Grande successo per i nostri studenti ai Giochi della Chimica!

Quest’anno i ragazzi delle classi del triennio chimico ed alcuni studenti delle classi 1K e 2K, hanno affrontato con entusiasmo e determinazione le competizioni relative ai “Giochi della Chimica”, ottenendo risultati davvero brillanti!
Il 7 febbraio si è svolta la gara individuale di istituto, che ha visto la partecipazione di tanti studenti appassionati.

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La gara, svoltasi in contemporanea su tutto il territorio nazionale, si è conclusa con una graduatoria dalla quale si sono estrapolati gli studenti con i punteggi più alti che sono così risultati candidati alla gara regionale.
Sei tra gli studenti che hanno preso parte alla gara studenti, Andrea Marai, Aurora Galuppini, Matteo Pedretti della classe 5L e Federico Civale, Matteo Guidetti, Cristian Urbani della classe 5K, hanno ottenuto punteggi idonei per la qualificazione alla fase regionale, che si terrà a Brescia, presso la sede universitaria di Medicina, il 29 Marzo.
Un traguardo importante che dà lustro alla nostra scuola sia in campo provinciale che in campo nazionale!

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Ma non è tutto: il 19 marzo abbiamo partecipato, per la prima volta, alle gare a squadre.
Otto squadre miste, composte sia da studenti delle classi del biennio che del triennio, si sono messe alla prova in tre manches impegnative. Nonostante la novità e qualche difficoltà tecnica nell’attuzione, i nostri studenti hanno ottenuto ottimi piazzamenti a livello nazionale, dimostrando talento e spirito di squadra.

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Un’esperienza davvero stimolante, che ha arricchito tutti i partecipanti e ha rafforzato la passione per la chimica.
Un ringraziamento a tutti i ragazzi che hanno preso parte alle competizioni e un grande in bocca al lupo ai sei studenti che a fine mese difenderanno il nome del nostro istituto nella fase regionale!




Palco e santità: uno spettacolo per scoprire un beato tra i giovani

“Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”, questo è il motto che riecheggiava nella mente del giovane Carlo Acutis, personaggio da cui la compagnia teatrale di Pozzolengo ha preso ispirazione per l’ultima messa in scena, rappresentata in data 8 Febbraio 2025, al teatro “Italia” di Lonato. In quest’occasione gli studenti dell’istituto Cerebotani hanno avuto modo di interfacciarsi con i valori che hanno distinto e reso grande il noto adolescente, quest’anno prossimo alla santificazione, basati sulla diffusione della fede tra i giovani, la testimonianza di una vita semplice e solidale e l’aiuto verso il prossimo.

Questo terzo appuntamento ha mantenuto viva una tradizione annuale, iniziata nel 2023, che viene portata avanti con successo e partecipazione attiva, grazie al clima collaborativo ed emotivamente coinvolgente di tutta la compagnia.

Si è trattato di un invito, rivolto a tutti noi giovani, di non perderci mai d’animo di fronte alle avversità, di ponderare le nostre scelte e di dare un giusto peso alla nostra vita, in relazione agli ideali cristiani.

Ma questo appuntamento ha avuto un significato ancora più profondo. Ogni anno, dal 2023, questi spettacoli vengono messi in scena in ricorrenza della scomparsa di Lorenzo Pentassuglia, un insegnante che ha lasciato un segno indelebile nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Lorenzo Pentassuglia non era solo un professore, era una guida, un punto di riferimento, qualcuno che sapeva ascoltare, che sapeva capire i ragazzi e che, con la sua umiltà, ha insegnato molto più di una materia scolastica: ha insegnato a vivere.

Questo spettacolo, come quelli che lo hanno preceduto, è stato un omaggio a lui. Un modo per continuare il suo insegnamento, per rendere vivo il suo esempio, per far sì che il suo ricordo non sia solo nostalgia, ma ispirazione. Un invito, ancora una volta, a non arrendersi mai, a dare senso a ogni giorno, a vivere con autenticità. Perché la vera grandezza non si misura nei riconoscimenti, ma nell’amore che si lascia dietro di sé.  E Lorenzo Pentassuglia, quell’amore, lo ha lasciato ovunque.

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Premio “Leonessa d’Italia”

Lunedì 10 marzo 2025 si è tenuto presso l’auditorium San Barnaba di Brescia l’evento “Premio Leonessa d’Italia”, organizzato dalla Rete Antimafia di Brescia in collaborazione con il Centro Promozione della legalità di Brescia. A partecipare sono stati gli studenti di diversi istituti di istruzione superiore, tra cui quelli delle classi 4’Q e 5’K dell’IIS Luigi Cerebotani, invitati dalla professoressa Mariabeatrice Spalinger, che da anni ci forma su tematiche delicate legate all’antimafia, e dal professore, Mario Bruno Belsito, coinvolti personalmente nell’organizzazione dell’evento. Si è trattato sia di un riconoscimento emblematico nei confronti dell’operato e dell’integrità etica e civile di alcune personalità attive nel campo della lotta per la legalità, sia di un’occasione, per i giovani spettatori, di ricevere la testimonianza reale e personale di grandi uomini e donne (Piera Aiello, Angelo Corbo e Salvatore Borsellino, oltre a tanti altri). Il loro racconto a cuore aperto, di esperienze vissute in prima persona o da coloro che sono venuti a mancare, colpisce nel profondo: la loro passione e la devozione per la causa sono trapelate in ogni frase, ogni gesto, ogni ppremioLeonesseD'Italia2arola.

Quello che hanno trasmesso agli studenti è stata una forte emozione: la voglia di lottare, ribellarsi e alzare la voce davanti alle ingiustizie, che possono essere quelle legate alla lotta alla mafia ma anche al vissuto quotidiano, che abitua e forma la persona ad una certa mentalità ed approccio etico. La cosa più impressionante, che si percepisce nell’incontrare queste persone, è la loro umiltà: nonostante abbiano affrontato così tante prove nel corso della loro vita, che avrebbero spezzato la volontà di gran parte degli uomini, si atteggiano con semplicità e descrivono con modestia il proprio impari operato.

Quel giorno, però, non erano loro ad essere “sulle orme dei veri eroi”, come hanno fatto per tutta la vita, ripercorrendo l’operato di chi si è battuto per la causa, ma siamo stati noi partecipanti ad esserlo. Questo perché gli eroi non sono solo i morti e le persone da ricordare: gli eroi sono anche quei testimoni, sono quelli che seguono la propria vocazione e mantengono fede ai propri principi ed ideali. Sono coloro che non si fermano con le sconfitte e sotto i colpi della vita, vanno avanti testardi e caparbi, perseguono quello che per loro è giusto, percorrono la strada più lunga e tortuosa: quella della legittimità, che dura anni, richiede impegno e fatica costante, un processo fatto di infiniti piccoli passi. Gli eroi sono quelli che, sopravvissuti alle tragedie, hanno la forza e il coraggio di ricordare e trasmettere al prossimo il vissuto delle vittime, nonostante siano consapevoli dei rischi connessi e sacrifichino la loro stessa libertà per farlo. Questa loro fiducia nel prossimo -a cui si rivolgono per trovare un erede della loro missione, come ha fatto in particolare Salvatore Borsellino- è qualcosa di raro, soprattutto se nei confronti delle nuove generazioni, e di forte ispirazione.

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Essere a contatto con delle persone così vere ed integre è stato assolutamente illuminante ed emozionante: per la forza di volontà di portare avanti i propri progetti nonostante le condizioni di salute avverse, per la commozione evidente di Angelo Corbo, quando sono stati ricordati i suoi colleghi, vittime delle stragi, per l’orgoglio e la fedeltà di Salvatore nei confronti del fratello quando ne alza fieramente la foto e la sua tacita affermazione che sembra accompagnare questo gesto: “Non ci avete abbattuti con quegli attentati, perché, finché la memoria rimane, lui è ancora qui”; per la volontà di Piera Aiello di non fermarsi al suo caso, ma di aver aiutato molte altre persone a diventare testimoni di giustizia, per gli imprenditori vittime del sistema mafioso che hanno avuto l’integrità morale di non sottostare al sistema mafioso, ma di lottare per la legalità.  E’ con questo fervore che in questo Stato si dovrebbe governare, fare leggi o giudicare, e penso che il loro urlo sia stato sentito e accolto dagli animi degli studenti in quella stanza, ovvero coloro che potranno portare avanti la loro lotta e trasmettere le loro memorie in futuro. Un grazie grande, grande a chi ci ha dato l’opportunità di vivere da vicino un’esperienza così toccante ed unica.

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PROGETTO DI FORMAZIONE CON “GARDA EMERGENZA ODV”

Nella mattinata di sabato 1° marzo, gli studenti di alcune classi del triennio dell’Istituto “Cerebotani” hanno partecipato a un corso di soccorso sanitario, inserito nelle attività di Educazione Civica e tenuto dall’associazione “Garda Emergenza ODV”.
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Sabato 1° marzo, presso l’Istituto “Cerebotani”, si è svolto un progetto formativo dedicato al primo soccorso, che ha approfondito i seguenti argomenti:
- BLS (Basic Life Support);
- la procedura per effettuare una corretta chiamata di emergenza al numero 1-1-2;
-la posizione laterale di sicurezza (PLS);
- le tecniche di disostruzione delle vie aeree per adulti, pazienti pediatrici e lattanti.
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Durante l’incontro, è stato inoltre illustrato il ruolo del volontario e le attività che l’associazione svolge sul territorio.

Gli studenti, dopo un’ora di formazione teorica, hanno potuto mettere in pratica le nozioni apprese attraverso esercitazioni su manichini da addestramento, simulando scenari reali sotto la guida dei formatori regionali di Garda Emergenza ODV.odv4
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L’iniziativa ha riscosso grande entusiasmo e interesse tra i partecipanti, che hanno acquisito competenze utili per gestire situazioni di emergenza. Il progetto ribadisce l’importanza della conoscenza delle manovre di primo soccorso, promuovendo responsabilità e consapevolezza tra i giovani: come sottolineato durante la giornata, «ognuno può fare la differenza», poiché tutelare e salvare vite umane è un obiettivo comune.odv5

Si ringrazia in particolare
l’associazione ‘’Garda Emergenza
odv’’, che ha permesso lo sviluppo
del progetto, in collaborazione con
l’Istituto “Cerebotani” e l’allievo
Matteo Carnaghi.




Il premio E-Horizon 2025 è nostro! L’Itis Cerebotani, primeggia come miglior progetto

Cari studenti e docenti,

siamo entusiasti di annunciare il Premio E-Horizon 2025, un riconoscimento pensato per valorizzare  l’ingegno, la creatività e le competenze tecniche nel campo dell’ingegneria applicata alla mobilità.  Questo premio nasce per premiare quei progetti che, grazie a soluzioni innovative, dimostrano  eccellenza sia nella progettazione sia nell’esecuzione tecnica, contribuendo a definire il futuro  dell’automotive.

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Durante la fiera, i nostri associati passeranno tra gli stand per osservare da vicino le vostre creazioni e confrontarsi con voi sulle scelte ingegneristiche adottate. Tra gli aspetti che verranno presi in considerazione – pur essendo questi solo esempi – ricordiamo:

  •  La qualità della progettazione e le scelte ingegneristiche
  • L’utilizzo avanzato della stampa 3D per ottimizzare performance, estetica e sostenibilità
  • L’approccio tecnico e metodologico alla realizzazione del progetto

Abbiamo scelto di porre particolare attenzione alla stampa 3D, una tecnologia chiave per il futuro della mobilità, in grado di offrire una maggiore libertà creativa, precisione produttiva e una significativa riduzione dei costi e dell’impatto ambientale. Il Premio E-Horizon, tuttavia, guarda all’intero processo di sviluppo del veicolo, valorizzando anche il lavoro di squadra e la capacità di problem-solving.

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Ringraziamo di cuore la rete E-Mobility per l’invito e la collaborazione, e a nome della nostra associazione, AIMA – Associazione Italiana Makers Automotive, vi invitiamo a partecipare con entusiasmo a questa iniziativa. Io, Francesco Troianiello, Presidente di AIMA e Direttore E-Horizon, sono fiero di presentare questo premio e di offrire a tutti voi l’opportunità di far emergere il vostro talento e la vostra passione per l’innovazione.

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Siamo certi che questa competizione rappresenterà un’occasione unica per imparare, mettersi alla prova e creare connessioni con il mondo dell’ingegneria e dell’innovazione. Non vediamo l’ora di scoprire i vostri progetti e di celebrare insieme il talento delle nuove generazioni.

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A presto e buon lavoro,

Francesco Troianiello

Presidente AIMA & Direttore E-Horizon

 




Lo scambio culturale col Portogallo

Mercoledì 22 Gennaio io e altri studenti di varie sezioni e corsi abbiamo fatto un’ esperienza che non ci dimenticheremo mai. Siamo partiti per Póvoa de Varzim, un comune di Porto, una delle città più importanti del Portogallo, ospitati da un nostro partner che a sua volta ha visitato l’Italia.

Questo progetto è stato organizzato dalla nostra scuola in collaborazione col Liceo ESEQ (Escola Secundária Eça de Queirós) di Póvoa.

In Portogallo

Arrivati in Portogallo ci siamo incontrati davanti alla ESEQ, dove abbiamo incontrato le nostre famiglie ospitanti (con cui abbiamo comunicato in inglese) che ci hanno accompagnati a casa. Ogni sera abbiamo cenato insieme. Abbiamo provato vari piatti tipici, come la Francesinha (una sorta di croque monsieur), il bacalhau com natas (baccalà con panna), i dolci pastel de nata…

Mentre siamo stati lì, abbiamo visitato molti posti di ogni genere: siamo stati a visitare la città di Porto, Povoa e Guimaraes (la città dove è sorto il Portogallo) con il suo castello; costruzioni importanti come il comune (dove il sindaco ci ha incontrati facendo un discorso sulla vita e dell’influenza a livello internazionale di Póvoa), l’Archivio Municipale e in particolar modo la Libreria Lello di Porto, dove hanno filmato alcune scene di Hogwarts nei film di Harry Potter.

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Non abbiamo solo visitato il Portogallo da un punto di vista fisico però, abbiamo conosciuto anche alcune cose sulla vita scolastica.

Abbiamo scoperto che lì si va a scuola ad orari alterni (a volte la mattina, altre il pomeriggio) e si pranza a scuola, che sono dotate di una caffetteria e una mensa.

Abbiamo partecipato anche ad alcune lezioni dei nostri amici portoghesi, come una lezione di graphic design, dove gli studenti hanno fatto una presentazione per un’azienda immaginaria creando un logo e un sito web.IMG_20250124_162311

La ESEQ a volte organizza un evento per celebrare la diversità degli studenti, che vengono da ogni parte del mondo. Abbiamo avuto la fortuna di poter partecipare una volta. Lì le famiglie dei ragazzi portano alcuni piatti tipici della loro patria, alcuni fanno anche una presentazione su di essa o danze tipiche.

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Purtroppo non abbiamo potuto restare lì per molto (anche se avremmo voluto!), per cui abbiamo dovuto lasciare la nazione con un cuore pesante. Però l’esperienza non era ancora conclusa: i ragazzi portoghesi dovevano ancora venire in Italia.

In Italia

All’arrivo li abbiamo incontrati davanti la nostra scuola, e li abbiamo portati alle nostre case.

Hanno visitato varie città: Milano, Venezia, Sirmione, Desenzano e Lonato.

Per curiosità ho chiesto il parere della mia compagna su quale fosse la classifica delle città migliori fra esse. Ecco la risposta:

  1. Venezia
  2. Sirmione
  3. Milano
  4. Desenzano
  5. Lonato (ahia!)
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Hanno anche visitato la nostra scuola, partecipando a lezioni con dei nostri professori e visitando i nostri laboratori.

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L’ultimo giorno abbiamo fatto una festa nell’oratorio di Lonato celebrando le nostre culture, portando cibo tipico delle nostre tradizioni, cantando canzoni e recitando poesie.

Purtroppo tutto ha una fine, e quale canzone più appropriata se non My Way di Frank Sinatra per salutarsi: sulle note di questa canzone siamo tornati a casa, lasciando i ragazzi il giorno dopo al loro ritrovo per andare all’aeroporto.

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Settimana bianca 2025

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All’alba di mercoledì 12 Febbraio, le classi 3ªB e 3ªE sono partite in pullman dalla sede centrale del nostro Istituto per il viaggio d’istruzione “Settimana bianca” con destinazione Aprica, in provincia di Sondrio, accompagnate dai professori Bandera, Masetti e Pizzatti. Il viaggio è andato benissimo e siamo arrivati all’hotel Torena circa alle 9 del mattino; lasciate le valigie, ci siamo subito incamminati verso le piste da sci, distanti circa trecento metri. Chi non possiede l’attrezzatura l’ha potuta noleggiare presso uno ski rent sul posto. Quindi siamo andati subito sulla neve nella zona dei campetti, ovvero l’area dove i “prima neve” cominciano a prendere confidenza con gli sci. Fin dal primo giorno, abbiamo seguito due ore di lezione la mattina, pausa pranzo a mezzogiorno, per poi sciare in libertà il pomeriggio fino alle 16:30. Durante la primaa giornata, chi ne aveva le capacità, ha colto l’occasione per esplorare il comprensorio, anche se purtroppo la nebbia ci ha impedito di apprezzarne il panorama. A pranzo ci siamo fermati al ristoro Pasò, raggiungibile in funivia; i più esperti sono scesi con gli sci ai piedi lungo la panoramica, gli altri hanno ripreso la cabinovia. Una volta rientrati in hotel, ognuno si è sistemato nella rispettiva stanza; in genere in 4 per camera, ognuno con i suoi compagni di classe. Dopo aver fatto una doccia, ci restava un bel po’di tempo libero, dato che la cena era tutti i giorni alle 19:30; qualcuno ha riposato ed è andato a giocare a carte nella hall e qualcun altro è andato al supermercato vicino l’hotel per comprare la merenda. A cena c’era un buffet di verdure self service, un primo, il secondo ed il dolce; senza troppe pretese ma si mangiava… La sera eravamo liberi di scegliere se fare una passeggiata oppure rimanere in hotel; in genere uscivamo a prendere una boccata d’aria e poi leggevamo o guardavamo la tv e alle 23 si andava a letto. Di mattina ci siamo sempre svegliati verso le 7, per poi fare colazione per le 7:30. La lezione di sci era dalle 9 alle 11, quindi avevamo tempo per fare le cose con calma. Nulla vietava però, a chi volesse sciare prima, di recarsi sulle piste in anticipo. I primi tre giorni sono volati, con tante piste e tanto divertimento; il cielo si è schiarito ed ha lasciato spazio ad un panorama mozzafiato! Gli istruttori ci hanno divisi in base al livello e c’è da dire che siamo stati seguiti davvero bene. L’ultimo giorno, siamo saliti tutti sulla seggiovia Baradello e abbiamo preso in gruppo la pista panoramica: una blu molto scorrevole e rilassante. Ahimé alle 15 abbiamo dovuto toglierci definitivamente gli sci, salutare le piste e tornare nella hall dell’hotel in attesa del pullman per il ritorno, che è arrivato alle 16. Una volta in viaggio, abbiamo avuto occasione di rilassarci, tra chi dormiva e chi trovava svago in qualche gioco, si sentiva un atmosfera più che positiva, siamo stati tutti contenti di questo viaggio d’istruzione di cui rimane un bel ricordo nel cuore di tutti i partecipanti.
Diego Bulgari, 3ªE

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SCAMBIO CULTURALE A BERLINO 23/30 gennaio 2025

Dal 23 al 30 gennaio ho partecipato con altri 16 studenti, di diverse classi seconde, allo scambio culturale di Berlino, progetto che interessa la nostra scuola da diversi anni.
L’organizzazione è stata curata dalla professoressa Berno e coadiuvata dalla professoressa Dal Zovo. Le due docenti hanno accompagnato il gruppo durante tutte le attività pianificate, cercando al tempo stesso di rafforzare la nostra autonomia. Gli studenti hanno alloggiato insieme alle famiglie tedesche, partecipi al progetto, comunicando in inglese e vivendo un’esperienza unica. Le attività si sono svolte a ritmo serrato ed erano organizzate in modo da coinvolgere gli studenti sia da un punto di vista ludico, sprigionando la propria energia al Ninja Hall o usando il proprio ingegno per scappare dalle stanze del Final escape Berlin, sia da un punto di vista socioculturale, visitando la nota città di Berlino con i suoi affascinanti musei. Sempre con visite guidate, abbiamo visto il Panorama Pergamon, dove abbiamo potuto ammirare importanti reperti storici dell’età classica ma anche la rappresentazione dell’antica città di Pergamon attraverso un’avveniristica riproduzione, e la vista panoramica dalla cupola del Reichstag (Parlamento) che permette una suggestiva panoramica di tutta la città.

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Al nostro viaggio non è mancata anche un’importante ricognizione storica, con la scoperta delle maestose residenze di Federico II a Potsdam, il Neues Palais e del Sans souci (quest’ultimo visto solo esternamente in quanto non accessibile in questo periodo), nonché la storia del muro di Berlino, attraverso un museo a cielo aperto, dove abbiamo visitato anche la Geisterbahnhöfe (stazione fantasma).

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L’esperienza è stata educativa e divertente, sia con il gruppo scolastico italiano che con la famiglia ospitante. Mi è piaciuto visitare la città, assaporare le bevande e i cibi locali e infine svolgere le attività con il mio compagno tedesco. Certo muoversi in una grande città come Berlino non è stato sempre comodo: l’utilizzo dei mezzi affollati o i frequenti spostamenti talvolta erano un po’ stancanti. Anche l’utilizzo dei bagni a pagamento ha creato qualche disagio ma l’esperienza è stata unica e la consiglio vivamente.

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Motor Bike Expo Verona

Uscita Didattica a Verona (MOTOR BIKE EXPO)

Una giornata davvero bella ed apprezzata da noi studenti, anche per l’interesse che si ha per questo mondo così grande che accomuna migliaia di persone in queste fiere, per conoscere più da vicino aggiornamenti, nuove tecnologie ma, soprattutto, nuovi brand e nuove proposte da parte dei marchi che si occupano di questo bellissimo settore. La nostra uscita didattica è iniziata con la partenza da Lonato in orario scolastico; una volta arrivati a Verona, dopo una camminata per arrivare all’entrata del centro fiera, siamo entrati e subito ci siamo recati in un auditorium per una presentazione molto interessante, tenuta da Yamaha, Liqui Moly, ecc….

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Oltre ad una spiegazione e pubblicità del loro brand, ci hanno fatto capire che questo mondo è legato alle scuole non solo per l’ambito tecnologico ma anche lavorativo. Ad esempio, Yamaha è sempre alla ricerca di nuovi talenti, non solo nelle competizioni come piloti, ma anche alla ricerca di nuovi talenti nel motorsport, come meccanici competenti e ingegneri specializzati, i quali un giorno potrebbero essere in un box di MotoGP; per questo hanno sponsorizzato la loro campagna in grado di proporre questi corsi per giovani ragazzi con la passione dei motori e per far conoscere più da vicino il mondo delle competizioni e dei motori. È un’importante opportunità per le scuole tecniche, perché offrono agli studenti un collegamento diretto con il settore motociclistico. Attraverso stage, collaborazioni con aziende, progetti di customizzazione e workshop tecnici, gli studenti possono applicare le loro competenze, conoscere le innovazioni e avvicinarsi al mondo del lavoro.
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Il MBE diventa così un ponte tra formazione e professione nel settore delle due ruote.

In questa presentazione ci hanno raccontato la storia del MBE: ogni anno a gennaio, presso Veronafiere, il MBE ospita oltre 100.000 visitatori e 700 espositori da tutto il mondo, offrendo moto custom, novità di mercato, test ride, competizioni e incontri con piloti e customizer. Nato dall’esperienza del Bike Expo Show di Padova, si è trasferito a Verona nel 2009, crescendo fino a diventare un punto di riferimento per appassionati e professionisti.

Durante la giornata ci siamo divisi in vari gruppi e abbiamo iniziato a girare tra gli stand per vedere moto e macchine più da vicino. All’esterno dei padiglioni erano presenti motociclisti in azione nei loro complicati percorsi di enduro e trial. Dopo aver visitato tutta la fiera, ci siamo ritrovati per pranzare e poi siamo ripartiti per tornare a Lonato. Quest’esperienza è stata davvero bella e da ripetersi; il giorno dopo in classe, con i professori, abbiamo parlato della bella esperienza.

Inoltre, tra le esperienze indimenticabili di questa giornata, oltre alle moto di ogni tipo, alcuni studenti hanno avuto l’occasione di conoscere Brumotti, un noto personaggio televisivo.

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 Gabriele Penocchio e Pietro Tosi, 3A




Gita Bolzano

Il 10 dicembre, la nostra classe è andata in gita a Bolzano per vedere la storia e la magia delle Alpi italiane. La destinazione principale è stata al museo di òtzi. Bolzano è una città molto accogliente, soprattutto se la visiti in una giornata soleggiata e calda. C’era un’atmosfera tradizionale, con i suoi mercatini natalizi, con i suoi edifici storici, ma allo stesso tempo moderna con i suoi negozi e i suoi centri commerciali; con tutte queste attrazioni abbiamo potuto passare il tempo che ci separava dall’orario di ingresso al museo, visitando Il duomo, un bellissimo castello in centro e alcune piazze molto carine. Nella pausa, oltre a mangiare, abbiamo giocato a carte e ascoltato della musica sul cellulare.

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Entrati nel museo e messo gli zaini nelle apposite cassette di sicurezza, abbiamo seguito le indicazioni informative del museo che la nostra profe di italiano ci aveva dato qualche giorno prima per incuriosirci e per informarci su ciò che dovevamo cercare all’interno del museo da appuntarci, dividendoci in gruppi da 5. Fu emozionante scoprire i modi di vivere dell’epoca, come mangiavano, come cacciavano e come si spostavano, fu impressionante soprattutto vedere la mummia di Otzi, risalente a più di 5.000 anni fa e trovata casualmente tra i ghiacci del Similaun nel 1991.

Non è stata solo una gita di apprendimento e divertimento, ma anche di riflessione, è un modo per connettere il passato, con tutti i suoi usi, alla modernità e agli usi attuali. Dopo la visita del museo abbiamo avuto ancora tempo per camminare tra i mercatini e respirare la fresca aria del posto, prima di ripartire per casa. In questa visita didattica abbiamo potuto unire la cultura, l’esperienza,le conoscenze territoriali e, soprattutto, il divertimento, a parer nostro sarebbe bello riproporne di simili ogni anno.

Elisa Caldarulo, Pietro Curino 1A

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La classe 1^I in gita

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La classe 1^A in gita