Viaggio a Roma Giubilare

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Dal 9 dicembre al 12 dicembre

GIORNO 1

Partenza in treno (6:43) e arrivo a Roma (10:40) 

Abbiamo iniziato il nostro viaggio dalla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, affrontando circa quattro ore di viaggio cariche di emozione ed entusiasmo per l’esperienza che ci attendeva.

Sistemazione presso l’hotel delle suore (11:47) 

Siamo arrivati presso la Casa per Ferie delle Suore  Pallottine, dove siamo stati accolti calorosamente;  abbiamo sistemato i nostri bagagli nelle rispettive stanze

e, verso le 12, eravamo già pronti a uscire per iniziare a  scoprire le bellezze di Roma!

Visita alla Basilica di San Giovanni in Laterano (16:00) 

Per prima cosa ci siamo divisi in gruppi per trovare un  posto dove mangiare e, dopo una sosta nei ristoranti,  abbiamo fatto la fila per entrare nella Basilica di San

Giovanni in Laterano. Appena ci siamo avvicinati  abbastanza, una delle prime cose che ho notato è stata la  Porta Santa, che in questo periodo era aperta proprio per

l’Anno Santo, come per le altre tre basiliche che saremmo andati a visitare. La Porta Santa viene aperta solo durante il Giubileo e attraversarla rappresenta un cammino di rinnovamento, perdono e speranza. Varcare quella porta mi ha fatto sentire parte di un momento davvero speciale; abbiamo quindi colto l’occasione per scattare una foto ricordo.

Una volta entrati all’interno della basilica, ho provato una sorpresa immensa. Essendo molto appassionata di arte e scultura, il mio sguardo è stato subito catturato dalle imponenti statue dei dodici Apostoli, enormi e ricche di dettagli, che trasmettono forza e solennità. Mi sono fermata a osservarle una per una, rimanendo ogni volta più colpita.

Alzando lo sguardo, sono rimasta ancora più meravigliata dal soffitto, così riccamente decorato e luminoso, capace di rendere l’ambiente ancora più maestoso.

La parte più avanti della basilica era davvero stupenda: la grande semi-cupola affrescata, chiamata abside, è decorata con immagini sacre che raccontano la fede e la storia della Chiesa. Proprio sotto di essa si trova il bellissimo altare papale, riservato al Papa. In quel momento ho capito ancora meglio l’importanza di questo luogo: la Basilica di San Giovanni in Laterano è infatti la cattedrale di Roma, ed è considerata la chiesa più importante della città, spesso definita “madre e capo di tutte le chiese del mondo”. È la sede ufficiale del Papa come vescovo di Roma, il che la rende ancora più significativa.

Abbiamo anche notato anche una scaletta che conduce a al confessio, dove si trovano sepolcri e spazi legati alle origini e alla storia della Chiesa, un luogo che trasmette un forte senso di raccoglimento.

Infine, anche i quadri presenti nelle navate laterali mi hanno colpita moltissimo: ogni opera sembrava raccontare una storia diversa. Sono rimasta piacevolmente meravigliata da questa prima visita di tante altre.

Infine, non poteva mancare una foto di gruppo!

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Passeggiata a piedi per Roma 

Dopo aver visitato la splendida Basilica di San Giovanni in Laterano, abbiamo camminato a lungo attraverso il centro storico di Roma, ammirando il Colosseo, il Monumento a Vittorio Emanuele II e il Foro Romano.

Eravamo circondati da luoghi pieni di storia, che da secoli osservano il passaggio delle persone.

Alzando lo sguardo verso il cielo, abbiamo visto grandi stormi di uccelli volare insieme, creando figure leggere sopra i monumenti. È stato un momento molto suggestivo, che ci ha colpiti per la sua bellezza e semplicità.

In quell’istante, noi, in viaggio come classe nell’anno del Giubileo, ci siamo sentiti uniti e parte di un cammino comune. Tra il cielo e la storia di Roma, abbiamo capito che questo viaggio non era solo una visita, ma anche un’occasione per riflettere, guardare oltre e camminare insieme con uno sguardo nuovo.

Quell’immagine è diventata il segno del nostro percorso: come gli uccelli migratori, anche noi stavamo camminando uniti dal senso del viaggio e dalla speranza.

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Mostra d’arte (18:00 – 19:00) 

In seguito a una lunga camminata, ci siamo concessi una breve sosta in un bar e, subito dopo, siamo entrati nella mostra d’arte “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, dove abbiamo potuto ammirare da vicino opere dei più grandi artisti degli ultimi secoli, vivendo un momento di autentica bellezza e riflessione.

La mostra riunisce 52 capolavori della pittura europea tra Ottocento e Novecento, con nomi come Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Henri Matisse, Pablo Picasso e molti altri protagonisti dell’arte moderna.

Le opere esposte colpiscono per la loro straordinaria capacità di raccontare emozioni, momenti di vita e paesaggi attraverso colori, luci e pennellate diverse tra loro. Tra i dipinti più suggestivi ci sono “Donna in poltrona” di Renoir e “Bagnanti” di Cézanne, che illustrano con grande maestria la resa della luce e della forma, mentre capolavori di Van Gogh e Degas mostrano l’energia e il movimento dell’arte post-impressionista. I lavori di Matisse e Picasso ci hanno fatto percepire come la pittura abbia progressivamente abbandonato la rappresentazione tradizionale per esplorare nuove vie espressive.

Cena (19:30) e rientro in hotel (21:00) 

Abbiamo poi concluso la giornata cenando in una pizzeria locale e siamo rientrati dalle suore verso le 21, dove ci siamo finalmente riposati, pronti ad affrontare con entusiasmo un altro fantastico giorno di viaggio.

GIORNO 2 

Colazione (8:30) e spostamenti con tram e metro (uscita 9:15) 

Appena fatta colazione siamo usciti per prendere la metro, siamo poi arrivati alla stazione della piramide, dove abbiamo potuto osservare la bellissima struttura.

Arrivo alla Basilica di San Paolo (10:45) 

Quando siamo arrivati alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, la prima cosa che mi ha colpito è stato il colonnato maestoso all’ingresso: le colonne reggono portici eleganti e creano subito un senso di grandiosità. Le palme che lo circondano davano un tocco quasi esotico e accogliente, mentre la statua centrale di San Paolo era davvero stupenda, imponente e ricca di dettagli, capace di evocare l’importanza del santo a cui è dedicata la basilica.

Entrando attraverso Porta Santa si poteva già scorgere la bellezza della basilica.

Appena entrati, la basilica mi ha lasciata senza parole. Il soffitto, alla prima occhiata, è magnifico: ricco di decorazioni dorate e affreschi che catturano subito lo sguardo. Le statue erano realizzate con una maestria incredibile e rimanevo ammaliata da ogni dettaglio. L’abside, con i suoi affreschi e mosaici, era un punto di grande bellezza e spiritualità, che attirava naturalmente tutta l’attenzione.

Alzando lo sguardo lungo le navate, abbiamo notato i medaglioni mosaici con i ritratti di tutti i Papi, da San Pietro fino a Papa Francesco, deceduto quest’anno. Abbiamo scoperto che, dopo l’incendio del 1823, furono ricostruiti seguendo lo stile dell’antica decorazione e offrono un racconto visivo della storia della Chiesa. Una leggenda narra che, al completamento dell’ultimo ritratto, arriverà la fine del mondo.

Abbiamo anche percorso degli scalini per raggiungere il confessio, la parte più bassa sotto l’altare, dove si trovano reliquie e spazi legati alla storia della Chiesa: alcuni di noi si sono raccolti in preghiera per un breve momento di riflessione.

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Souvenir (11:45) 

Alla fine, ci siamo fermati per comprare dei souvenir, concludendo così questa tappa in modo piacevole e rilassante.

Visita al Cimitero (12:35) 

Successivamente, abbiamo potuto osservare il Cimitero  Acattolico di Roma, un luogo storico dedicato a chi non  era cattolico, come poeti e artisti famosi. Esiste perché in

passato chi non apparteneva alla Chiesa cattolica non  poteva essere sepolto nei cimiteri tradizionali. Anche  guardandolo dall’esterno, si percepisce la sua atmosfera

tranquilla e le tombe artistiche che ricordano personalità  importanti della città e del mondo culturale.  In questo posto abbiamo incontrato un gatto davvero

grazioso, parte della colonia della zona, la quale si dice  vegli sugli spiriti di tutte le persone sepolte qui. Un dettaglio che ho trovato davvero toccante.

Pranzo nei pressi del Colosseo 

Ci siamo poi diretti verso alcuni ristoranti per pranzare e, subito dopo, siamo ripartiti verso la meta successiva: la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Seconda visita a Santa Maria Maggiore (15:45) 

Una volta entrati nella basilica di Santa Maria Maggiore, sono rimasta immediatamente affascinata dalla sua atmosfera solenne e dal soffitto dorato, così maestoso e luminoso da togliere quasi il fiato. Ogni dettaglio sembrava raccontare secoli di storia e devozione, e mi ha emozionata pensare alla miracolosa nevicata d’agosto, che secondo la tradizione indicò esattamente dove sarebbe stata costruita la basilica, rendendo ancora più speciale la colonna sacra che ricorda quell’evento.

I mosaici paleocristiani, con i loro colori vividi e le scene sacre, insieme alla Sacra Culla, hanno reso il luogo incredibilmente suggestivo, trasportandomi indietro nel tempo e facendomi sentire parte di qualcosa di antico e prezioso. Abbiamo poi visitato il confessio, dove si trova la statua di Papa Pio IX, un angolo di grande devozione che mi ha colpito profondamente per la sua spiritualità e la calma che trasmette. Non lontano, abbiamo notato anche il sepolcro di Papa Francesco, un luogo che invita alla riflessione e alla preghiera, testimonianza della continuità della fede e della cura della Chiesa per i suoi pastori, che aggiunge un ulteriore strato di sacralità alla basilica.

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Rientro (16:30) e cena in pizzeria (19:30 – 22:00) 

Andando via dalla basilica, abbiamo cenato con il frate Marko Gongalo, una persona davvero luminosa. La sua gentilezza e i modi semplici e autentici, così umili per una persona del suo rango, mi hanno colpito profondamente e mi hanno fatto capire quanta umanità risiede in lui. La sua cordialità è stata davvero immensa, e il gesto di offrirci cinque biglietti per la visita agli interni dello Stato Vaticano ci ha regalato un’esperienza davvero meravigliosa.

GIORNO 3

Arrivo in Vaticano (10:30) 

Dopo aver fatto colazione, ci siamo messi in viaggio prendendo la metro per lo Stato Vaticano. Appena arrivati nella piazza di San Pietro, siamo rimasti tutti sbalorditi dalla grandiosità del luogo. La cura dei dettagli di Gian Lorenzo Bernini era straordinaria: il colonnato maestoso e le sculture dei santi colpivano immediatamente lo sguardo, mentre la basilica si ergeva come centro focale, amplificando ancora di più l’imponenza e la bellezza dell’intera scena.

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Visita alla Basilica di San Pietro (11:00 – 12:15) 

Siamo entrati nella basilica e personalmente penso di non aver mai visto cosa più bella. L’interno della basilica era enorme e penso di aver brevemente percepito l’effetto della sindrome di Stendhal. Tanta bellezza in un unico posto, la basilica così imponente, anche dall’interno, era semplicemente sbalorditiva.

La prima cosa che si può notare è la pietà di Michelangelo. Quanta bellezza, la dolcezza nel viso di Maria. È un’opera di profonda spiritualità, unica firmata da Michelangelo, che esprime il dolore contenuto e l’accettazione divina del sacrificio attraverso una tecnica sublime. L’ho reputata davvero commovente guardandola da vicino.

Alzando lo sguardo si resta sempre piacevolmente sorpresi, una cupola di forma ellittica si mostra in tutta la sua bellezza, raffigura una scena biblica, piena di angeli e riferimenti evangelici.

La basilica ha davvero una caratteristica impressionante, in quanto nel punto di questa foto la luce sembra essere davvero divina, illuminando i visitatori ci si sente illuminati dal signore nella sua stessa casa (la basilica).

Un po’ a lato si possono notare numerose statue, due di queste mi hanno colpito in particolare perché le due donne raffigurate hanno affianco un cane e un unicorno, questo ci fa capire che ancora all’epoca c’era l’importanza degli animali e soprattutto la credenza dell’esistenza degli unicorni, considerati sacri e puri.

Un po’ più avanti si nota il magnifico altare papale, in tutto il suo splendore realizzato dal grande Bernini, una volta ancora, attira l’attenzione tutta su di esso. E’ meravigliosamente scolpito e il colore nero coglie davvero l’occhio.

Ovviamente, ciò che ha colpito maggiormente è stata la sosta sulle sedie per ammirare Il Trono di San Pietro, o Cattedra di Pietro, che secondo la tradizione, era la sedia da cui l’apostolo Pietro insegnava ai primi cristiani. Essa simboleggia l’autorità spirituale del Papa, suo successore.

Nel XVII secolo Bernini realizzò il grandioso monumento che la racchiude: un’imponente struttura in bronzo sorretta dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due orientali e due occidentali, a rappresentare l’universalità della fede cristiana.

In alto, una vetrata dorata con la colomba dello Spirito Santo illumina l’insieme, evocando l’idea che l’autorità della Chiesa sia guidata dallo Spirito divino. L’opera nel suo complesso trasmette un forte senso di solennità e rende visibile il ruolo centrale del Papa come punto di riferimento spirituale per tutta la cristianità.

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Pranzo (13:00) 

Dopo esserci soffermati ad osservare le bellezze celate della basilica di San Pietro, ci siamo diretti verso i ristoranti locali per la pausa pranzo.

Percorso nelle stanze del Papa (14:00) 

Verso le 14, io, il Professore Marchione, la professoressa Cavallari, e i compagni Francesco Graniello e Francesco Corvetti, ci siamo diretti verso il vero Stato Vaticano e le sue sedi governative guidati dal frate Marko Gongalo.

Grazie alla gentilezza di Marko, abbiamo potuto vedere luoghi e dettagli che in pochi possono vantarsi di aver visto.

Ingresso ed edifici principali 

Abbiamo varcato la Porta Sant’Anna, dove le Guardie Svizzere sono sempre vigili. Percorrendo via di Porta Angelica, che conduce verso Piazza del Vaticano, abbiamo potuto osservare alcuni dei principali edifici dello Stato Vaticano, come la Biblioteca, la Banca, la Farmacia e gli uffici vaticani; Marko ci ha spiegato le loro funzioni, aiutandoci a comprendere meglio l’organizzazione di questo piccolo ma importantissimo Stato.

Nel cuore del Palazzo Apostolico 

Successivamente siamo entrati nel Cortile di San Damaso, dove si trova la bella fontana omonima. In questo contesto abbiamo parlato dell’Archivio Apostolico Vaticano (un tempo detto “segreto”, nel senso di privato), che custodisce documenti di inestimabile valore, testimonianze fondamentali della storia e della cultura di secoli. Poco distante si trovano anche le Stanze di Raffaello, delle quali Marko ci ha raccontato l’importanza, poiché custodiscono alcune delle opere più significative del grande maestro. Successivamente siamo entrati nel Palazzo Apostolico, abbiamo preso l’ascensore per salire al corridoio centrale e, percorrendolo con calma, ascoltando Marko mentre ci raccontava i dettagli degli affreschi che lo decorano, siamo arrivati alla Sala Ducale.

Sala Ducale 

La Sala Ducale ci si è presentata in tutto il suo splendore: i dettagli dorati e gli affreschi scintillanti sottolineavano subito l’importanza di questo ambiente. Ci trovavamo sul pianerottolo dove, un tempo, il Papa sedeva sul suo trono durante le cerimonie più solenni, e il fatto che fosse considerato uno dei punti più alti del Vaticano amplificava ulteriormente la sua rilevanza.

Marko ci ha raccontato che fu Papa Alessandro VII Chigi a incaricare il nostro grande maestro Bernini di correggere un piccolo “difetto” della sala: la sua forma leggermente curva dava una sensazione di inclinazione, che si voleva eliminare per rendere l’ambiente perfettamente armonioso. Bernini, con un ingegnoso effetto ottico, riuscì a far apparire la sala completamente dritta, trasformando un dettaglio architettonico in un capolavoro di equilibrio visivo.

Mi colpì molto questa genialità: la stanza appariva davvero dritta, e allo stesso tempo sentivo il peso della storia che traspariva da ogni affresco e doratura. Ma lo stupore non era ancora finito: attraversando la Sala Ducale, ci siamo ritrovati nella Sala Regia, pronti a proseguire il nostro percorso nel cuore del Vaticano.

Sala Regia 

Entrati nella Sala Regia, ci siamo subito soffermati su un elegante  altare ligneo dorato, affascinati dai dettagli scolpiti e dorati. Poi  abbiamo ammirato i freschi monumentali, realizzati da artisti come Livio Agresti, Giorgio Vasari e i fratelli Zuccari, che raccontano momenti cruciali della storia della Chiesa, come il ritorno di papa Gregorio XI a Roma, la battaglia di Lepanto e la pace di Venezia tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. Quei dipinti così vividi e pieni di movimento mi hanno davvero colpita. Marko ci ha poi raccontato tre leggende legate alla sala: San Nicola, il cui volto apparirebbe inciso in una nicchia di marmo come segno di protezione; La Madonna, che una guardia avrebbe visto emergere in una luce sul marmo del pavimento, simbolo della sua presenza divina: La testa del cucciolo di unicorno, percepito in un dettaglio del marmo di una parete, un simbolo di purezza e mistero. Dopo aver ascoltato le leggende e osservato con attenzione i dipinti della Sala Regia, ci siamo poi diretti verso la Cappella Paolina.

Cappella Paolina 

La Cappella Paolina mi ha davvero colpito: Marko ci aveva spiegato che, a differenza della vicina Cappella Sistina, questa era usata di rado ed era pensata come spazio più intimo e personale, riservato alla preghiera e alla riflessione. All’interno si trovano due affreschi straordinari di Michelangelo. Il primo, la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco, mostra Paolo colpito dal fulmine della visione divina, mentre cade da cavallo: il tremito del terreno e il dinamismo della scena trasmettono la potenza dell’intervento divino e la trasformazione spirituale di Paolo. Il secondo, la Crocifissione di San Paolo, ritrae il santo che viene inchiodato a testa in giù, simbolo della sua umiltà e della totale dedizione a Dio. Entrambi i dipinti emanano una spiritualità intensa e drammatica, che ci ha portato a riflettere sul sacrificio e sulla fede.

Quello che mi ha davvero affascinato è stato vedere come Michelangelo abbia inserito due suoi autoritratti nei dipinti. Piuttosto che distrarre, questo piccolo gesto sembrava quasi un invito personale: uno sguardo discreto dell’artista che ci guida a osservare Paolo, a sentire la sua santità e a percepire, in qualche modo, la presenza di chi ha creato quell’arte così intensa. In quel silenzio della cappella, mi sono sentita vicina alla spiritualità del luogo, quasi partecipando anch’io a quel momento di devozione e riflessione.

Dopo esserci soffermati a riflettere sulla profondità e sull’intensità di queste due scene, ci siamo poi diretti verso la Cappella Sistina.

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Cappella Sistina 

Arrivati all’interno della Cappella Sistina, siamo rimasti tutti stupefatti: io, in particolare, sono stata davvero sorpresa nel poter finalmente osservare da vicino il capolavoro di Michelangelo, un maestro che ammiro profondamente. Ci siamo subito soffermati sul Giudizio Universale e sul suo significato: i demoni che trascinano le anime verso l’inferno, gli angeli che cercano di sollevare i giusti in paradiso, e la figura centrale di Cristo, che osserva dall’alto l’intero dramma umano con uno sguardo severo e insieme compassionevole.

Poi ci siamo concentrati sul dipinto più famoso: la Creazione di Adamo, in cui la mano di Dio si protende verso quella di Adamo senza mai toccarla. Questo gesto delicato e sospeso è di una forza straordinaria: sembra ricordarci che l’uomo, pur amato e guidato dal Creatore, non raggiunge mai la perfezione divina, eppure è proprio in questa distanza che nasce la sua potenzialità e bellezza.

Un dettaglio curioso che ci ha affascinati è la figura dietro Dio, sagomata come un cervello: un piccolo, geniale indizio che Dio è la mente che governa tutto, l’origine di ogni pensiero e di ogni ordine nell’universo. In quel momento, tra colori e forme, ho sentito come se la Cappella stessa raccontasse non solo la storia dell’uomo e del divino, ma anche la forza infinita della creatività e dell’immaginazione umana.

Terrazza panoramica su Roma 

Dopo queste suggestive visioni, abbiamo fatto una breve pausa prima di lasciare il luogo, salendo su una terrazza con vista su tutta la Piazza di San Pietro. Lo sguardo si perdeva tra le forme architettoniche e i giochi di luce: una vista davvero meravigliosa e stupefacente.

Qui, ancora una volta, abbiamo visto gli uccelli migratori: le loro evoluzioni leggere e sinuose nel cielo sembravano accompagnare silenziosamente la conclusione del nostro viaggio, come piccoli messaggeri di un cammino ormai vicino alla sua fine. Dopo aver ammirato un’ultima volta il panorama e la grandiosa bellezza della piazza vaticana, abbiamo ringraziato Marko per averci guidati in questa esperienza straordinaria, così intensa e irripetibile, che resterà a lungo nella memoria.

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Mostra dei 100 presepi (18:00) 

Siamo poi tornati nella Piazza di San Pietro per riunirci con gli altri compagni, e insieme abbiamo visitato la mostra dei 100 presepi in Vaticano: una splendida esposizione che raccoglieva presepi dei più svariati stili, culture e nazionalità, ciascuno esprimendo in modo unico creatività e devozione.

Cena a Trastevere (Da Ivo) (19:30 – 20:30) 

Tornati sui nostri passi e lasciata la Città del Vaticano, ci siamo riuniti tutti a cena a Trastevere, al ristorante Da Ivo, per poi rientrare dalle suore e riposarci in vista dell’ultimo giorno di questo viaggio.

GIORNO 4 

Ci siamo svegliati alle 9 e, dopo aver fatto colazione, abbiamo preparato le valigie per poi dirigerci alle ultime tappe prestabilite.

Visita alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme (10:20) 

Per prima ci siamo fermati alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che è stata davvero affascinante da visitare. Mi ha colpito molto vedere da vicino il telo di Gesù e le reliquie dorate, così come ciò che è rimasto della Croce: è incredibile pensare alla storia e alla devozione che si nascondono dietro questi oggetti, quasi come se ogni dettaglio raccontasse un pezzo di passato.

La chiesa in sé è davvero interessante, con le sue diverse stanze, ognuna ricca di storia e arte sacra, che ti fanno sentire immersi in secoli di fede e tradizione. La visita è stata resa ancora più speciale dall’opportunità di ammirare dei presepi davvero unici: alcuni realizzati da un dottore come hobby, così curati nei dettagli da sembrare quasi vivi, e uno proveniente direttamente da Napoli, che porta con sé tutta la magia e la tradizione del Natale partenopeo. Successivamente, ci siamo diretti verso la Scala Santa, uno dei luoghi più suggestivi di Roma.

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Scala Santa 

Mi ha colpito profondamente vedere le persone che salivano i gradini inginocchiate, mostrando una devozione così intensa: osservare questo gesto mi ha fatto riflettere sulla forza della fede e sul rispetto che si porta al culto.

Noi abbiamo salito la scala in parte a piedi, ma ci siamo soffermati con attenzione davanti all’altare dove è esposto Gesù Cristo in croce. È stato un momento di silenzio e contemplazione, che mi ha permesso di percepire l’intensità spirituale del luogo. Dopo un po’, ci siamo incamminati verso l’uscita, portando con noi la suggestione di questa visita.

La tappa successiva era la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio.

Santo Stefano Rotondo 

La Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio è un edificio affascinante, noto per la sua pianta circolare unica, che lo distingue dalle altre chiese di Roma. Ciò che mi ha colpito maggiormente è sapere che originariamente era un tempio pagano e che, nel corso dei secoli, è stato trasformato in una basilica cristiana. Questo passaggio da luogo di culto pagano a cristiano rende l’edificio un vero e proprio testimone della storia e della trasformazione religiosa della città. All’interno, la disposizione degli spazi e le decorazioni, tra cui affreschi e mosaici, raccontano secoli di fede e cultura, creando un’atmosfera che mescola storia, arte e spiritualità. Dopodiché abbiamo visitato altre basiliche come Santi Giovanni e Paolo al Celio per poi arrivare al Circo Massimo.

Circo Massimo (12:30) 

Il Circo Massimo era l’enorme stadio romano dedicato alle corse dei carri, capace di ospitare centinaia di migliaia di spettatori. Mi ha interessato molto visitarlo: è davvero un peccato che nel corso dei secoli sia rimasto così poco dell’originaria struttura, ma l’immaginazione aiuta molto. Pensare che in quel luogo una miriade di cocchi e cavalieri si sfidassero in spettacolari corse è davvero impressionante.

Piazza con bancarelle e pranzo (13:30) 

Ci siamo poi fermati in Piazza Navona per ammirare la splendida Fontana dei Quattro Fiumi. Dopo aver pranzato, ci siamo divertiti alle giostre presenti in piazza, con i più disparati intrattenimenti, e alcuni di noi sono anche riusciti a vincere dei premi!

Abbiamo continuato le nostre visite ad altri luoghi emblematici di Roma: oltre al Circo Massimo, abbiamo visto la magnifica Fontana di Trevi e il maestoso Pantheon di Agrippa.

Fontana di Trevi (15:30) 

Ci siamo quindi incamminati verso la magnifica Fontana di Trevi, famosa per la sua incredibile scenografia barocca e per la statua centrale di Oceano che domina le acque. È davvero suggestivo lanciare una monetina nella fontana, pensando di poter tornare un giorno a Roma, e osservare tutti i dettagli delle figure e dei cavalli marini che sembrano prendere vita.

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Pantheon di agrippa (16:00) 

Infine, siamo stati al maestoso Pantheon di Agrippa, uno degli edifici meglio conservati dell’antica Roma. Purtroppo non siamo riusciti a entrare a causa della lunga fila, ma possiamo solo immaginare la bellezza della sua imponente cupola con l’oculo centrale, che deve lasciare senza fiato e creare un gioco di luce unico all’interno. L’armonia delle proporzioni e della struttura ci ha davvero impressionati. È incredibile pensare che un edificio costruito oltre duemila anni fa continui a stupire chiunque lo visiti.

Rientro in treno (19:25 – arrivo 23:15) 

Siamo poi ritornati verso le suore Pallottine, ringraziandole più volte per la loro calorosa ospitalità e riprendendo le nostre valigie; verso le 19:30 eravamo già sul treno per tornare a casa. Questo viaggio ha lasciato un segno speciale in ognuno di noi: ci siamo arricchiti interiormente e, forse, anche noi abbiamo lasciato qualcosa in questa grande città, segnata dai secoli da bellezze e opere d’arte straordinarie. Il nostro viaggio a Roma finisce qui, ma il cammino spirituale e personale di ciascuno di noi continua a svilupparsi. Mi sento profondamente arricchita da questa esperienza: mi ha donato emozioni uniche e ha rafforzato il legame tra compagni di classe e professori. Sono sicura che ognuno di noi porterà nel cuore questa magnifica avventura, come un ricordo prezioso da custodire per sempre.

Valentina Corradi 4^D

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Presentazione “La scuola è vita”

 

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Durante il periodo del 25° Giubileo della storia, dedicato al tema “Pellegrini di Speranza”, il calendario dell’Anno Santo prevede una serie di iniziative a elevata valenza culturale ed educativa. Tra queste, si distingue per portata e visione strategica il Giubileo del Mondo Educativo, in programma dal 27 ottobre al 1° novembre 2025. In particolare dal 26 al 30 ottobre 2025, durante la quale migliaia di studenti, provenienti da tutte le regioni italiane e da cinque diversi continenti, hanno partecipato ad un’esperienza immersiva a Roma, articolata in 4 tipologie differenti di laboratori tematici progettati per rispondere in modo concreto e creativo alle sfide educative contemporanee. I gruppi, denominati:

Cammini
Laboratorio artistico collettivo in cui gli studenti, guidati da Frate Sidival Fila, realizzano tele ispirate ai pilastri del Global Compact on Education. Le opere, unite, formano un grande atlante simbolo di speranza e centralità della persona.

Dialoghi
Laboratorio di scrittura collaborativa che coinvolge studenti da tutto il mondo nella redazione di una Lettera al Papa. Attraverso il dialogo interculturale, nasce un testo condiviso per promuovere una cultura della speranza e del confronto.

Orizzonti
Percorso di riflessione e scrittura dedicato alle parole chiave “speranza, vita, scuola”. Gli studenti creano un Glossario della speranza a scuola, con definizioni e racconti che esprimono una visione educativa comune.

Elementi
Laboratorio performativo centrato sulla forza comunicativa dei gesti e del ritmo. Attraverso la percussione corporea, gli studenti costruiscono una narrazione collettiva ispirata ai temi del Giubileo della Speranza.

I gruppi, Orizzonti e Dialoghi hanno lavorato nel Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, un’istituzione accademica romana dedicata allo studio della patristica. Fondato nel 1969 da padre Agostino Trapè e padre Prosper Grech, è affiliato alla Pontificia Università Lateranense e fu inaugurato nel 1970 da Papa Paolo VI, grande cultore di Sant’Agostino.

Gli altri due gruppi hanno svolto le loro attività all’UniversitàLUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), un’università non statale di ispirazione cattolica, fondata a Roma nel 1939 da Luigia Tincani.

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Interventi che abbiamo ascoltato

Durante il progetto abbiamo ascoltato numerosi interventi da parte di persone di rilievo quali:

Samantha Cristoforetti
Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e prima donna italiana a compiere una missione nello spazio, simbolo di eccellenza scientifica, coraggio e ispirazione per le nuove generazioni.

Frate Sidival Fila
Artista e frate francescano, unisce spiritualità e arte contemporanea nelle sue opere, promuovendo dialogo, bellezza e riflessione sui valori umani ed educativi.

Sister Zeph
Educatrice e attivista pakistana, fondatrice della Zephaniah Free Education School, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e nell’accesso all’istruzione per bambine e ragazze.

Vincitrice nel 2023 del premio “Global teacher”.

Nhial Deng
Attivista sud sudanese per la pace e l’educazione, sopravvissuto alla guerra e rifugiato, fondatore del Refugee Youth Peace Initiative, esempio di resilienza e impegno per i giovani.

Vincitore nel 2023 del premio “Global student”.

Andy Diaz
Atleta cubano, campione olimpico e mondiale nel salto triplo, esempio di dedizione e speranza attraverso lo sport come strumento di crescita e unione.

Helen J. Alford
Preside della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, economista e teologa, promuove un’economia etica e solidale basata sulla dignità umana e sul bene comune.

Bujar Hoxha
Presidente di Save the Children Italia, impegnato nella tutela dei diritti dei bambini e nella promozione di un’educazione inclusiva e di qualità per tutti.

Chiara Montanari
Ingegnere e esploratrice, prima donna italiana a capo di una spedizione in Antartide, rappresenta il coraggio di affrontare l’ignoto e la forza della leadership al femminile.

Giuseppe Valditara
Ministro dell’Istruzione e del Merito, promotore di una scuola attenta alla valorizzazione dei talenti, al dialogo educativo e alla formazione integrale della persona.

Roberto Gualtieri
Sindaco di Roma, impegnato a costruire una città più sostenibile, inclusiva e innovativa, capace di valorizzare cultura, educazione e comunità.

Papa Leone XIV

Guida spirituale della Chiesa cattolica, portatore di un messaggio di speranza e fraternità universale, promotore di un’educazione fondata sulla dignità, il dialogo e la pace tra i popoli.

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Helen J. Alford, Papa Leone XIV & Samantha Cristoforetti

Il nostro gruppo è stato colpito in particolare dai discorsi di:

Sister Zeph: Ci ha raccontato, in lingua inglese, del suo percorso personale e del suo impegno educativo, spiegandoci che  per lei l’educazione significa speranza e futuro. Ci ha condiviso le difficoltà incontrate nella realizzazione dei suoi progetti e il valore profondo della sua figura di insegnante.

Helen J. Alford: Ci ha presentato, in lingua inglese, il suo progetto Universal Fraternity, illustrando come la dignità umana sia sempre stata un elemento centrale del cambiamento. L’ha descritta come un “moral yeast”, un lievito morale capace di trasformare la società. Infine ha approfondito il legame profondo tra dignità e fraternità.

Chiara Montanari: Ci ha raccontato la sua prima esperienza alla base Concordia, una delle più estreme in Antartide. Ha condiviso le emozioni vissute durante il white out, quando ha scoperto che la sua visiera si era congelata all’istante, e ha riflettuto su come affrontare le nuove sfide e le avventure che l’hanno segnata come esploratrice.

Visita della città di Roma: 

Appena siamo arrivati a Roma, non riuscivamo a credere ai nostri occhi: ovunque ci girassimo c’erano monumenti, piazze e palazzi che sembrano usciti direttamente dai libri di storia.

La nostra prima tappa è stata il Colosseo, uno dei simboli più famosi di Roma.  Subito dopo abbiamo visto i Fori Imperiali, dove un tempo si decidevano le sorti dell’Impero Romano. L’Altare della Patria, uno dei monumenti più imponenti di Roma. Si trova in Piazza Venezia ed è dedicato a Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia, simbolo dell’unità nazionale. Costruito in marmo bianco (di Botticino) è ornato da statue, colonne e una grande scalinata che conduce al Milite Ignoto, il soldato senza nome che rappresenta tutti i caduti per la patria.

Siamo andati al Pantheon, un antico tempio dedicato a tutte le divinità romane. Tutti siamo rimasti senza parole davanti alla sua cupola gigantesca con il famoso foro centrale che lascia entrare la luce del sole. Poco più avanti abbiamo raggiunto Piazza Navona, una delle piazze più belle della città, con la Fontana dei Quattro Fiumi. Durante le nostre camminate per Roma abbiamo potuto osservare tanti artisti di strada che dipingevano e suonavano.

Abbiamo potuto effettuare un piccolo pellegrinaggio dalla Piazza Pia (dove si sono tenuti diversi eventi “La scuola è vita”) alla Basilica di San Pietro che ci ha lasciato a bocca aperta con la sua immensità e dipinti magnifici, c’erano soprattutto delle opere più belle che abbiamo mai visto.

Una sera ci siamo diretti verso la Fontana di Trevi che ci ha lasciato senza parole per la sua maestosità. Ci siamo diretti verso Piazza di Spagna, dove abbiamo potuto osservare la Scalinata di Trinità dei Monti.

Per concludere in bellezza, ci siamo fermati a Trastevere, un quartiere pieno di vita, colori e profumo di pizza.

Poi abbiamo effettuato un ultimo giro a Roma dove abbiamo potuto vedere Isola Tiberina che si insinua nelle acque del Fiume Tevere ,collegate da due antichi ponti.

Abbiamo visto anche la Bocca della verità, un antico mascherone di marmo romano, famoso per la leggenda secondo cui chi mente con la mano nella sua bocca la perde.

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Visite organizzate: Pantheon e Basilica di San Pietro 

Lo staff dell’evento “La scuola è vita” ha organizzato due visite interessanti e formative per noi ragazzi: il Pantheon e la Basilica di San Pietro.

Martedì 28 ottobre dopo i laboratori del pomeriggio ci siamo diretti verso piazza Pia dove ci saremmo distribuiti per team. La visita era divisa in due turni, il primo per i ragazzi del laboratorio dialoghi, il secondo per quello orizzonti. Successivamente ci siamo diretti verso il Pantheon dove abbiamo atteso che terminasse la visita precedente.  Quando il primo turno aveva finalmente finito di vedere lo spettacolo, spettava a noi osservare. Una volta dentro, ci hanno spiegato la storia del Pantheon e successivamente abbiamo potuto ammirare il bellissimo spettacolo che hanno proiettato sulla cupola del monumento. Il Pantheon (dal latino “di tutti gli Dei”) fu originariamente costruito per le divinità greche e di dimensioni ridotte rispetto a quello attuale. Anni dopo venne fatto ricostruire di dimensioni più grandi rispetto a quello precedente. Venne creato un foro di nove metri sopra la cupola per permettere alla luce del sole di illuminare. L’esibizione era incentrata sul giubileo del mondo educativo descrivendo i quattro laboratori nei quali abbiamo lavorato. Lo spettacolo è risultato interessante ed educativo perché ha rappresentato l’esperienza che abbiamo vissuto in quei giorni. Questa è una delle frasi più significative dello spettacolo: “La scuola è vita e la vita quando è condivisa si chiama speranza.”

Mercoledì 29 ottobre è stata organizzata la visita alla Basilica di San Pietro. Al mattino ci siamo impegnati a concludere il lavori di laboratorio orizzonti che avremmo dovuto presentare all’udienza con il papa Leone XIV. Nel pomeriggio ci siamo uniti ai pellegrini per entrare nella Basilica di San Pietro. Il tragitto per arrivare alla Porta Santa prevede la lettura di alcune preghiere. Una volta percorsa la prima parte abbiamo dovuto fare i controlli per poter accedere alla Porta Santa. Quando tutti avevamo oltrepassato quel varco siamo finalmente giunti davanti alla porta della Basilica, un monumento immenso che rappresenta tutti i cristiani. Abbiamo avuto la possibilità di osservare questo monumento al suo interno ricco di grande splendore e opere d’arte. Inoltre con un gruppo di pellegrini abbiamo avuto l’onore di vedere la tomba di San Pietro situata sotto l’altare papale. Abbiamo finito il giro della Basilica, rimanendo stupiti dalla bellezza di questo monumento. Una volta usciti dalla Basilica abbiamo proseguito il nostro giro per Roma arrivando a piazza del Popolo. Per finire quella stessa sera avremmo partecipato ad un evento chiamato “Next Gen”.

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Next Gen:

La sera di Mercoledì 29 Ottobre, dopo l’apericena organizzata dallo staff, abbiamo partecipato all’evento Next  Gen. Uno spettacolo dove alcune persone ci hanno raccontato della loro vita e come è cambiata da un momento all’altro. Inizialmente i ragazzi del laboratorio elementi hanno presentato la coreografia preparata nei giorni scorsi. Tra i vari atleti paralimpici che hanno partecipato ricordiamo Daniele Cassioli, il quale cieco dalla nascita è riuscito a praticare sci nautico vincendo anche titoli mondiali e olimpici. Adesso Daniele insegna sport ai bambini ciechi in modo che anche loro possano praticare sport. Siamo riusciti ad ascoltare anche Sofia Gentile, nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica. Sofia ha creato un progetto chiamato “Noi posso”. Si tratta di un coro formato da bambini di provenienza diversa. Sofia vuole trasmettere ai bambini il concetto di armonia e in poco tempo è riuscita a trovare molti volontari che partecipano a questo progetto e spiegano ai bambini il concetto di legalità e sentimenti. Quando è stata nominata Alfiere della Repubblica Sofia dice che non era sola a ricevere il premio ma c’era tutto il gruppo “Noi posso”. Dopo queste testimonianze la serata si era conclusa, il giorno dopo ci avrebbe aspettato l’udienza con il papa Leone XIV.

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Udienza con il papa Leone XIV: 

La mattina di Giovedì 30 ottobre abbiamo avuto l’udienza con il Santo Padre Luigi XIV. Alle 7:15 ci siamo ritrovati in Piazza del Sant’uffizio dove avremmo incontrato il nostro team. Una volta divisi per gruppi il mentor ci ha dato l’invito per l’udienza con il Santo Padre. Ci siamo salutati per l’ultima volta poiché saremmo stati con il nostro gruppo scolastico. Una volta messi in coda e aspettato il nostro turno, dovevamo effettuare i controlli per poter accedere nell’aula Paolo VI, luogo dell’udienza. Il ricevimento è iniziato con l’apertura da parte dell’orchestra alle ore 10. Successivamente i quattro gruppi di laboratorio hanno presentato il lavoro effettuato nei giorni antecedenti. Ogni rappresentante dei dieci team del laboratorio orizzonti ha esposto la propria parola su cui ha lavorato sotto forma di testo. Il laboratorio dialoghi ha scritto una lettera indirizzata al Santo Padre Luigi XIV. Il laboratorio cammini ha mostrato l’opera d’arte creata dai ragazzi. Per finire il laboratorio elementi si è esibito nella coreografia creata nei giorni di giubileo del mondo educativo. Verso le 11:30 è arrivato Papa Leone XIV e ci ha parlato dell’importanza di questa esperienza. Per noi ragazzi è stato molto formativo perché ci siamo potuti confrontare con opinioni diverse e soprattutto abbiamo fatto amicizia con ragazzi provenienti da tutta Italia.

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Sapori tradizione romana

Durante il nostro pernottamento a Roma abbiamo avuto la possibilità di assaporare vari piatti tipici della tradizione culinaria locale. Tra questi, spiccano la carbonara, preparata con ingredienti semplici ma dal sapore deciso; la gricia, considerata l’antenata dell’amatriciana, in cui il guanciale e il pecorino romano sono protagonisti assoluti; la amatriciana, celebre per il suo sugo a base di pomodoro che esalta la ricchezza dei sapori laziali; e la cacio e pepe, emblema della cucina povera romana, nella quale pochi elementi si combinano in un equilibrio perfetto di gusto e semplicità. Questa esperienza gastronomica ci ha permesso non solo di conoscere più da vicino la tradizione enogastronomica del territorio, ma anche di comprendere come la cucina romana rappresenti un vero e proprio linguaggio culturale: capace di raccontare, attraverso i sapori, la storia e l’autenticità del popolo romano.

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Anna Bini, Stefania Baruffa, Stefano Borghi e Tommaso Cacciapaglia 5I




lo scambio culturale a Berlino

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Alla Porta di Brandeburgo

Anche quest’anno, come ogni anno dal 2012, lo scambio culturale a Berlino, della durata di una settimana, ha coinvolto in modo trasversale i ragazzi del biennio, offrendo a tutti un’importante occasione di incontro e di crescita personale. Le attività proposte hanno permesso agli studenti di avvicinarsi alla storia e alla cultura della capitale tedesca attraverso esperienze dirette e significative. Ciò è stato favorito senz’altro dalla decennale esperienza della referente del progetto, prof.ssa Berno Micaela, ma anche dal legame professionale e di cordialità che si è instaurato con i colleghi della scuola tedesca.

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Davanti alla scuola tedesca

Particolarmente suggestive sono state le visite al Museo del Muro, al Palazzo delle Lacrime, all’East Side Gallery e al Parlamento: luoghi simbolo in cui la memoria storica si intreccia con l’arte, l’architettura e le testimonianze di un passato che continua a parlare alle nuove generazioni. Ogni tappa ha offerto spunti di riflessione sul valore della libertà, sulla divisione della città e sulla sua rinascita, arricchendo la consapevolezza degli studenti.

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Museo del muro

Nonostante lo scambio sia attivo da circa dodici anni, ogni edizione rappresenta sempre un nuovo momento di crescita, un’occasione per sviluppare autonomia, responsabilità e capacità di adattamento. Conoscere da vicino una realtà diversa, condividere esperienze con coetanei di un altro Paese e vivere insieme in un contesto internazionale rende questo progetto un’esperienza unica, capace di lasciare un segno nel percorso formativo e umano dei ragazzi.

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Reichstag

Prof.ssa Miria Dal Zovo




My week in Portugal

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It’s been almost a month since the exchange in Portugal, and I still miss it.
I miss that feeling of stepping away from my everyday life and meeting new people with different habits and ways of living. The moments that left the biggest mark on me were definitely the ones I spent with my host family.

I had never taken part in this kind of exchange before, so during the two weeks before leaving I was always a bit on edge and unsure about what to expect.
About a week before the trip, I met the girl who would host me, her name is Catarina.  She texted me first to introduce herself. I did the same, and we started getting to know each other, first talking about our schools, then our daily routines, and finally some more personal stuff, like what we like doing in our free time.  Turns out we actually have a lot in common, not only now but even from our childhood.
On the day of the departure, I wasn’t too nervous because I already had a little idea of who my host was, and she seemed really kind and calm.

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When we arrived in Póvoa de Varzim, the town where the school is, we met the Portuguese group in the main square, right in front of the town hall.  I think it was a bit awkward for everyone, since it was the first time we saw each other in person.
The teachers, on the other hand, seemed to know each other already, and after chatting for a bit they started calling out the pairs.  When they called my name, I stepped forward and finally met Catarina in person, she was small and spoke softly, just like I imagined.

That evening, I also met her parents. Once we got home, we had dinner together and talked a little.  Except for a couple of days, she didn’t come with us on the group trips, so we mostly spent time together in the evenings after I got back.
Those were actually the moments I enjoyed the most, because we were in a relaxed environment, just talking about random things.
She showed me her collections and told me the stories behind the objects she keeps in her room.
Some evenings we played cards or video games together, it really felt like having a new sister.

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Unfortunately, that week also came to an end.
Saying goodbye to her and to the other Portuguese students was pretty sad, but all the happy moments we shared throughout the week made up for the sadness of the last day.
I’m really happy with how it all went and grateful I took part in it. Even if it only lasted a short time, having a different routine, especially in another country, makes you curious about more things and teaches you to be open-minded.

I can’t wait to host them here in Italy and show them my city. It was a trip that made me grow and that I’ll never forget

 

Francesco Pini – 3ªE




Scambio culturale col Portogallo

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Di recente degli alunni di classe terza della nostra scuola hanno partecipato al progetto di scambio culturale in Portogallo, con la collaborazione del liceo ESEQ di Povoa de Varzim.
Gli studenti della 3A che hanno partecipato a questo viaggio condividono qui la loro esperienza.

Gianmarco Borsarini

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“Purtroppo, la famiglia del luogo stava vivendo il lutto della nonna dello studente; nonostante abbia passato una sola settimana con lui, ho sentito la tristezza che ne è derivata, tanto che ho seriamente pensato a cosa avrei fatto io, se avessi vissuto questa esperienza. Nonostante questo momento particolare il ragazzo è stato comunque presente a tutte le attività con un sorriso costante.

Ho vissuto questa settimana come una “prova” a quello che penserò di fare una volta finito l’Itis.”

Gianluca Cristofolini

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“Durante lo scambio culturale in Portogallo ho imparato a cavarmela in situazioni fuori dalla mia zona di confort. Mi è rimasta la sensazione di quanto sia importante aprirsi agli altri, anche quando la lingua o le abitudini sono diverse. Ho conosciuto persone con modi di vivere e pensare lontani dai miei, ma con cui ho trovato punti in comune.

Mi porto a casa una mente un po’ più aperta, più indipendenza e la consapevolezza che uscire dal proprio mondo vale sempre la pena.”

Nicola Paghera

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“Mi è piaciuto molto attraversare il cammino di Santiago. Questo si divide  in 3 principali vie: una che parte dalla Francia, una dal Portogallo e una dalla Spagna. Qui i pellegrini giungono ai pressi del monte del gozo (felicità) dove possono vedere la cattedrale di San Giacomo.”

Lorenzo Rossini

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“Da questo scambio ho imparato a essere più indipendente anche quando i professori ci lasciavano girare per le città da soli e quanto sia importante conoscere l’inglese per comunicare con persone di altri paesi.

È stata una bellissima esperienza che mi terrò per tutta la vita.

Credo che proposte didattiche come queste dovrebbero essere estese a tutti gli studenti volenterosi.”

Lara Soler

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“Questo viaggio in Portogallo mi ha dato molte esperienze nuove. Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la differenza tra la nostra e la loro scuola; hanno due idee totalmente diverse: loro come mentalità sono più aperti, ad esempio, gli alunni possono uscire dalla scuola quando vogliono e hanno una aula studenti molto bella, all’interno di questa sono presenti divanetti, una mensa, wi-fi e delle cassette dove si possono caricare i telefoni.

È un viaggio che propongo a tutti, un’esperienza indimenticabile.”

Ari Wurster

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“Di questa esperienza conservo dei bellissimi ricordi della città di Porto, il cammino di Santiago e i momenti passati con la famiglia ospitante.
In particolare la visita alla cattedrale, di cui mi ha colpito maggiormente l’architettura e la felicità che si percepiva nella piazza colma di pellegrini giunti da tutto il mondo per celebrare la conclusione del pellegrinaggio tanto desiderato.

Grazie alla famiglia sono riuscito a visitare lo stadio della squadra di calcio del Porto.”

 

Ragazzi della 3ªA, redatto da Francesco Fazi (4ªI)




Uscita didattica a Lonato

In data 21-10-2025, la nostra classe, insieme alla 1^C e al prof di religione Domenico Marchione, ha partecipato ad un’uscita davvero interessante.

Con noi c’erano alcuni ragazzi di quarta, che hanno fatto da guide e ci hanno raccontato tante curiosità e storie sui monumenti di Lonato. Abbiamo scoperto luoghi ricchi di storia e abbiamo imparato cose nuove.

È  stata un’esperienza diversa dal solito, che ci ha permesso di conoscere meglio il nostro territorio e di trascorrere una giornata insieme all’insegna della cultura e del divertimento.

Siamo partiti da scuola e, dopo una breve passeggiata, siamo arrivati in piazza, vicino al Comune della città, dove i ragazzi di quarta ci hanno iniziato a raccontare tante curiosità sulla storia e sui monumenti di Lonato.

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Basilica e Torre di Lonato

Successivamente ci siamo diretti verso la Basilica, dove le guide ci hanno spiegato alcune informazioni e curiosità dall’esterno. In seguito siamo entrati all’interno, dove il prof Marchione è intervenuto aggiungendo altri dettagli interessanti che ci hanno aiutato a comprendere meglio la storia e l’importanza di questo luogo.

Dopodiché ci siamo incamminati verso la Torre, passando per alcune stradine. Arrivati alla base, abbiamo iniziato a salire una scala stretta e ripida, illuminata qua e là da piccole finestre che lasciavano entrate la luce.

Una volta in cima, ci siamo trovati davanti a delle campane gigantesche, davvero enormi, che occupavano quasi tutto lo spazio: è stato impressionante vederle così da vicino.

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Campane situate all’interno della Torre

Infine siamo saliti sulla rocca, un luogo incantevole e un panorama mozzafiato. Lassù, abbiamo scattato tantissime foto, cercando di catturare ogni angolo di quella vista spettacolare . All’interno della rocca, abbiamo visitato il Museo Civico Ornitologico, dove erano esposti numerosi uccelli imbalsamati e accompagnati da descrizioni interessanti sulle loro specie. Abbiamo esplorato ogni angolo della rocca, ammirando le mura antiche . Infine, per concludere la giornata in bellezza, ci siamo riuniti per una foto di gruppo, un ricordo speciale di questa meravigliosa uscita insieme.

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Ingresso Rocca di Lonato

Makar Simakov & Monetti Simone 1B




Escursione sul Pasubio (2025)

Al via presso le Bocchette di Campiglia

Al via presso le Bocchette di Campiglia

La nostra avventura sulle cime del pasubio, è iniziata nella mattinata del 13 Ottobre 2025. Insieme ad alcuni studenti delle classi 5ªE, 5ªA, 5ªB, 5ªI, 5ªL e 5ªK ci siamo ritrovati davanti alla fermata degli autobus dell’istituto, per intraprendere un’esperienza di due giorni, alla scoperta delle “52 Gallerie del Pasubio”.

Accompagnati dalla saggia esperienza dei professori Masetti, Bandera e della professoressa Rossi, siamo riusciti a vivere al meglio queste splendide giornate.

Dopo circa due ore di viaggio siamo finalmente arrivati nella valle del Pasubio, dove dopo un po’ di attesa abbiamo raggiunto l’inizio del percorso con delle navette, dato che l’autobus non era in grado di percorrere quel tratto di strada.

Una  breve introduzione sull’origine e storia del percorso, ed il nostro viaggio ha avuto finalmente inizio.

Dopo un breve tratto di percorso sterrato, siamo arrivati all’ingresso della prima galleria, che ha segnato l’inizio del nostro percorso, con un costante rimando alla storia di questi luoghi.

La prima delle 52 gallerie

La prima delle 52 gallerie

Le gallerie furono costruite in un tempo record di soli 9 mesi, dalla 33o Compagnia Minatori del V Reggimento Genio. Furono scavate per permettere il rifornimento dei soldati al fronte in tempi minori e con maggiore sicurezza, bypassando il fuoco nemico austriaco. Le loro dimensioni e forme variano da galleria a galleria, due tra le più iconiche sono sicuramente la numero 19 e 20, che con il loro unico andamento a spirale creano un’atmosfera quasi surreale, considerando anche che la prima tra queste due è la più lunga del percorso misurando ben 320 metri in lunghezza.

La meta della giornata è il rifugio “Achille Papa”, intitolato al famoso generale della Grande Guerra. Situato a 1950 metri di altitudine, a strapiombo sulla valle sottostante, rappresenta un importante punto di ritrovo, collegando diversi percorsi. È ben attrezzato, considerando la difficoltà di portare le risorse in alta quota, soprattutto l’acqua, che è disponibile in quantità limitata grazie alla raccolta piovana.

Finalmente il rifugio "Gen. Achille Papa"

Finalmente il rifugio “Gen. Achille Papa”

Siamo riusciti a rispettare la tabella di marcia ed arrivare in circa tre ore al rifugio. Dopo la pausa pranzo, siamo ripartiti per andare a visitare la chiesetta di Santa Maria sul Pasubio, e l’arco eretto in zona in onore ai caduti.

Divisi in gruppi, abbiamo poi esplorato le trincee del fronte italiano, ammirando il paesaggio naturale alpino composto dalle cime delle montagne che magicamente emergono dalle nuvole che nacondono le vallate.

Sui luoghi del conflitto della Grande Guerra

Sui luoghi del conflitto della Grande Guerra

Stanchi e un po’ sfiniti, verso le cinque del pomeriggio, siamo finalmente rientrati al rifugio per riposare e prepararci per l’abbondante cena consumata nei locali del rifugio.

Dopo cena abbiamo trascorso qualche momento per stare in compagnia o riposare. Ci siamo divertiti a giocare a carte e a chiacchierare nella sala da pranzo, anche i professori si sono prestati e, ovviamente, sono stati sconfitti a briscola.

La sveglia era fissata alle 7,  e dopo aver fatto colazione, abbiamo iniziato la nostra salita verso cima Palon.

A metà percorso ci siamo fermati ad ammirare gli Scaffali della Memoria, un museo a cielo aperto dove, su delle mensole, sono esposti barattoli di latta, munizioni, filo spinato e persino ossa umane, resti della Grande Guerra ritrovati negli anni e conservati qui dai diversi escursionisti che li hanno trovati.

Il museo memoriale a cielo aperto

Il museo memoriale a cielo aperto

Abbiamo poi ripreso il nostro percorso verso il dente italiano, il cui sentiero è martoriato da vari crateri, risultato dei bombardamenti austriaci, ed esplorando alcune gallerie realizzate durante la Guerra e utilizzate per spostamenti sicuri, per ripararsi o coservare cose e animali, oltre che per minare le linee nemiche.

Arrivati in vetta a cima Palon, situata a 2232 metri sul livello del mare, abbiamo potuto ammirare il panorama e sentire il peso della storia sulle nostre spalle.

Dopo una successiva discesa e un’ultima scalata verso il dente austriaco, abbiamo finalmente iniziato il rientro verso il rifugio, ammirando il fantastico panorama, e alcuni esemplari di camosci.

Non siamo soli

Non siamo soli

Licenza di catturare panorami mozzafiato

Licenza di catturare panorami mozzafiato

Ritornati al rifugio, abbiamo pranzato e ci siamo riposati. Verso le due di pomeriggio, raccolti gli zaini, ci siamo di nuovo incamminati verso valle, percorrendo la “Strada degli Eroi”, che si snoda tra tornanti e panorami mozzafiato in territorio prima Veneto (quindi Italia al tempo della Guerra), quindi, dopo la galleria intitolata al Gen. D’Havet, in Trentino (quindi Austria al tempo della Guerra), fino a scendere al passo Pian delle Fugazze.

Per accorciare il tragitto abbiamo deciso di deviare lungo sentieri più ripidi che si addentrano nel bosco. Dopo due ore di discesa e una piccola attesa alla fermata del pullman, siamo partiti per ritornare alle nostre quotidianità.

Il foliage autunnale ci accompagna lungo la "Strada degli Eroi"

Il foliage autunnale ci accompagna lungo la “Strada degli Eroi”

Nonostante l’impegno richiesto per affrontare questo percorso, questa esperienza ha riscosso un grande apprezzamento fra tutti gli studenti e, soprattutto, ci ha ricordato che per raggiungere ogni obiettivo, in quest’occasione alte vette e panorami mozzafiato, occorre sempre impegno e fatica.

Ringraziamo i professori che ci hanno accompagnati e tutti coloro che hanno organizzato questa fantastica escursione.

Nicola Bassetti (5ªE), Robert Cojocariu (5ªE), Michele Della Maestra (5ªE)

Un'esperienza memorabile

Un’esperienza memorabile




Parco delle fucine di Casto – 2025

Tra le rocce e il fiume che scorre, l’adrenalina sale

Il 27 Maggio 2025, alcuni studenti ed insegnanti dell’Istituto Cerebotani di Lonato, vivono l’esperienza di una a giornata all’avventura nel Parco delle Fucine di Casto , attraverso una scalata.
Il parco delle fucine di Casto è situato tra Val Trompia e Val Sabbia, verdi valli della provincia di Brescia, luogo dove avventura e natura si incontrano.
Il parco è un vero e proprio paradiso, per gli appassionati di sport e natura.
Il nostro Istituto, si è presentato con circa 40 ragazzi senza esperienza di ferrate ma tutti si sono trovati bene, poiché il parco accoglie tutti coloro che vogliono provare, con percorsi che hanno diversi livelli di difficoltà.
Durante la mattinata al parco abbiamo avuto l’opportunità affrontare la ferrata che percorre lo stretto di Luina, il canyon creato nella roccia calcarea dall’omonimo torrente.
Equipaggiati con caschi, imbragature e moschettoni, i percorsi affrontati hanno messo alla prova gli studenti, sia fisicamente che emotivamente. Ogni via, infatti, offre una sfida diversa, con tratti verticali, traversi e passaggi su ponti sospesi.
L’adrenalina è sempre accompagnata da un senso di sicurezza, grazie alla buona manutenzione delle attrezzature, al gruppo creato che si aiuta nelle difficoltà e alla presenza di personale esperto.
La ferrata verso il ponte tibetano, è stata verticale e impegnativa: quasi ci si voleva arrendere, per fortuna ciò non è accaduto perché dopo c’era il “ponte”, una scomoda fune d’acciao appesa fra due versanti di un profondo vaio laterale: attraversarlo ripaga i timori con un’esperienza elettrizzante in un paesaggio incantevole. Chi non se l’è sentita è tornato all’area picnic, dove ha potuto rilassarsi accanto al micro-laghetto alpino. I più temerari hanno anche fatto il bagno nelle meravigliose ma gelide acque turchesi.
La giornata al Parco delle Fucine di Casto, è stata un’esperienza indimenticabile, che ha unito avventura, natura e divertimento.

Si ringraziano vivamente i professori S. Bandera, M. Masetti e M. Rovida e le guide del parco, per aver reso possibile questa escursione che ci ha fatto conoscere un luogo unico e di vivere momenti di condivisione e di crescita personale.

Stefania Baruffa, 3ª L

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CAMPIONATO STUDENTESCO RAFTING 2025

Si inizia

Il giorno 16 maggio 2025, 66 studenti e 4 professori della nostra scuola sono andati in Piemonte. più precisamente a Balmuccia, dove si trova un centro che pratica e fa praticare sport fluviali: rafting, canoa, kayak…centro riconosciuto da due federazioni, Federazione Italiana Rafting e Federazione Italiana di Canoa e Kayak che li promuove dal 1990.

Ovviamente non siamo degli sprovveduti

I professori, da bravi educatori, prima di andare all’avventura su un gommone ci hanno fatto spiegare dagli istruttori le basi sul come si va su un gommone. Ci vuole molta coordinazione tra tutti, nella prima fila quello a destra doveva dare il ritmo della remata e dietro tutti c’era la guida che diceva di fermarci, proseguire o girarci.

La gara

Prima di cominciare la gara era doveroso prendere la mano con i tempi, il ritmo e la coordinazione quindi prima di arrivare all’inizio della gara abbiamo fatto un bel po di pratica sul fiume Sesia tra rapidi e acque più tranquille. Dopo aver capito come funzionava siamo arrivati all’inizio e da li c’erano da fare 600m che però erano cronometrati, quindi l’obiettivo era fare 600m nel minor tempo possibile.

Le premiazioni

Finite tutte le squadre di gareggiare, sono iniziate le premiazioni, dove tutte e due le categorie (femminile e maschile) della nostra scuola si sono posizionate in ottimi posti, addirittura due squadre al primo posto.

Giulia Ravaioli, 3ª K

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Tra Natura e Spiritualità: Un Viaggio Indimenticabile

La nostra recente gita scolastica, organizzata per le classi 4E, 4I e 4L, è stata un’esperienza indimenticabile, ricca di momenti educativi e riflessivi. Ecco un resoconto della giornata.

Passeggiata nella natura

Il viaggio è iniziato di buon mattino, con entusiasmo e curiosità da parte di tutti. La prima tappa è stata un parco eolico, un luogo dove tecnologia e natura si incontrano in armonia. Qui abbiamo visitato la prima pala eolica, un’imponente struttura che ci ha lasciato a bocca aperta. Durante la visita, ci è stata illustrata la realizzazione del parco e le caratteristiche tecniche delle pale, sottolineando l’importanza delle energie rinnovabili per il futuro del nostro pianeta.

Dopo una passeggiata immersi nella natura, siamo arrivati alla seconda pala eolica. Qui si è tenuta una discussione approfondita sull’impatto ambientale del parco e sulla collaborazione tra il comune e AGSM, l’azienda che ha realizzato l’impianto. Questo momento di confronto ci ha permesso di riflettere su come sia possibile coniugare sviluppo tecnologico e tutela dell’ambiente.

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La Madonna della Corona: l’ambiente

La mattinata si è conclusa con un momento di relax, seguito dal ritorno al pullman. Ci siamo poi diretti verso un centro commerciale, dove abbiamo avuto una pausa pranzo. Alcuni di noi hanno scelto di mangiare al McDonald’s, altri al KFC, godendoci un po’ di svago prima della seconda parte della giornata.

Nel pomeriggio, abbiamo raggiunto la Madonna della Corona, un luogo suggestivo e spiritualmente intenso. La discesa lungo la Via Crucis, con le sue statue che rappresentano le stazioni, è stata un’esperienza emozionante e riflessiva. Successivamente, abbiamo visitato una gru antica, un esempio di ingegneria tradizionale, prima di proseguire lungo le scale che ci hanno condotti al santuario.

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La Madonna della Corona: il Santuario

La visita al Santuario della Madonna della Corona è stata il culmine della giornata. Qui, una guida ci ha raccontato la storia del luogo e l’importanza che riveste per i pellegrini. L’atmosfera era solenne e ci ha permesso di apprezzare il valore spirituale e storico di questo sito unico.

Infine, siamo tornati al pullman per il viaggio di ritorno, stanchi ma arricchiti da un’esperienza che ha saputo coniugare apprendimento, riflessione e divertimento. Una giornata che rimarrà nei nostri ricordi e che ci ha insegnato molto, non solo sui luoghi visitati, ma anche su noi stessi e sul mondo che ci circonda.

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