Progetto Prometeus

Il progetto Pr.O.M.E.T.E.U.S. (PRogramma di Orientamento con Metodologie Educative Trasversali ed Esperienziali per Università e Scuola) è un programma di orientamento organizzato dall’Università degli studi di Brescia (UniBS), che ha coinvolto i ragazzi della 5M, accompagnati dal prof. Paolo Rossi, a “scoprire il il contesto della formazione superiore, informarsi sulle diverse proposte formative, fare esperienza di didattica disciplinare attiva, autovalutarsi e consolidare le proprie conoscenze”. Ad accompagnare la nostra classe è stato il Dottor Simone Pasinetti, docente e ricercatore universitario dell’UniBS.

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Le date

Il progetto si è svolto in quattro date durante tutto il mese di dicembre.
Nei primi due incontri, rispettivamente il 2 e il 6 dicembre, il docente dell’università ha raggiunto gli studenti della 5M all’oratorio del Cerebotani, per spiegare ai ragazzi i concetti base del tema degli incontri e prima di tutto per fare un’ampia introduzione di quello che è l’ambito universitario. Gli argomenti trattati in queste due date sono stati i sistemi di visione, i concetti di misurando e misurazione, CCD e CMOS, Sensor Size e Field of Work; che sono stati utili ai ragazzi per apprendere argomenti dei quali non erano a conoscenza e per poi metterli in pratica durante i prossimi due incontri del progetto, avvenuti il 13 e il 19 dicembre nelle aule e nei laboratori dell’università di Brescia.

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Nell’incontro del 13 dicembre, la prima parte della mattinata è servita al dottor Pasinetti per condurre il tour degli spazi e dei laboratori usati dal suo team,  cioé l’ MMT, formato da docenti e ingegneri bresciani. Questo gruppo si occupa della ricerca e dello sviluppo di sistemi di misura e dell’adattamento di questi negli ambiti “di tutti i giorni”, come per esempio sistemi per lo sport e la biomeccanica clinica, sistemi per l’analisi per l’agricoltura o anche per il mondo dei robot.

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L’esperienza all’università

Durante la seconda parte della mattinata del 13 dicembre e nell’ultimo incontro i ragazzi della 5M si sono divisi a gruppi, e con l’aiuto del professor Pasinetti hanno misurato il diametro esterno ed interno di una guarnizione di una macchina del caffè tramite un sistema di visione. Una volta acquisite queste informazioni i ragazzi potevano procedere con la parte software, in cui si è trattata la misurazione vera e propria dell’oggetto tramite il programma “MatLab”.

Nello svolgimento dell’esperienza, ogni gruppo ha avuto a sua disposizione un set di ottiche da 2.9, 8 e 16mm, una fotocamera con annesso un programma per l’acquisizione di immagini tramite PC, un’asta (dove era montata la fotocamera) e il programma Matlab per l’analisi delle fotografie della guarnizione e da esse il calcolo dei due diametri. All’inizio gli studenti hanno fatto pratica con l’acquisizione di immagini con tutti i tipi di ottiche e a varie altezze.
Nella seconda parte, tramite Matlab hanno convertito i pixel delle immagini in distanze vere e proprie riuscendo a risalire ai diametri effettivi delle guarnizioni.

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Considerazioni e ringraziamenti

Il progetto è stato molto formativo. Gli studenti hanno infatti appreso concetti nuovi e li hanno potuti mettere in pratica negli spazi dell’università di Brescia, di cui hanno scoperto il suo mondo e le varie facoltà di studio.

Ringraziamo lo staff dell’UniBS e in particolare al dott. Pasinetti per la passione e l’impegno con cui si sono dedicati al progetto.

Articolo scritto da Andrea Favalli e Leonardo Beschi. Modificato da Francesco Fazi.




In ricordo di Sebastiano

All’inizio di questo anno scolastico abbiamo vissuto un grave lutto che ha coinvolto tutta la classe e alcuni coetanei che frequentano la stessa scuola.
Per rafforzare il ricordo di Sebastiano abbiamo organizzato eventi che commemorassero al meglio la sua mancanza ricordandolo con il sorriso che aveva sempre stampato sul viso. Come prima cosa il giorno del funerale abbiamo organizzato un corteo di moto potendolo così accompagnare al suo luogo di riposo con la più grande passione che aveva. Fortunatamente a questo corteo hanno partecipato tantissimi ragazzi venuti per ricordarlo e per stare vicino ai parenti e cari.

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Inoltre come gruppo classe abbiamo scritto una lettera che ricordasse tutti i momenti passati assieme dentro e fuori scuola. Ringraziamo anche i professori che hanno permesso la scrittura di questa lettera durante le ore di lezione così da poterci concentrare al meglio. Dopo aver elaborato la notizia abbiamo subito iniziato un cartellone da esporre poi in corridoio, su questo cartellone è presente la scritta “Il ricordo del tuo sorriso rimarrà per sempre nei nostri cuori” e adesso và solo ultimato e perfezionato per poi poterlo appendere. Dopo un mese dalla scomparsa abbiamo partecipato alla messa di commemorazione con la presenza di alcuni professori e della dirigente scolastica. Noi compagni di classe abbiamo colto inoltre l’occasione per consegnare la lettera letta al funerale alla famiglia così che potessero leggerla ricordandolo sempre con un sorriso.

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Mercoledì 20 novembre inoltre abbiamo fissato una targhetta in sua memoria sulla pianta su cui appoggiava la moto ogni mattina, così da poterlo ricordare ad ogni arrivo a scuola. Questo lutto ha potuto unire ancora di più il nostro gruppo classe, questa unione inoltre ha permesso di organizzare tutto ciò che è stato fatto fino ad ora. Da questa esperienza abbiamo capito che la vita ha un valore inestimabile e di non rimandare a domani ciò che si può fare oggi al meglio. Segue articolo del giornale di Brescia apparso in ricordo della commemorazione della targa in data 20 novembre.

giornaleDiBrescia

La classe 4A

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Secondo posto alle finali nazionali del progetto Tecnicamente

Nel mese di maggio 2024 la nostra squadra ha partecipato al progetto Tecnicamente: un’iniziativa interna alla nostra scuola, dove diversi team di studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi nella creazione di prodotti innovativi, supportati da aziende esterne e dall’agenzia Adecco. Il nostro team si è classificato al primo posto all’interno del nostro Istituto: risultato che ci ha permesso di avanzare alle finali nazionali.
Il progetto, intitolato Implementazione di un oscurante elettrico per porte finestre nautiche”, realizzato in collaborazione con l’azienda Parema di Ponte S. Marco, è stato particolarmente apprezzato. Quest’innovazione rappresenta una novità assoluta nel mercato mondiale, poiché non esiste attualmente un prodotto simile. Siamo stati convocati il 16 ottobre presso il PYD di Milano per partecipare alle finali nazionali, dove erano presenti otto team selezionati da tutta Italia.

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La giuria, composta da manager di grandi aziende, ha esaminato con attenzione ogni proposta. A Milano, a rappresentare il nostro team, hanno partecipato gli studenti Zaniboni Jacopo e Bagnatica Luca.
Siamo orgogliosi di aver conseguito il secondo posto; un traguardo che ci riempie di soddisfazione. Questo riconoscimento non è solo un premio per il nostro lavoro, ma soprattutto un attestato del nostro impegno e della nostra creatività nel progettare un prodotto che potrebbe realmente rivoluzionare il settore nautico.
L’esperienza vissuta durante questo progetto ci ha fornito competenze preziose che sicuramente saranno utili nel nostro futuro professionale. Abbiamo imparato a progettare e disegnare un prodotto innovativo trasformando idee in realtà, lavorando in team e affrontando sfide reali.
Ringraziamo Adecco Group Italia, in particolare nella persona di Benedetta Permunian, per il supporto fornito. Un grazie speciale va al professor Paolo Rossi che ci ha guidato in questa meravigliosa esperienza. Ringraziamo anche l’azienda Parema e il suo CEO, Paola Padovani, per la disponibilità e l’impegno profusi nella realizzazione del nostro progetto.
Team formato da ex studenti 2023/24
5°A Bagnatica Luca, Gaye Fallou, De Angelis Gabriele, Sterza Federico, Facchetti
Riccardo, Alberti Andrea, Maccabiani Massimo
5°B Napolitano Niccolò
5°M Zaniboni Jacopo, Burgio Santo Andrea
Docente coordinatore Rossi Paolo

Zaniboni Jacopo

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Partiamo innanzitutto dall’origine di questa ricorrenza, ovvero il motivo dell’istituzione di essa. Ci troviamo tra gli anni ‘40 e ‘50, nella Repubblica Dominicana, un’isola caraibica, che al tempo dei fatti era una dittatura governata dal generale Rafael Trujillo. Le protagoniste di questa storia sono tre sorelle: Patria, Maria teresa e Minerva Mirabal, chiamate anche “mariposas” cioè “farfalle”.

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Le tre sorelle Mirabal decisero di impegnarsi nell’attivismo politico contro quel regime dittatoriale che promuoveva una cultura machista che non riconosceva alle donne l’occupazione di uno spazio pubblico e politico. Le “mariposas” vennero però messe a tacere da Trujillo, che le fece torturare, assassinare e gettare da un dirupo, usando poi la scusa che si trattasse di un incidente. Il popolo dominicano però non se la bevve, era chiaro che si trattasse di una scusa, infatti Trujillo fu assassinato pochi mesi dopo.
È in ricordo di Patria, Maria Teresa e Minerva che ogni 25 novembre si inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani. Il simbolo di questa giornata è il colore rosso, più specificatamente le scarpe rosse, che rappresentano tutte quelle donne uccise da uomini, che non potranno mai più indossarle lasciando un vuoto sia nelle scarpe, che nel mondo.

Red,Shoes,To,Stop,Violence,Against,Women,On,A,City
Ogni anno a scuola, si parla di questa giornata (giustamente direi), e si trattano argomenti in cui tutti hanno pareri discordanti fra di loro, ad esempio l’altro giorno abbiamo discusso in classe di un argomento su cui tutti avevano opinioni diverse.
L’argomento in questione è di come vengono chiamate le donne, spesso con sostantivi sgradevoli e parolacce, o nomi partoriti da un immaginario collettivo maschilista e misogino.
Purtroppo si attribuiscono certi nominativi alle donne, quando basterebbe tacere di fronte a determinate situazioni, senza andare a gravare la situazione. Perché gli uomini che chiamano una donna con appellativi per niente pertinenti, sono solo degli insicuri che parlano per riempire il proprio ego e per alimentare quella voce nella loro testa che gli fa credere di essere superiori alle donne.
La storia è piena di civiltà che avevano ideali misogini e maschilisti, basta pensare all’antica Roma; purtroppo però queste idee non si sono ancora sradicate dalle menti di certi uomini, che credono di essere superiori al genere femminile, solo perché pene-muniti, spesso e volentieri queste convinzioni portano gli uomini a maltrattare le donne, che siano le loro mogli, figlie, madri o amiche. Idee del genere sfociano in molestie, catcalling, o addirittura femminicidi (“Il femminicidio è un omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un individuo per motivi basati sul genere.” Fonte: Wikipedia).
I social hanno portato alla nascita di uno dei commenti più frequenti sotto i video, foto o post in generale che riguardassero notizie di femminicidi, maschilismo o quant’altro. Il commento dice “non tutti gli uomini” tradotto dall’inglese “not all men”; spesso si tende a generalizzare soprattutto, e viene detto che tutti gli uomini sono uguali, che sono tutti degli assassini, che non c’è bisogno degli uomini etc…, ovviamente questo genere di commenti è esagerato siccome non tutti noi uomini siamo degli assassini, o molestatori o maniaci, ma comunque allo stesso modo è sbagliato da parte di noi uomini dire che non abbiamo nessuna responsabilità per quanto accaduto ad esempio alla povera Giulia cecchettin, perchè invece abbiamo eccome la responsabilità, anche se non siamo noi Filippo Turetta, la nostra responsabilità è quella di sensibilizzare su certi argomenti, di smetterla di fare finta di nulla, di proteggere le donne che amiamo, di smetterla di fare sempre battute su argomenti del genere, dobbiamo smetterla di trattare la questione come se non fosse un nostro problema, e basta cominciare con poco: basterebbe dire al proprio amico di smetterla di fare commenti inappropriati quando vede una bella ragazza, o di fare battute maschiliste che sminuiscono la donna, perché quelle “battute” sono cat-calling, e non sono cose da poco, possono fare più male dei pugni a volte, quindi bisogna pensarci due volte prima di parlare. E parlo di NOI perché anche se io non faccio, non ho mai fatto, e mai farò certe cose, devo parlare al plurale per far capire che bisogna darci una svegliata, e crescere mentalmente.
Anche perché fa male pensare che non si può essere tranquilli a lasciare la propria madre, la propria sorella o la propria ragazza da sola di notte. Fa male pensare che potrebbe succedere qualcosa alle persone più care che si hanno, senza un apparente motivo, solo per colpa dell’ego di qualche “uomo”, sempre se così si può definire.
Io spero vivamente che col tempo la situazione possa cambiare, ma perché ciò accada serve che in primis noi uomini la smettiamo per una volta di scherzare, e cominciamo a prenderci cura delle donne che amiamo e soprattutto che le proteggiamo da altri “uomini”, che dovrebbero invece non essere nemmeno chiamati tali.

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Escursione sul Pasubio (2024)

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La mattina del 14 ottobre, intorno alle 7:00, le classi 5ªE, 5ªB, 5ªL, 5ªA, accompagnate dai professori Dal Zovo, Masetti, Guerra e Bandera si sono ritrovate alla fermata del pullman di fronte alla scuola, pronte per quest’ avventura: la camminata delle 52 gallerie. Il primo obiettivo era raggiungere il rifugio Achille Papa. Dopo circa un paio di ore siamo arrivati alla prima tappa della nostra esperienza dove ci hanno raccolto 3 navette le quali ci hanno portato all’inizio della camminata, dopo una breve introduzione sulla storia del percorso ci siamo avviati in fila per due. Circa tre ore dopo, il primo gruppo di studenti è giunto al rifugio Papa, la camminata, prima in mezzo alle nuvole, e poi sopra di esse, donava la vista di un paesaggio indimenticabile. Nel pomeriggio le classi si sono dirette, seguendo un breve e facile percorso, verso l’arco romano e vicino ad una piccola chiesetta, dove due studenti che si erano muniti di drone, hanno fatto delle riprese dall’alto di quei posti incantevoli e intrisi di storia. In seguito ci è stata data una mezz’oretta libera per esplorare i luoghi attorno a questi due siti per poi rientrare al rifugio per le 16:30. Dopo cena alcuni studenti si sono riuniti nella sala del rifugio per giocare a carte insieme ai professori o tra di loro.

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Il giorno seguente, dopo la colazione alle ore 7:00, abbiamo iniziato la camminata verso la cima Palon (la cima più alta che tocca i 2.239m), durante la quale ci siamo fermati in diversi luoghi d’interesse dove i professori ci hanno fornito ulteriori cenni storici, dopo esserci soffermati sul dente italiano e sul dente austriaco (le due cime, soprannominate denti per la loro forma, dove erano presenti uno di fronte all’altro il fronte italiano e quello austriaco), abbiamo imboccato il sentiero del ritorno al rifugio. Dopo pranzo, verso le 14:30, abbiamo iniziato la discesa dalla montagna, prima percorrendo in parte la “Strada degli Eroi”, poi tagliando in mezzo al bosco attraversando un paesaggio autunnale incantevole caratterizzato da alberi pieni di foglie di diverso colore, dalle più intense sfumature di arancione fino ad un giallo vivido. Alle 16:30 tutto il gruppo aveva raggiunto la piazzola di sosta, dove ci stava aspettando l’autobus del ritorno. Dopo poco abbiamo iniziato il nostro viaggio di ritorno, stanchi ma felici dell’incredibile esperienza vissuta.

Mattia Cappa, Luca Carbone (5ªE)

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Escursione in mtb sulle colline moreniche (2024)

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Il 7 giugno 2024, eravamo in 29 studenti a partecipare all’escursione in moutain bike organizzata dai docenti Masetti, Bandera e Guerra sulle colline dell’arco morenico.
Siamo partiti dal palazzetto dello sport di Lonato la mattina verso le 8:30 per poi tornare verso le 14:00 al punto iniziale. L’attività si è svolta principalmente su sterrato, passando per strade bianche e percorsi più o meno tecnici nei quali ci si è potuti divertire mettendosi alla prova.
L’ intero percorso è stato arricchito da piccole pause in zone panoramiche, da dove si può ammirare il lago di Garda da una prospettiva differente da quella solita, ma soprattutto si può recuperare un po’ di energia necessaria per le tappe successive.
Sulla via del ritorno ci siamo fermati al chioschetto del Parco Airone: un luogo sulla sponda del Chiese molto carino dove in molti hanno colto l’occasione per ristorarsi mangiando un panino e bere qualcosa di rinfrescante, in modo da essere pronti per gli ultimi chilometri da percorrere in tranquillità sulla ciclabile che costeggia il canale della Roggia Lonata (poi Arnò) fino a Salago per proseguire sulla ciclabile che rientra a Lonato.
La biciclettata è una delle escursioni proposte dai nostri professori che permettono di trascorrere la giornata all’insegna dello sport, della natura e della convivialità. L’entusiasmo mostrato da tutti i partecipanti è la prova di come queste attività extrascolastiche possano promuovere l’attività fisica e in generale uno stile di vita più sano oltre a essere un’ottima occasione per fare nuove conoscenze e mettersi alla prova.

Mattia Cappa, 4ª E

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Volo tra le righe

Nel pomeriggio di giovedì 23 maggio, alcuni studenti delle classi terze e quarte hanno partecipato all’incontro col famoso autore Marco Peano, il quale ha presentato il suo libro “Morsi”. Lui, intervistato da Alice Torreggiani, ha parlato di diversi argomenti presenti nel libro tra cui l’importanza delle parole, e, successivamente ha anche spiegato come funziona l’editoria italiana. L’incontro è stato reso più interessante e dinamico grazie alle frequenti domande poste dall’autore al pubblico. In seguito si è presentato l’assessore alla cultura del comune di Castiglione delle Stiviere Massimo Lucchetti, che, dopo una rapido discorso, ha assistito, per poi congratularsi, con i vincitori del concorso letterarioVolo tra le Righe”; questo concorso consiste nel produrre un lavoro di tipo artistico, letterario, cinematografico o musicale su uno dei tanti libri proposti dal concorso. Questa era l’ultimo incontro di una serie di 3, in cui abbiamo conosciuto altri autori famosi come Benedetta Bonfiglioli e Fabio Geda, di cui abbiamo già parlato in altri articoli. Sono stati premiati tutti coloro i quali sono arrivati sul podio, individualmente o in gruppo, di una delle categorie elencate, con particolare attenzione ai primi classificati, i quali hanno ricevuto in premio un e-reader e, 4 delle 6 prime posizioni, sono state occupate dal nostro istituto. L’incontro è stato molto interessante e formativo, per nulla faticoso e ha sicuramente invogliato molti a leggere di più.

Mattia Cappa e Davide Speranza

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Papa a Verona

Dall’Arena di Pace un grido di speranza nell’abbraccio tra Maoz Inon, israeliano che ha perso i suoi genitori uccisi da Hamas e Aziz Sarah, palestinese che ha perso suo fratello ucciso dall’esercito israeliano. Un momento molto commovente! Il 7 ottobre hanno perso  i propri cari ma non hanno perso la speranza di essere amici. Non hanno perso la speranza di rimanere fratelli. Giustizia e pace di baceranno!

Questo abbraccio mi ha ricordato l‘abbraccio ricambiato alla fine del nostro viaggio a Loreto, Assisi e Barbiana tra il Professore Domenico e lo studente Mirco. Entrare nel cuore dei nostri studenti e lasciare in loro un segno. Come ci ricorda la nostra canzone “Solo insieme”: ‘Lasciare il segno, questo è il mio unico impegno’. Lasciare, trasmettere ‘umanità’. La sfida di rimanere umani. I care, mi stai a cuore! Aiutiamoci, contagiamoci, attraverso le nostre parole, i nostri volti, le nostre azioni a seminare speranza nella mente, nel cuore e nel corpo dei nostri studenti: “Mi stai a cuore!”. Vi lascio il testo che avevo scritto al Dirigente Eugenio Campara dopo il nostro viaggio a Loreto, Assisi e Barbiana: “Abbiamo sentito attraverso i muri della scuola di Barbiana la voce di D. Milani che viveva la scuola come ‘un ospedale da campo’ per soccorrere i feriti, per recuperare gli emarginati e gli scartati.

Sì, abbiamo visto una scuola isolata in montagna, ma aperta alla realtà! ❤

Una scuola per aiutare i ragazzi ad aprire il loro “cuore” e la “mente” alla realtà.

Una scuola che grida ai suoi alunni ogni giorno: ” I care”, mi sta a cuore. Lo grida con gli occhi, con il silenzio, con la fermezza, con l’autorevolezza, con la tenerezza che a volte si può manifestare con un abbraccio quando diventa necessario.

Di una sana relazione di fiducia hanno bisogno i nostri ragazzi. ✨

Come Maoz Inon e Aziz Sarah vogliamo spezzare le catene dell’odio e collaborare insieme per costruire insieme questa alleanza, questa rete fraterna perché, come loro, crediamo che la pace sia la più grande impresa da realizzare.

Vi saluto con le parole di un grande maestro di speranza, Giovanni Falcone: «Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola».

In piedi costruttori di speranza!

Frantz

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I GUARDIANI DEL BENACO

Chi è Frantz Kourdebakir

Frantz Kourdebakir è un educatore, professore di religione e pellegrino di origini francesi, che basa il suo lavoro sulla speranza; infatti durante la nostra camminata portava con sé un candelabro con all’interno la Candela della Speranza accesa con la terza e quarta quadriennale.

Il suo cammino

Frantz ha iniziato il suo cammino in Francia dove, come professore di religione, ha deciso di intraprende un percorso interiore basandosi sulla speranza che i giovani possano cambiare il mondo. Arrivato in Italia ha insegnato sulla sponda veronese del Lago di Garda, iniziando con loro il vero e proprio percorso, stupendosi della poca conoscenza del territorio da parte dei ragazzi. Dopo il suo arrivo nella nostra scuola, con l’aiuto del professore Domenico Marchione che ha dato la piena disponibilità a questo progetto, ha consegnato ai ragazzi delle classi che hanno avuto la fortuna di partecipare al progetto dei Guardiani del Benaco (la terza e la quarta quadriennale) un foulard per intraprendere insieme il Cammino del Benaco, un cammino di 400 km in 18 giorni da realizzare con tutte le scuole del Lago di Garda. Queste classi hanno visitato LoretoAssisi, Barbiana e infine hanno viaggiato sul Lago di Garda con il «Battello della Speranza» in preparazione alla Giornata Mondiale dell’Acqua (il 22 marzo).

«Torniamo a camminare insieme per ascoltare il grido della terra e dei poveri»

La nostra esperienza con Frantz è stata una camminata che si è svolta dall’itis alla Rocca di Lonato. Durante un momento di socializzazione, pur non essendo una delle classi aderenti al progetto, Frantz ci ha raccontato la sua storia e il suo obiettivo al fine di formare e tutelare le nuove generazioni a partire di una rete con tutte le scuole del nostro lago per promuovere un’ecologia integrale. Durante la nostra passeggiata portava con se anche lo «zaino della responsabilità» con all’interno i resti della barca affondata a Cutro. Tra i resti c’erano: un giubbotto salvagente, due pezzi di scafo della nave e un biberon. Questi oggetti rappresentano la memoria: il biberon per ricordare i sogni dei bambini buttati nel Mare Mediterraneo e la nostra responsabilità di custodire i sogni delle nuove generazioni, mentre il giubbotto salvagente ci ricorda che siamo tutti sulla stessa barca e che per salvarci dobbiamo impegnarci a rimanere umani camminando insieme.

“I CARE”

Frantz ci ha invitato a mettere in pratica le parole del grande educatore D. Lorenzo Milano «I care! Mi sta a cuore!» per ribaltare l’atteggiamento dell’«I don’t care», quel «Non mi interessa» che non era solo una delle espressioni che hanno caratterizzato il pensiero e, quindi, la società del periodo fascista, ma che, in un certo senso, sta diventando anche il leitmotiv del nostro mondo.

Abbiamo concluso il nostro percorso con la bandiera della pace venuta dalla città di D. Tonino Bello ad Alessano in Puglia per ricordare la famosa Marcia per la pace nella capitale bosniaca assediata dall’esercito serbo a Sarajevo nel 1993.

Educare alla pace le nuove generazioni è diventata una priorità! Tornare ad essere uomini disarmati! Ma occorre un’azione intellettuale, bisogna che le nazioni promuovano le tecniche della strategia nonviolenta.

Simone Gobbi, Marian Zubani, Alessandro Bianchini, Enea Cavallari, Niccolò Giraldo – 3A

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Una Soluzione Innovativa: Il Chatbot del Futuro

Il 23 maggio 2024, dalle ore 9:30 alle ore 12:00, presso l’Aula Magna della scuola secondaria di primo grado “C. Tarello” di Lonato, si è svolto l’evento Tecnicamente 2.0. Questa manifestazione annuale, organizzata dal gruppo Adecco, coinvolge studenti degli istituti tecnici e formativi in ambito tecnico di tutta Italia, che presentano i loro progetti sviluppati in collaborazione con aziende del territorio.

Quest’anno, 26 studenti del nostro istituto hanno partecipato all’evento, suddivisi in gruppi di lavoro provenienti dai diversi indirizzi dell’istituto. Il nostro progetto è stato realizzato dal team di Singh Sukhdip, Rida Ezaouaoui, Matteo Botturi, Claudio Valerio Casanova e Nicolò Campagnoli, rappresentando l’indirizzo informatico.

Una Soluzione Innovativa: Il Chatbot del Futuro

Il nostro chatbot rappresenta un significativo passo avanti nell’innovazione tecnologica. Immaginate di avere un assistente virtuale sempre disponibile sul sito web della vostra azienda, in grado di fornire supporto immediato e accurato ai vostri clienti. Questo non solo migliora l’esperienza del cliente, ma riduce anche i costi operativi aziendali, diminuendo la necessità di personale dedicato al supporto.

Tecnologicamente avanzato, il nostro chatbot si avvale di un webservice come XAMPP per ricevere e inviare informazioni in tempo reale. Questo webservice è un portale sicuro che connette il chatbot al sito web dell’azienda. Il cuore del sistema è un database robusto e scalabile, gestito tramite tecnologie come MySQL e MongoDB, che funge da magazzino centrale di conoscenza. Questo consente al chatbot di accedere rapidamente alle informazioni e migliorare le sue risposte nel tempo, offrendo un’esperienza utente senza interruzioni.

Anche se il nostro gruppo è arrivato quarto, il successo del progetto è stato evidente e ha dimostrato la nostra capacità di innovare e lavorare in team. La giuria, composta dai rappresentanti delle aziende partner, ha valutato positivamente il nostro progetto per la sua complessità tecnica, innovazione e applicabilità al mondo produttivo e industriale. Questo risultato ci rende orgogliosi e ci motiva a continuare a migliorare e innovare.

Questa straordinaria opportunità è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’azienda DiRete. Grazie alla loro esperienza e visione, siamo stati in grado di sviluppare un chatbot su misura che si integra perfettamente con le esigenze delle aziende e dei loro clienti.

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