PROGETTO DI FORMAZIONE CON “GARDA EMERGENZA ODV”

Nella mattinata di sabato 1° marzo, gli studenti di alcune classi del triennio dell’Istituto “Cerebotani” hanno partecipato a un corso di soccorso sanitario, inserito nelle attività di Educazione Civica e tenuto dall’associazione “Garda Emergenza ODV”.
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Sabato 1° marzo, presso l’Istituto “Cerebotani”, si è svolto un progetto formativo dedicato al primo soccorso, che ha approfondito i seguenti argomenti:
- BLS (Basic Life Support);
- la procedura per effettuare una corretta chiamata di emergenza al numero 1-1-2;
-la posizione laterale di sicurezza (PLS);
- le tecniche di disostruzione delle vie aeree per adulti, pazienti pediatrici e lattanti.
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Durante l’incontro, è stato inoltre illustrato il ruolo del volontario e le attività che l’associazione svolge sul territorio.

Gli studenti, dopo un’ora di formazione teorica, hanno potuto mettere in pratica le nozioni apprese attraverso esercitazioni su manichini da addestramento, simulando scenari reali sotto la guida dei formatori regionali di Garda Emergenza ODV.odv4
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L’iniziativa ha riscosso grande entusiasmo e interesse tra i partecipanti, che hanno acquisito competenze utili per gestire situazioni di emergenza. Il progetto ribadisce l’importanza della conoscenza delle manovre di primo soccorso, promuovendo responsabilità e consapevolezza tra i giovani: come sottolineato durante la giornata, «ognuno può fare la differenza», poiché tutelare e salvare vite umane è un obiettivo comune.odv5

Si ringrazia in particolare
l’associazione ‘’Garda Emergenza
odv’’, che ha permesso lo sviluppo
del progetto, in collaborazione con
l’Istituto “Cerebotani” e l’allievo
Matteo Carnaghi.




Lo scambio culturale col Portogallo

Mercoledì 22 Gennaio io e altri studenti di varie sezioni e corsi abbiamo fatto un’ esperienza che non ci dimenticheremo mai. Siamo partiti per Póvoa de Varzim, un comune di Porto, una delle città più importanti del Portogallo, ospitati da un nostro partner che a sua volta ha visitato l’Italia.

Questo progetto è stato organizzato dalla nostra scuola in collaborazione col Liceo ESEQ (Escola Secundária Eça de Queirós) di Póvoa.

In Portogallo

Arrivati in Portogallo ci siamo incontrati davanti alla ESEQ, dove abbiamo incontrato le nostre famiglie ospitanti (con cui abbiamo comunicato in inglese) che ci hanno accompagnati a casa. Ogni sera abbiamo cenato insieme. Abbiamo provato vari piatti tipici, come la Francesinha (una sorta di croque monsieur), il bacalhau com natas (baccalà con panna), i dolci pastel de nata…

Mentre siamo stati lì, abbiamo visitato molti posti di ogni genere: siamo stati a visitare la città di Porto, Povoa e Guimaraes (la città dove è sorto il Portogallo) con il suo castello; costruzioni importanti come il comune (dove il sindaco ci ha incontrati facendo un discorso sulla vita e dell’influenza a livello internazionale di Póvoa), l’Archivio Municipale e in particolar modo la Libreria Lello di Porto, dove hanno filmato alcune scene di Hogwarts nei film di Harry Potter.

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Non abbiamo solo visitato il Portogallo da un punto di vista fisico però, abbiamo conosciuto anche alcune cose sulla vita scolastica.

Abbiamo scoperto che lì si va a scuola ad orari alterni (a volte la mattina, altre il pomeriggio) e si pranza a scuola, che sono dotate di una caffetteria e una mensa.

Abbiamo partecipato anche ad alcune lezioni dei nostri amici portoghesi, come una lezione di graphic design, dove gli studenti hanno fatto una presentazione per un’azienda immaginaria creando un logo e un sito web.IMG_20250124_162311

La ESEQ a volte organizza un evento per celebrare la diversità degli studenti, che vengono da ogni parte del mondo. Abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare una volta. Lì le famiglie dei ragazzi portano alcuni piatti tipici della loro patria, alcuni fanno anche una presentazione su di essa o danze tipiche.

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Purtroppo non abbiamo potuto restare lì per molto (anche se avremmo voluto!), per cui abbiamo dovuto lasciare la nazione con un cuore pesante. Però l’esperienza non era ancora conclusa: i ragazzi portoghesi dovevano ancora venire in Italia.

In Italia

All’arrivo li abbiamo incontrati davanti la nostra scuola, e li abbiamo portati alle nostre case.

Hanno visitato varie città: Milano, Venezia, Sirmione, Desenzano e Lonato.

Per curiosità ho chiesto il parere della mia compagna su quale fosse la classifica delle città migliori fra esse. Ecco la risposta:

  1. Venezia
  2. Sirmione
  3. Milano
  4. Desenzano
  5. Lonato (ahia!)
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Hanno anche visitato la nostra scuola, partecipando a lezioni con dei nostri professori e visitando i nostri laboratori.

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L’ultimo giorno abbiamo fatto una festa nell’oratorio di Lonato celebrando le nostre culture, portando cibo tipico delle nostre tradizioni, cantando canzoni e recitando poesie.

Purtroppo tutto ha una fine, e quale canzone più appropriata se non My Way di Frank Sinatra per salutarsi: sulle note di questa canzone siamo tornati a casa, lasciando i ragazzi il giorno dopo al loro ritrovo per andare all’aeroporto.

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Settimana bianca 2025

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All’alba di mercoledì 12 Febbraio, le classi 3ªB e 3ªE sono partite in pullman dalla sede centrale del nostro Istituto per il viaggio d’istruzione “Settimana bianca” con destinazione Aprica, in provincia di Sondrio, accompagnate dai professori Bandera, Masetti e Pizzatti. Il viaggio è andato benissimo e siamo arrivati all’hotel Torena circa alle 9 del mattino; lasciate le valigie, ci siamo subito incamminati verso le piste da sci, distanti circa trecento metri. Chi non possiede l’attrezzatura l’ha potuta noleggiare presso uno ski rent sul posto. Quindi siamo andati subito sulla neve nella zona dei campetti, ovvero l’area dove i “prima neve” cominciano a prendere confidenza con gli sci. Fin dal primo giorno, abbiamo seguito due ore di lezione la mattina, pausa pranzo a mezzogiorno, per poi sciare in libertà il pomeriggio fino alle 16:30. Durante la primaa giornata, chi ne aveva le capacità, ha colto l’occasione per esplorare il comprensorio, anche se purtroppo la nebbia ci ha impedito di apprezzarne il panorama. A pranzo ci siamo fermati al ristoro Pasò, raggiungibile in funivia; i più esperti sono scesi con gli sci ai piedi lungo la panoramica, gli altri hanno ripreso la cabinovia. Una volta rientrati in hotel, ognuno si è sistemato nella rispettiva stanza; in genere in 4 per camera, ognuno con i suoi compagni di classe. Dopo aver fatto una doccia, ci restava un bel po’di tempo libero, dato che la cena era tutti i giorni alle 19:30; qualcuno ha riposato ed è andato a giocare a carte nella hall e qualcun altro è andato al supermercato vicino l’hotel per comprare la merenda. A cena c’era un buffet di verdure self service, un primo, il secondo ed il dolce; senza troppe pretese ma si mangiava… La sera eravamo liberi di scegliere se fare una passeggiata oppure rimanere in hotel; in genere uscivamo a prendere una boccata d’aria e poi leggevamo o guardavamo la tv e alle 23 si andava a letto. Di mattina ci siamo sempre svegliati verso le 7, per poi fare colazione per le 7:30. La lezione di sci era dalle 9 alle 11, quindi avevamo tempo per fare le cose con calma. Nulla vietava però, a chi volesse sciare prima, di recarsi sulle piste in anticipo. I primi tre giorni sono volati, con tante piste e tanto divertimento; il cielo si è schiarito ed ha lasciato spazio ad un panorama mozzafiato! Gli istruttori ci hanno divisi in base al livello e c’è da dire che siamo stati seguiti davvero bene. L’ultimo giorno, siamo saliti tutti sulla seggiovia Baradello e abbiamo preso in gruppo la pista panoramica: una blu molto scorrevole e rilassante. Ahimé alle 15 abbiamo dovuto toglierci definitivamente gli sci, salutare le piste e tornare nella hall dell’hotel in attesa del pullman per il ritorno, che è arrivato alle 16. Una volta in viaggio, abbiamo avuto occasione di rilassarci, tra chi dormiva e chi trovava svago in qualche gioco, si sentiva un atmosfera più che positiva, siamo stati tutti contenti di questo viaggio d’istruzione di cui rimane un bel ricordo nel cuore di tutti i partecipanti.
Diego Bulgari, 3ªE

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SCAMBIO CULTURALE A BERLINO 23/30 gennaio 2025

Dal 23 al 30 gennaio ho partecipato con altri 16 studenti, di diverse classi seconde, allo scambio culturale di Berlino, progetto che interessa la nostra scuola da diversi anni.
L’organizzazione è stata curata dalla professoressa Berno e coadiuvata dalla professoressa Dal Zovo. Le due docenti hanno accompagnato il gruppo durante tutte le attività pianificate, cercando al tempo stesso di rafforzare la nostra autonomia. Gli studenti hanno alloggiato insieme alle famiglie tedesche, partecipi al progetto, comunicando in inglese e vivendo un’esperienza unica. Le attività si sono svolte a ritmo serrato ed erano organizzate in modo da coinvolgere gli studenti sia da un punto di vista ludico, sprigionando la propria energia al Ninja Hall o usando il proprio ingegno per scappare dalle stanze del Final escape Berlin, sia da un punto di vista socioculturale, visitando la nota città di Berlino con i suoi affascinanti musei. Sempre con visite guidate, abbiamo visto il Panorama Pergamon, dove abbiamo potuto ammirare importanti reperti storici dell’età classica ma anche la rappresentazione dell’antica città di Pergamon attraverso un’avveniristica riproduzione, e la vista panoramica dalla cupola del Reichstag (Parlamento) che permette una suggestiva panoramica di tutta la città.

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Al nostro viaggio non è mancata anche un’importante ricognizione storica, con la scoperta delle maestose residenze di Federico II a Potsdam, il Neues Palais e del Sans souci (quest’ultimo visto solo esternamente in quanto non accessibile in questo periodo), nonché la storia del muro di Berlino, attraverso un museo a cielo aperto, dove abbiamo visitato anche la Geisterbahnhöfe (stazione fantasma).

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L’esperienza è stata educativa e divertente, sia con il gruppo scolastico italiano che con la famiglia ospitante. Mi è piaciuto visitare la città, assaporare le bevande e i cibi locali e infine svolgere le attività con il mio compagno tedesco. Certo muoversi in una grande città come Berlino non è stato sempre comodo: l’utilizzo dei mezzi affollati o i frequenti spostamenti talvolta erano un po’ stancanti. Anche l’utilizzo dei bagni a pagamento ha creato qualche disagio ma l’esperienza è stata unica e la consiglio vivamente.

Gabriel Cebotari 2A




Motor Bike Expo Verona

Uscita Didattica a Verona (MOTOR BIKE EXPO)

Una giornata davvero bella ed apprezzata da noi studenti, anche per l’interesse che si ha per questo mondo così grande che accomuna migliaia di persone in queste fiere, per conoscere più da vicino aggiornamenti, nuove tecnologie ma, soprattutto, nuovi brand e nuove proposte da parte dei marchi che si occupano di questo bellissimo settore. La nostra uscita didattica è iniziata con la partenza da Lonato in orario scolastico; una volta arrivati a Verona, dopo una camminata per arrivare all’entrata del centro fiera, siamo entrati e subito ci siamo recati in un auditorium per una presentazione molto interessante, tenuta da Yamaha, Liqui Moly, ecc….

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Oltre ad una spiegazione e pubblicità del loro brand, ci hanno fatto capire che questo mondo è legato alle scuole non solo per l’ambito tecnologico ma anche lavorativo. Ad esempio, Yamaha è sempre alla ricerca di nuovi talenti, non solo nelle competizioni come piloti, ma anche alla ricerca di nuovi talenti nel motorsport, come meccanici competenti e ingegneri specializzati, i quali un giorno potrebbero essere in un box di MotoGP; per questo hanno sponsorizzato la loro campagna in grado di proporre questi corsi per giovani ragazzi con la passione dei motori e per far conoscere più da vicino il mondo delle competizioni e dei motori. È un’importante opportunità per le scuole tecniche, perché offrono agli studenti un collegamento diretto con il settore motociclistico. Attraverso stage, collaborazioni con aziende, progetti di customizzazione e workshop tecnici, gli studenti possono applicare le loro competenze, conoscere le innovazioni e avvicinarsi al mondo del lavoro.
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Il MBE diventa così un ponte tra formazione e professione nel settore delle due ruote.

In questa presentazione ci hanno raccontato la storia del MBE: ogni anno a gennaio, presso Veronafiere, il MBE ospita oltre 100.000 visitatori e 700 espositori da tutto il mondo, offrendo moto custom, novità di mercato, test ride, competizioni e incontri con piloti e customizer. Nato dall’esperienza del Bike Expo Show di Padova, si è trasferito a Verona nel 2009, crescendo fino a diventare un punto di riferimento per appassionati e professionisti.

Durante la giornata ci siamo divisi in vari gruppi e abbiamo iniziato a girare tra gli stand per vedere moto e macchine più da vicino. All’esterno dei padiglioni erano presenti motociclisti in azione nei loro complicati percorsi di enduro e trial. Dopo aver visitato tutta la fiera, ci siamo ritrovati per pranzare e poi siamo ripartiti per tornare a Lonato. Quest’esperienza è stata davvero bella e da ripetersi; il giorno dopo in classe, con i professori, abbiamo parlato della bella esperienza.

Inoltre, tra le esperienze indimenticabili di questa giornata, oltre alle moto di ogni tipo, alcuni studenti hanno avuto l’occasione di conoscere Brumotti, un noto personaggio televisivo.

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 Gabriele Penocchio e Pietro Tosi, 3A




Gita Bolzano

Il 10 dicembre, la nostra classe è andata in gita a Bolzano per vedere la storia e la magia delle Alpi italiane. La destinazione principale è stata al museo di òtzi. Bolzano è una città molto accogliente, soprattutto se la visiti in una giornata soleggiata e calda. C’era un’atmosfera tradizionale, con i suoi mercatini natalizi, con i suoi edifici storici, ma allo stesso tempo moderna con i suoi negozi e i suoi centri commerciali; con tutte queste attrazioni abbiamo potuto passare il tempo che ci separava dall’orario di ingresso al museo, visitando Il duomo, un bellissimo castello in centro e alcune piazze molto carine. Nella pausa, oltre a mangiare, abbiamo giocato a carte e ascoltato della musica sul cellulare.

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Entrati nel museo e messo gli zaini nelle apposite cassette di sicurezza, abbiamo seguito le indicazioni informative del museo che la nostra profe di italiano ci aveva dato qualche giorno prima per incuriosirci e per informarci su ciò che dovevamo cercare all’interno del museo da appuntarci, dividendoci in gruppi da 5. Fu emozionante scoprire i modi di vivere dell’epoca, come mangiavano, come cacciavano e come si spostavano, fu impressionante soprattutto vedere la mummia di Otzi, risalente a più di 5.000 anni fa e trovata casualmente tra i ghiacci del Similaun nel 1991.

Non è stata solo una gita di apprendimento e divertimento, ma anche di riflessione, è un modo per connettere il passato, con tutti i suoi usi, alla modernità e agli usi attuali. Dopo la visita del museo abbiamo avuto ancora tempo per camminare tra i mercatini e respirare la fresca aria del posto, prima di ripartire per casa. In questa visita didattica abbiamo potuto unire la cultura, l’esperienza,le conoscenze territoriali e, soprattutto, il divertimento, a parer nostro sarebbe bello riproporne di simili ogni anno.

Elisa Caldarulo, Pietro Curino 1A

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La classe 1^I in gita

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La classe 1^A in gita




JOB & Orienta 2024

Le nostre aspettative sull’evento

Il 28 novembre 2024 abbiamo avuto la possibilità di partecipare, insieme ai ragazzi della 5DI, al Job & Orienta di Verona, accompagnati dai professori Giovanni Quaini, Massimiliano Masetti, Daniel Negrioli Junior e altri docenti.
In attesa di partecipare a questo evento, ci eravamo posti grandi aspettative. Sapevamo che si trattava di un’importante opportunità per avvicinarci al mondo del lavoro, all’orientamento universitario e alle professioni emergenti. Speravamo di ottenere informazioni utili per il nostro futuro, incontrare professionisti di diversi settori e magari scoprire nuove opportunità di crescita personale e professionale. Eravamo anche curiosi di vedere come si sarebbe svolta la fiera e quali esperienze ci avrebbe regalato.

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L’atmosfera del Job & Orienta

Una volta arrivati al Job & Orienta, l’atmosfera ci ha subito colpito: un ambiente vivace, dinamico e pieno di giovani studenti come noi, entusiasti di esplorare le tante opportunità offerte. I vari stand erano allestiti con cura, ognuno rappresentando scuole, università, aziende o istituzioni. I padiglioni erano affollati e pieni di energia. I colori, i materiali informativi e le tecnologie innovative rendevano l’esperienza coinvolgente e moderna. Era chiaro che il Job & Orienta non fosse solo una fiera, ma un vero e proprio punto di incontro tra giovani e futuro, un’esperienza a tutto tondo.

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Il Festival del Futuro

Tra i momenti più significativi della giornata spicca sicuramente la partecipazione alla conferenza del Festival del Futuro. Questo evento è stato un’opportunità per riflettere su temi attuali e cruciali per il nostro domani, tra cui innovazione, economia circolare, sostenibilità e nuove possibilità lavorative. In particolare, ci ha colpiti l’intervento di Matteo Ward, un imprenditore e attivista nel settore della moda sostenibile.
Dopo aver raccontato la sua esperienza nel mondo della moda e aver mostrato i lati più oscuri di questo settore, Matteo ci ha parlato del suo percorso di crescita personale e della consapevolezza acquisita rispetto alle terribili conseguenze che la moda ha in molti paesi del terzo mondo. Il suo contributo è stato fondamentale per farci comprendere l’importanza del fattore etico nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria. Crediamo che lui rappresenti un ottimo esempio di come sia possibile partecipare attivamente a un cambiamento sostenibile e opporsi, talvolta, a modelli economici e produttivi dannosi per il pianeta e per le persone. La sua storia ci ha dimostrato come ogni scelta possa fare la differenza e come un approccio consapevole possa davvero contribuire a costruire un futuro migliore.
Abbiamo trovato interessante anche l’intervento di Giovanni Rana Junior, il quale ha raccontato la storia della loro impresa, come si sia evoluta nel tempo e come dovrà continuare a evolversi per affrontare le sfide del mondo moderno. A proposito del cambiamento dei tempi, molto costruttivo è stato anche l’intervento di Alberto Piovesan, che ci ha spiegato come la loro neonata azienda stia sviluppando soluzioni innovative nel campo della sicurezza: non solo in pista o in moto, ma anche nelle situazioni lavorative e quotidiane, come nel caso di cadute o scivolamenti degli anziani.
Infine, riguardo al campo dell’intelligenza artificiale, è stato prezioso il contributo di Alessandro Farinelli, responsabile del dipartimento di Informatica dell’Università di Verona, che ci ha fornito diversi spunti di riflessione su questa nuova tecnologia.

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Conclusione

Durante il ritorno in pullman e nei giorni successivi, abbiamo ripensato alle nostre aspettative iniziali. Il Job & Orienta non ha solo soddisfatto le nostre curiosità, ma le ha superate, offrendoci spunti concreti per il nostro futuro. L’incontro con realtà professionali e gli interventi di personalità come Matteo Ward ci hanno mostrato quanto sia importante seguire le proprie passioni con consapevolezza. Grazie a questa esperienza, torniamo a casa più motivati e con una visione più chiara del nostro percorso di crescita.

Scritto da: Manuel Pitscheider e Mattia Cappa, 5E.




Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Partiamo innanzitutto dall’origine di questa ricorrenza, ovvero il motivo dell’istituzione di essa. Ci troviamo tra gli anni ‘40 e ‘50, nella Repubblica Dominicana, un’isola caraibica, che al tempo dei fatti era una dittatura governata dal generale Rafael Trujillo. Le protagoniste di questa storia sono tre sorelle: Patria, Maria teresa e Minerva Mirabal, chiamate anche “mariposas” cioè “farfalle”.

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Le tre sorelle Mirabal decisero di impegnarsi nell’attivismo politico contro quel regime dittatoriale che promuoveva una cultura machista che non riconosceva alle donne l’occupazione di uno spazio pubblico e politico. Le “mariposas” vennero però messe a tacere da Trujillo, che le fece torturare, assassinare e gettare da un dirupo, usando poi la scusa che si trattasse di un incidente. Il popolo dominicano però non se la bevve, era chiaro che si trattasse di una scusa, infatti Trujillo fu assassinato pochi mesi dopo.
È in ricordo di Patria, Maria Teresa e Minerva che ogni 25 novembre si inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani. Il simbolo di questa giornata è il colore rosso, più specificatamente le scarpe rosse, che rappresentano tutte quelle donne uccise da uomini, che non potranno mai più indossarle lasciando un vuoto sia nelle scarpe, che nel mondo.

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Ogni anno a scuola, si parla di questa giornata (giustamente direi), e si trattano argomenti in cui tutti hanno pareri discordanti fra di loro, ad esempio l’altro giorno abbiamo discusso in classe di un argomento su cui tutti avevano opinioni diverse.
L’argomento in questione è di come vengono chiamate le donne, spesso con sostantivi sgradevoli e parolacce, o nomi partoriti da un immaginario collettivo maschilista e misogino.
Purtroppo si attribuiscono certi nominativi alle donne, quando basterebbe tacere di fronte a determinate situazioni, senza andare a gravare la situazione. Perché gli uomini che chiamano una donna con appellativi per niente pertinenti, sono solo degli insicuri che parlano per riempire il proprio ego e per alimentare quella voce nella loro testa che gli fa credere di essere superiori alle donne.
La storia è piena di civiltà che avevano ideali misogini e maschilisti, basta pensare all’antica Roma; purtroppo però queste idee non si sono ancora sradicate dalle menti di certi uomini, che credono di essere superiori al genere femminile, solo perché pene-muniti, spesso e volentieri queste convinzioni portano gli uomini a maltrattare le donne, che siano le loro mogli, figlie, madri o amiche. Idee del genere sfociano in molestie, catcalling, o addirittura femminicidi (“Il femminicidio è un omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un individuo per motivi basati sul genere.” Fonte: Wikipedia).
I social hanno portato alla nascita di uno dei commenti più frequenti sotto i video, foto o post in generale che riguardassero notizie di femminicidi, maschilismo o quant’altro. Il commento dice “non tutti gli uomini” tradotto dall’inglese “not all men”; spesso si tende a generalizzare soprattutto, e viene detto che tutti gli uomini sono uguali, che sono tutti degli assassini, che non c’è bisogno degli uomini etc…, ovviamente questo genere di commenti è esagerato siccome non tutti noi uomini siamo degli assassini, o molestatori o maniaci, ma comunque allo stesso modo è sbagliato da parte di noi uomini dire che non abbiamo nessuna responsabilità per quanto accaduto ad esempio alla povera Giulia cecchettin, perchè invece abbiamo eccome la responsabilità, anche se non siamo noi Filippo Turetta, la nostra responsabilità è quella di sensibilizzare su certi argomenti, di smetterla di fare finta di nulla, di proteggere le donne che amiamo, di smetterla di fare sempre battute su argomenti del genere, dobbiamo smetterla di trattare la questione come se non fosse un nostro problema, e basta cominciare con poco: basterebbe dire al proprio amico di smetterla di fare commenti inappropriati quando vede una bella ragazza, o di fare battute maschiliste che sminuiscono la donna, perché quelle “battute” sono cat-calling, e non sono cose da poco, possono fare più male dei pugni a volte, quindi bisogna pensarci due volte prima di parlare. E parlo di NOI perché anche se io non faccio, non ho mai fatto, e mai farò certe cose, devo parlare al plurale per far capire che bisogna darci una svegliata, e crescere mentalmente.
Anche perché fa male pensare che non si può essere tranquilli a lasciare la propria madre, la propria sorella o la propria ragazza da sola di notte. Fa male pensare che potrebbe succedere qualcosa alle persone più care che si hanno, senza un apparente motivo, solo per colpa dell’ego di qualche “uomo”, sempre se così si può definire.
Io spero vivamente che col tempo la situazione possa cambiare, ma perché ciò accada serve che in primis noi uomini la smettiamo per una volta di scherzare, e cominciamo a prenderci cura delle donne che amiamo e soprattutto che le proteggiamo da altri “uomini”, che dovrebbero invece non essere nemmeno chiamati tali.

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Escursione sul Pasubio (2024)

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La mattina del 14 ottobre, intorno alle 7:00, le classi 5ªE, 5ªB, 5ªL, 5ªA, accompagnate dai professori Dal Zovo, Masetti, Guerra e Bandera si sono ritrovate alla fermata del pullman di fronte alla scuola, pronte per quest’ avventura: la camminata delle 52 gallerie. Il primo obiettivo era raggiungere il rifugio Achille Papa. Dopo circa un paio di ore siamo arrivati alla prima tappa della nostra esperienza dove ci hanno raccolto 3 navette le quali ci hanno portato all’inizio della camminata, dopo una breve introduzione sulla storia del percorso ci siamo avviati in fila per due. Circa tre ore dopo, il primo gruppo di studenti è giunto al rifugio Papa, la camminata, prima in mezzo alle nuvole, e poi sopra di esse, donava la vista di un paesaggio indimenticabile. Nel pomeriggio le classi si sono dirette, seguendo un breve e facile percorso, verso l’arco romano e vicino ad una piccola chiesetta, dove due studenti che si erano muniti di drone, hanno fatto delle riprese dall’alto di quei posti incantevoli e intrisi di storia. In seguito ci è stata data una mezz’oretta libera per esplorare i luoghi attorno a questi due siti per poi rientrare al rifugio per le 16:30. Dopo cena alcuni studenti si sono riuniti nella sala del rifugio per giocare a carte insieme ai professori o tra di loro.

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Il giorno seguente, dopo la colazione alle ore 7:00, abbiamo iniziato la camminata verso la cima Palon (la cima più alta che tocca i 2.239m), durante la quale ci siamo fermati in diversi luoghi d’interesse dove i professori ci hanno fornito ulteriori cenni storici, dopo esserci soffermati sul dente italiano e sul dente austriaco (le due cime, soprannominate denti per la loro forma, dove erano presenti uno di fronte all’altro il fronte italiano e quello austriaco), abbiamo imboccato il sentiero del ritorno al rifugio. Dopo pranzo, verso le 14:30, abbiamo iniziato la discesa dalla montagna, prima percorrendo in parte la “Strada degli Eroi”, poi tagliando in mezzo al bosco attraversando un paesaggio autunnale incantevole caratterizzato da alberi pieni di foglie di diverso colore, dalle più intense sfumature di arancione fino ad un giallo vivido. Alle 16:30 tutto il gruppo aveva raggiunto la piazzola di sosta, dove ci stava aspettando l’autobus del ritorno. Dopo poco abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno, stanchi ma felici dell’incredibile esperienza vissuta.

Mattia Cappa, Luca Carbone (5ªE)

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Escursione in mtb sulle colline moreniche (2024)

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Il 7 giugno 2024, eravamo in 29 studenti a partecipare all’escursione in moutain bike organizzata dai docenti Masetti, Bandera e Guerra sulle colline dell’arco morenico.
Siamo partiti dal palazzetto dello sport di Lonato la mattina verso le 8:30 per poi tornare verso le 14:00 al punto iniziale. L’attività si è svolta principalmente su sterrato, passando per strade bianche e percorsi più o meno tecnici nei quali ci si è potuti divertire mettendosi alla prova.
L’ intero percorso è stato arricchito da piccole pause in zone panoramiche, da dove si può ammirare il lago di Garda da una prospettiva differente da quella solita, ma soprattutto si può recuperare un po’ di energia necessaria per le tappe successive.
Sulla via del ritorno ci siamo fermati al chioschetto del Parco Airone: un luogo sulla sponda del Chiese molto carino dove in molti hanno colto l’occasione per ristorarsi mangiando un panino e bere qualcosa di rinfrescante, in modo da essere pronti per gli ultimi chilometri da percorrere in tranquillità sulla ciclabile che costeggia il canale della Roggia Lonata (poi Arnò) fino a Salago per proseguire sulla ciclabile che rientra a Lonato.
La biciclettata è una delle escursioni proposte dai nostri professori che permettono di trascorrere la giornata all’insegna dello sport, della natura e della convivialità. L’entusiasmo mostrato da tutti i partecipanti è la prova di come queste attività extrascolastiche possano promuovere l’attività fisica e in generale uno stile di vita più sano oltre a essere un’ottima occasione per fare nuove conoscenze e mettersi alla prova.

Mattia Cappa, 4ª E

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