Dentro Canton Mombello: cosa abbiamo visto davvero

Visita al carcere di Canton Mombello

Accompagnati dai professori Marchione Domenico e Guerra Mauro e dalle professoresse Beatrice Spallinger e Miria Dalzovo, noi studenti della classe 5M dell’ITIS di Lonato abbiamo avuto l’opportunità di visitare il carcere di Canton Mombello a Brescia.

Non si è trattato di una semplice uscita didattica, ma di un’esperienza intensa che ci ha messo di fronte a una realtà spesso ignorata o raccontata solo superficialmente. Entrare in un carcere significa confrontarsi con storie difficili, con errori, ma anche con tentativi concreti di ricominciare.Screenshot 2026-05-01 002613

L’emergenza del sovraffollamento

Uno degli aspetti che ci ha colpito maggiormente è stato il problema del sovraffollamento: i detenuti sono più di quanti la struttura possa realmente ospitare. Questa situazione crea difficoltà nella gestione quotidiana, negli spazi e nelle attività, rendendo la vita in carcere più complessa sia per chi è detenuto sia per chi ci lavora.

Oltre le sbarre: scuola e lavoro

Nonostante queste criticità, abbiamo osservato anche la presenza di opportunità importanti. All’interno del carcere è attiva una scuola, che consente ai detenuti di continuare a studiare. Questo non rappresenta solo un modo per occupare il tempo, ma una reale possibilità di crescita personale e di reinserimento nella società.

Sono presenti anche attività lavorative che permettono di imparare un mestiere e sviluppare un senso di responsabilità. Accanto a queste, esistono percorsi di recupero dalle dipendenze, fondamentali per chi ha avuto problemi legati a droghe o ad altre forme di dipendenza.

Questi programmi dimostrano che il carcere non è soltanto un luogo di punizione, ma può diventare anche uno spazio di cambiamento e di ricostruzione personale.

La voce dei detenuti

Un elemento che ci ha colpito positivamente è il giornalino del carcere, scritto direttamente dai detenuti. Attraverso questo strumento possono raccontare le proprie esperienze, esprimere pensieri e mantenere un contatto, anche se indiretto, con il mondo esterno. È un modo concreto per dare voce a chi spesso non ne ha.

La parte più significativa della visita è stata l’incontro diretto con alcuni detenuti. Abbiamo avuto modo di ascoltare le loro storie, parlare apertamente dei loro errori e delle loro esperienze, comprese quelle legate alle dipendenze.

Le loro testimonianze ci hanno fatto riflettere profondamente sulle conseguenze delle scelte sbagliate, ma anche sulla possibilità di cambiare e migliorarsi.

Conclusioni

Questa esperienza ci ha lasciato molto su cui riflettere. Abbiamo compreso che dietro ogni persona detenuta esiste una storia complessa e che il carcere, pur con tutti i suoi limiti, può offrire strumenti concreti per ricominciare.

Non è stata soltanto una visita, ma una vera e propria lezione di vita che difficilmente dimenticheremo.

Studenti: Nodari Matteo, Pinto Simone – 5M



Uscita didattica a Riva del Garda – 10 Aprile 2026

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Nella giornata di venerdì 10 Aprile, le classi 4K e 4CL del nostro Istituto hanno partecipato ad un’uscita didattica a Riva del Garda.
Nel corso della mattinata, è stata visitata la Centrale Idroelettrica di Riva del Garda, gestita dal gruppo ‘’Dolomiti Hydrotour’’, accompagnati da due guide esperte che ci hanno mostrato gli ambienti della centrale e spiegato il loro funzionamento.
La Centrale Idroelettrica, fu progettata dall’architetto Giancarlo Maroni, lo stesso che collaborò alla realizzazione del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, ultima dimora del poeta Gabriele D’annunzio.
La centrale venne costruita alla fine degli anni Venti ed infine inaugurata nel 1929, in presenza del Vate, il quale pur ritiratosi ebbe un ruolo molto importante nella vita storico-culturale del nostro Paese e di alcune zone del Lago di Garda.

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, l’impianto è stato aggiornato e modernizzato all’interno, per migliorare l’efficienza e la sicurezza, sostituendo le condotte forzate esterne che scendevano a ridosso della montagna con una condotta interna alla parete rocciosa che funge sia da opera di captazione che di pompaggio dell’acqua.
Esternamente, è stato conservato come in origine, rimanendo una fonte importante di energia rinnovabile per il territorio.
Lo stile architettonico della Centrale appartiene all’epoca fascista con la sua grandezza e imponenza, questo si nota anche dal quantitativo notevole di marmo utilizzato per l’edificazione delle facciate.
Le classi sono state divise in gruppi e, durante la visita, è stato approfondito il funzionamento dell’impianto, che sfrutta un salto idraulico di 583 metri, tra il Lago di
Ledro e il Lago di Garda.
La centrale utilizza 3 turbine Pelton ad asse orizzontale, collegate ad alternatori per trasformare l’energia cinetica dell’acqua in energia elettrica.
È stato inoltre spiegato che l’acqua viene convogliata attraverso condotte forzate che hanno una portata massima di 12 mc/s. Gli studenti hanno potuto visitare i ‘’tunnel’’
sotterranei e vedere le condotte, della dimensione di circa 2 metri.
L’impianto, in funzione dal 1929, produce una energia elettrica rinnovabile annua di circa 100 GWh, distribuita sulla rete elettrica nazionale. Le classi hanno anche visitato i luoghi dove un tempo risiedevano i sistemi di regolazione e controllo, come le valvole e i quadri elettrici che permettevano il funzionamento dell’intero impianto, oggi controllato da remoto dalla Centrale operativa di Trento.

La visita si è conclusa con delle attività multimediali e con modellini, in modo da immedesimare gli studenti nel ruolo di ‘’tecnici di centrale’’ e capire meglio i principi
idraulici.
Nel corso del pomeriggio, dopo il pranzo, ognuno ha potuto visitare il paese in autonomia, conoscendo meglio la storia di questa importante città trentina, prima di
rientrare verso l’IIS Cerebotani.
La visita è stata un’importante occasione per approfondire quanto studiato tra i banchi e vederlo realizzato in un’opera reale e per passare una giornata piacevole tra compagni.

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Susio Davide e Matteo Carnaghi 4CL e gli studenti della 4K




Studenti Italiani alla Conquista di Dublino: il Successo del Progetto tra Cultura e Intelligenza Artificiale

Immagine 2026-04-17 203820Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo l’esperienza formativa del gruppo “Cerebotani”, composto da 15 studenti delle classi quinte, che hanno vissuto un’intensa settimana di immersione totale a Dublino. Il progetto, coordinato dalla ATC Language Schools tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, ha saputo unire la scoperta del patrimonio storico irlandese alle sfide tecnologiche più attuali.

Un Viaggio nel Tempo tra i Musei della Capitale 

Il percorso dei ragazzi è stato un vero e proprio itinerario culturale attraverso i luoghi simbolo della città. Accompagnati dalle docenti Prof.ssa Alessandra Belleggia e Prof.ssa Orietta Lancellotti e dalle guide ATC, gli studenti hanno esplorato Dublino partendo dal cuore pulsante di South King Street per poi dedicarsi alla visita dei più importanti poli museali.

Il gruppo ha avuto l’occasione di ammirare i capolavori della National Gallery of Ireland e di approfondire la storia antica presso il Museo Nazionale di Archeologia in Kildare Street. Non sono mancati momenti dedicati all’arte moderna presso l’IMMA e alla preziosa collezione della Chester Beatty Library all’interno del Castello di Dublino. Una delle giornate più memorabili è stata senza dubbio l’escursione a Howth, dove i ragazzi hanno affrontato la camminata panoramica sulle scogliere fino al faro di Baily, immergendosi nella natura incontaminata della costa irlandese.

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L’Innovazione Digitale: Il Podcast sulla AI 

Il cuore didattico del programma si è svolto presso la sede di South William Street, dove gli studenti hanno frequentato un corso d’avanguardia su “AI & Digital Literacy for Teenagers”. Durante le 15 ore di lezione, i partecipanti hanno analizzato i meccanismi dell’intelligenza artificiale, discutendone le implicazioni etiche e sociali.

Il risultato tangibile di questo studio è stato la realizzazione di un Podcast originale, creato interamente dagli studenti. Questo progetto ha permesso loro di sperimentare nuove forme di comunicazione digitale, culminando in un prestigioso incontro presso la Camera di Commercio Italo-Irlandese, dove hanno presentato il frutto del loro lavoro in un contesto professionale e internazionale.

Un’Esperienza di Vita in Famiglia 

Oltre agli impegni accademici, i giovani hanno vissuto la quotidianità dublinese ospiti di famiglie locali. Questa scelta ha richiesto spirito di adattamento e rispetto delle regole, ma ha permesso un miglioramento linguistico straordinario e un legame umano profondo con la comunità ospitante.

I ragazzi rientrano in Italia con un bagaglio arricchito non solo da nuove competenze tecnologiche e linguistiche, ma anche da ricordi indelebili di una città che li ha accolti con calore e stimoli costanti.

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Luca Roberti

 




IL VITTORIALE degli ITALIANI

IMG-20251030-WA0009L’11 aprile la nostra classe, la 5^B, ha vissuto una giornata fuori dal comune  visitando il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Appena varcati i cancelli  della cittadella monumentale di Gabriele d’Annunzio, l’emozione alle stelle: ci  siamo subito divisi in due gruppi e il mio ha iniziato il percorso proprio dalla  Prioria, la casa-museo dove il Vate ha trascorso i suoi ultimi anni.

L’ingresso ci ha proiettato immediatamente nel suo mondo eccentrico. La casa è  divisa da due corridoi: uno, con il soffitto basso e scuro, era destinato agli ospiti  non graditi o “profani”, mentre l’altro era per gli amici intimi. È stato affascinante  scoprire come d’Annunzio usasse l’architettura per filtrare i rapporti umani.  Proseguendo, siamo rimasti colpiti dalla Stanza del Mascherai, dove Mussolini fu  costretto ad attendere il poeta per ore. D’Annunzio, per nulla intimorito dal potere  politico, aveva fatto installare uno specchio con un’iscrizione sopra che recita: “Al  visitatore: Teco porti lo specchio di Narciso? Questo è quel vetro ove si vede il vero. Se guardi  il tuo viso, guarda che non ti veda il tuo pensiero”, che in Italiano moderno sarebbe: “Al  visitatore: porti con te lo specchio di Narciso? Questo è il vetro dove si vede la verità. Se guardi  il tuo volto, fa’ attenzione che il tuo stesso pensiero non ti veda (per quello che sei realmente) “. L’intento del Vate era provocatorio: era un modo per dire a Mussolini, mentre  lo faceva attendere ore in quella stanza: “Puoi ingannare il mondo con la tua  immagine, ma qui, davanti a questo specchio, non puoi nascondere la verità a  te stesso”.

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La cosa che più mi ha lasciato a bocca aperta è l’incredibile quantità di oggetti: d’Annunzio era un accumulatore seriale di bellezza. La casa è letteralmente  saturata da un accumulo incredibile di oggetti: migliaia di libri, calchi in gesso,  stoffe orientali e preziosi vetri di Murano riempiono ogni centimetro disponibile.  Ciò che rende tutto ancora più magico e misterioso è la luce offuscata, una  penombra quasi totale che addolcisce i contorni di questa enorme collezione.  Questa scelta non era solo estetica, ma dettata da una necessità fisica: a causa di  un grave incidente aereo, il Vate soffriva di una forte fotofobia che lo costringeva  a vivere in ambienti oscurati. Questa semioscurità, filtrata da vetrate artistiche e  tendaggi pesanti, trasforma la dimora in un labirinto di riflessi e ombre, dove gli  artefatti sembrano prendere vita. Questa saturazione non era solo estetica, ma  rifletteva la sua ossessione di “fare della propria vita un’opera d’arte”, conservando  ogni possibile frammento di esperienza.

Un momento davvero suggestivo della visita è stato l’approfondimento sulla sua  spiritualità. Ci hanno spiegato che d’Annunzio non seguiva una sola fede, ma le  praticava e le mescolava tutte in una sorta di religione personale. Nella Stanza  delle Reliquie questo sincretismo è evidente: convivono icone cristiane, idoli  orientali e simboli pagani. Il cuore di questa stanza è però l’altare centrale, dove non si trova un crocifisso, ma un manubrio rotto e deformato. Si tratta del volante  del motoscafo del suo amico Sir Henry Segrave, morto in un incidente durante un  record di velocità. Per d’Annunzio quella era la “Reliquia della Velocità”, il  simbolo della sfida umana contro il limite, elevata a oggetto sacro.

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Dopo la casa siamo usciti nel giardino e siamo saliti sulla Nave Puglia, che è forse  la cosa più impressionante di tutto il posto. È la prua di una nave vera della Prima  Guerra Mondiale che è stata letteralmente incastrata nella collina. In parole  povere, quando la nave doveva essere demolita, d’Annunzio l’ha chiesta in regalo  e l’ha fatta portare lì pezzo per pezzo per ricordare le imprese dei marinai. Salire  sul ponte della nave e vedere il Lago di Garda da lassù è stato davvero incredibile. Infine siamo saliti fino al Mausoleo, dove d’Annunzio è sepolto.

Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che d’Annunzio abbia deciso di donare tutto  questo immenso complesso monumentale all’Italia e al popolo italiano: non è stata  solo la reggia isolata di un esteta, ma un atto di amore estremo verso la nazione,  un testamento di pietra offerto con generosità a tutti noi affinché la sua visione non  andasse perduta. Questa visita mi ha segnato nel profondo; mi sono sentita quasi  sopraffatta da una personalità così straripante, eppure sono uscita dai cancelli con  una consapevolezza nuova: vedere dal vivo come un uomo sia riuscito a scolpire i  propri ideali nella roccia mi ha fatto sentire parte di una storia comune, rendendo  quella che doveva essere una gita scolastica un vero e proprio incontro con  l’immortalità.

Silvestri Moran 5B




Convegno presso istituto Tartaglia Olivieri e attività ricreativa allo ZERO-GRAVITY di Bergamo

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Il giorno 26 marzo 2026, le classi 2E, 2F, 2Y, hanno partecipato a un convegno presso l’ I.I.S. “Tartaglia Olivieri” di Brescia, riguardante l’inquinamento e lo spreco.
La conferenza è iniziata con l’intervento di cinque relatori e poi si sono susseguite diverse scuole, provenienti dalla provincia di Brescia, le quali hanno espresso le loro idee mediante una presentazione riguardanti le tematiche di inquinamento e spreco ambientale.

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In rappresentanza della nostra scuola la prima classe ad intervenire è stata la 2F. Gli alunni Alberto, Federico, Leonardo, Giovanni, Alessio e Mirco hanno fatto una mostra virtuale con delle immagini riguardanti le tematiche della conferenza e infine hanno proposto alcune soluzioni a questo problema.
Tra queste, una è stata la Merenda sostenibile. La 2Y ha parlato di questo progetto fatto in classe con la presenza di Caterina Fasser. Infine la 2E ha portato alcuni esempi di merende come una crostata e biscotti al cocco.
In seguito, il pomeriggio ci siamo recati allo ZERO-GRAVITY di Stezzano (BG), situato presso il centro commerciale “Le due torri”, un enorme parco trampolino e centro sportivo dedicati ad attività acrobatiche, freestyle e parkour. È possibile saltare su tappeti elastici, fare acrobazie nelle vasche di gommapiuma, praticare basket acrobatico, percorsi ninja, arrampicate e tessuti aerei.

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Luigi Ongis e Alberto Tonni – 2ªF




Rivoli Veronese: le 6 pale eoliche

Il 2 marzo 2026 noi alunni delle classi 3^F, 3^CH e 3^E abbiamo visitato la centrale eolica AGSM situata a Rivoli Veronese, sul Monte Mesa.

L’impianto è costituito da sei pale eoliche con un’altezza del tronco di circa 80 metri e un diametro delle pale di 92 metri. Si tratta di dimensioni che oggi possono sembrare ridotte rispetto agli impianti eolici più moderni, ma che rappresentano comunque una produzione significativa di energia rinnovabile.

Durante la visita abbiamo potuto conoscere le principali caratteristiche tecniche dell’impianto: il funzionamento delle pale, il modo in cui il vento viene trasformato in energia elettrica e la potenza complessiva prodotta dalla centrale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.39

Energia e biodiversità

Oltre agli aspetti tecnici, abbiamo affrontato anche un tema molto importante: quello della biodiversità.

L’energia eolica è una fonte rinnovabile e pulita, ma la costruzione degli impianti può comunque avere un impatto sull’ambiente naturale. Sul Monte Mesa convivono infatti due ambienti molto diversi tra loro: il bosco, ricco di animali e insetti che dipendono dagli alberi per sopravvivere, e il prato arido, naturalmente povero di vegetazione e di specie animali.

Per ridurre l’impatto sull’ecosistema, AGSM ha scelto di installare le pale proprio sul prato arido, riuscendo così a produrre energia pulita senza danneggiare l’ambiente più fragile del monte.

La compagnia ha inoltre in programma di sostituire gli impianti più vecchi con soltanto due nuove turbine, capaci però di produrre il doppio della potenza. Questo permetterà di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e allo stesso tempo aumentare la produzione di energia.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.17

Santuario Madonna della Corona

Dopo la visita alla centrale eolica sul Monte Mesa, la nostra giornata non era ancora terminata. Nel pomeriggio ci siamo spostati verso il piccolo paese di Spiazzi per visitare il suggestivo Santuario Madonna della Corona.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_24

Questo santuario è uno dei luoghi più particolari della zona perché sembra quasi incastonato nella roccia del Monte Baldo. Arrivati a Spiazzi, abbiamo percorso a piedi il tratto finale che porta al santuario, scendendo lungo una strada panoramica dalla quale si poteva ammirare una vista spettacolare sulla valle sottostante.

Il santuario colpisce subito per la sua posizione: è costruito direttamente contro la parete rocciosa, a centinaia di metri sopra la valle dell’Adige. Questo lo rende non solo un luogo religioso molto importante, ma anche una meta molto visitata da turisti ed escursionisti.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.53

Durante la visita abbiamo osservato l’architettura della chiesa e scoperto alcuni aspetti della sua storia. Il santuario ha origini molto antiche e nel corso dei secoli è stato ampliato e ristrutturato più volte fino ad assumere l’aspetto attuale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.37

All’interno si respira un’atmosfera molto silenziosa e suggestiva, che invita alla riflessione. È un esempio di opera umana costruita per fede, dove ciò che conta non è soltanto il viaggio ma la destinazione e il significato che ognuno attribuisce al proprio percorso.

Natura, tecnologia e spiritualità

La posizione del santuario permette anche di riflettere sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale. Proprio come abbiamo visto al mattino con la centrale eolica, anche qui il paesaggio gioca un ruolo fondamentale: le montagne, la roccia e la valle creano un contesto unico che rende questo luogo particolarmente suggestivo.

Questa seconda tappa ha concluso la nostra uscita didattica. È stata una giornata molto interessante perché ci ha permesso di osservare due realtà molto diverse: da una parte la produzione di energia rinnovabile e le questioni ambientali, dall’altra un luogo storico e spirituale immerso nella natura.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_05

Studenti: Cutrona Gabriel e Nastasa Alexandru 3F



In pista verso la SEL3C4RS 2026

sel3c4rs2026-1La mobilità elettrica continua a rappresentare una delle sfide più attuali per un futuro sostenibile. La SEL3C4RS 2026 è una gara nazionale dedicata allo sviluppo di veicoli elettrici radiocomandati, progettati e costruiti dagli studenti. L’edizione di quest’anno si terrà dal 4 al 6 marzo 2026 a Rimini, all’interno della fiera “KEY – The Energy Transition Expo”.

Durante l’evento le squadre affronteranno verifiche tecniche, prove in pista, slalom, gare endurance e valutazioni su design ed ecosostenibilità. La competizione premia non solo le prestazioni in pista, ma anche l’innovazione progettuale e l’efficienza energetica.
Noi siamo la squadra Cerebotani Racing Team (C.R.T.) e rappresenteremo il nostro istituto in questa gara. Per arrivare preparati a questa sfida, ci siamo impegnati a fondo nella costruzione della nostra macchinina. Il motore, fornito dagli organizzatori, è stato il punto di partenza attorno al quale abbiamo sviluppato l’intero progetto.
Abbiamo lavorato sulla parte elettronica, realizzando alcune schede interne e implementandone altre già esistenti, tra cui quella dedicata alla trasmissione tra la
macchinina e il telecomando da noi progettato e costruito, sviluppando anche il software che ne gestisce la comunicazione.
Ci siamo poi dedicati alla progettazione meccanica, disegnando e stampando in 3D diversi componenti e curando con attenzione la carrozzeria, con l’obiettivo di unire funzionalità ed estetica.
In questa foto si vede il nostro gruppo insieme ai nostri professori: dietro il progetto ci sono impegno, collaborazione e tante ore di lavoro condiviso. Siamo fiduciosi che la preparazione e la determinazione dimostrate finora porteranno a un buon risultato.

Un ruolo importante nel nostro percorso lo ha avuto la R.M.B., realtà del territorio attiva nel settore del recupero e della valorizzazione dei materiali. Oltre a rappresentare un punto di riferimento a livello industriale, la RMB ci ha offerto un significativo contributo economico per sostenere le spese della squadra, permettendoci di affrontare la competizione con maggiore serenità. Con grande generosità, ci ha inoltre fornito cappellini, T-shirt e felpe personalizzate, oltre a una sacca contenente un diario personale e un astuccio con articoli di cartoleria.
Questa esperienza va oltre la gara: è un’occasione concreta di crescita personale e professionale, fatta di collaborazione, problem solving e competenze STEM messe in
pratica.
Un’esperienza che non è solo competizione, ma un vero percorso di crescita: perché, come ricorda Paulo Coelho, ciò che è estremamente complicato…innamora.

Valentina Corradi 4D

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Anche il Giornale di Brescia parla di noi:

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Scuola ad alta quota: diario di una settimana bianca

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Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul viaggio tra le montagne dell’Aprica 2025/2026.

Durante la settimana bianca all’Aprica, gli studenti, accompagnati dai loro professori, sono stati suddivisi in due gruppi per garantire una migliore gestione dei tempi e delle attività.

I due turni si sono avvicendati secondo questo calendario:
Gruppo 1 (3ªD, 3ªF, 3ªB, 3ªK): dall’11/02/2026 al 14/02/2026.
Gruppo 2 (3ªE, 3ªA, 3ªCH, 4ªA): dal 14/02/2026 al 17/02/2026.
Per entrambi i gruppi, la partenza in bus è avvenuta alle 6:50 con arrivo previsto per le 9:30. Dopo un viaggio che è parso infinito, ma allietato dalla vista delle cime innevate, gli alunni sono giunti all’Hotel Torena. Una volta depositati i bagagli, i ragazzi si sono subito preparati per il loro primo giorno da sogno sulla neve.

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Sci e divertimento sulle piste

Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi seguiti dai maestri di sci, scelti in base al livello di esperienza e alla bravura. La curva di apprendimento è stata estremamente positiva per la maggior parte dei partecipanti.
La routine di ogni giornata prevede, dopo la colazione in hotel, il trasferimento con la navetta verso i “campetti”, una zona riservata ai principianti e a chi desiderava affinare la propria tecnica sotto la guida dei maestri. Nel pomeriggio, invece, gli alunni hanno potuto sciare in autonomia, sempre sotto la costante supervisione dei professori.
Il vero “Must Do” della settimana è stata la pista Superpanoramica del Baradello: con i suoi 6,5 chilometri, è la pista blu più lunga d’Europa. Una discesa mozzafiato che ha lasciato tutti a bocca aperta, anche dopo averla percorsa più volte.

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Abbiamo avuto la preziosa possibilità di visitare il Museo degli Sci dell’ Aprica , dove con una guida apposita , hanno oltrepassato tutti i capitoli storici e culturali dello sport.

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Vita di gruppo e sapori locali

Le faticose ma divertenti giornate si concludevano verso le 17:30, in coincidenza con la chiusura degli impianti. In albergo, ogni sera, la cena offriva una selezione di piatti sempre diversi. Tra i più apprezzati spiccano senza dubbio i pizzoccheri della valtellina, piatto tipico della zona e vera prelibatezza montanara che ha conquistato il palato di tutti.

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Molto più di un corso di sci

Questo viaggio non ha rappresentato solo l’occasione per imparare a sciare — un’esperienza nuova e bellissima per molti — ma è stato soprattutto un importante momento di socializzazione. Le diverse classi hanno stretto nuove amicizie durante le giornate sugli sci e le uscite serali , creando insieme ai docenti una splendida atmosfera, quasi come in una grande famiglia.

Ilija Mirkovic, 3ªE

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Gita a Bolzano






Il 18 dicembre 2025 noi studenti della classe 2ªF, insieme alla classe 1Q, abbiamo partecipato a una gita scolastica a Bolzano, un’esperienza che ha unito la scoperta del territorio, la cultura e momenti di condivisione.

Siamo partiti intorno alle 07:50 del mattino in pullman. Il viaggio, durato circa due ore, è stato piacevole e divertente: tra musica, chiacchiere e risate, l’atmosfera era molto serena. Siamo arrivati a Bolzano verso le 09:50.

Appena arrivati abbiamo visitato i famosi mercatini di Natale di Bolzano, una tradizione locale ormai diventata meta di molti turisti durante il periodo natalizio. Grazie al tempo libero concesso dagli insegnanti, abbiamo avuto anche la possibilità di esplorare le vie della città, ammirando gli edifici storici e le tipiche case tirolesi. Le bancarelle, le luci e i profumi tipici dell’inverno hanno creato un’atmosfera suggestiva che ci ha accompagnati fino alle 13:30 circa.






Non poteva mancare la visita all’interno del meraviglioso Duomo di Bolzano, la chiesa di Santa Maria Assunta. Costruita in stile gotico, al suo interno questo stile è richiamato dagli archi a sesto acuto, dai pilastri e dalle colonne sottili, oltre che dal suo sviluppo verticale. Sui muri sono rimasti i resti dei numerosi dipinti che decoravano l’ambiente interno ed esterno della chiesa. Tutto sembra studiato per colpire il visitatore con un’atmosfera quasi spettrale e misteriosa, conducendo lo sguardo verso l’enorme crocifisso posto dietro l’altare.

Successivamente ci siamo spostati in un oratorio, già prenotato e pagato in precedenza, dove abbiamo consumato il pranzo al sacco. È stato un momento tranquillo che ci ha permesso di rilassarci e stare insieme prima di riprendere le attività.

Verso le 14:30 siamo usciti di nuovo per visitare la città. Per circa un’ora abbiamo passeggiato nel centro di Bolzano, osservando le vie principali e le piazze, per poi ritrovarci tutti in un punto stabilito.

Alle 16:00 circa abbiamo visitato il Museo Archeologico dell’Alto Adige, uno dei luoghi culturali più importanti della città. Il museo è famoso soprattutto per la presenza di Ötzi, la mummia del Similaun risalente a oltre 5.000 anni fa. All’interno abbiamo potuto osservare reperti archeologici, strumenti, abiti e ricostruzioni che raccontano la vita dell’uomo preistorico e l’evoluzione delle popolazioni alpine. La visita è stata molto interessante e istruttiva.






Intorno alle 18:00 siamo usciti dal museo e ci siamo diretti verso il pullman per il rientro. Il viaggio di ritorno è durato circa due ore e mezza e siamo arrivati a casa verso le 19:30. Anche il rientro è stato piacevole: tra musica e compagnia, il tempo è passato velocemente.

La gita a Bolzano è stata per noi un’esperienza positiva e significativa, che ci ha permesso di imparare, divertirci e rafforzare lo spirito di gruppo, lasciandoci un bellissimo ricordo.



Kalicani Noah e Lorenzo Peverada – Classe 2ªF




Viaggio a Roma Giubilare

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Dal 9 dicembre al 12 dicembre

GIORNO 1

Partenza in treno (6:43) e arrivo a Roma (10:40) 

Abbiamo iniziato il nostro viaggio dalla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda, affrontando circa quattro ore di viaggio cariche di emozione ed entusiasmo per l’esperienza che ci attendeva.

Sistemazione presso l’hotel delle suore (11:47) 

Siamo arrivati presso la Casa per Ferie delle Suore  Pallottine, dove siamo stati accolti calorosamente;  abbiamo sistemato i nostri bagagli nelle rispettive stanze

e, verso le 12, eravamo già pronti a uscire per iniziare a  scoprire le bellezze di Roma!

Visita alla Basilica di San Giovanni in Laterano (16:00) 

Per prima cosa ci siamo divisi in gruppi per trovare un  posto dove mangiare e, dopo una sosta nei ristoranti,  abbiamo fatto la fila per entrare nella Basilica di San

Giovanni in Laterano. Appena ci siamo avvicinati  abbastanza, una delle prime cose che ho notato è stata la  Porta Santa, che in questo periodo era aperta proprio per

l’Anno Santo, come per le altre tre basiliche che saremmo andati a visitare. La Porta Santa viene aperta solo durante il Giubileo e attraversarla rappresenta un cammino di rinnovamento, perdono e speranza. Varcare quella porta mi ha fatto sentire parte di un momento davvero speciale; abbiamo quindi colto l’occasione per scattare una foto ricordo.

Una volta entrati all’interno della basilica, ho provato una sorpresa immensa. Essendo molto appassionata di arte e scultura, il mio sguardo è stato subito catturato dalle imponenti statue dei dodici Apostoli, enormi e ricche di dettagli, che trasmettono forza e solennità. Mi sono fermata a osservarle una per una, rimanendo ogni volta più colpita.

Alzando lo sguardo, sono rimasta ancora più meravigliata dal soffitto, così riccamente decorato e luminoso, capace di rendere l’ambiente ancora più maestoso.

La parte più avanti della basilica era davvero stupenda: la grande semi-cupola affrescata, chiamata abside, è decorata con immagini sacre che raccontano la fede e la storia della Chiesa. Proprio sotto di essa si trova il bellissimo altare papale, riservato al Papa. In quel momento ho capito ancora meglio l’importanza di questo luogo: la Basilica di San Giovanni in Laterano è infatti la cattedrale di Roma, ed è considerata la chiesa più importante della città, spesso definita “madre e capo di tutte le chiese del mondo”. È la sede ufficiale del Papa come vescovo di Roma, il che la rende ancora più significativa.

Abbiamo anche notato anche una scaletta che conduce a al confessio, dove si trovano sepolcri e spazi legati alle origini e alla storia della Chiesa, un luogo che trasmette un forte senso di raccoglimento.

Infine, anche i quadri presenti nelle navate laterali mi hanno colpita moltissimo: ogni opera sembrava raccontare una storia diversa. Sono rimasta piacevolmente meravigliata da questa prima visita di tante altre.

Infine, non poteva mancare una foto di gruppo!

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Passeggiata a piedi per Roma 

Dopo aver visitato la splendida Basilica di San Giovanni in Laterano, abbiamo camminato a lungo attraverso il centro storico di Roma, ammirando il Colosseo, il Monumento a Vittorio Emanuele II e il Foro Romano.

Eravamo circondati da luoghi pieni di storia, che da secoli osservano il passaggio delle persone.

Alzando lo sguardo verso il cielo, abbiamo visto grandi stormi di uccelli volare insieme, creando figure leggere sopra i monumenti. È stato un momento molto suggestivo, che ci ha colpiti per la sua bellezza e semplicità.

In quell’istante, noi, in viaggio come classe nell’anno del Giubileo, ci siamo sentiti uniti e parte di un cammino comune. Tra il cielo e la storia di Roma, abbiamo capito che questo viaggio non era solo una visita, ma anche un’occasione per riflettere, guardare oltre e camminare insieme con uno sguardo nuovo.

Quell’immagine è diventata il segno del nostro percorso: come gli uccelli migratori, anche noi stavamo camminando uniti dal senso del viaggio e dalla speranza.

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Mostra d’arte (18:00 – 19:00) 

In seguito a una lunga camminata, ci siamo concessi una breve sosta in un bar e, subito dopo, siamo entrati nella mostra d’arte “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts”, dove abbiamo potuto ammirare da vicino opere dei più grandi artisti degli ultimi secoli, vivendo un momento di autentica bellezza e riflessione.

La mostra riunisce 52 capolavori della pittura europea tra Ottocento e Novecento, con nomi come Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Henri Matisse, Pablo Picasso e molti altri protagonisti dell’arte moderna.

Le opere esposte colpiscono per la loro straordinaria capacità di raccontare emozioni, momenti di vita e paesaggi attraverso colori, luci e pennellate diverse tra loro. Tra i dipinti più suggestivi ci sono “Donna in poltrona” di Renoir e “Bagnanti” di Cézanne, che illustrano con grande maestria la resa della luce e della forma, mentre capolavori di Van Gogh e Degas mostrano l’energia e il movimento dell’arte post-impressionista. I lavori di Matisse e Picasso ci hanno fatto percepire come la pittura abbia progressivamente abbandonato la rappresentazione tradizionale per esplorare nuove vie espressive.

Cena (19:30) e rientro in hotel (21:00) 

Abbiamo poi concluso la giornata cenando in una pizzeria locale e siamo rientrati dalle suore verso le 21, dove ci siamo finalmente riposati, pronti ad affrontare con entusiasmo un altro fantastico giorno di viaggio.

GIORNO 2 

Colazione (8:30) e spostamenti con tram e metro (uscita 9:15) 

Appena fatta colazione siamo usciti per prendere la metro, siamo poi arrivati alla stazione della piramide, dove abbiamo potuto osservare la bellissima struttura.

Arrivo alla Basilica di San Paolo (10:45) 

Quando siamo arrivati alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, la prima cosa che mi ha colpito è stato il colonnato maestoso all’ingresso: le colonne reggono portici eleganti e creano subito un senso di grandiosità. Le palme che lo circondano davano un tocco quasi esotico e accogliente, mentre la statua centrale di San Paolo era davvero stupenda, imponente e ricca di dettagli, capace di evocare l’importanza del santo a cui è dedicata la basilica.

Entrando attraverso Porta Santa si poteva già scorgere la bellezza della basilica.

Appena entrati, la basilica mi ha lasciata senza parole. Il soffitto, alla prima occhiata, è magnifico: ricco di decorazioni dorate e affreschi che catturano subito lo sguardo. Le statue erano realizzate con una maestria incredibile e rimanevo ammaliata da ogni dettaglio. L’abside, con i suoi affreschi e mosaici, era un punto di grande bellezza e spiritualità, che attirava naturalmente tutta l’attenzione.

Alzando lo sguardo lungo le navate, abbiamo notato i medaglioni mosaici con i ritratti di tutti i Papi, da San Pietro fino a Papa Francesco, deceduto quest’anno. Abbiamo scoperto che, dopo l’incendio del 1823, furono ricostruiti seguendo lo stile dell’antica decorazione e offrono un racconto visivo della storia della Chiesa. Una leggenda narra che, al completamento dell’ultimo ritratto, arriverà la fine del mondo.

Abbiamo anche percorso degli scalini per raggiungere il confessio, la parte più bassa sotto l’altare, dove si trovano reliquie e spazi legati alla storia della Chiesa: alcuni di noi si sono raccolti in preghiera per un breve momento di riflessione.

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Souvenir (11:45) 

Alla fine, ci siamo fermati per comprare dei souvenir, concludendo così questa tappa in modo piacevole e rilassante.

Visita al Cimitero (12:35) 

Successivamente, abbiamo potuto osservare il Cimitero  Acattolico di Roma, un luogo storico dedicato a chi non  era cattolico, come poeti e artisti famosi. Esiste perché in

passato chi non apparteneva alla Chiesa cattolica non  poteva essere sepolto nei cimiteri tradizionali. Anche  guardandolo dall’esterno, si percepisce la sua atmosfera

tranquilla e le tombe artistiche che ricordano personalità  importanti della città e del mondo culturale.  In questo posto abbiamo incontrato un gatto davvero

grazioso, parte della colonia della zona, la quale si dice  vegli sugli spiriti di tutte le persone sepolte qui. Un dettaglio che ho trovato davvero toccante.

Pranzo nei pressi del Colosseo 

Ci siamo poi diretti verso alcuni ristoranti per pranzare e, subito dopo, siamo ripartiti verso la meta successiva: la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Seconda visita a Santa Maria Maggiore (15:45) 

Una volta entrati nella basilica di Santa Maria Maggiore, sono rimasta immediatamente affascinata dalla sua atmosfera solenne e dal soffitto dorato, così maestoso e luminoso da togliere quasi il fiato. Ogni dettaglio sembrava raccontare secoli di storia e devozione, e mi ha emozionata pensare alla miracolosa nevicata d’agosto, che secondo la tradizione indicò esattamente dove sarebbe stata costruita la basilica, rendendo ancora più speciale la colonna sacra che ricorda quell’evento.

I mosaici paleocristiani, con i loro colori vividi e le scene sacre, insieme alla Sacra Culla, hanno reso il luogo incredibilmente suggestivo, trasportandomi indietro nel tempo e facendomi sentire parte di qualcosa di antico e prezioso. Abbiamo poi visitato il confessio, dove si trova la statua di Papa Pio IX, un angolo di grande devozione che mi ha colpito profondamente per la sua spiritualità e la calma che trasmette. Non lontano, abbiamo notato anche il sepolcro di Papa Francesco, un luogo che invita alla riflessione e alla preghiera, testimonianza della continuità della fede e della cura della Chiesa per i suoi pastori, che aggiunge un ulteriore strato di sacralità alla basilica.

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Rientro (16:30) e cena in pizzeria (19:30 – 22:00) 

Andando via dalla basilica, abbiamo cenato con il frate Marko Gongalo, una persona davvero luminosa. La sua gentilezza e i modi semplici e autentici, così umili per una persona del suo rango, mi hanno colpito profondamente e mi hanno fatto capire quanta umanità risiede in lui. La sua cordialità è stata davvero immensa, e il gesto di offrirci cinque biglietti per la visita agli interni dello Stato Vaticano ci ha regalato un’esperienza davvero meravigliosa.

GIORNO 3

Arrivo in Vaticano (10:30) 

Dopo aver fatto colazione, ci siamo messi in viaggio prendendo la metro per lo Stato Vaticano. Appena arrivati nella piazza di San Pietro, siamo rimasti tutti sbalorditi dalla grandiosità del luogo. La cura dei dettagli di Gian Lorenzo Bernini era straordinaria: il colonnato maestoso e le sculture dei santi colpivano immediatamente lo sguardo, mentre la basilica si ergeva come centro focale, amplificando ancora di più l’imponenza e la bellezza dell’intera scena.

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Visita alla Basilica di San Pietro (11:00 – 12:15) 

Siamo entrati nella basilica e personalmente penso di non aver mai visto cosa più bella. L’interno della basilica era enorme e penso di aver brevemente percepito l’effetto della sindrome di Stendhal. Tanta bellezza in un unico posto, la basilica così imponente, anche dall’interno, era semplicemente sbalorditiva.

La prima cosa che si può notare è la pietà di Michelangelo. Quanta bellezza, la dolcezza nel viso di Maria. È un’opera di profonda spiritualità, unica firmata da Michelangelo, che esprime il dolore contenuto e l’accettazione divina del sacrificio attraverso una tecnica sublime. L’ho reputata davvero commovente guardandola da vicino.

Alzando lo sguardo si resta sempre piacevolmente sorpresi, una cupola di forma ellittica si mostra in tutta la sua bellezza, raffigura una scena biblica, piena di angeli e riferimenti evangelici.

La basilica ha davvero una caratteristica impressionante, in quanto nel punto di questa foto la luce sembra essere davvero divina, illuminando i visitatori ci si sente illuminati dal signore nella sua stessa casa (la basilica).

Un po’ a lato si possono notare numerose statue, due di queste mi hanno colpito in particolare perché le due donne raffigurate hanno affianco un cane e un unicorno, questo ci fa capire che ancora all’epoca c’era l’importanza degli animali e soprattutto la credenza dell’esistenza degli unicorni, considerati sacri e puri.

Un po’ più avanti si nota il magnifico altare papale, in tutto il suo splendore realizzato dal grande Bernini, una volta ancora, attira l’attenzione tutta su di esso. E’ meravigliosamente scolpito e il colore nero coglie davvero l’occhio.

Ovviamente, ciò che ha colpito maggiormente è stata la sosta sulle sedie per ammirare Il Trono di San Pietro, o Cattedra di Pietro, che secondo la tradizione, era la sedia da cui l’apostolo Pietro insegnava ai primi cristiani. Essa simboleggia l’autorità spirituale del Papa, suo successore.

Nel XVII secolo Bernini realizzò il grandioso monumento che la racchiude: un’imponente struttura in bronzo sorretta dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due orientali e due occidentali, a rappresentare l’universalità della fede cristiana.

In alto, una vetrata dorata con la colomba dello Spirito Santo illumina l’insieme, evocando l’idea che l’autorità della Chiesa sia guidata dallo Spirito divino. L’opera nel suo complesso trasmette un forte senso di solennità e rende visibile il ruolo centrale del Papa come punto di riferimento spirituale per tutta la cristianità.

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Pranzo (13:00) 

Dopo esserci soffermati ad osservare le bellezze celate della basilica di San Pietro, ci siamo diretti verso i ristoranti locali per la pausa pranzo.

Percorso nelle stanze del Papa (14:00) 

Verso le 14, io, il Professore Marchione, la professoressa Cavallari, e i compagni Francesco Graniello e Francesco Corvetti, ci siamo diretti verso il vero Stato Vaticano e le sue sedi governative guidati dal frate Marko Gongalo.

Grazie alla gentilezza di Marko, abbiamo potuto vedere luoghi e dettagli che in pochi possono vantarsi di aver visto.

Ingresso ed edifici principali 

Abbiamo varcato la Porta Sant’Anna, dove le Guardie Svizzere sono sempre vigili. Percorrendo via di Porta Angelica, che conduce verso Piazza del Vaticano, abbiamo potuto osservare alcuni dei principali edifici dello Stato Vaticano, come la Biblioteca, la Banca, la Farmacia e gli uffici vaticani; Marko ci ha spiegato le loro funzioni, aiutandoci a comprendere meglio l’organizzazione di questo piccolo ma importantissimo Stato.

Nel cuore del Palazzo Apostolico 

Successivamente siamo entrati nel Cortile di San Damaso, dove si trova la bella fontana omonima. In questo contesto abbiamo parlato dell’Archivio Apostolico Vaticano (un tempo detto “segreto”, nel senso di privato), che custodisce documenti di inestimabile valore, testimonianze fondamentali della storia e della cultura di secoli. Poco distante si trovano anche le Stanze di Raffaello, delle quali Marko ci ha raccontato l’importanza, poiché custodiscono alcune delle opere più significative del grande maestro. Successivamente siamo entrati nel Palazzo Apostolico, abbiamo preso l’ascensore per salire al corridoio centrale e, percorrendolo con calma, ascoltando Marko mentre ci raccontava i dettagli degli affreschi che lo decorano, siamo arrivati alla Sala Ducale.

Sala Ducale 

La Sala Ducale ci si è presentata in tutto il suo splendore: i dettagli dorati e gli affreschi scintillanti sottolineavano subito l’importanza di questo ambiente. Ci trovavamo sul pianerottolo dove, un tempo, il Papa sedeva sul suo trono durante le cerimonie più solenni, e il fatto che fosse considerato uno dei punti più alti del Vaticano amplificava ulteriormente la sua rilevanza.

Marko ci ha raccontato che fu Papa Alessandro VII Chigi a incaricare il nostro grande maestro Bernini di correggere un piccolo “difetto” della sala: la sua forma leggermente curva dava una sensazione di inclinazione, che si voleva eliminare per rendere l’ambiente perfettamente armonioso. Bernini, con un ingegnoso effetto ottico, riuscì a far apparire la sala completamente dritta, trasformando un dettaglio architettonico in un capolavoro di equilibrio visivo.

Mi colpì molto questa genialità: la stanza appariva davvero dritta, e allo stesso tempo sentivo il peso della storia che traspariva da ogni affresco e doratura. Ma lo stupore non era ancora finito: attraversando la Sala Ducale, ci siamo ritrovati nella Sala Regia, pronti a proseguire il nostro percorso nel cuore del Vaticano.

Sala Regia 

Entrati nella Sala Regia, ci siamo subito soffermati su un elegante  altare ligneo dorato, affascinati dai dettagli scolpiti e dorati. Poi  abbiamo ammirato i freschi monumentali, realizzati da artisti come Livio Agresti, Giorgio Vasari e i fratelli Zuccari, che raccontano momenti cruciali della storia della Chiesa, come il ritorno di papa Gregorio XI a Roma, la battaglia di Lepanto e la pace di Venezia tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico Barbarossa. Quei dipinti così vividi e pieni di movimento mi hanno davvero colpita. Marko ci ha poi raccontato tre leggende legate alla sala: San Nicola, il cui volto apparirebbe inciso in una nicchia di marmo come segno di protezione; La Madonna, che una guardia avrebbe visto emergere in una luce sul marmo del pavimento, simbolo della sua presenza divina: La testa del cucciolo di unicorno, percepito in un dettaglio del marmo di una parete, un simbolo di purezza e mistero. Dopo aver ascoltato le leggende e osservato con attenzione i dipinti della Sala Regia, ci siamo poi diretti verso la Cappella Paolina.

Cappella Paolina 

La Cappella Paolina mi ha davvero colpito: Marko ci aveva spiegato che, a differenza della vicina Cappella Sistina, questa era usata di rado ed era pensata come spazio più intimo e personale, riservato alla preghiera e alla riflessione. All’interno si trovano due affreschi straordinari di Michelangelo. Il primo, la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco, mostra Paolo colpito dal fulmine della visione divina, mentre cade da cavallo: il tremito del terreno e il dinamismo della scena trasmettono la potenza dell’intervento divino e la trasformazione spirituale di Paolo. Il secondo, la Crocifissione di San Paolo, ritrae il santo che viene inchiodato a testa in giù, simbolo della sua umiltà e della totale dedizione a Dio. Entrambi i dipinti emanano una spiritualità intensa e drammatica, che ci ha portato a riflettere sul sacrificio e sulla fede.

Quello che mi ha davvero affascinato è stato vedere come Michelangelo abbia inserito due suoi autoritratti nei dipinti. Piuttosto che distrarre, questo piccolo gesto sembrava quasi un invito personale: uno sguardo discreto dell’artista che ci guida a osservare Paolo, a sentire la sua santità e a percepire, in qualche modo, la presenza di chi ha creato quell’arte così intensa. In quel silenzio della cappella, mi sono sentita vicina alla spiritualità del luogo, quasi partecipando anch’io a quel momento di devozione e riflessione.

Dopo esserci soffermati a riflettere sulla profondità e sull’intensità di queste due scene, ci siamo poi diretti verso la Cappella Sistina.

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Cappella Sistina 

Arrivati all’interno della Cappella Sistina, siamo rimasti tutti stupefatti: io, in particolare, sono stata davvero sorpresa nel poter finalmente osservare da vicino il capolavoro di Michelangelo, un maestro che ammiro profondamente. Ci siamo subito soffermati sul Giudizio Universale e sul suo significato: i demoni che trascinano le anime verso l’inferno, gli angeli che cercano di sollevare i giusti in paradiso, e la figura centrale di Cristo, che osserva dall’alto l’intero dramma umano con uno sguardo severo e insieme compassionevole.

Poi ci siamo concentrati sul dipinto più famoso: la Creazione di Adamo, in cui la mano di Dio si protende verso quella di Adamo senza mai toccarla. Questo gesto delicato e sospeso è di una forza straordinaria: sembra ricordarci che l’uomo, pur amato e guidato dal Creatore, non raggiunge mai la perfezione divina, eppure è proprio in questa distanza che nasce la sua potenzialità e bellezza.

Un dettaglio curioso che ci ha affascinati è la figura dietro Dio, sagomata come un cervello: un piccolo, geniale indizio che Dio è la mente che governa tutto, l’origine di ogni pensiero e di ogni ordine nell’universo. In quel momento, tra colori e forme, ho sentito come se la Cappella stessa raccontasse non solo la storia dell’uomo e del divino, ma anche la forza infinita della creatività e dell’immaginazione umana.

Terrazza panoramica su Roma 

Dopo queste suggestive visioni, abbiamo fatto una breve pausa prima di lasciare il luogo, salendo su una terrazza con vista su tutta la Piazza di San Pietro. Lo sguardo si perdeva tra le forme architettoniche e i giochi di luce: una vista davvero meravigliosa e stupefacente.

Qui, ancora una volta, abbiamo visto gli uccelli migratori: le loro evoluzioni leggere e sinuose nel cielo sembravano accompagnare silenziosamente la conclusione del nostro viaggio, come piccoli messaggeri di un cammino ormai vicino alla sua fine. Dopo aver ammirato un’ultima volta il panorama e la grandiosa bellezza della piazza vaticana, abbiamo ringraziato Marko per averci guidati in questa esperienza straordinaria, così intensa e irripetibile, che resterà a lungo nella memoria.

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Mostra dei 100 presepi (18:00) 

Siamo poi tornati nella Piazza di San Pietro per riunirci con gli altri compagni, e insieme abbiamo visitato la mostra dei 100 presepi in Vaticano: una splendida esposizione che raccoglieva presepi dei più svariati stili, culture e nazionalità, ciascuno esprimendo in modo unico creatività e devozione.

Cena a Trastevere (Da Ivo) (19:30 – 20:30) 

Tornati sui nostri passi e lasciata la Città del Vaticano, ci siamo riuniti tutti a cena a Trastevere, al ristorante Da Ivo, per poi rientrare dalle suore e riposarci in vista dell’ultimo giorno di questo viaggio.

GIORNO 4 

Ci siamo svegliati alle 9 e, dopo aver fatto colazione, abbiamo preparato le valigie per poi dirigerci alle ultime tappe prestabilite.

Visita alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme (10:20) 

Per prima ci siamo fermati alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme che è stata davvero affascinante da visitare. Mi ha colpito molto vedere da vicino il telo di Gesù e le reliquie dorate, così come ciò che è rimasto della Croce: è incredibile pensare alla storia e alla devozione che si nascondono dietro questi oggetti, quasi come se ogni dettaglio raccontasse un pezzo di passato.

La chiesa in sé è davvero interessante, con le sue diverse stanze, ognuna ricca di storia e arte sacra, che ti fanno sentire immersi in secoli di fede e tradizione. La visita è stata resa ancora più speciale dall’opportunità di ammirare dei presepi davvero unici: alcuni realizzati da un dottore come hobby, così curati nei dettagli da sembrare quasi vivi, e uno proveniente direttamente da Napoli, che porta con sé tutta la magia e la tradizione del Natale partenopeo. Successivamente, ci siamo diretti verso la Scala Santa, uno dei luoghi più suggestivi di Roma.

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Scala Santa 

Mi ha colpito profondamente vedere le persone che salivano i gradini inginocchiate, mostrando una devozione così intensa: osservare questo gesto mi ha fatto riflettere sulla forza della fede e sul rispetto che si porta al culto.

Noi abbiamo salito la scala in parte a piedi, ma ci siamo soffermati con attenzione davanti all’altare dove è esposto Gesù Cristo in croce. È stato un momento di silenzio e contemplazione, che mi ha permesso di percepire l’intensità spirituale del luogo. Dopo un po’, ci siamo incamminati verso l’uscita, portando con noi la suggestione di questa visita.

La tappa successiva era la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio.

Santo Stefano Rotondo 

La Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio è un edificio affascinante, noto per la sua pianta circolare unica, che lo distingue dalle altre chiese di Roma. Ciò che mi ha colpito maggiormente è sapere che originariamente era un tempio pagano e che, nel corso dei secoli, è stato trasformato in una basilica cristiana. Questo passaggio da luogo di culto pagano a cristiano rende l’edificio un vero e proprio testimone della storia e della trasformazione religiosa della città. All’interno, la disposizione degli spazi e le decorazioni, tra cui affreschi e mosaici, raccontano secoli di fede e cultura, creando un’atmosfera che mescola storia, arte e spiritualità. Dopodiché abbiamo visitato altre basiliche come Santi Giovanni e Paolo al Celio per poi arrivare al Circo Massimo.

Circo Massimo (12:30) 

Il Circo Massimo era l’enorme stadio romano dedicato alle corse dei carri, capace di ospitare centinaia di migliaia di spettatori. Mi ha interessato molto visitarlo: è davvero un peccato che nel corso dei secoli sia rimasto così poco dell’originaria struttura, ma l’immaginazione aiuta molto. Pensare che in quel luogo una miriade di cocchi e cavalieri si sfidassero in spettacolari corse è davvero impressionante.

Piazza con bancarelle e pranzo (13:30) 

Ci siamo poi fermati in Piazza Navona per ammirare la splendida Fontana dei Quattro Fiumi. Dopo aver pranzato, ci siamo divertiti alle giostre presenti in piazza, con i più disparati intrattenimenti, e alcuni di noi sono anche riusciti a vincere dei premi!

Abbiamo continuato le nostre visite ad altri luoghi emblematici di Roma: oltre al Circo Massimo, abbiamo visto la magnifica Fontana di Trevi e il maestoso Pantheon di Agrippa.

Fontana di Trevi (15:30) 

Ci siamo quindi incamminati verso la magnifica Fontana di Trevi, famosa per la sua incredibile scenografia barocca e per la statua centrale di Oceano che domina le acque. È davvero suggestivo lanciare una monetina nella fontana, pensando di poter tornare un giorno a Roma, e osservare tutti i dettagli delle figure e dei cavalli marini che sembrano prendere vita.

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Pantheon di agrippa (16:00) 

Infine, siamo stati al maestoso Pantheon di Agrippa, uno degli edifici meglio conservati dell’antica Roma. Purtroppo non siamo riusciti a entrare a causa della lunga fila, ma possiamo solo immaginare la bellezza della sua imponente cupola con l’oculo centrale, che deve lasciare senza fiato e creare un gioco di luce unico all’interno. L’armonia delle proporzioni e della struttura ci ha davvero impressionati. È incredibile pensare che un edificio costruito oltre duemila anni fa continui a stupire chiunque lo visiti.

Rientro in treno (19:25 – arrivo 23:15) 

Siamo poi ritornati verso le suore Pallottine, ringraziandole più volte per la loro calorosa ospitalità e riprendendo le nostre valigie; verso le 19:30 eravamo già sul treno per tornare a casa. Questo viaggio ha lasciato un segno speciale in ognuno di noi: ci siamo arricchiti interiormente e, forse, anche noi abbiamo lasciato qualcosa in questa grande città, segnata dai secoli da bellezze e opere d’arte straordinarie. Il nostro viaggio a Roma finisce qui, ma il cammino spirituale e personale di ciascuno di noi continua a svilupparsi. Mi sento profondamente arricchita da questa esperienza: mi ha donato emozioni uniche e ha rafforzato il legame tra compagni di classe e professori. Sono sicura che ognuno di noi porterà nel cuore questa magnifica avventura, come un ricordo prezioso da custodire per sempre.

Valentina Corradi 4^D

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