I Ragazzi del Giglio: dove il sipario non si chiude mai

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Sabato 4 febbraio 2023 il gruppo teatrale “I Ragazzi del Giglio” ha debuttato al Teatro Italia per l’iis Cerebotani, una collaborazione iniziata nel 2023 che continua tutt’ora è diventata nel 2026 progetto didattico.

Ma chi sono i Ragazzi del Giglio? 

La compagnia dei Ragazzi del Giglio nasce nel 2017 da una parte del gruppo adolescenti della parrocchia di Pozzolengo, sono ragazzi dai 14 ai 20 anni che mettono in scena storie di personaggi di grandi valori come i ragazzi della Rosa Bianca, un gruppo composto da 5 studenti e un professore universitario che insieme praticavano una resistenza non violenta al nazismo; Don Pino Puglisi un sacerdote palermitano che grazie all’educazione sottraeva ragazzi dalla criminalità organizzata; San Pier Giorgio Frassati un ragazzo di grande fede passato alla storia per gli atti di estrema carità verso i più bisognosi ed infine Carlo Acutis.

Il più grande successo del gruppo fino ad oggi: Carlo Acutis  

8 tappe: Pozzolengo, Desenzano, Lonato con due date, Verona, Varese e infine Milano con due date una nella  parrocchia locale e una, la più importante nella scuola che ha frequentato Carlo. Qui abbiamo avuto la possibilità di presentare la nostra interpretazione della sua figura e di parlare con il suo professore di religione e il suo “tato” che  ci hanno raccontato chi era, cosa faceva e come si comportava nei confronti dei più bisognosi e di come il giorno al suo funerale parteciparono tantissime persone e di come il profumo dei fiori che erano stati portati in casa restò per  giorni, e pure il suo banco a scuola rimase inalterato come simbolo di rispetto per tutto ciò che ha fatto nella vita.

Dalla proposta al palco 

Tutto questo è nato da una proposta scherzosa del professor Quaini ad un suo studente che faceva parte del gruppo teatrale e gli propose di mostrare ai suoi compagni ciò che faceva dando vita a questo progetto scolastico che ha luogo nel Teatro Italia nei primi mesi dell’anno. Ma tutto ciò che sembrava un piccolo progetto dilettevole formato da 7 ragazzi, la regista e suo marito che si occupava di luci e microfoni è diventato un bel gruppo da 26 attori e altrettanti adulti che ogni anno con la fine della scuola e l’arrivo dell’estate preparano un nuovo spettacolo sperando sempre di fare nuove amicizie e trasmettere al pubblico la storia di chi ha dato la vita per qualcosa di più grande la storia di chi guadando il mondo oggi capì che “tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie.”

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Ma ora lasciamo la parola ad alcuni dei nostri ragazzi: 

Marta: Ero molto timida ed estremamente spaventata  del palco ma ho imparato ad aprirmi a nuove esperienze, sono cambiata ho imparato a gestire l’ansia e ho capito che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.

Giulia: Mi sembrava di sentire “Un Qualcuno” accanto a me non di fisico ma una presenza spirituale che ci aiutava sul palco.

Paola: Prima del teatro la mia vita era tutta organizzata a blocchi ma ho imparato ad aprirmi a nuove esperienze anche meno programmate, ho “imparato a vivere”  formando nuove amicizie e legami.

Riccardo: Ho imparato nuovi termini e ho anche fatto nuove amicizie con persone con cui non avrei mai pensato di andare d’accordo.

In conclusione ci terrei a ringraziare gli studenti dell’iis che ogni anno ci danno la possibilità di esibirci davanti ad  un pubblico numeroso e con quella fantastica esuberanza tipica dell’adolescenza, ridendo alle battute, applaudendo  e facendosi sentire che potrebbe sembrare fastidioso ma quando sei sul palco e il pubblico ride per le tua battute ti  si scalda il cuore.

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Bignotti Camilla

 




Dentro Canton Mombello: cosa abbiamo visto davvero

Visita al carcere di Canton Mombello

Accompagnati dai professori Marchione Domenico e Guerra Mauro e dalle professoresse Beatrice Spallinger e Miria Dalzovo, noi studenti della classe 5M dell’ITIS di Lonato abbiamo avuto l’opportunità di visitare il carcere di Canton Mombello a Brescia.

Non si è trattato di una semplice uscita didattica, ma di un’esperienza intensa che ci ha messo di fronte a una realtà spesso ignorata o raccontata solo superficialmente. Entrare in un carcere significa confrontarsi con storie difficili, con errori, ma anche con tentativi concreti di ricominciare.Screenshot 2026-05-01 002613

L’emergenza del sovraffollamento

Uno degli aspetti che ci ha colpito maggiormente è stato il problema del sovraffollamento: i detenuti sono più di quanti la struttura possa realmente ospitare. Questa situazione crea difficoltà nella gestione quotidiana, negli spazi e nelle attività, rendendo la vita in carcere più complessa sia per chi è detenuto sia per chi ci lavora.

Oltre le sbarre: scuola e lavoro

Nonostante queste criticità, abbiamo osservato anche la presenza di opportunità importanti. All’interno del carcere è attiva una scuola, che consente ai detenuti di continuare a studiare. Questo non rappresenta solo un modo per occupare il tempo, ma una reale possibilità di crescita personale e di reinserimento nella società.

Sono presenti anche attività lavorative che permettono di imparare un mestiere e sviluppare un senso di responsabilità. Accanto a queste, esistono percorsi di recupero dalle dipendenze, fondamentali per chi ha avuto problemi legati a droghe o ad altre forme di dipendenza.

Questi programmi dimostrano che il carcere non è soltanto un luogo di punizione, ma può diventare anche uno spazio di cambiamento e di ricostruzione personale.

La voce dei detenuti

Un elemento che ci ha colpito positivamente è il giornalino del carcere, scritto direttamente dai detenuti. Attraverso questo strumento possono raccontare le proprie esperienze, esprimere pensieri e mantenere un contatto, anche se indiretto, con il mondo esterno. È un modo concreto per dare voce a chi spesso non ne ha.

La parte più significativa della visita è stata l’incontro diretto con alcuni detenuti. Abbiamo avuto modo di ascoltare le loro storie, parlare apertamente dei loro errori e delle loro esperienze, comprese quelle legate alle dipendenze.

Le loro testimonianze ci hanno fatto riflettere profondamente sulle conseguenze delle scelte sbagliate, ma anche sulla possibilità di cambiare e migliorarsi.

Conclusioni

Questa esperienza ci ha lasciato molto su cui riflettere. Abbiamo compreso che dietro ogni persona detenuta esiste una storia complessa e che il carcere, pur con tutti i suoi limiti, può offrire strumenti concreti per ricominciare.

Non è stata soltanto una visita, ma una vera e propria lezione di vita che difficilmente dimenticheremo.

Studenti: Nodari Matteo, Pinto Simone – 5M



Uscita didattica a Riva del Garda – 10 Aprile 2026

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Nella giornata di venerdì 10 Aprile, le classi 4K e 4CL del nostro Istituto hanno partecipato ad un’uscita didattica a Riva del Garda.
Nel corso della mattinata, è stata visitata la Centrale Idroelettrica di Riva del Garda, gestita dal gruppo ‘’Dolomiti Hydrotour’’, accompagnati da due guide esperte che ci hanno mostrato gli ambienti della centrale e spiegato il loro funzionamento.
La Centrale Idroelettrica, fu progettata dall’architetto Giancarlo Maroni, lo stesso che collaborò alla realizzazione del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, ultima dimora del poeta Gabriele D’annunzio.
La centrale venne costruita alla fine degli anni Venti ed infine inaugurata nel 1929, in presenza del Vate, il quale pur ritiratosi ebbe un ruolo molto importante nella vita storico-culturale del nostro Paese e di alcune zone del Lago di Garda.

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Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, l’impianto è stato aggiornato e modernizzato all’interno, per migliorare l’efficienza e la sicurezza, sostituendo le condotte forzate esterne che scendevano a ridosso della montagna con una condotta interna alla parete rocciosa che funge sia da opera di captazione che di pompaggio dell’acqua.
Esternamente, è stato conservato come in origine, rimanendo una fonte importante di energia rinnovabile per il territorio.
Lo stile architettonico della Centrale appartiene all’epoca fascista con la sua grandezza e imponenza, questo si nota anche dal quantitativo notevole di marmo utilizzato per l’edificazione delle facciate.
Le classi sono state divise in gruppi e, durante la visita, è stato approfondito il funzionamento dell’impianto, che sfrutta un salto idraulico di 583 metri, tra il Lago di
Ledro e il Lago di Garda.
La centrale utilizza 3 turbine Pelton ad asse orizzontale, collegate ad alternatori per trasformare l’energia cinetica dell’acqua in energia elettrica.
È stato inoltre spiegato che l’acqua viene convogliata attraverso condotte forzate che hanno una portata massima di 12 mc/s. Gli studenti hanno potuto visitare i ‘’tunnel’’
sotterranei e vedere le condotte, della dimensione di circa 2 metri.
L’impianto, in funzione dal 1929, produce una energia elettrica rinnovabile annua di circa 100 GWh, distribuita sulla rete elettrica nazionale. Le classi hanno anche visitato i luoghi dove un tempo risiedevano i sistemi di regolazione e controllo, come le valvole e i quadri elettrici che permettevano il funzionamento dell’intero impianto, oggi controllato da remoto dalla Centrale operativa di Trento.

La visita si è conclusa con delle attività multimediali e con modellini, in modo da immedesimare gli studenti nel ruolo di ‘’tecnici di centrale’’ e capire meglio i principi
idraulici.
Nel corso del pomeriggio, dopo il pranzo, ognuno ha potuto visitare il paese in autonomia, conoscendo meglio la storia di questa importante città trentina, prima di
rientrare verso l’IIS Cerebotani.
La visita è stata un’importante occasione per approfondire quanto studiato tra i banchi e vederlo realizzato in un’opera reale e per passare una giornata piacevole tra compagni.

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Susio Davide e Matteo Carnaghi 4CL e gli studenti della 4K




Studenti Italiani alla Conquista di Dublino: il Successo del Progetto tra Cultura e Intelligenza Artificiale

Immagine 2026-04-17 203820Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo l’esperienza formativa del gruppo “Cerebotani”, composto da 15 studenti delle classi quinte, che hanno vissuto un’intensa settimana di immersione totale a Dublino. Il progetto, coordinato dalla ATC Language Schools tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, ha saputo unire la scoperta del patrimonio storico irlandese alle sfide tecnologiche più attuali.

Un Viaggio nel Tempo tra i Musei della Capitale 

Il percorso dei ragazzi è stato un vero e proprio itinerario culturale attraverso i luoghi simbolo della città. Accompagnati dalle docenti Prof.ssa Alessandra Belleggia e Prof.ssa Orietta Lancellotti e dalle guide ATC, gli studenti hanno esplorato Dublino partendo dal cuore pulsante di South King Street per poi dedicarsi alla visita dei più importanti poli museali.

Il gruppo ha avuto l’occasione di ammirare i capolavori della National Gallery of Ireland e di approfondire la storia antica presso il Museo Nazionale di Archeologia in Kildare Street. Non sono mancati momenti dedicati all’arte moderna presso l’IMMA e alla preziosa collezione della Chester Beatty Library all’interno del Castello di Dublino. Una delle giornate più memorabili è stata senza dubbio l’escursione a Howth, dove i ragazzi hanno affrontato la camminata panoramica sulle scogliere fino al faro di Baily, immergendosi nella natura incontaminata della costa irlandese.

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L’Innovazione Digitale: Il Podcast sulla AI 

Il cuore didattico del programma si è svolto presso la sede di South William Street, dove gli studenti hanno frequentato un corso d’avanguardia su “AI & Digital Literacy for Teenagers”. Durante le 15 ore di lezione, i partecipanti hanno analizzato i meccanismi dell’intelligenza artificiale, discutendone le implicazioni etiche e sociali.

Il risultato tangibile di questo studio è stato la realizzazione di un Podcast originale, creato interamente dagli studenti. Questo progetto ha permesso loro di sperimentare nuove forme di comunicazione digitale, culminando in un prestigioso incontro presso la Camera di Commercio Italo-Irlandese, dove hanno presentato il frutto del loro lavoro in un contesto professionale e internazionale.

Un’Esperienza di Vita in Famiglia 

Oltre agli impegni accademici, i giovani hanno vissuto la quotidianità dublinese ospiti di famiglie locali. Questa scelta ha richiesto spirito di adattamento e rispetto delle regole, ma ha permesso un miglioramento linguistico straordinario e un legame umano profondo con la comunità ospitante.

I ragazzi rientrano in Italia con un bagaglio arricchito non solo da nuove competenze tecnologiche e linguistiche, ma anche da ricordi indelebili di una città che li ha accolti con calore e stimoli costanti.

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Luca Roberti

 




IL VITTORIALE degli ITALIANI

IMG-20251030-WA0009L’11 aprile la nostra classe, la 5^B, ha vissuto una giornata fuori dal comune  visitando il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Appena varcati i cancelli  della cittadella monumentale di Gabriele d’Annunzio, l’emozione alle stelle: ci  siamo subito divisi in due gruppi e il mio ha iniziato il percorso proprio dalla  Prioria, la casa-museo dove il Vate ha trascorso i suoi ultimi anni.

L’ingresso ci ha proiettato immediatamente nel suo mondo eccentrico. La casa è  divisa da due corridoi: uno, con il soffitto basso e scuro, era destinato agli ospiti  non graditi o “profani”, mentre l’altro era per gli amici intimi. È stato affascinante  scoprire come d’Annunzio usasse l’architettura per filtrare i rapporti umani.  Proseguendo, siamo rimasti colpiti dalla Stanza del Mascherai, dove Mussolini fu  costretto ad attendere il poeta per ore. D’Annunzio, per nulla intimorito dal potere  politico, aveva fatto installare uno specchio con un’iscrizione sopra che recita: “Al  visitatore: Teco porti lo specchio di Narciso? Questo è quel vetro ove si vede il vero. Se guardi  il tuo viso, guarda che non ti veda il tuo pensiero”, che in Italiano moderno sarebbe: “Al  visitatore: porti con te lo specchio di Narciso? Questo è il vetro dove si vede la verità. Se guardi  il tuo volto, fa’ attenzione che il tuo stesso pensiero non ti veda (per quello che sei realmente) “. L’intento del Vate era provocatorio: era un modo per dire a Mussolini, mentre  lo faceva attendere ore in quella stanza: “Puoi ingannare il mondo con la tua  immagine, ma qui, davanti a questo specchio, non puoi nascondere la verità a  te stesso”.

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La cosa che più mi ha lasciato a bocca aperta è l’incredibile quantità di oggetti: d’Annunzio era un accumulatore seriale di bellezza. La casa è letteralmente  saturata da un accumulo incredibile di oggetti: migliaia di libri, calchi in gesso,  stoffe orientali e preziosi vetri di Murano riempiono ogni centimetro disponibile.  Ciò che rende tutto ancora più magico e misterioso è la luce offuscata, una  penombra quasi totale che addolcisce i contorni di questa enorme collezione.  Questa scelta non era solo estetica, ma dettata da una necessità fisica: a causa di  un grave incidente aereo, il Vate soffriva di una forte fotofobia che lo costringeva  a vivere in ambienti oscurati. Questa semioscurità, filtrata da vetrate artistiche e  tendaggi pesanti, trasforma la dimora in un labirinto di riflessi e ombre, dove gli  artefatti sembrano prendere vita. Questa saturazione non era solo estetica, ma  rifletteva la sua ossessione di “fare della propria vita un’opera d’arte”, conservando  ogni possibile frammento di esperienza.

Un momento davvero suggestivo della visita è stato l’approfondimento sulla sua  spiritualità. Ci hanno spiegato che d’Annunzio non seguiva una sola fede, ma le  praticava e le mescolava tutte in una sorta di religione personale. Nella Stanza  delle Reliquie questo sincretismo è evidente: convivono icone cristiane, idoli  orientali e simboli pagani. Il cuore di questa stanza è però l’altare centrale, dove non si trova un crocifisso, ma un manubrio rotto e deformato. Si tratta del volante  del motoscafo del suo amico Sir Henry Segrave, morto in un incidente durante un  record di velocità. Per d’Annunzio quella era la “Reliquia della Velocità”, il  simbolo della sfida umana contro il limite, elevata a oggetto sacro.

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Dopo la casa siamo usciti nel giardino e siamo saliti sulla Nave Puglia, che è forse  la cosa più impressionante di tutto il posto. È la prua di una nave vera della Prima  Guerra Mondiale che è stata letteralmente incastrata nella collina. In parole  povere, quando la nave doveva essere demolita, d’Annunzio l’ha chiesta in regalo  e l’ha fatta portare lì pezzo per pezzo per ricordare le imprese dei marinai. Salire  sul ponte della nave e vedere il Lago di Garda da lassù è stato davvero incredibile. Infine siamo saliti fino al Mausoleo, dove d’Annunzio è sepolto.

Mi ha colpito molto riflettere sul fatto che d’Annunzio abbia deciso di donare tutto  questo immenso complesso monumentale all’Italia e al popolo italiano: non è stata  solo la reggia isolata di un esteta, ma un atto di amore estremo verso la nazione,  un testamento di pietra offerto con generosità a tutti noi affinché la sua visione non  andasse perduta. Questa visita mi ha segnato nel profondo; mi sono sentita quasi  sopraffatta da una personalità così straripante, eppure sono uscita dai cancelli con  una consapevolezza nuova: vedere dal vivo come un uomo sia riuscito a scolpire i  propri ideali nella roccia mi ha fatto sentire parte di una storia comune, rendendo  quella che doveva essere una gita scolastica un vero e proprio incontro con  l’immortalità.

Silvestri Moran 5B




Convegno presso istituto Tartaglia Olivieri e attività ricreativa allo ZERO-GRAVITY di Bergamo

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Il giorno 26 marzo 2026, le classi 2E, 2F, 2Y, hanno partecipato a un convegno presso l’ I.I.S. “Tartaglia Olivieri” di Brescia, riguardante l’inquinamento e lo spreco.
La conferenza è iniziata con l’intervento di cinque relatori e poi si sono susseguite diverse scuole, provenienti dalla provincia di Brescia, le quali hanno espresso le loro idee mediante una presentazione riguardanti le tematiche di inquinamento e spreco ambientale.

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In rappresentanza della nostra scuola la prima classe ad intervenire è stata la 2F. Gli alunni Alberto, Federico, Leonardo, Giovanni, Alessio e Mirco hanno fatto una mostra virtuale con delle immagini riguardanti le tematiche della conferenza e infine hanno proposto alcune soluzioni a questo problema.
Tra queste, una è stata la Merenda sostenibile. La 2Y ha parlato di questo progetto fatto in classe con la presenza di Caterina Fasser. Infine la 2E ha portato alcuni esempi di merende come una crostata e biscotti al cocco.
In seguito, il pomeriggio ci siamo recati allo ZERO-GRAVITY di Stezzano (BG), situato presso il centro commerciale “Le due torri”, un enorme parco trampolino e centro sportivo dedicati ad attività acrobatiche, freestyle e parkour. È possibile saltare su tappeti elastici, fare acrobazie nelle vasche di gommapiuma, praticare basket acrobatico, percorsi ninja, arrampicate e tessuti aerei.

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Luigi Ongis e Alberto Tonni – 2ªF




Rivoli Veronese: le 6 pale eoliche

Il 2 marzo 2026 noi alunni delle classi 3^F, 3^CH e 3^E abbiamo visitato la centrale eolica AGSM situata a Rivoli Veronese, sul Monte Mesa.

L’impianto è costituito da sei pale eoliche con un’altezza del tronco di circa 80 metri e un diametro delle pale di 92 metri. Si tratta di dimensioni che oggi possono sembrare ridotte rispetto agli impianti eolici più moderni, ma che rappresentano comunque una produzione significativa di energia rinnovabile.

Durante la visita abbiamo potuto conoscere le principali caratteristiche tecniche dell’impianto: il funzionamento delle pale, il modo in cui il vento viene trasformato in energia elettrica e la potenza complessiva prodotta dalla centrale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.39

Energia e biodiversità

Oltre agli aspetti tecnici, abbiamo affrontato anche un tema molto importante: quello della biodiversità.

L’energia eolica è una fonte rinnovabile e pulita, ma la costruzione degli impianti può comunque avere un impatto sull’ambiente naturale. Sul Monte Mesa convivono infatti due ambienti molto diversi tra loro: il bosco, ricco di animali e insetti che dipendono dagli alberi per sopravvivere, e il prato arido, naturalmente povero di vegetazione e di specie animali.

Per ridurre l’impatto sull’ecosistema, AGSM ha scelto di installare le pale proprio sul prato arido, riuscendo così a produrre energia pulita senza danneggiare l’ambiente più fragile del monte.

La compagnia ha inoltre in programma di sostituire gli impianti più vecchi con soltanto due nuove turbine, capaci però di produrre il doppio della potenza. Questo permetterà di ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e allo stesso tempo aumentare la produzione di energia.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.28.17

Santuario Madonna della Corona

Dopo la visita alla centrale eolica sul Monte Mesa, la nostra giornata non era ancora terminata. Nel pomeriggio ci siamo spostati verso il piccolo paese di Spiazzi per visitare il suggestivo Santuario Madonna della Corona.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_24

Questo santuario è uno dei luoghi più particolari della zona perché sembra quasi incastonato nella roccia del Monte Baldo. Arrivati a Spiazzi, abbiamo percorso a piedi il tratto finale che porta al santuario, scendendo lungo una strada panoramica dalla quale si poteva ammirare una vista spettacolare sulla valle sottostante.

Il santuario colpisce subito per la sua posizione: è costruito direttamente contro la parete rocciosa, a centinaia di metri sopra la valle dell’Adige. Questo lo rende non solo un luogo religioso molto importante, ma anche una meta molto visitata da turisti ed escursionisti.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.53

Durante la visita abbiamo osservato l’architettura della chiesa e scoperto alcuni aspetti della sua storia. Il santuario ha origini molto antiche e nel corso dei secoli è stato ampliato e ristrutturato più volte fino ad assumere l’aspetto attuale.WhatsApp Image 2026-03-13 at 15.27.37

All’interno si respira un’atmosfera molto silenziosa e suggestiva, che invita alla riflessione. È un esempio di opera umana costruita per fede, dove ciò che conta non è soltanto il viaggio ma la destinazione e il significato che ognuno attribuisce al proprio percorso.

Natura, tecnologia e spiritualità

La posizione del santuario permette anche di riflettere sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale. Proprio come abbiamo visto al mattino con la centrale eolica, anche qui il paesaggio gioca un ruolo fondamentale: le montagne, la roccia e la valle creano un contesto unico che rende questo luogo particolarmente suggestivo.

Questa seconda tappa ha concluso la nostra uscita didattica. È stata una giornata molto interessante perché ci ha permesso di osservare due realtà molto diverse: da una parte la produzione di energia rinnovabile e le questioni ambientali, dall’altra un luogo storico e spirituale immerso nella natura.Articolo giornalino gita scolastica - 02_03_2026.pdf and 4 more pages - Personal - Microsoft​ Edge 14_03_2026 17_34_05

Studenti: Cutrona Gabriel e Nastasa Alexandru 3F



In pista verso la SEL3C4RS 2026

sel3c4rs2026-1La mobilità elettrica continua a rappresentare una delle sfide più attuali per un futuro sostenibile. La SEL3C4RS 2026 è una gara nazionale dedicata allo sviluppo di veicoli elettrici radiocomandati, progettati e costruiti dagli studenti. L’edizione di quest’anno si terrà dal 4 al 6 marzo 2026 a Rimini, all’interno della fiera “KEY – The Energy Transition Expo”.

Durante l’evento le squadre affronteranno verifiche tecniche, prove in pista, slalom, gare endurance e valutazioni su design ed ecosostenibilità. La competizione premia non solo le prestazioni in pista, ma anche l’innovazione progettuale e l’efficienza energetica.
Noi siamo la squadra Cerebotani Racing Team (C.R.T.) e rappresenteremo il nostro istituto in questa gara. Per arrivare preparati a questa sfida, ci siamo impegnati a fondo nella costruzione della nostra macchinina. Il motore, fornito dagli organizzatori, è stato il punto di partenza attorno al quale abbiamo sviluppato l’intero progetto.
Abbiamo lavorato sulla parte elettronica, realizzando alcune schede interne e implementandone altre già esistenti, tra cui quella dedicata alla trasmissione tra la
macchinina e il telecomando da noi progettato e costruito, sviluppando anche il software che ne gestisce la comunicazione.
Ci siamo poi dedicati alla progettazione meccanica, disegnando e stampando in 3D diversi componenti e curando con attenzione la carrozzeria, con l’obiettivo di unire funzionalità ed estetica.
In questa foto si vede il nostro gruppo insieme ai nostri professori: dietro il progetto ci sono impegno, collaborazione e tante ore di lavoro condiviso. Siamo fiduciosi che la preparazione e la determinazione dimostrate finora porteranno a un buon risultato.

Un ruolo importante nel nostro percorso lo ha avuto la R.M.B., realtà del territorio attiva nel settore del recupero e della valorizzazione dei materiali. Oltre a rappresentare un punto di riferimento a livello industriale, la RMB ci ha offerto un significativo contributo economico per sostenere le spese della squadra, permettendoci di affrontare la competizione con maggiore serenità. Con grande generosità, ci ha inoltre fornito cappellini, T-shirt e felpe personalizzate, oltre a una sacca contenente un diario personale e un astuccio con articoli di cartoleria.
Questa esperienza va oltre la gara: è un’occasione concreta di crescita personale e professionale, fatta di collaborazione, problem solving e competenze STEM messe in
pratica.
Un’esperienza che non è solo competizione, ma un vero percorso di crescita: perché, come ricorda Paulo Coelho, ciò che è estremamente complicato…innamora.

Valentina Corradi 4D

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Anche il Giornale di Brescia parla di noi:

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Scuola ad alta quota: diario di una settimana bianca

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Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul viaggio tra le montagne dell’Aprica 2025/2026.

Durante la settimana bianca all’Aprica, gli studenti, accompagnati dai loro professori, sono stati suddivisi in due gruppi per garantire una migliore gestione dei tempi e delle attività.

I due turni si sono avvicendati secondo questo calendario:
Gruppo 1 (3ªD, 3ªF, 3ªB, 3ªK): dall’11/02/2026 al 14/02/2026.
Gruppo 2 (3ªE, 3ªA, 3ªCH, 4ªA): dal 14/02/2026 al 17/02/2026.
Per entrambi i gruppi, la partenza in bus è avvenuta alle 6:50 con arrivo previsto per le 9:30. Dopo un viaggio che è parso infinito, ma allietato dalla vista delle cime innevate, gli alunni sono giunti all’Hotel Torena. Una volta depositati i bagagli, i ragazzi si sono subito preparati per il loro primo giorno da sogno sulla neve.

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Sci e divertimento sulle piste

Gli studenti sono stati suddivisi in gruppi seguiti dai maestri di sci, scelti in base al livello di esperienza e alla bravura. La curva di apprendimento è stata estremamente positiva per la maggior parte dei partecipanti.
La routine di ogni giornata prevede, dopo la colazione in hotel, il trasferimento con la navetta verso i “campetti”, una zona riservata ai principianti e a chi desiderava affinare la propria tecnica sotto la guida dei maestri. Nel pomeriggio, invece, gli alunni hanno potuto sciare in autonomia, sempre sotto la costante supervisione dei professori.
Il vero “Must Do” della settimana è stata la pista Superpanoramica del Baradello: con i suoi 6,5 chilometri, è la pista blu più lunga d’Europa. Una discesa mozzafiato che ha lasciato tutti a bocca aperta, anche dopo averla percorsa più volte.

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Abbiamo avuto la preziosa possibilità di visitare il Museo degli Sci dell’ Aprica , dove con una guida apposita , hanno oltrepassato tutti i capitoli storici e culturali dello sport.

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Vita di gruppo e sapori locali

Le faticose ma divertenti giornate si concludevano verso le 17:30, in coincidenza con la chiusura degli impianti. In albergo, ogni sera, la cena offriva una selezione di piatti sempre diversi. Tra i più apprezzati spiccano senza dubbio i pizzoccheri della valtellina, piatto tipico della zona e vera prelibatezza montanara che ha conquistato il palato di tutti.

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Molto più di un corso di sci

Questo viaggio non ha rappresentato solo l’occasione per imparare a sciare — un’esperienza nuova e bellissima per molti — ma è stato soprattutto un importante momento di socializzazione. Le diverse classi hanno stretto nuove amicizie durante le giornate sugli sci e le uscite serali , creando insieme ai docenti una splendida atmosfera, quasi come in una grande famiglia.

Ilija Mirkovic, 3ªE

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Gita a Bolzano






Il 18 dicembre 2025 noi studenti della classe 2ªF, insieme alla classe 1Q, abbiamo partecipato a una gita scolastica a Bolzano, un’esperienza che ha unito la scoperta del territorio, la cultura e momenti di condivisione.

Siamo partiti intorno alle 07:50 del mattino in pullman. Il viaggio, durato circa due ore, è stato piacevole e divertente: tra musica, chiacchiere e risate, l’atmosfera era molto serena. Siamo arrivati a Bolzano verso le 09:50.

Appena arrivati abbiamo visitato i famosi mercatini di Natale di Bolzano, una tradizione locale ormai diventata meta di molti turisti durante il periodo natalizio. Grazie al tempo libero concesso dagli insegnanti, abbiamo avuto anche la possibilità di esplorare le vie della città, ammirando gli edifici storici e le tipiche case tirolesi. Le bancarelle, le luci e i profumi tipici dell’inverno hanno creato un’atmosfera suggestiva che ci ha accompagnati fino alle 13:30 circa.






Non poteva mancare la visita all’interno del meraviglioso Duomo di Bolzano, la chiesa di Santa Maria Assunta. Costruita in stile gotico, al suo interno questo stile è richiamato dagli archi a sesto acuto, dai pilastri e dalle colonne sottili, oltre che dal suo sviluppo verticale. Sui muri sono rimasti i resti dei numerosi dipinti che decoravano l’ambiente interno ed esterno della chiesa. Tutto sembra studiato per colpire il visitatore con un’atmosfera quasi spettrale e misteriosa, conducendo lo sguardo verso l’enorme crocifisso posto dietro l’altare.

Successivamente ci siamo spostati in un oratorio, già prenotato e pagato in precedenza, dove abbiamo consumato il pranzo al sacco. È stato un momento tranquillo che ci ha permesso di rilassarci e stare insieme prima di riprendere le attività.

Verso le 14:30 siamo usciti di nuovo per visitare la città. Per circa un’ora abbiamo passeggiato nel centro di Bolzano, osservando le vie principali e le piazze, per poi ritrovarci tutti in un punto stabilito.

Alle 16:00 circa abbiamo visitato il Museo Archeologico dell’Alto Adige, uno dei luoghi culturali più importanti della città. Il museo è famoso soprattutto per la presenza di Ötzi, la mummia del Similaun risalente a oltre 5.000 anni fa. All’interno abbiamo potuto osservare reperti archeologici, strumenti, abiti e ricostruzioni che raccontano la vita dell’uomo preistorico e l’evoluzione delle popolazioni alpine. La visita è stata molto interessante e istruttiva.






Intorno alle 18:00 siamo usciti dal museo e ci siamo diretti verso il pullman per il rientro. Il viaggio di ritorno è durato circa due ore e mezza e siamo arrivati a casa verso le 19:30. Anche il rientro è stato piacevole: tra musica e compagnia, il tempo è passato velocemente.

La gita a Bolzano è stata per noi un’esperienza positiva e significativa, che ci ha permesso di imparare, divertirci e rafforzare lo spirito di gruppo, lasciandoci un bellissimo ricordo.



Kalicani Noah e Lorenzo Peverada – Classe 2ªF