Articolo AIGNEP
Tratto da AIGNEP.
Tratto da AIGNEP.
Durante una recente visita all’Aeroporto Militare di Ghedi, abbiamo avuto l’opportunità di esplorare da vicino la sua storia e la sua moderna infrastruttura. Accompagnati da guide militari, abbiamo avuto accesso a diverse aree, tra cui gli accampamenti degli americani, officine per la manutenzione degli aerei Tornado, uffici e una sala pranzo.
Fondato nel lontano 1915 per difendere la città di Brescia durante la Prima Guerra Mondiale, l’aeroporto ha svolto un ruolo cruciali anche nelle guerre successive, ospitando aerei iconici come il FIAT B.R.20 e il FIAT G.55. Oggi, continua a essere un punto nodale per aerei tecnologicamente avanzati come il Tornado IDS e l’F35A, così come per alcuni aerei storici come l’F-84 e l’F-104.
Durante la visita, abbiamo appreso della collaborazione internazionale che ha portato allo sviluppo del Tornado. L’Inghilterra, insieme all’Italia e alla Germania, ha fondato la PANAVIA aircraft per la progettazione di questo aereo multiruolo. Grazie alla partnership, sono nate tre versioni del Tornado: IDS, ADV ed ECR.
Dopo un discorso introduttivo del comandante sull’aeroporto, siamo stati condotti alla zona di manutenzione dei motori dei Tornado, dove abbiamo potuto osservare da vicino il funzionamento di uno di essi.
Infine, siamo stati accompagnati in un hangar dove abbiamo potuto ammirare un Tornado esposto, completo dei suoi sistemi d’arma, e una cabina sezionata che ci ha permesso di vedere l’interno dalla prospettiva del pilota.
Zanola Edoardo ed Hermes Tafa
AIGNEP è un’azienda di Bione, facente parte del gruppo Bugatti, che nacque nel 1976 come contoterzista del settore della raccorderia per termosanitari. Col passare degli anni si è evoluta fino a diventare una multinazionale avendo filiali sparse per il mondo quali: USA, Spagna, Svizzera, Brasile, Francia, Colombia, Cina, Russia, Germania e a breve anche in Messico.
Appena arrivati siamo stati accolti calorosamente da Graziano Bugatti in persona insieme al suo staff, ci hanno introdotto alla storia dell’azienda prima ed alla parte tecnica riguardante lavorazioni e prodotti poi. Dopo esserci divisi in due gruppi affiancati da due preparatissimi e giovani collaboratori di Graziano ci hanno accompagnato nella conoscenza dei loro prodotti con un viaggio all’interno del loro business che si estende per 25.000 mq. Il Made in Italy è fondamentale per la Aignep che ne fa uno dei suoi capolavori. Da catalogo predispongono 14.000 articoli standard con versioni speciali solo su richiesta, ognuno di questi prodotti è certificato e utilizzabile in ogni parte del mondo. I macchinari che utilizzano in azienda sono tutti alimentati dall’aria compressa tramite raccordi e tubi di loro produzione. L’azienda è strutturata su diversi piani: 1° Piano, lavorazioni dell’ottone, 2° Piano, lavorazioni dell’acciaio, 3° Piano, assemblaggio, e 4° Piano, magazzino e controllo qualità. Dall’esperienza vissuta nell’azienda possiamo affermare che sia una delle migliori aziende nel settore, la pulizia e la precisione con le quali vengono affrontate le lavorazioni è impressionante, l’azienda in questione è dotata di ogni norma di sicurezza necessaria alle lavorazioni oltre a una impressionante pulizia e precisione in ciò che viene fatto, tutto questo preserva dipendenti e visitatori da qualsiasi tipo di infortunio o incidente. Oltre a questo abbiamo trovato squisita l’accoglienza riservataci dalla Aignep durante tutta la mattinata conclusasi con un buffet offerto dall’azienda oltre a dei fantastici gadget quali: cappellino, calcolatrice, quaderno, righelli e scaldacollo tutto firmato AIGNEP.
- Scalmana Nicola, Contessi Edoardo, Acerbi Matteo
Il 21 marzo si è tenuta una delle tappe del progetto “Guardiani del Benaco“. Questo gruppo, noto come Guardiani del Benaco, ha come obiettivo principale la creazione di una rete tra scuole, associazioni sportive, pastorali giovanili e familiari, imprese e anziani, considerati la memoria storica della comunità, al fine di promuovere un’ecologia integrale su tutto il territorio del lago di Garda. Il promotore di questa iniziativa è l’insegnante di religione di origine francese, Frantz Kourdebakir. “La nostra – spiega – vuole essere una risposta concreta alla domanda che Papa Francesco ha rivolto a tutta l’umanità: che mondo vogliamo lasciare ai nostri figli?”
Come prima parte di questa meravigliosa esperienza, abbiamo svolto un piccolo giro nella parte bassa del lago, durante il quale abbiamo ascoltato dei pensieri condivisi da Frantz e altri esponenti. Con noi c’era un gruppo di scolaresche del primo anno dell’Istituto Bazoli e delle elementari, che avevano preparato dei discorsi sensibilizzanti su argomenti come gli sprechi dell’acqua e la povertà a livello globale.
Come seconda tappa, siamo andati a visitare una chiesa evangelica. Questo ambiente era completamente diverso dalla concezione tradizionale di chiesa: era un luogo ordinario, privo di simboli religiosi, dove veniva praticato il culto attraverso la lettura della Bibbia e la sua interpretazione. La chiesa era principalmente frequentata da giovani, alcuni dei quali erano anche studenti della nostra scuola. A turno, alcuni di loro ci hanno raccontato le loro esperienze di vita e il motivo per cui frequentavano quel luogo. Alla fine della giornata, abbiamo gustato un bello spuntino ristoratore!
https://www.youtube.com/watch?v=BgGgRoKCrKU
Tommaso Pagano 4Q
4 marzo 2024, ore 5:00: sotto al diluvio, assonnati ma pieni di aspettativa, attendiamo l’arrivo degli ultimi ritardatari. Ci prepariamo a partire per Napoli non sapendo bene cosa aspettarci, ma certi che ci divertiremo. Dopo circa 8 ore di viaggio, di noia non c’è stata traccia: le partite a UNO, FIFA e Among Us hanno fatto trascorrere velocemente il tempo, ma è altro che noi vogliamo. Siamo in attesa di vedere il profilo del Vesuvio stagliarsi all’orizzonte e Napoli ai suoi piedi. Passiamo così il primo pomeriggio avventurandoci in questa città per noi nuova: visitiamo il Maschio Angioino, celebre castello simbolo della città. La galleria Umberto I e piazza del Plebiscito sono solo due delle altre nostre mete. Dopo le 18, distrutti, ci avviamo verso l’hotel, a circa 20 minuti di pullman dal centro di Napoli. Nonostante la stanchezza, non possiamo certo sprecare il tempo insieme, e tra scherzi e allegria la serata passa veloce. Il giorno successivo, 5 marzo, ecco l’attesa visita guidata di Pompei: l’anfiteatro, via dell’Abbondanza, le ville la cui storia e i cui resti non ci hanno deluso, confermandosi molto affascinanti. Per qualche ora siamo stati catapultati nel passato, ma eccoci atterrare nuovamente ai giorni nostri, davanti ad una favolosa pizza napoletana il cui gusto e la cui filante bontà ci hanno lasciati senza parole. Giorno 3, ecco la visita guidata di Napoli: la fontana di Nettuno, galleria Umberto I con la curiosa e propiziatoria tradizione dei “giri” sul proprio segno zodiacale, piazza del Plebiscito e la caratteristica famosissima Spaccanapoli, Santa Chiara con i suoi bellissimi giardini, gli affreschi e i mosaici famosi in tutto il mondo. Dopo pranzo ci attendeva Napoli sotterranea: le grotte, antiche cave sfruttate dai Greci e successivamente dai Romani, ci hanno proiettato nel passato e nella storia. In seguito, abbiamo avuto un po’ di tempo libero per dedicarci allo shopping in via Toledo, per poi rientrare come al solito esausti la sera. La mattinata successiva, quarto giorno di gita, ci ha condotti sullo splendido lungomare cittadino ed abbiamo assaggiato la famosa pizza fritta, squisita ed abbondante. La visita della città è stata completata recandoci alla cappella di San Severo, dove abbiamo potuto ammirare il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino. Come sempre quando ci si diverte, i giorni passano veloci e siamo ormai giunti all’ultima sera, dedicata ad un’uscita tutti insieme per bere qualcosa e celebrare la nostra gita di quarta, che resterà negli annali anche per gli scherzi organizzati al rientro in hotel… ma questa è un’altra storia. La mattina successiva, dopo la preparazione dei bagagli e la solita abbondante colazione, sulla via del rientro ci attende la visita alla Reggia di Caserta, con tutto il suo sfarzo, il fascino e i meravigliosi giardini. Colma di opere ed oggetti di inestimabile valore e scrigno di storia, all’interno dell’edificio abbiamo potuto osservare una sala che conserva i danni dei combattimenti svoltisi durante la Seconda guerra mondiale. Eravamo all’epilogo del nostro viaggio: un po’ tristi per il rientro e certamente stanchi ma felici, a tutti noi resterà lo splendido ricordo di una gita fantastica e perfettamente riuscita, che ha avuto il pregio di farci conoscere una meravigliosa città spesso giudicata male e frettolosamente, ma che noi abbiamo scoperto essere un gioiello in riva al mare.
Clicca qui per visualizzare un video con una raccolta di immagini del viaggio.
Cristiano Bettari 4A
GIORNO 1 (04/03/24)
La nostra gita a Napoli inizia la mattina di lunedì 4 marzo, quando alle 5 siamo partiti da Lonato con l’autobus. Dopo un paio di soste, ci siamo fermati ad un autogrill con dei tavoli e delle panchine dove abbiamo potuto consumare il nostro pranzo al sacco, a base di panini col salame, affettati e dolci fatti in casa. Con la pancia piena siamo ripartiti e verso le 16 siamo finalmente arrivati a Napoli; la prima cosa che abbiamo visitato è stato il Maschio Angioino, un castello medievale e rinascimentale, nonché uno dei simboli più caratteristici della città. Al suo interno abbiamo potuto osservare degli scavi risalenti al 1400 e siamo potuti salire sul terrazzo ad ammirare dall’alto la città. Conclusa la visita abbiamo posato i nostri bagagli in hotel, a Capodimonte. Tra una cosa e l’altra si erano già fatte le 19 e quindi dopo esserci riposati un po’ abbiamo cenato; finita la cena, non ancora sazi, abbiamo scelto di andare in una pizzeria lì vicino ad assaggiare i piatti tipici (pizza, frittatine…) e poi siamo tornati in Hotel a dormire.
GIORNO 2 (05/03/24)
Dopo esserci svegliati abbiamo consumato la colazione in hotel e siamo subito partiti verso Pompei. Una volta arrivati la guida ci ha fornito gli auricolari, e siamo subito partiti per la visita; siamo passati per l’anfiteatro, le ville e abbiamo camminato lungo tutta via dell’abbondanza, la via principale di Pompei lunga 600 metri, oltre a tutto ciò una cosa che a parer mio impressiona molto sono i corpi pietrificati, che rappresenta come la natura possa spazzare via in men che non si dica la vita. La guida in tutto questo è stata molto competente a farci immedesimare nella Pompei di due millenni fa e a farci capire come funzionasse la società dell’epoca. Per pranzo siamo andati in un ristorante dove abbiamo mangiato una buona pizza. Il pomeriggio lo abbiamo trascorso tra i quartieri spagnoli, dove la gente è molto simpatica e cordiale, e mentre cammini per i vicoli ti puoi imbattere in diversi murales raffiguranti Maradona. A seguito di un aperitivo fatto da tony spritz siamo tornati in hotel, dove abbiamo cenato e trascorso in compagnia una gradevole serata.
GIORNO 3 (06/03/24)
Dopo il solito risveglio in hotel con colazione self service, ci siamo diretti al solito posto di fermata del nostro bus e siamo arrivati a “Piazza Municipio”. Oltre ad una meravigliosa fontana rappresentante Nettuno che guarda verso il mare, come se intendesse proteggere la città dal mare inquieto, la guida attendeva il nostro arrivo. Una volta partiti per la visita guidata, abbiamo ammirato la “Galleria Umberto I” molto simile a quella di Milano nella quale abbiamo fatto 3 giri sul nostro segno zodiacale per sperare nella fortuna. Dopodiché siamo andati nella favolosa piazza Plebiscito, che ricordava un po’ la piazza di San Pietro, nella quale siamo stati fermati da un artista di strada particolarmente simpatico. Successivamente, come ultima tappa della visita guidata, siamo andati nella via di Spaccanapoli. A visita guidata terminata, ci è stato dato del tempo libero per pranzare; abbiamo deciso di prendere una pizza portafoglio in uno dei tanti locali presenti lungo Spaccanapoli: l’indecisione era molta essendo che ogni negozietto sembrava facesse dell’ottimo cibo. Nel pomeriggio ci siamo recati all’ingresso di “Napoli Sotterranea” e abbiamo iniziato la visita guidata; ci sono state mostrate alcune fra le stanze principali di quello che è stato usato come cisterna d’acqua e successivamente rifugio di guerra. Passati attraverso strettissimi vicoli e vicino a grandi vasche d’acqua siamo poi usciti. Per concludere la giornata abbiamo fatto un giretto lungo via Toledo e i suoi molteplici negozi. Siamo poi tornati a prendere il bus per tornare in hotel a cenare e passare una tranquilla serata.
GIORNO 4 (07/03/24)
La mattinata inizia con la solita colazione in hotel, dopodiché con l’autobus ci siamo spostati sul lungomare di Napoli dove ci siamo arrampicati sugli scogli(fortunatamente abbastanza piatti) e alcuni di noi hanno osservato un pescatore del posto intento a pescare granchi. Successivamente ci siamo divisi e alcuni di noi trovando un pescatore ne hanno approfittato della sua proposta e, con soli 5 euro cadauno, hanno fatto un giro panoramico della città con la sua barchetta; tutto questo seguito da un abbondante pranzo a base di pesce in un ristorantino limitrofe. Nel pomeriggio ci siamo incontrati con le guide, che ci hanno portato nella cappella di San Severo, dove siamo rimasti particolarmente affascinati dalla assoluta precisione con cui Giuseppe Sanmartino realizzò il Cristo Velato. La sera una volta cenato in hotel, alcuni di noi ne hanno approfittato per fare un giro nei pressi dell’hotel, nel quartiere di Capodimonte.
GIORNO 5 (08/03/24)
La mattina comincia presto per la classe, in quanto essendo l’ultimo giorno bisognava sistemare le valigie in fretta e furia per partire alla volta della Reggia di Caserta e successivamente verso casa. La reggia ci ha colpito particolarmente per la sua imponenza e l’enorme e inestimabile quantità di opere e oggetti contenuti in essa. Particolarmente intrigante è stata una sala danneggiata dai combattimenti svoltisi all’interno di essa, tra americani e tedeschi nella Seconda guerra mondiale. All’interno di essa si notano infatti le colonne danneggiate dall’esplosione di granate e proiettili. Terminata la visita il gruppo si è fermato per il pranzo in un caseificio storico della città, molti di noi ne hanno approfittato per far conoscere le prelibatezze del territorio anche alle famiglie a casa. Infine, con le pance piene, siamo partiti alla volta di Lonato. Credo che l’esperienza sia servita non solo per farci conoscere luoghi che molti di noi non avevano mai visto prima d’ora, ma anche per legarci ulteriormente come gruppo classe e rafforzare quelle amicizie che prima erano solo rapporti “intrascolastici”. Napoli potrebbe essere paragonata a un frutto, il fico d’India, all’apparenza non invitante per le sue spine e per la forma, (così come può sembrare la città per i suoi stereotipi che si sentono dalle nostre parti), ma che in realtà una volta tolta la buccia si nasconde un frutto pieno di sapore e di colore come il carattere del popolo napoletano.
- Beschi Leonardo, Favalli Andrea, Vinci Alessandro
L’ultima gita scolastica è stata qualcosa di diverso: destinazione Barcellona, Spagna. Siamo partiti carichi di aspettative e devo dire che non siamo rimasti delusi. La città ci ha accolti con il suo calore mediterraneo e i colori vivaci. Abbiamo girato per le strade, scoperto posti nuovi e provato cibo spagnolo autentico. Le risate sono state tante, gli amici sono diventati ancora più speciali. E ora che è finita, c’è un misto di tristezza e felicità. È stato un viaggio che rimarrà nel nostro cuore, un modo perfetto per dire addio agli anni di scuola. Ecco com’è stata la nostra ultima avventura insieme. Il viaggio è iniziato lunedì 19 febbraio; alle 9 ci siamo ritrovati al parcheggio del casello di Desenzano, per poi dirigerci verso l’Aeroporto di Milano Malpensa; in seguito all’effettuazione del check-in, alle ore 15 siamo decollati. Dopo aver affrontato un volo di circa un’ora e mezza, siamo atterrati a Barcellona, dove abbiamo avvertito sin da subito un clima diverso. Giunti in hotel, situato a Lloret de Mar (località balneare non molto distante dal capoluogo catalano), abbiamo deposto i bagagli nelle rispettive camere, per poi prendere parte alla cena (servizio a buffet). In seguito, abbiamo avuto modo di conoscere la cittadina e, dopo una prima passeggiata in centro, siamo rientrati in hotel. Il secondo giorno ci siamo recati alla volta di Barcellona, dopo aver ammirato la maestosa Sagrada Familia siamo andati alla Barceloneta, un quartiere situato nelle immediate vicinanze del mare e per non farci mancare nulla, abbiamo assaggiato una deliziosa paella. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita del quartiere gotico, con le sue chiese e monumenti di bellezza mozzafiato, per poi scattare qualche foto al bellissimo murales El Beso de Joan Fontcuberta. Non poteva mancare la camminata lungo l’immensa via della Rambla, la strada più famosa di Barcellona, arrivando fino al monumento di Cristoforo Colombo. Sul tardo pomeriggio, dopo aver goduto di qualche ora libera in giro per la città, abbiamo fatto rientro all’hotel. Il giorno seguente, trascorso a Lloret de Mar, dopo aver visitato la chiesa di Saint Romà, non potevamo farci mancare un bagno insieme al prof. Ricciardi, prima di dirigerci a pranzo. Tutto sommato, è stata una giornata tranquilla, durante la quale abbiamo avuto modo di giocare a calcio e assaggiare la sangria. Il quarto e ultimo giorno utile, siamo ritornati a Barcellona; la giornata è iniziata con la visita a Parco Güell, un parco molto esteso ricco di giardini ed elementi architettonici; successivamente abbiamo osservato Casa Milà e Casa Batllò, le famose abitazioni, progettate e decorate da Antoni Gaudì. In libertà, abbiamo poi raggiunto Plaça de Catalunya, attraversando la via Passeig de Gràcia, caratterizzata dal verde arboreo. Insieme alla guida, abbiamo poi raggiunto il Lluis Companys Olympic Stadium (stadio che ospita temporaneamente le partite del Barcellona) e successivamente il Camp Nou, in fase di strutturazione. Rientrati in hotel, abbiamo passato quest’ultima serata, in un locale adibito a discoteca, dove ci siamo divertiti a ritmo di musica e abbiamo avuto l’occasione di conoscere altri ragazzi italiani, anch’essi in gita nella medesima località. Tornati nelle nostre camere, distrutti e ormai privi di forze, ci siamo riposati in vista del viaggio che ci avrebbe atteso il giorno dopo. Infine, è arrivato il momento che nessuno di noi avrebbe mai voluto affrontare: il giorno del ritorno, un mix di gioia e tristezza. L’ultimo viaggio scolastico, è stato caratterizzato da esperienze nuove, gaffe, risate e scherzi che rimarranno per sempre nel nostro cuore. Un’avventura che, nel complesso, ha trasformato quest’ultima uscita didattica in un ricordo indelebile, ma che nascondeva anche la consapevolezza che si stava chiudendo un importante capitolo della nostra vita.
Quest’anno come ogni anno il nostro istituto ha organizzato di portare in settimana bianca alcune delle sue classi terze. Hanno partecipato a questa meravigliosa esperienza due delle classi di meccanica, una singola classe di informatica e la classe del quadriennale.
Il viaggio é partito dal piazzale di fronte all’entrata principale del plesso alle 5:40 del mattino, per arrivare alle hotel Torena e all’hotel Posta alle 8:00 del mattino circa.
Successivamente alla consegna dello skipass, tutti gli alunni e i docenti accompagnatori si sono diretti al noleggio degli sci dotati della propria casacca arancione di riconoscimento.
Alle 9 in punto del primo giorno eravamo tutti pronti per due ore di lezione con l’istruttore di sci. Iniziano subito, per coloro che non avevano mai sciato, i primi esercizi.
Dopo una giornata estenuante a sciare sulle piste, siamo rientrati in albergo verso le 17, ognuno nella propria camera, per prepararsi per la cena.
Il secondo giorno è iniziato con la sveglia alle 6:30/7:00 per poi andare per le 7:30 a fare colazione che comprendeva un buffet molto abbondante.
Al buffet sono seguiti i preparativi per andare al noleggio per riscaldarci e successivamente iniziare la lezione.
Il secondo giorno i gruppi di lezione sono stati divisi ancora creando gruppi più o meno bravi a sciare. L’istruttore ci ha fatto fare esercizi per imparare a fare curve per prepararci al giorno seguente a fare le piste. Nel pomeriggio molti ragazzi sono scesi dalla pista blu sperimentando cadute scontri con altri compagni e molto divertimento nello scendere in gruppo.
Dopo essere tornati in albergo la sera ci sono stati i preparativi per la cena, alla quale sono seguite persone che andavano a dormire nelle proprie stanze, che giocavano a carte o che giravano per le stanze a parlare con gli altri.
La terza giornata ha portato con sé un’anticipazione della colazione voluta dagli alunni per avere più tempo per prepararsi e andare in pista prima. Quindi c’era gente che alle 8:00 era in pista a sciare e ad aspettare la lezione con il maestro.
La lezione, per coloro che non era esperti a sciare, consisteva nel fare prima la pista blu per poi spostarsi e fare una pista rossa.
Il pomeriggio si è svolto senza intoppi, vedendosi creare un grande gruppo di ragazzi che sono andati a fare prima la pista blu con la musica, facendosi anche riprendere durante la discesa dai compagni più bravi e, successivamente, facendo una pista rossa.
Il risveglio dell’ultima giornata è stato particolare perché ci siamo svegliati che stava piovendo. Abbiamo dovuto preparare tutti i bagagli per la partenza e lasciarli nella hall dell’albergo e poi siamo andati a sciare lo stesso rimanendo bassi di quota perché nevicava ad alta quota.
Con il maestro abbiamo fatto la pista blu con la neve fresca che è stata un bella avventura perché gli sci si incagliavano nei mucchietti di neve o se c’era troppo piano rischiavi di rallentare molto. Il pomeriggio per molti è stato breve perché, oltre ad avere la partenza alle 4:30 e dover essere in albergo prima, pioveva ancora quindi tanti hanno smesso di sciare.
Il divertimento in questi 4 giorni è stato ad altissimi livelli per diversi motivi:
Penso però che le persone che si sono divertite di più siano state quelle che non avevano mai sciato e che si sono ritrovate nel giro di 4 giornate a riuscire a padronare gli sci (o quasi).
IONUT MARIAN ZUBANI TUDOSE
Il 17 di novembre si è tenuta la ricorrenza annuale della “giornata dello studente” nella quale i gruppi classe di terza e quarta quadriennale sono partiti per un viaggio . La prima tappa di questo viaggio è stata la città di Loreto dove siamo stati accolti nella Basilica della Santa Casa(che secondo la tradizione è la Santa Casa di Nazareth dove visse Gesù), questo è il luogo dove abbiamo acceso la fiamma della speranza che ci ha guidato poi per tutto il viaggio. Dopo un breve pasto siamo subito ripartiti con destinazione Assisi luogo natale di San Francesco. Lì abbiamo incontrato il vicario generale Mons. Jean Claude Kossi Anani che ci ha guidati nella visita alla chiesa di Santa Chiara e di San Francesco. Successivamente abbiamo partecipato ad un incontro con Antonio Caschetti, coordinatore per l’Italia sulla formazione e l’accompagnamento degli Animatori del movimento Laudato si’. La sera siamo stati accolti in convento dove le suore ci hanno ospitato a dormire. La mattina seguente siamo partiti per la scuola di Barbiana di Lorenzo Milani e abbiamo affrontato un tratto di 3 km a piedi chiamato cammino della costituzione. Arrivati alla scuola di Lorenzo Milani abbiamo ascoltato la testimonianza del signor Palmiro il quale ci ha deliziato con dei racconti su Don Milani ,abbiamo poi fatto visita alla classe e al laboratorio dove Don Milani insegnava e anche alla tomba di Lorenzo Milani. Infine sulla strada del ritorno abbiamo fatto visita alla casa di Giotto nel comune di Vicchio alla scoperta del poeta e del ‘Beato Angelico’.
-Andrea Simonetti e Fabio Doleni – 4Q
Il 26 ottobre 2023, la nostra classe 5F, insieme ad altre classi di quinta, si è avventurata in questa straordinaria escursione che ci ha regalato emozioni uniche. La giornata è iniziata presto, alle 6:00 del mattino, quando abbiamo preso l’autobus dalla scuola. Dopo un viaggio di circa tre ore, siamo arrivati all’entrata delle famose 52 gallerie del Pasubio. Questo luogo storico è stato teatro di eventi significativi durante la Prima Guerra Mondiale, e camminare attraverso queste gallerie ci ha fatto sentire parte di una storia più grande. La salita è stata impegnativa, ma con il supporto dei nostri professori e l’incoraggiamento reciproco, siamo riusciti a superare ogni ostacolo. Lungo il percorso, abbiamo ammirato dei “blocchi” di cemento che contenevano mine, pronte ad essere utilizzate in caso di attacco austriaco. Abbiamo anche notato i segni sui muri, che riportavano i nomi delle persone che avevano perso la vita durante il tragitto inoltre c’erano anche dei cannoni e dei loro buchi di posizionamento lungo il percorso, testimonianza della dura battaglia che si è svolta sulle montagne durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo diverse ore di camminata, siamo finalmente arrivati al rifugio Achille Papa, intorno a mezzogiorno. Qui abbiamo potuto riposare e mangiare il pranzo godendo della vista mozzafiato delle montagne circostanti. La discesa è stata meno impegnativa rispetto alla salita, ma comunque non priva di sfide. Abbiamo avuto l’opportunità di tagliare per i sentieri nel bosco, che ci hanno permesso di risparmiare tempo e di godere ancora di più dell’esperienza. L’escursione ha contribuito a rafforzare i legami tra noi studenti, oltre che con i nostri insegnanti che ci hanno guidato con pazienza lungo il percorso. Ci ha anche spinto a riflettere sulle nostre future scelte scolastiche e professionali, rendendoci consapevoli dell’importanza della collaborazione e della resilienza. Nonostante le sfide incontrate lungo il percorso, l’esperienza è stata senz’altro unica e indimenticabile. È stata un’opportunità per crescere sia personalmente che accademicamente, e ha contribuito a sviluppare una prospettiva più ampia sulla vita e sulle nostre aspirazioni future. Ci ha anche insegnato a essere consapevoli della nostra storia e a valorizzare il patrimonio culturale che ci circonda. Riflettendo sull’esperienza al Pasubio, ci siamo resi conto di come eventi storici simili in luoghi lontani come le gallerie di Bhimbetka in India e il complesso sotterraneo di Ksar of Ait-Ben-Haddou in Marocco possano condividere tracce simili di storie di coraggio e sacrificio. Questi esempi ci hanno fatto capire che la storia e la determinazione umana non conoscono confini, ispirandoci a rispettare il passato mentre ci prepariamo per il futuro. In conclusione, l’esperienza al Pasubio è stata impegnativa per alcuni di noi, ma è stata comunque un’esperienza incredibile che ha lasciato un’impronta duratura nelle nostre menti e nei nostri cuori. Siamo grati per questa opportunità e speriamo che esperienze simili ci aiutino a crescere come individui e a comprendere meglio il mondo che ci circonda.
-Singh Sukhdip, Rida Ezaoaoui – 5F