammino verso l’adultità… ma noi ci sentiamo comunque positivi e siamo molto contenti di essere stati scelti dal Professor Marchione come partecipanti di entrambi i progetti.

Come direbbe Walt Whitman: “Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso…” noi della 3° E , dopo tutto quello che abbiamo imparato in questo periodo, possiamo dire di poter contribuire con un buon verso…

Cordiali saluti.

Rino Bellandi – Mario Libro - Marco Serri




Il sogno del bosone

cern

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INTRODUZIONE E IPOTESI

Noi del The B(oson)-Team pensiamo di poter vincere questa competizione in quanto riteniamo che il nostro progetto sia utile e creativo e speriamo che un esperimento nei vostri avanzati laboratori di Ginevra possa essere l’occasione cruciale per risolvere uno dei dilemmi di più difficile comprensione della nostra epoca: lo scompenso tra materia ed antimateria rilevabile nel nostro universo.

In base alle nostre conoscenze in materia di Big Bang, riteniamo che i possibili scenari riguardanti le prime fasi dello sviluppo dell’universo, ancor prima dell’istantanea espansione di cui ora si discute, possano essere solamente tre:

  • Se materia e antimateria erano presenti in egual quantità, l’unica spiegazione logicamente plausibile è che, al termine dell’annichilazione, vi sia un sopravanzo di materia, le cui cause sono tuttora sconosciute;
  • In caso contrario, già ai primordi sarebbe dovuto sussistere uno squilibrio tra le quantità di materia e antimateria;
  • Oppure, ancora, si potrebbe supporre che materia e antimateria rimangano separate da ampi spazi intergalattici, dando origine ad ammassi stellari di materia e altrettanti ammassi stellari di antimateria. All’osservazione astronomica l’antimateria non potrebbe essere riconosciuta, infatti essa produce gli stessi fotoni della materia ordinaria.

Ora, considerando che la seconda e la terza ipotesi non possano essere verificate ne smentite sperimentalmente, non resta che valutare la possibilità che la prima risulti verificata.

Per fare ciò, la cosa più semplice da fare è allestire un acceleratore di particelle in modo tale da produrre un fascio di pochissimi antiprotoni, i quali poi annichileranno in maniera controllata con i protoni degli atomi che compongono una sottilissima lamina metallica posta come target, e controllare se dopo tale annichilimento il numero di protoni “consumati” sia pari o inferiore al numero di antiprotoni rilevati nel tratto subito antecedente (da cui verranno ovviamente sottratti gli antiprotoni che verranno rilevati nel tratto oltre la lamina e che quindi non saranno annichiliti).

SCHEMA SPERIMENTALE

Il fascio di antiprotoni sarà prodotto facendo collidere il fascio primario con un target posto nell’area T9 dell’acceleratore PS. Tale fascio passerà quindi nel rilevatore Cherenkov 1, in cui verrà verificato il tipo delle particelle in passaggio.

Nel tratto subito successivo verrà posto un magnete curvante che selezionerà solo le particelle con la minima energia (0,5 GeV), e un collimatore che scremerà nuovamente solo gli antiprotoni in moto rettilineo, con angolo nullo rispetto all’asse dell’acceleratore, agendo come un selettore di velocità. Inoltre il rilevatore Cherenkov 2 verificherà nuovamente il tipo di particelle passanti e lo scintillatore ne conterà il numero esatto.

Tali antiprotoni a bassa energia e in moto rettilineo verranno quindi fatti schiantare contro un target di piombo o di altri metalli (una lamina molto sottile) e verranno rilevati e contati, da scintillatori e Cherenkov (o altri rilevatori) posti intorno al target, gli eventuali protoni e/o antiprotoni in passaggio.

SCHEMA SPERIMENTALE ALTERNATIVO

In alternativa, si potrà utilizzare un fascio di positroni e, seguendo la stessa procedura descritta sopra, farlo annichilire con una nube elettronica opportunamente mantenuta in posizione al centro dell’acceleratore tramite degli elettromagneti.

Durante il percorso, verrà inoltre posto un Lead Crystal Calorimeter per ridurre ancora l’energia dei positroni.

Gli elettromagneti per il target dovranno avere delle caratteristiche definite: non dovranno essere troppo lunghi in quanto devierebbero la direzione di eventuali protoni o antiprotoni che non avessero preso parte all’annichilimento, ma dovranno essere solo grandi a sufficienza da mantenere in sospensione magnetica nel centro dell’acceleratore la nube.

L’utilizzo di una nube di elettroni come target sarebbe a nostro avviso preferibile in quanto si eviterebbe la formazione di residui esterni allo scontro programmato, che potrebbero  quindi essere rilevati e alterare i risultati ottenuti.

CONSIDERAZIONI E ANALISI DEI RISULTATI

I possibili scenari osservati dai rilevatori saranno in sostanza tre:

  • Se tutti i protoni e antiprotoni (o positroni ed elettroni) collideranno e annichiliranno, sarà sufficiente controllare la presenza di eventuali protoni, quark o (se possibile) neutrini prodotti
  • Se non tutti i protoni e antiprotoni (o positroni ed elettroni) collideranno e annichiliranno, i rilevatori permetteranno di contare il numero di particelle che non hanno preso parte al fenomeno ed eliminarli quindi matematicamente dal conteggio
  • Se tutti i protoni e antiprotoni (o positroni ed elettroni) collideranno e annichiliranno, e non si formerà alcun prodotto aggiuntivo, l’ipotesi di partenza dovrà essere considerata falsa, e quindi vi sarà un’ipotesi in meno da analizzare per rispondere al quesito iniziale (come disse Albert Einstein: “Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato”).

Come in ogni esperimento scientifico saranno necessarie numerose prove per convalidare i risultati ottenuti, un solo esperimento non può significare nulla di certo.

Se la nostra ipotesi fosse verificata si potrebbe passare alla stesura di una teoria che chiarificherebbe ciò che ha portato al prevalere della materia sull’antimateria, una teoria che cambierebbe la concezione generale di molti teoremi fisici ed astrofisici.

Speriamo che questa nostra proposta possa essere scelta per la sua originalità e per il suo valore scientifico, nonché per l’entusiasmo di noi che l’abbiamo ideata. Per noi sarebbe in ogni caso un’esperienza unica e insostituibile, che ci cambierebbe la vita.

Speriamo di vederci presto.

The B(oson)-Team