Scambio culturale Portogallo 2025/26

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This year, the school organized a cultural exchange with Portugal, lasting one week in each of the respective countries, reaching an agreement with ESEQ High School (Escola Secundária Eça de Queiroz) located in the city of Póvoa de Varzim, a seaside town in the metropolitan area of Porto. This initiative was welcomed by many upper-secondary students, who had the opportunity to encounter new cultures, landscapes, and languages through their stay with host families and, in turn, by hosting Portuguese students.
The visits in Portugal that we remember the most for their unique places were the city of Porto, with its historic churches and typical local wine cellars; a small part of the Camino de Santiago, which led us to the Cathedral to visit its relics; a visit aboard the Portuguese caravel “Nau Quinhentista”, moored in the port of Vila do Conde; and the city of Aveiro, nicknamed “The Portuguese Venice” because of its canals and colorful houses.
The Portuguese students also had the opportunity to visit some of the most important Italian cities, such as Firenze, with its Cathedral of Santa Maria del Fiore and the famous Uffizi Gallery; Venezia, with Piazza San Marco, the Basilica, and its famous canals; the cities of Brescia and Verona, with their historic centers and remains of Roman-era architecture, such as the Foro Bresciano and the Arena di Verona; and the charming Sirmione, located on a peninsula in Lake Garda.
This opportunity allowed us students, from both countries, to become familiar with new habits and customs that were previously unknown to us. We also made an effort to organize good hospitality for the student who had hosted us earlier. The responsibilities and satisfactions connected to this experience made the trip unique and extremely educational, not only from an academic point of view, but also on a personal level.
This project was possible thanks to the commitment of the teachers A. Belleggia and R. Alves Araujo, who organized the exchange and maintained contact with the Portuguese teachers.

Quest’anno la scuola ha organizzato uno scambio culturale con il Portogallo, della durata di una settimana in ciascuno dei rispettivi Paesi, trovando un accordo con il Liceo ESEQ (Escola Secundaria Eça de Queiroz) situato nella città di Póvoa de Varzim (città di mare dell'area metropolitana di Porto).
Questa iniziativa è stata accolta da numerosi ragazzi del triennio, che hanno avuto modo di incontrare nuove culture, paesaggi e lingue attraverso la permanenza nelle famiglie ospitanti e, a loro volta, ospitando gli studenti portoghesi.
Le visite in Portogallo che ricordiamo maggiormente per la loro peculiarità sono state la città di Porto, con le sue chiese storiche e le tipiche cantine di vino locali; un tratto del Cammino di Santiago di Compostela, che ci ha condotti alla Cattedrale per visitarne le reliquie; la visita a bordo della caravella portoghese “Nau Quinhentista”, ormeggiata nel porto di Vila do Conde; e la città di Aveiro, soprannominata “La Venezia portoghese” per via dei suoi canali e delle abitazioni colorate.
Anche i ragazzi portoghesi hanno avuto modo di visitare alcune delle più importanti città italiane, come Firenze, con la sua Cattedrale di Santa Maria del Fiore; Venezia, con Piazza San Marco, la Basilica e i suoi celebri canali; le città di Brescia e Verona, con i loro centri storici e resti di architetture di epoca romana, come il Foro bresciano e l’Arena di Verona; e la suggestiva Sirmione, situata su una penisola nel Lago di Garda.
Quest’opportunità ha permesso a noi ragazzi, di entrambi i Paesi, di avvicinarci a nuove abitudini e usanze che prima ci erano sconosciute. Ci siamo inoltre impegnati a organizzare una buona ospitalità per il ragazzo o la ragazza che ci aveva ospitato in precedenza. Le responsabilità e le soddisfazioni legate a questa esperienza hanno reso il viaggio unico ed estremamente formativo, non solo dal punto di vista scolastico, ma anche personale.
Questo progetto è stato possibile grazie all’impegno dei docenti A. Belleggia e R. Alves Araujo, che hanno organizzato lo scambio e mantenuto il contatto con i docenti portoghesi.

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R. Alves Araujo




Dentro Canton Mombello: cosa abbiamo visto davvero

Visita al carcere di Canton Mombello

Accompagnati dai professori Marchione Domenico e Guerra Mauro e dalle professoresse Beatrice Spallinger e Miria Dalzovo, noi studenti della classe 5M dell’ITIS di Lonato abbiamo avuto l’opportunità di visitare il carcere di Canton Mombello a Brescia.

Non si è trattato di una semplice uscita didattica, ma di un’esperienza intensa che ci ha messo di fronte a una realtà spesso ignorata o raccontata solo superficialmente. Entrare in un carcere significa confrontarsi con storie difficili, con errori, ma anche con tentativi concreti di ricominciare.Screenshot 2026-05-01 002613

L’emergenza del sovraffollamento

Uno degli aspetti che ci ha colpito maggiormente è stato il problema del sovraffollamento: i detenuti sono più di quanti la struttura possa realmente ospitare. Questa situazione crea difficoltà nella gestione quotidiana, negli spazi e nelle attività, rendendo la vita in carcere più complessa sia per chi è detenuto sia per chi ci lavora.

Oltre le sbarre: scuola e lavoro

Nonostante queste criticità, abbiamo osservato anche la presenza di opportunità importanti. All’interno del carcere è attiva una scuola, che consente ai detenuti di continuare a studiare. Questo non rappresenta solo un modo per occupare il tempo, ma una reale possibilità di crescita personale e di reinserimento nella società.

Sono presenti anche attività lavorative che permettono di imparare un mestiere e sviluppare un senso di responsabilità. Accanto a queste, esistono percorsi di recupero dalle dipendenze, fondamentali per chi ha avuto problemi legati a droghe o ad altre forme di dipendenza.

Questi programmi dimostrano che il carcere non è soltanto un luogo di punizione, ma può diventare anche uno spazio di cambiamento e di ricostruzione personale.

La voce dei detenuti

Un elemento che ci ha colpito positivamente è il giornalino del carcere, scritto direttamente dai detenuti. Attraverso questo strumento possono raccontare le proprie esperienze, esprimere pensieri e mantenere un contatto, anche se indiretto, con il mondo esterno. È un modo concreto per dare voce a chi spesso non ne ha.

La parte più significativa della visita è stata l’incontro diretto con alcuni detenuti. Abbiamo avuto modo di ascoltare le loro storie, parlare apertamente dei loro errori e delle loro esperienze, comprese quelle legate alle dipendenze.

Le loro testimonianze ci hanno fatto riflettere profondamente sulle conseguenze delle scelte sbagliate, ma anche sulla possibilità di cambiare e migliorarsi.

Conclusioni

Questa esperienza ci ha lasciato molto su cui riflettere. Abbiamo compreso che dietro ogni persona detenuta esiste una storia complessa e che il carcere, pur con tutti i suoi limiti, può offrire strumenti concreti per ricominciare.

Non è stata soltanto una visita, ma una vera e propria lezione di vita che difficilmente dimenticheremo.

Studenti: Nodari Matteo, Pinto Simone – 5M



Uscita didattica a Riva del Garda – 10 Aprile 2026

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Nella giornata di venerdì 10 Aprile, le classi 4K e 4CL del nostro Istituto hanno partecipato ad un’uscita didattica a Riva del Garda.
Nel corso della mattinata, è stata visitata la Centrale Idroelettrica di Riva del Garda, gestita dal gruppo ‘’Dolomiti Hydrotour’’, accompagnati da due guide esperte che ci hanno mostrato gli ambienti della centrale e spiegato il loro funzionamento.
La Centrale Idroelettrica, fu progettata dall’architetto Giancarlo Maroni, lo stesso che collaborò alla realizzazione del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, ultima dimora del poeta Gabriele D’annunzio.
La centrale venne costruita alla fine degli anni Venti ed infine inaugurata nel 1929, in presenza del Vate, il quale pur ritiratosi ebbe un ruolo molto importante nella vita storico-culturale del nostro Paese e di alcune zone del Lago di Garda.

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, l’impianto è stato aggiornato e modernizzato all’interno, per migliorare l’efficienza e la sicurezza, sostituendo le condotte forzate esterne che scendevano a ridosso della montagna con una condotta interna alla parete rocciosa che funge sia da opera di captazione che di pompaggio dell’acqua.
Esternamente, è stato conservato come in origine, rimanendo una fonte importante di energia rinnovabile per il territorio.
Lo stile architettonico della Centrale appartiene all’epoca fascista con la sua grandezza e imponenza, questo si nota anche dal quantitativo notevole di marmo utilizzato per l’edificazione delle facciate.
Le classi sono state divise in gruppi e, durante la visita, è stato approfondito il funzionamento dell’impianto, che sfrutta un salto idraulico di 583 metri, tra il Lago di
Ledro e il Lago di Garda.
La centrale utilizza 3 turbine Pelton ad asse orizzontale, collegate ad alternatori per trasformare l’energia cinetica dell’acqua in energia elettrica.
È stato inoltre spiegato che l’acqua viene convogliata attraverso condotte forzate che hanno una portata massima di 12 mc/s. Gli studenti hanno potuto visitare i ‘’tunnel’’
sotterranei e vedere le condotte, della dimensione di circa 2 metri.
L’impianto, in funzione dal 1929, produce una energia elettrica rinnovabile annua di circa 100 GWh, distribuita sulla rete elettrica nazionale. Le classi hanno anche visitato i luoghi dove un tempo risiedevano i sistemi di regolazione e controllo, come le valvole e i quadri elettrici che permettevano il funzionamento dell’intero impianto, oggi controllato da remoto dalla Centrale operativa di Trento.

La visita si è conclusa con delle attività multimediali e con modellini, in modo da immedesimare gli studenti nel ruolo di ‘’tecnici di centrale’’ e capire meglio i principi
idraulici.
Nel corso del pomeriggio, dopo il pranzo, ognuno ha potuto visitare il paese in autonomia, conoscendo meglio la storia di questa importante città trentina, prima di
rientrare verso l’IIS Cerebotani.
La visita è stata un’importante occasione per approfondire quanto studiato tra i banchi e vederlo realizzato in un’opera reale e per passare una giornata piacevole tra compagni.

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Susio Davide e Matteo Carnaghi 4CL e gli studenti della 4K




Studenti Italiani alla Conquista di Dublino: il Successo del Progetto tra Cultura e Intelligenza Artificiale

Immagine 2026-04-17 203820Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo l’esperienza formativa del gruppo “Cerebotani”, composto da 15 studenti delle classi quinte, che hanno vissuto un’intensa settimana di immersione totale a Dublino. Il progetto, coordinato dalla ATC Language Schools tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, ha saputo unire la scoperta del patrimonio storico irlandese alle sfide tecnologiche più attuali.

Un Viaggio nel Tempo tra i Musei della Capitale 

Il percorso dei ragazzi è stato un vero e proprio itinerario culturale attraverso i luoghi simbolo della città. Accompagnati dalle docenti Prof.ssa Alessandra Belleggia e Prof.ssa Orietta Lancellotti e dalle guide ATC, gli studenti hanno esplorato Dublino partendo dal cuore pulsante di South King Street per poi dedicarsi alla visita dei più importanti poli museali.

Il gruppo ha avuto l’occasione di ammirare i capolavori della National Gallery of Ireland e di approfondire la storia antica presso il Museo Nazionale di Archeologia in Kildare Street. Non sono mancati momenti dedicati all’arte moderna presso l’IMMA e alla preziosa collezione della Chester Beatty Library all’interno del Castello di Dublino. Una delle giornate più memorabili è stata senza dubbio l’escursione a Howth, dove i ragazzi hanno affrontato la camminata panoramica sulle scogliere fino al faro di Baily, immergendosi nella natura incontaminata della costa irlandese.

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L’Innovazione Digitale: Il Podcast sulla AI 

Il cuore didattico del programma si è svolto presso la sede di South William Street, dove gli studenti hanno frequentato un corso d’avanguardia su “AI & Digital Literacy for Teenagers”. Durante le 15 ore di lezione, i partecipanti hanno analizzato i meccanismi dell’intelligenza artificiale, discutendone le implicazioni etiche e sociali.

Il risultato tangibile di questo studio è stato la realizzazione di un Podcast originale, creato interamente dagli studenti. Questo progetto ha permesso loro di sperimentare nuove forme di comunicazione digitale, culminando in un prestigioso incontro presso la Camera di Commercio Italo-Irlandese, dove hanno presentato il frutto del loro lavoro in un contesto professionale e internazionale.

Un’Esperienza di Vita in Famiglia 

Oltre agli impegni accademici, i giovani hanno vissuto la quotidianità dublinese ospiti di famiglie locali. Questa scelta ha richiesto spirito di adattamento e rispetto delle regole, ma ha permesso un miglioramento linguistico straordinario e un legame umano profondo con la comunità ospitante.

I ragazzi rientrano in Italia con un bagaglio arricchito non solo da nuove competenze tecnologiche e linguistiche, ma anche da ricordi indelebili di una città che li ha accolti con calore e stimoli costanti.

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Luca Roberti

 




Rivoli Veronese: le 6 pale eoliche

Il 2 marzo 2026 noi alunni delle classi 3^F, 3^CH e 3^E abbiamo visitato la centrale eolica AGSM situata a Rivoli Veronese, sul Monte Mesa.

L’impianto è costituito da sei pale eoliche con un’altezza del tronco di circa 80 metri e un diametro delle pale di 92 metri. Si tratta di dimensioni che oggi possono sembrare ridotte rispetto agli impianti eolici più moderni, ma che rappresentano comunque una produzione significativa di energia rinnovabile.

Durante la visita abbiamo potuto conoscere le principali caratteristiche tecniche dell’impianto: il funzionamento delle pale, il modo in cui il vento viene trasformato in energia elettrica e la potenza complessiva prodotta dalla centrale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.39

Energia e biodiversità

Oltre agli aspetti tecnici, abbiamo affrontato anche un tema molto importante: quello della biodiversità.

L’energia eolica è una fonte rinnovabile e pulita, ma la costruzione degli impianti può comunque avere un impatto sull’ambiente naturale. Sul Monte Mesa convivono infatti due ambienti molto diversi tra loro: il bosco, ricco di animali e insetti che dipendono dagli alberi per sopravvivere, e il prato arido, naturalmente povero di vegetazione e di specie animali.

Per ridurre l’impatto sull’ecosistema, AGSM ha scelto di installare le pale proprio sul prato arido, riuscendo così a produrre energia pulita senza danneggiare l’ambiente più fragile del monte.

La compagnia ha inoltre in programma di sostituire gli impianti più vecchi con soltanto due nuove turbine, capaci però di produrre il doppio della potenza. Questo permetterà di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e allo stesso tempo aumentare la produzione di energia.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.17

Santuario Madonna della Corona

Dopo la visita alla centrale eolica sul Monte Mesa, la nostra giornata non era ancora terminata. Nel pomeriggio ci siamo spostati verso il piccolo paese di Spiazzi per visitare il suggestivo Santuario Madonna della Corona.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_24

Questo santuario è uno dei luoghi più particolari della zona perché sembra quasi incastonato nella roccia del Monte Baldo. Arrivati a Spiazzi, abbiamo percorso a piedi il tratto finale che porta al santuario, scendendo lungo una strada panoramica dalla quale si poteva ammirare una vista spettacolare sulla valle sottostante.

Il santuario colpisce subito per la sua posizione: è costruito direttamente contro la parete rocciosa, a centinaia di metri sopra la valle dell’Adige. Questo lo rende non solo un luogo religioso molto importante, ma anche una meta molto visitata da turisti ed escursionisti.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.53

Durante la visita abbiamo osservato l’architettura della chiesa e scoperto alcuni aspetti della sua storia. Il santuario ha origini molto antiche e nel corso dei secoli è stato ampliato e ristrutturato più volte fino ad assumere l’aspetto attuale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.37

All’interno si respira un’atmosfera molto silenziosa e suggestiva, che invita alla riflessione. È un esempio di opera umana costruita per fede, dove ciò che conta non è soltanto il viaggio ma la destinazione e il significato che ognuno attribuisce al proprio percorso.

Natura, tecnologia e spiritualità

La posizione del santuario permette anche di riflettere sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale. Proprio come abbiamo visto al mattino con la centrale eolica, anche qui il paesaggio gioca un ruolo fondamentale: le montagne, la roccia e la valle creano un contesto unico che rende questo luogo particolarmente suggestivo.

Questa seconda tappa ha concluso la nostra uscita didattica. È stata una giornata molto interessante perché ci ha permesso di osservare due realtà molto diverse: da una parte la produzione di energia rinnovabile e le questioni ambientali, dall’altra un luogo storico e spirituale immerso nella natura.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_05

Studenti: Cutrona Gabriel e Nastasa Alexandru 3F



Al via la Staffetta dell’Inclusione da oltre 12000 km

La Staffetta dell’Inclusione

C’è un’Italia che non aspetta il podio per essere vincente; è l’Italia delle scuole, dei corridoi affollati e delle aule dove, ogni giorno, si scrive la grammatica dell’accoglienza.

Il 3 e 4 marzo il nostro istituto tecnico ha ospitato una delle tappe della Staffetta dell’Inclusione, un progetto promosso dal Lions Club Brescia Team Life a cui hanno aderito oltre 120 scuole in tutta Italia.

Durante questa iniziativa gli studenti si sono raccolti in aula magna con lo scopo di creare insieme uno slogan inclusivo e di imprimere con le tempere il logo del nostro istituto sul Vessillo dell’Inclusione, un telo bianco che, tappa dopo tappa, è diventato un racconto collettivo.WhatsApp Image 2026-03-03 at 11.59.51 (1)

Le opinioni degli studenti

Abbiamo chiesto ad alcuni partecipanti le loro opinioni rispetto a questo tema. Gli studenti concordano nel dire che “è giusto includere gli altri, mettendosi nei loro panni, poiché a tutti può capitare di essere in difficoltà”.

In particolare, molti sottolineano che “è importante accogliere i compagni appena arrivati, cercando di aiutarli a integrarsi nella classe, soprattutto se provengono da un altro Paese”.WhatsApp Image 2026-03-04 at 13.19.50 (8)

Tra le idee emerse non mancano nuove proposte, come intensificare progetti di peer education orientati alla collaborazione e all’integrazione, oppure promuovere più attività di gruppo all’interno delle classi.WhatsApp Image 2026-03-03 at 15.06.22

Imparare dalle differenze

I ragazzi ribadiscono come “ogni giorno si può imparare qualcosa di nuovo, soprattutto da chi è diverso da noi” e che “non bisogna lasciare indietro nessuno, ma creare ambienti in cui tutti si sentano ascoltati e valorizzati”.

L’inclusione non è quindi soltanto una parola, ma un atteggiamento quotidiano fatto di piccoli gesti: ascoltare, collaborare e aiutarsi a vicenda. In questo modo la scuola diventa davvero uno spazio in cui crescere insieme e costruire una comunità più aperta e consapevole.WhatsApp Image 2026-03-04 at 12.18.37

Studenti: Giorgio Basaglia, Diego Damato, Riccardo Lussignoli, Lorenzo Pagni, Zine Eddine Tabet 4^F



Scuola ad alta quota: diario di una settimana bianca

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Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul viaggio tra le montagne dell’Aprica 2025/2026.

Durante la settimana bianca all’Aprica, gli studenti, accompagnati dai loro professori, sono stati suddivisi in due gruppi per garantire una migliore gestione dei tempi e delle attività.

I due turni si sono avvicendati secondo questo calendario:
Gruppo 1 (3ªD, 3ªF, 3ªB, 3ªK): dall’11/02/2026 al 14/02/2026.
Gruppo 2 (3ªE, 3ªA, 3ªCH, 4ªA): dal 14/02/2026 al 17/02/2026.
Per entrambi i gruppi, la partenza in bus è avvenuta alle 6:50 con arrivo previsto per le 9:30. Dopo un viaggio che è parso infinito, ma allietato dalla vista delle cime innevate, gli alunni sono giunti all’Hotel Torena. Una volta depositati i bagagli, i ragazzi si sono subito preparati per il loro primo giorno da sogno sulla neve.

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Sci e divertimento sulle piste

Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi seguiti dai maestri di sci, scelti in base al livello di esperienza e alla bravura. La curva di apprendimento è stata estremamente positiva per la maggior parte dei partecipanti.
La routine di ogni giornata prevede, dopo la colazione in hotel, il trasferimento con la navetta verso i “campetti”, una zona riservata ai principianti e a chi desiderava affinare la propria tecnica sotto la guida dei maestri. Nel pomeriggio, invece, gli alunni hanno potuto sciare in autonomia, sempre sotto la costante supervisione dei professori.
Il vero “Must Do” della settimana è stata la pista Superpanoramica del Baradello: con i suoi 6,5 chilometri, è la pista blu più lunga d’Europa. Una discesa mozzafiato che ha lasciato tutti a bocca aperta, anche dopo averla percorsa più volte.

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Abbiamo avuto la preziosa possibilità di visitare il Museo degli Sci dell’ Aprica , dove con una guida apposita , hanno oltrepassato tutti i capitoli storici e culturali dello sport.

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Vita di gruppo e sapori locali

Le faticose ma divertenti giornate si concludevano verso le 17:30, in coincidenza con la chiusura degli impianti. In albergo, ogni sera, la cena offriva una selezione di piatti sempre diversi. Tra i più apprezzati spiccano senza dubbio i pizzoccheri della valtellina, piatto tipico della zona e vera prelibatezza montanara che ha conquistato il palato di tutti.

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Molto più di un corso di sci

Questo viaggio non ha rappresentato solo l’occasione per imparare a sciare — un’esperienza nuova e bellissima per molti — ma è stato soprattutto un importante momento di socializzazione. Le diverse classi hanno stretto nuove amicizie durante le giornate sugli sci e le uscite serali , creando insieme ai docenti una splendida atmosfera, quasi come in una grande famiglia.

Ilija Mirkovic, 3ªE

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LeRiVe: il messaggio di vita della Fondazione Ema Pesciolinorosso

Pagina speciale – Associazioni e giovani

La Fondazione Ema Pesciolinorosso ETS nasce dal dolore e dalla volontà di trasformare una tragedia personale in un messaggio educativo rivolto ai giovani di tutta Italia. L’associazione è stata fondata da Gianpietro Ghidini in memoria del figlio Emanuele (Ema), con l’obiettivo di aiutare ragazzi, famiglie e scuole a riflettere sulle scelte quotidiane, sulla prevenzione delle dipendenze e sull’importanza dei valori.

Durante gli incontri nelle scuole, nei teatri e negli spazi pubblici, Gianpietro Ghidini racconta la storia di suo figlio e invita i ragazzi a fermarsi a pensare prima di dire “sì” a situazioni rischiose. Il dialogo diretto con gli studenti diventa così uno strumento fondamentale per parlare di responsabilità, libertà e futuro.Screenshot 2026-02-12 170332

L’accaduto: che cosa è successo, dove e quando

La fondazione nasce in seguito alla morte di Emanuele Ghidini, detto Ema, avvenuta nel 2013, quando aveva soltanto sedici anni. Il ragazzo si trovava con alcuni amici durante una serata tra coetanei, nel territorio della sua zona di residenza. In quell’occasione ha assunto una sostanza, l’LSD, e si è sentito male poco dopo.Screenshot 2026-02-12 170340

La sua scomparsa ha profondamente segnato la famiglia e, in particolare, il padre Gianpietro Ghidini, che ha deciso di trasformare questo dolore in un impegno concreto. La fondazione è stata creata proprio per questo motivo: aiutare i ragazzi a comprendere i rischi legati a scelte superficiali, alla pressione del gruppo e alla difficoltà di dire “no”, promuovendo una cultura della prevenzione e della responsabilità.

Da questo percorso nasce anche un messaggio semplice ma molto forte, racchiuso in un acronimo diventato simbolo degli incontri della fondazione: LeRiVe.Screenshot 2026-02-12 170353

Che cosa significa LeRiVe

LeRiVe è un acronimo che aiuta i ragazzi a riflettere sui valori fondamentali della vita:

  • LE – Legalità: vivere rispettando le regole, la comunità e la propria dignità.
  • RI – Rispetto: per sé stessi, per gli altri, per il proprio corpo e per le proprie scelte.
  • VE – Verità: essere sinceri con sé stessi e con le persone che ci stanno accanto.

Gianpietro invita i giovani a usare LeRiVe come una vera e propria bussola, chiedendosi ogni giorno se le proprie decisioni rispettano la legalità, il rispetto e la verità. Grazie a questo messaggio, la Fondazione Ema Pesciolinorosso continua a portare in tutta Italia una testimonianza forte, capace di trasformare il dolore in un’opportunità di crescita, consapevolezza e speranza per le nuove generazioni.Screenshot 2026-02-12 170402

Il nostro pensiero sull’incontro a scuola

Il 5 febbraio, presso la nostra scuola, l’ITIS Cerebotani di Lonato del Garda, abbiamo partecipato all’incontro con Gianpietro Ghidini. È stato un momento che ci ha colpiti profondamente, perché ci ha fatto riflettere su temi importanti come le scelte, la responsabilità e il coraggio di dire no quando è necessario.

Il messaggio di LeRiVe ci è sembrato semplice ma molto efficace, perché legalità, rispetto e verità possono davvero aiutarci nelle decisioni di ogni giorno. Questo incontro ci ha fatto capire quanto sia importante fermarci a pensare e dare valore alla nostra vita e a quella degli altri.Screenshot 2026-02-12 171914

D. Truong, E. Palvarini, A. Beladelli




Gita a Bolzano






Il 18 dicembre 2025 noi studenti della classe 2ªF, insieme alla classe 1Q, abbiamo partecipato a una gita scolastica a Bolzano, un’esperienza che ha unito la scoperta del territorio, la cultura e momenti di condivisione.

Siamo partiti intorno alle 07:50 del mattino in pullman. Il viaggio, durato circa due ore, è stato piacevole e divertente: tra musica, chiacchiere e risate, l’atmosfera era molto serena. Siamo arrivati a Bolzano verso le 09:50.

Appena arrivati abbiamo visitato i famosi mercatini di Natale di Bolzano, una tradizione locale ormai diventata meta di molti turisti durante il periodo natalizio. Grazie al tempo libero concesso dagli insegnanti, abbiamo avuto anche la possibilità di esplorare le vie della città, ammirando gli edifici storici e le tipiche case tirolesi. Le bancarelle, le luci e i profumi tipici dell’inverno hanno creato un’atmosfera suggestiva che ci ha accompagnati fino alle 13:30 circa.






Non poteva mancare la visita all’interno del meraviglioso Duomo di Bolzano, la chiesa di Santa Maria Assunta. Costruita in stile gotico, al suo interno questo stile è richiamato dagli archi a sesto acuto, dai pilastri e dalle colonne sottili, oltre che dal suo sviluppo verticale. Sui muri sono rimasti i resti dei numerosi dipinti che decoravano l’ambiente interno ed esterno della chiesa. Tutto sembra studiato per colpire il visitatore con un’atmosfera quasi spettrale e misteriosa, conducendo lo sguardo verso l’enorme crocifisso posto dietro l’altare.

Successivamente ci siamo spostati in un oratorio, già prenotato e pagato in precedenza, dove abbiamo consumato il pranzo al sacco. È stato un momento tranquillo che ci ha permesso di rilassarci e stare insieme prima di riprendere le attività.

Verso le 14:30 siamo usciti di nuovo per visitare la città. Per circa un’ora abbiamo passeggiato nel centro di Bolzano, osservando le vie principali e le piazze, per poi ritrovarci tutti in un punto stabilito.

Alle 16:00 circa abbiamo visitato il Museo Archeologico dell’Alto Adige, uno dei luoghi culturali più importanti della città. Il museo è famoso soprattutto per la presenza di Ötzi, la mummia del Similaun risalente a oltre 5.000 anni fa. All’interno abbiamo potuto osservare reperti archeologici, strumenti, abiti e ricostruzioni che raccontano la vita dell’uomo preistorico e l’evoluzione delle popolazioni alpine. La visita è stata molto interessante e istruttiva.






Intorno alle 18:00 siamo usciti dal museo e ci siamo diretti verso il pullman per il rientro. Il viaggio di ritorno è durato circa due ore e mezza e siamo arrivati a casa verso le 19:30. Anche il rientro è stato piacevole: tra musica e compagnia, il tempo è passato velocemente.

La gita a Bolzano è stata per noi un’esperienza positiva e significativa, che ci ha permesso di imparare, divertirci e rafforzare lo spirito di gruppo, lasciandoci un bellissimo ricordo.



Kalicani Noah e Lorenzo Peverada – Classe 2ªF




PROGETTO GIUBILEO

Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia

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Restarting the Economy | Highlights from the EoF Global Event 2025

Il racconto multimediale: rivivere l’evento

Le parole e le foto raccontano molto, ma l’atmosfera vibrante di quei giorni è difficile da descrivere completamente su carta. L’energia dei 600 giovani, la diversità delle lingue e la bellezza dei luoghi meritano di essere viste in movimento.
Per questo, vi proponiamo il video ufficiale “Highlights” pubblicato da The Economy of Francesco. In pochi minuti racchiude i volti, i colori e i momenti salienti dell’evento di Castel Gandolfo: dai workshop alla marcia per la pace, fino agli abbracci finali.

È il modo migliore per capire davvero cosa significa “Restarting the Economy”: non solo teoria, ma una comunità viva che cammina insieme.

Mission Impossible… Ma non per noi!

Dietro la bellezza di questa esperienza c’è stato un retroscena complesso, che ha rischiato di far saltare tutto fino all’ultimo minuto. L’organizzazione del viaggio ha dovuto affrontare un momento critico quando, a ridosso della partenza, diversi compagni di classe si sono ritirati, facendo crollare il numero dei partecipanti.
Ci siamo ritrovati così in solo tre studenti pronti a partire. In un contesto scolastico standard, un’uscita didattica con numeri così esigui viene solitamente annullata. Se siamo riusciti a vivere questa esperienza, il merito è interamente del Prof. Giovanni Quaini. Il professore ha dedicato ore del suo tempo personale per riorganizzare il progetto, dialogare con la dirigenza e superare gli ostacoli burocratici, insistendo affinché la scuola accettasse di mandare una delegazione così
ristretta.
Un elemento che ci ha reso particolarmente orgogliosi è stato scoprire di essere l’unica scuola statale presente all’evento. Questo ha sottolineato l’importanza di portare la voce della scuola pubblica in contesti internazionali così prestigiosi, dimostrando che la curiosità e l’impegno non
hanno confini istituzionali.
In mezzo a tante realtà private o internazionali, la nostra presenza ha avuto un valore doppio: ha dimostrato che la scuola pubblica può essere protagonista in contesti di eccellenza e che la qualità di un’esperienza non dipende dal numero dei partecipanti, ma dalla loro determinazione.

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La gara dei cartelloniScreenshot 2026-02-02 165202

Uno dei momenti più significativi dell’evento è stata la gara dei cartelloni, non solo per il risultato finale, ma soprattutto per l’esperienza di confronto tra giovani provenienti da scuole diverse.
La gara ha creato uno spazio di dialogo reale, in cui studenti con percorsi e idee differenti hanno dovuto comunicare, ascoltarsi e collaborare per costruire un messaggio condiviso. Il cartellone è diventato così uno strumento di comunicazione, capace di mettere in relazione persone prima ancora che concetti.

La scelta di lavorare su un supporto visivo ha favorito la partecipazione di tutti, stimolando il confronto diretto e rendendo necessario spiegare le proprie idee in modo chiaro e comprensibile.

Il problema scelto: l’energia come tema comune

Il nostro gruppo ha scelto il tema dell’energia non solo per la sua importanza attuale, ma perché rappresenta un problema che coinvolge tutti, indipendentemente dall’età o dalla provenienza.

Questo ha facilitato il dialogo tra i partecipanti, permettendo a ciascuno di portare il proprio punto di vista e le proprie esperienze personali. Il lavoro sul tema dell’energia è diventato quindi un’occasione per collaborare e riflettere insieme, rafforzando il senso di gruppo.

Comunicazione, confronto e lavoro tra giovani

Durante la realizzazione del cartellone, la parte più importante non è stata solo la scelta dei contenuti, ma il modo in cui questi sono stati discussi e condivisi.

Abbiamo imparato a:
• ascoltare le idee degli altri;
• confrontarci in modo rispettoso;
• spiegare il nostro punto di vista;
• trovare un accordo comune.

Questo approccio ha mostrato che i problemi di attualità possono diventare un punto di incontro tra giovani, favorendo la comunicazione e la collaborazione.

Il lavoro di gruppo ha dimostrato che la condivisione delle idee è uno strumento fondamentale per comprendere meglio la realtà e per costruire soluzioni attraverso il dialogo.

 Il Capitale Narrativo

Durante l’evento abbiamo scoperto un concetto affascinante: il Capitale Narrativo. Siamo abituati a pensare all’economia solo in termini di soldi (capitale finanziario) o competenze (capitale umano).

Tuttavia, esiste una terza risorsa fondamentale: le storie.

Il Capitale Narrativo è la capacità di un progetto o di una comunità di raccontare chi è e quali valori porta avanti. Oggi le persone non cercano solo prodotti, ma significati. Una storia autentica crea fiducia, unisce le persone e genera valore economico. Senza una narrazione forte, le imprese sono vuote e le comunità si sfaldano. Abbiamo visto come questo concetto si applichi sia ai grandi ideali (come al Borgo Laudato Si’) sia al marketing moderno (come nel caso dell’hamburgeria che abbiamo visitato), dimostrando che “saper raccontare” è oggi una competenza economica decisiva.

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Roma e il ColosseoScreenshot 2026-02-02 165218

Il Colosseo è uno dei monumenti più rappresentativi della storia di Roma e dell’Impero Romano. La sua costruzione iniziò nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Vespasiano e fu completata dal figlio Tito. In origine era conosciuto come Anfiteatro Flavio e veniva utilizzato per spettacoli pubblici, come combattimenti tra gladiatori e rappresentazioni simboliche del potere romano.
Osservare il Colosseo dal vivo permette di comprendere l’importanza che l’architettura ave va nell’antica Roma. La struttura, basata su archi e sovrapposizione di ordini architettonici, dimostra un alto livello di conoscenza tecnica e ingegneristica.
Oggi il Colosseo è anche un simbolo storico e culturale: rappresenta la memoria del passato, ma invita anche a riflettere sul rapporto tra potere, spettacolo e società. La sua conservazione mostra quanto sia importante tutelare il patrimonio storico come bene comune.
Tale visita è stata fatta in particolare dagli studenti:Screenshot 2026-02-02 165225

I Giardini Pontifici di Castel GandolfoScreenshot 2026-02-02 165257

dei luoghi storici e naturali più importanti legati al Vaticano. La loro origine risale all’epoca romana, quando in questa zona si trovava la villa dell’imperatore Domiziano.
Nel corso dei secoli, l’area è stata trasformata e ampliata, diventando residenza estiva dei Papi. I giardini sono stati progettati seguendo criteri di ordine, simmetria e armonia tra architettura e natura, unendo elementi rinascimentali, barocchi e paesaggistici.
Visitare i Giardini di Castel Gandolfo permette di osservare come la natura sia stata modellata nel tempo dall’uomo, mantenendo però un equilibrio tra spazio verde e costruzioni storiche.
Questo luogo rappresenta un esempio concreto di cura del territorio e di rispetto per il paesaggio, valori che si collegano ai temi affrontati durante l’evento del Giubileo.Screenshot 2026-02-02 165305

L’hamburgeria di Cicciogamer89Screenshot 2026-02-02 173002

L’esperienza in hamburgeria ha rappresentato un momento interessante non solo dal punto di vista pratico, ma anche come osservazione culturale e comunicativa. Il locale propone burger moderni che richiamano chiaramente le origini romane e italiane della cucina, attraverso ingredienti, nomi e combinazioni di sapori ispirati alla tradizione gastronomica locale.
Questo approccio crea un mix innovativo tra passato e presente: da un lato la cultura culinaria romana, dall’altro una forma di ristorazione contemporanea, veloce e pensata per un pubblico giovane. La tradizione non viene eliminata, ma reinterpretata in una forma nuova e accessibile. In questo contesto il cibo diventa un linguaggio. Attraverso i piatti, il locale comunica identità, legame con il territorio e capacità di adattarsi ai tempi. Anche l’uso dell’inglese nelle scritte e nei menu, talvolta più estetico che corretto, fa parte di una strategia comunicativa che punta a creare un’immagine moderna e internazionale.
Un esempio simile, citato rapidamente, è quello dell’hamburgeria legata a Mirko Alessandrini (alias: Cicciogamer89): un progetto nato dal mondo dei social e trasformato in un’attività reale.
Questo dimostra come comunicazione, identità e marketing possano diventare strumenti concreti di impresa.
Nel complesso, l’hamburgeria osservata durante il viaggio mostra come tradizione e inno vazione possano convivere e rafforzarsi a vicenda: le radici romane danno valore al prodotto, mentre la forma moderna lo rende attuale e riconoscibile.

 L’evento: Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia

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L’evento internazionale Restarting the Economy si è svolto a Castel Gandolfo dal 28 al 30 novembre 2025. Si tratta di un incontro globale promosso da *The Economy of Francesco* (EoF), una comunità internazionale di giovani economisti, imprenditori, ricercatori e “changemaker” provenienti da più di cento Paesi.

L’obiettivo dell’evento era ripensare l’economia alla luce del Giubileo, non come mero dibattito teorico, ma come un laboratorio di ascolto, confronto e immaginazione di modelli economici alternativi. Il Giubileo, anzitutto nella sua radice biblica, invita a un tempo di riposo, liberazione e restituzione. Queste tre parole chiave — riposo per la terra, liberazione da condizionamenti ingiusti e remissione dei debiti — sono state le coordinate che hanno guidato tutto il lavoro dell’evento.

L’evento non è stato un convegno tradizionale, ma una serie di sessioni, workshop tematici, tavole rotonde e spazi di dialogo. I partecipanti hanno discusso su come l’economia possa:
• servire la vita e non solo l’accumulazione di profitti;
• rispettare i limiti dell’ambiente e valorizzare il riposo della terra;
• promuovere la dignità del lavoro umano;
• trasformare le relazioni sociali ed economiche in senso sostenibile e giusto.

Il concetto di Capitale Spirituale

Un tema centrale del dibattito è stato il “capitale spirituale”. A differenza del capitale finanziario, esso rappresenta l’insieme di valori, tradizioni e motivazioni profonde che spingono l’uomo ad agire per il bene comune. Senza questa risorsa interiore, l’economia diventa fragile e incapace di rispondere alle crisi. Abbiamo riflettuto su come la nostra generazione debba “riaccumulare” questo capitale per costruire un futuro che non si basi solo sul profitto, ma sul senso di appartenenza e sulla fraternità. Queste riflessioni non sono state proposte come idee astratte, ma attraverso esperienze concrete, testimonianze, incontri con esperti e spazi collaborativi aperti ai giovani.

Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, è stato sottolineato che Restarting the Economy rappresenta la prima grande occasione internazionale di EoF fuori da Assisi, portando lo “spirito di Assisi” vicino a Roma e al Papa, senza tuttavia la presenza diretta di Papa Francesco. Questo ha segnato un’estensione significativa dell’iniziativa in vista del Giubileo, mantenendo saldi i valori della conoscenza, della fraternità e della responsabilità sociale.

La presenza di centinaia di giovani da oltre sessanta Paesi ha mostrato la dimensione globale dell’iniziativa: un laboratorio di idee e proposte per un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile. Non si è trattato di una semplice discussione tra esperti, ma di un vero e proprio momento collettivo di costruzione di senso, dove le prospettive locali si sono intrecciate con visioni globali per ripensare insieme il presente e il futuro.

L’esperienza di Restarting the Economy ha un significato diretto anche per i giovani partecipanti: ha offerto loro uno spazio in cui le proprie idee non erano ascoltate da lontano, ma inserite in un dialogo reale con altri studenti e con professionisti impegnati in prima linea su temi cruciali come lavoro, ambiente, sviluppo sostenibile e tecnologia etica. Questo ha reso possibile non solo comprendere i problemi, ma anche *partecipare attivamente* alla ricerca di soluzioni concrete e condivise.

Il concetto di Goal Zero

In questo contesto si inserisce il concetto di Goal Zero: un obiettivo che punta a ridurre al minimo sprechi, danni ambientali e disuguaglianze.
Durante il suo intervento, l’esperto Stefano Rozzoni ci ha invitato a non considerare il Goal Zero solo come un parametro tecnico per le aziende (come il semplice “impatto zero” delle emissioni), ma come una vera e propria tensione etica. Goal Zero non significa perfezione immediata, ma indica una direzione: è la volontà costante di tendere a un modello più responsabile, riducendo progressivamente l’impatto negativo delle attività umane.

Come ci ha spiegato Stefano, bisogna imparare a “pensare all’astratto”: non fermarsi all’azione visibile (il riciclo, il pannello solare), ma capire il pensiero che c’è dietro. Il vero Goal Zero si raggiunge quando cambia la mentalità, passando dalla logica del “consumo e scarto” a quella della cura e riparazione.

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Il passaggio della Porta Santa: un simbolo di cambiamento

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La Basilica di Santa Maria Maggiore non è una chiesa qualunque: è una delle quattro Basiliche Papali di Roma e custodisce una delle Porte Sante che vengono aperte solo durante gli anni giubilari.
Attraversare quella soglia ha avuto per noi un significato che va oltre il turismo o la semplice tradizione religiosa. Nel linguaggio del Giubileo, varcare la Porta Santa simboleggia un “passaggio”: lasciarsi alle spalle il passato per entrare in una vita nuova. Per noi, reduci dall’evento Restarting the Economy, quel gesto ha assunto un valore simbolico preciso:

• Uscire dalla logica di un’economia che scarta, inquina e crea disuguaglianze;
• Entrare in uno spazio di responsabilità, impegno e cura per il futuro.

Non è stato solo un rito, ma la presa di coscienza che il cambiamento richiede un passo fisico e concreto. Una volta all’interno, il silenzio della Basilica ci ha accolti per l’omaggio alla tomba di Papa Francesco. Lì abbiamo capito che quel “passaggio” attraverso la porta era anche un invito a non fermarci sulla soglia delle buone intenzioni, ma a entrare decisamente nel merito delle questioni, portando avanti le idee di fraternità e sostenibilità che il Papa ci ha affidato.

La tomba di Papa Francesco

Al di fuori del programma ufficiale, abbiamo voluto rendere omaggio a Papa Francesco visitando la sua tomba presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Sebbene il clima del convegno fosse orientato al futuro, questo momento di raccoglimento ci ha permesso di onorare l’uomo che ha dato inizio a tutto il percorso di The Economy of Francesco. Sostare in quel luogo, a pochi mesi dalla sua scomparsa (aprile 2025), ha trasformato il nostro viaggio in un vero passaggio di testimone: le sue parole sull’ecologia integrale e sulla dignità umana non sono più solo testi da studiare, ma una responsabilità che ora tocca a noi portare avanti. È stato il nostro modo per dirgli “grazie” nel cuore della sua amata Roma.

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Inglese a scuola e inglese nella realtàScreenshot 2026-02-02 165341

Durante l’esperienza è emerso chiaramente come l’inglese abbia un ruolo diverso nella realtà rispetto a quello che spesso assume a scuola. Nella vita quotidiana l’inglese viene utilizzato soprattutto come strumento di comunicazione immediata: serve per capire, farsi capire e creare un contatto con gli altri, anche quando non è perfetto dal punto di vista grammaticale. Questa riflessione è stata rafforzata anche da un’idea condivisa dalla professoressa, secondo cui l’inglese dovrebbe essere vissuto di più come lingua di comunicazione reale e non solo come insieme di regole teoriche. La grammatica rimane importante, ma acquista senso solo quando è inserita in un contesto pratico. Negli ambienti osservati, come l’hamburgeria, l’inglese è spesso usato come linguaggio visivo e comunicativo. Molte scritte non seguono regole precise, ma riescono comunque a trasmettere un’idea, uno stile e un’identità. In questo caso la funzione principale della lingua non è la correttezza, ma l’impatto e la riconoscibilità. A scuola, invece, l’inglese viene spesso affrontato in modo più rigido e strutturato. L’esperienza vissuta ha mostrato che una lingua si impara davvero quando viene usata, quando diventa strumento di relazione e di scambio. Sbagliare, provare, adattarsi e comprendere sono parti fondamentali dell’apprendimento. Questo approccio
più pratico, in linea con le riflessioni emerse durante il progetto, rende l’inglese meno distante e più vicino alla realtà quotidiana.Screenshot 2026-02-02 165349

Considerazioni finali

L’esperienza vissuta è stata allo stesso tempo formativa e divertente. Il confronto con altri studenti, le attività svolte insieme e i momenti condivisi hanno reso il percorso coinvolgente e diverso dalla normale routine scolastica. Questo progetto non ci ha soltanto aperto gli occhi su temi concreti come energia, comunicazione, economia e società, ma ci ha anche aiutato a guardare oltre l’immediato. Abbiamo imparato a riflettere, a collegare esperienze diverse e a dare un significato più profondo a ciò che
abbiamo vissuto. Come ci ha detto Stefano, è importante imparare a pensare anche all’astratto: non fermarsi solo a ciò che si vede, ma provare a capire il senso più ampio delle esperienze. In questo modo, il percorso svolto non è stato solo un insieme di attività, ma un’occasione di crescita personale e di apertura mentale.Screenshot 2026-02-02 165358

Studenti: Jason Casarin, Alex Daeder, Daniele Turina

Docenti: Giovanni Quaini, Orietta Lancellotti

Altre presenze: moglie del prof. Giovanni Quaini