LeRiVe: il messaggio di vita della Fondazione Ema Pesciolinorosso

Pagina speciale – Associazioni e giovani

La Fondazione Ema Pesciolinorosso ETS nasce dal dolore e dalla volontà di trasformare una tragedia personale in un messaggio educativo rivolto ai giovani di tutta Italia. L’associazione è stata fondata da Gianpietro Ghidini in memoria del figlio Emanuele (Ema), con l’obiettivo di aiutare ragazzi, famiglie e scuole a riflettere sulle scelte quotidiane, sulla prevenzione delle dipendenze e sull’importanza dei valori.

Durante gli incontri nelle scuole, nei teatri e negli spazi pubblici, Gianpietro Ghidini racconta la storia di suo figlio e invita i ragazzi a fermarsi a pensare prima di dire “sì” a situazioni rischiose. Il dialogo diretto con gli studenti diventa così uno strumento fondamentale per parlare di responsabilità, libertà e futuro.Screenshot 2026-02-12 170332

L’accaduto: che cosa è successo, dove e quando

La fondazione nasce in seguito alla morte di Emanuele Ghidini, detto Ema, avvenuta nel 2013, quando aveva soltanto sedici anni. Il ragazzo si trovava con alcuni amici durante una serata tra coetanei, nel territorio della sua zona di residenza. In quell’occasione ha assunto una sostanza, l’LSD, e si è sentito male poco dopo.Screenshot 2026-02-12 170340

La sua scomparsa ha profondamente segnato la famiglia e, in particolare, il padre Gianpietro Ghidini, che ha deciso di trasformare questo dolore in un impegno concreto. La fondazione è stata creata proprio per questo motivo: aiutare i ragazzi a comprendere i rischi legati a scelte superficiali, alla pressione del gruppo e alla difficoltà di dire “no”, promuovendo una cultura della prevenzione e della responsabilità.

Da questo percorso nasce anche un messaggio semplice ma molto forte, racchiuso in un acronimo diventato simbolo degli incontri della fondazione: LeRiVe.Screenshot 2026-02-12 170353

Che cosa significa LeRiVe

LeRiVe è un acronimo che aiuta i ragazzi a riflettere sui valori fondamentali della vita:

  • LE – Legalità: vivere rispettando le regole, la comunità e la propria dignità.
  • RI – Rispetto: per sé stessi, per gli altri, per il proprio corpo e per le proprie scelte.
  • VE – Verità: essere sinceri con sé stessi e con le persone che ci stanno accanto.

Gianpietro invita i giovani a usare LeRiVe come una vera e propria bussola, chiedendosi ogni giorno se le proprie decisioni rispettano la legalità, il rispetto e la verità. Grazie a questo messaggio, la Fondazione Ema Pesciolinorosso continua a portare in tutta Italia una testimonianza forte, capace di trasformare il dolore in un’opportunità di crescita, consapevolezza e speranza per le nuove generazioni.Screenshot 2026-02-12 170402

Il nostro pensiero sull’incontro a scuola

Il 5 febbraio, presso la nostra scuola, l’ITIS Cerebotani di Lonato del Garda, abbiamo partecipato all’incontro con Gianpietro Ghidini. È stato un momento che ci ha colpiti profondamente, perché ci ha fatto riflettere su temi importanti come le scelte, la responsabilità e il coraggio di dire no quando è necessario.

Il messaggio di LeRiVe ci è sembrato semplice ma molto efficace, perché legalità, rispetto e verità possono davvero aiutarci nelle decisioni di ogni giorno. Questo incontro ci ha fatto capire quanto sia importante fermarci a pensare e dare valore alla nostra vita e a quella degli altri.Screenshot 2026-02-12 171914

D. Truong, E. Palvarini, A. Beladelli




TRA SCELTE, SICUREZZA E INNOVAZIONE LA NOSTRA ESPERIENZA A JOB&ORIENTA 2025

Lo scorso 28 novembre 2025 noi studenti della classe 5K, indirizzo Chimica, abbiamo partecipato alla fiera Job&Orienta, tenutasi a Veronafiere. È stata un’esperienza molto interessante e stimolante, durante la quale abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con numerose realtà legate al mondo dell’istruzione, della formazione e del lavoro, oltre a partecipare a conferenze pensate per riflettere su temi di grande attualità.Job&Orienta2025_Veronafiere_EnneviFoto_1201_700px

Un percorso tra formazione e mondo del lavoro

Appena entrati in fiera siamo stati accolti da un’ampia varietà di stand dedicati a percorsi di studio e lavoro. Abbiamo potuto:

  • Informarci sulle università e su come scegliere il percorso di studi più adatto dopo la scuola superiore;
  • Scoprire cosa offrono gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) e le opportunità di vacanze studio all’estero;
  • Approfondire attività e professioni legate alle forze dell’ordine, come Carabinieri, Polizia, Militari e Vigili del Fuoco;
  • Parlare direttamente con rappresentanti di enti e aziende presenti, che ci hanno illustrato diverse possibilità di formazione e lavoro.

Questa parte dell’evento è stata molto utile per avere un quadro generale delle opportunità che possono presentarsi una volta terminato il percorso scolastico.Job&Orienta_2025_Veronafiere_EnneviFoto_DSCF2475_700px

La sicurezza sulle strade parte dalla consapevolezza

Oltre agli stand, una delle conferenze a cui abbiamo partecipato riguardava la sicurezza stradale. Durante l’incontro, esperti nel soccorso e nella prevenzione degli incidenti ci hanno spiegato l’importanza di:

  • conoscere le principali norme e i comportamenti corretti sulla strada;
  • capire come funzionano gli interventi di soccorso in caso di incidente;
  • riflettere su quanto ognuno di noi possa fare la differenza attraverso scelte responsabili alla guida.

Il momento è stato reso ancora più coinvolgente grazie a un piccolo quiz e a domande rivolte direttamente a noi studenti, che ci hanno aiutato a comprendere quanto sia importante sviluppare una vera cultura della sicurezza, soprattutto per noi giovani che presto affronteremo la guida.3b7ed97a-d25f-48d1-8112-00f7a5da59fd (1)_700px

L’intelligenza artificiale come opportunità, non come limite

Un’altra conferenza particolarmente significativa è stata quella del Festival del Futuro, inserita all’interno di Job&Orienta e dedicata all’Intelligenza Artificiale. Il titolo dell’edizione 2025 era “Intelligenza responsabile: dall’uomo vitruviano all’uomo di silicio”, un tema che mette al centro l’uso critico e consapevole delle tecnologie del futuro.

Durante l’incontro abbiamo riflettuto su quanto l’IA possa influenzare molti aspetti della nostra vita quotidiana e professionale. Gli esperti hanno approfondito diversi argomenti, tra cui:

  • l’utilizzo dell’IA in ambito medico, per migliorare diagnosi e prevenzione;
  • il rapporto tra creatività umana e tecnologie intelligenti, e la possibilità che convivano;
  • le competenze richieste nel mondo di domani, ovvero quali “skills” saranno fondamentali per lavorare e innovare;
  • l’idea che l’intelligenza artificiale non debba sostituire l’uomo, ma diventare uno strumento per migliorare il nostro futuro.

Questi contenuti ci hanno offerto uno spunto concreto per riflettere su come tecnologia e formazione siano sempre più legate, e su quanto sia importante sviluppare competenze digitali e spirito critico per affrontare un mondo in continuo cambiamento.RS25818_Job&Orienta2023_EnneviFoto_Veronafiere_MM44513_700px

Costruire il futuro partendo dalle scelte di oggi

La visita a Job&Orienta 2025 è stata per noi una giornata di scoperta, riflessione e confronto. Tra gli stand e le conferenze abbiamo potuto conoscere realtà diverse, imparare che le scelte future richiedono informazione e consapevolezza, e comprendere che il nostro percorso scolastico rappresenta solo il primo passo verso un futuro ricco di opportunità.

È stata anche l’occasione per riflettere su cosa significhi prepararsi alla vita adulta, mettendo insieme conoscenze, responsabilità e curiosità.

Luca Roberti e Mirko Ghisleri – Classe 5K




Gita a Bolzano






Il 18 dicembre 2025 noi studenti della classe 2ªF, insieme alla classe 1Q, abbiamo partecipato a una gita scolastica a Bolzano, un’esperienza che ha unito la scoperta del territorio, la cultura e momenti di condivisione.

Siamo partiti intorno alle 07:50 del mattino in pullman. Il viaggio, durato circa due ore, è stato piacevole e divertente: tra musica, chiacchiere e risate, l’atmosfera era molto serena. Siamo arrivati a Bolzano verso le 09:50.

Appena arrivati abbiamo visitato i famosi mercatini di Natale di Bolzano, una tradizione locale ormai diventata meta di molti turisti durante il periodo natalizio. Grazie al tempo libero concesso dagli insegnanti, abbiamo avuto anche la possibilità di esplorare le vie della città, ammirando gli edifici storici e le tipiche case tirolesi. Le bancarelle, le luci e i profumi tipici dell’inverno hanno creato un’atmosfera suggestiva che ci ha accompagnati fino alle 13:30 circa.






Non poteva mancare la visita all’interno del meraviglioso Duomo di Bolzano, la chiesa di Santa Maria Assunta. Costruita in stile gotico, al suo interno questo stile è richiamato dagli archi a sesto acuto, dai pilastri e dalle colonne sottili, oltre che dal suo sviluppo verticale. Sui muri sono rimasti i resti dei numerosi dipinti che decoravano l’ambiente interno ed esterno della chiesa. Tutto sembra studiato per colpire il visitatore con un’atmosfera quasi spettrale e misteriosa, conducendo lo sguardo verso l’enorme crocifisso posto dietro l’altare.

Successivamente ci siamo spostati in un oratorio, già prenotato e pagato in precedenza, dove abbiamo consumato il pranzo al sacco. È stato un momento tranquillo che ci ha permesso di rilassarci e stare insieme prima di riprendere le attività.

Verso le 14:30 siamo usciti di nuovo per visitare la città. Per circa un’ora abbiamo passeggiato nel centro di Bolzano, osservando le vie principali e le piazze, per poi ritrovarci tutti in un punto stabilito.

Alle 16:00 circa abbiamo visitato il Museo Archeologico dell’Alto Adige, uno dei luoghi culturali più importanti della città. Il museo è famoso soprattutto per la presenza di Ötzi, la mummia del Similaun risalente a oltre 5.000 anni fa. All’interno abbiamo potuto osservare reperti archeologici, strumenti, abiti e ricostruzioni che raccontano la vita dell’uomo preistorico e l’evoluzione delle popolazioni alpine. La visita è stata molto interessante e istruttiva.






Intorno alle 18:00 siamo usciti dal museo e ci siamo diretti verso il pullman per il rientro. Il viaggio di ritorno è durato circa due ore e mezza e siamo arrivati a casa verso le 19:30. Anche il rientro è stato piacevole: tra musica e compagnia, il tempo è passato velocemente.

La gita a Bolzano è stata per noi un’esperienza positiva e significativa, che ci ha permesso di imparare, divertirci e rafforzare lo spirito di gruppo, lasciandoci un bellissimo ricordo.



Kalicani Noah e Lorenzo Peverada – Classe 2ªF




PROGETTO GIUBILEO

Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia

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Restarting the Economy | Highlights from the EoF Global Event 2025

Il racconto multimediale: rivivere l’evento

Le parole e le foto raccontano molto, ma l’atmosfera vibrante di quei giorni è difficile da descrivere completamente su carta. L’energia dei 600 giovani, la diversità delle lingue e la bellezza dei luoghi meritano di essere viste in movimento.
Per questo, vi proponiamo il video ufficiale “Highlights” pubblicato da The Economy of Francesco. In pochi minuti racchiude i volti, i colori e i momenti salienti dell’evento di Castel Gandolfo: dai workshop alla marcia per la pace, fino agli abbracci finali.

È il modo migliore per capire davvero cosa significa “Restarting the Economy”: non solo teoria, ma una comunità viva che cammina insieme.

Mission Impossible… Ma non per noi!

Dietro la bellezza di questa esperienza c’è stato un retroscena complesso, che ha rischiato di far saltare tutto fino all’ultimo minuto. L’organizzazione del viaggio ha dovuto affrontare un momento critico quando, a ridosso della partenza, diversi compagni di classe si sono ritirati, facendo crollare il numero dei partecipanti.
Ci siamo ritrovati così in solo tre studenti pronti a partire. In un contesto scolastico standard, un’uscita didattica con numeri così esigui viene solitamente annullata. Se siamo riusciti a vivere questa esperienza, il merito è interamente del Prof. Giovanni Quaini. Il professore ha dedicato ore del suo tempo personale per riorganizzare il progetto, dialogare con la dirigenza e superare gli ostacoli burocratici, insistendo affinché la scuola accettasse di mandare una delegazione così
ristretta.
Un elemento che ci ha reso particolarmente orgogliosi è stato scoprire di essere l’unica scuola statale presente all’evento. Questo ha sottolineato l’importanza di portare la voce della scuola pubblica in contesti internazionali così prestigiosi, dimostrando che la curiosità e l’impegno non
hanno confini istituzionali.
In mezzo a tante realtà private o internazionali, la nostra presenza ha avuto un valore doppio: ha dimostrato che la scuola pubblica può essere protagonista in contesti di eccellenza e che la qualità di un’esperienza non dipende dal numero dei partecipanti, ma dalla loro determinazione.

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La gara dei cartelloniScreenshot 2026-02-02 165202

Uno dei momenti più significativi dell’evento è stata la gara dei cartelloni, non solo per il risultato finale, ma soprattutto per l’esperienza di confronto tra giovani provenienti da scuole diverse.
La gara ha creato uno spazio di dialogo reale, in cui studenti con percorsi e idee differenti hanno dovuto comunicare, ascoltarsi e collaborare per costruire un messaggio condiviso. Il cartellone è diventato così uno strumento di comunicazione, capace di mettere in relazione persone prima ancora che concetti.

La scelta di lavorare su un supporto visivo ha favorito la partecipazione di tutti, stimolando il confronto diretto e rendendo necessario spiegare le proprie idee in modo chiaro e comprensibile.

Il problema scelto: l’energia come tema comune

Il nostro gruppo ha scelto il tema dell’energia non solo per la sua importanza attuale, ma perché rappresenta un problema che coinvolge tutti, indipendentemente dall’età o dalla provenienza.

Questo ha facilitato il dialogo tra i partecipanti, permettendo a ciascuno di portare il proprio punto di vista e le proprie esperienze personali. Il lavoro sul tema dell’energia è diventato quindi un’occasione per collaborare e riflettere insieme, rafforzando il senso di gruppo.

Comunicazione, confronto e lavoro tra giovani

Durante la realizzazione del cartellone, la parte più importante non è stata solo la scelta dei contenuti, ma il modo in cui questi sono stati discussi e condivisi.

Abbiamo imparato a:
• ascoltare le idee degli altri;
• confrontarci in modo rispettoso;
• spiegare il nostro punto di vista;
• trovare un accordo comune.

Questo approccio ha mostrato che i problemi di attualità possono diventare un punto di incontro tra giovani, favorendo la comunicazione e la collaborazione.

Il lavoro di gruppo ha dimostrato che la condivisione delle idee è uno strumento fondamentale per comprendere meglio la realtà e per costruire soluzioni attraverso il dialogo.

 Il Capitale Narrativo

Durante l’evento abbiamo scoperto un concetto affascinante: il Capitale Narrativo. Siamo abituati a pensare all’economia solo in termini di soldi (capitale finanziario) o competenze (capitale umano).

Tuttavia, esiste una terza risorsa fondamentale: le storie.

Il Capitale Narrativo è la capacità di un progetto o di una comunità di raccontare chi è e quali valori porta avanti. Oggi le persone non cercano solo prodotti, ma significati. Una storia autentica crea fiducia, unisce le persone e genera valore economico. Senza una narrazione forte, le imprese sono vuote e le comunità si sfaldano. Abbiamo visto come questo concetto si applichi sia ai grandi ideali (come al Borgo Laudato Si’) sia al marketing moderno (come nel caso dell’hamburgeria che abbiamo visitato), dimostrando che “saper raccontare” è oggi una competenza economica decisiva.

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Roma e il ColosseoScreenshot 2026-02-02 165218

Il Colosseo è uno dei monumenti più rappresentativi della storia di Roma e dell’Impero Romano. La sua costruzione iniziò nel I secolo d.C. sotto l’imperatore Vespasiano e fu completata dal figlio Tito. In origine era conosciuto come Anfiteatro Flavio e veniva utilizzato per spettacoli pubblici, come combattimenti tra gladiatori e rappresentazioni simboliche del potere romano.
Osservare il Colosseo dal vivo permette di comprendere l’importanza che l’architettura ave va nell’antica Roma. La struttura, basata su archi e sovrapposizione di ordini architettonici, dimostra un alto livello di conoscenza tecnica e ingegneristica.
Oggi il Colosseo è anche un simbolo storico e culturale: rappresenta la memoria del passato, ma invita anche a riflettere sul rapporto tra potere, spettacolo e società. La sua conservazione mostra quanto sia importante tutelare il patrimonio storico come bene comune.
Tale visita è stata fatta in particolare dagli studenti:Screenshot 2026-02-02 165225

I Giardini Pontifici di Castel GandolfoScreenshot 2026-02-02 165257

dei luoghi storici e naturali più importanti legati al Vaticano. La loro origine risale all’epoca romana, quando in questa zona si trovava la villa dell’imperatore Domiziano.
Nel corso dei secoli, l’area è stata trasformata e ampliata, diventando residenza estiva dei Papi. I giardini sono stati progettati seguendo criteri di ordine, simmetria e armonia tra architettura e natura, unendo elementi rinascimentali, barocchi e paesaggistici.
Visitare i Giardini di Castel Gandolfo permette di osservare come la natura sia stata modellata nel tempo dall’uomo, mantenendo però un equilibrio tra spazio verde e costruzioni storiche.
Questo luogo rappresenta un esempio concreto di cura del territorio e di rispetto per il paesaggio, valori che si collegano ai temi affrontati durante l’evento del Giubileo.Screenshot 2026-02-02 165305

L’hamburgeria di Cicciogamer89Screenshot 2026-02-02 173002

L’esperienza in hamburgeria ha rappresentato un momento interessante non solo dal punto di vista pratico, ma anche come osservazione culturale e comunicativa. Il locale propone burger moderni che richiamano chiaramente le origini romane e italiane della cucina, attraverso ingredienti, nomi e combinazioni di sapori ispirati alla tradizione gastronomica locale.
Questo approccio crea un mix innovativo tra passato e presente: da un lato la cultura culinaria romana, dall’altro una forma di ristorazione contemporanea, veloce e pensata per un pubblico giovane. La tradizione non viene eliminata, ma reinterpretata in una forma nuova e accessibile. In questo contesto il cibo diventa un linguaggio. Attraverso i piatti, il locale comunica identità, legame con il territorio e capacità di adattarsi ai tempi. Anche l’uso dell’inglese nelle scritte e nei menu, talvolta più estetico che corretto, fa parte di una strategia comunicativa che punta a creare un’immagine moderna e internazionale.
Un esempio simile, citato rapidamente, è quello dell’hamburgeria legata a Mirko Alessandrini (alias: Cicciogamer89): un progetto nato dal mondo dei social e trasformato in un’attività reale.
Questo dimostra come comunicazione, identità e marketing possano diventare strumenti concreti di impresa.
Nel complesso, l’hamburgeria osservata durante il viaggio mostra come tradizione e inno vazione possano convivere e rafforzarsi a vicenda: le radici romane danno valore al prodotto, mentre la forma moderna lo rende attuale e riconoscibile.

 L’evento: Restarting the Economy – Giubileo e nuova economia

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L’evento internazionale Restarting the Economy si è svolto a Castel Gandolfo dal 28 al 30 novembre 2025. Si tratta di un incontro globale promosso da *The Economy of Francesco* (EoF), una comunità internazionale di giovani economisti, imprenditori, ricercatori e “changemaker” provenienti da più di cento Paesi.

L’obiettivo dell’evento era ripensare l’economia alla luce del Giubileo, non come mero dibattito teorico, ma come un laboratorio di ascolto, confronto e immaginazione di modelli economici alternativi. Il Giubileo, anzitutto nella sua radice biblica, invita a un tempo di riposo, liberazione e restituzione. Queste tre parole chiave — riposo per la terra, liberazione da condizionamenti ingiusti e remissione dei debiti — sono state le coordinate che hanno guidato tutto il lavoro dell’evento.

L’evento non è stato un convegno tradizionale, ma una serie di sessioni, workshop tematici, tavole rotonde e spazi di dialogo. I partecipanti hanno discusso su come l’economia possa:
• servire la vita e non solo l’accumulazione di profitti;
• rispettare i limiti dell’ambiente e valorizzare il riposo della terra;
• promuovere la dignità del lavoro umano;
• trasformare le relazioni sociali ed economiche in senso sostenibile e giusto.

Il concetto di Capitale Spirituale

Un tema centrale del dibattito è stato il “capitale spirituale”. A differenza del capitale finanziario, esso rappresenta l’insieme di valori, tradizioni e motivazioni profonde che spingono l’uomo ad agire per il bene comune. Senza questa risorsa interiore, l’economia diventa fragile e incapace di rispondere alle crisi. Abbiamo riflettuto su come la nostra generazione debba “riaccumulare” questo capitale per costruire un futuro che non si basi solo sul profitto, ma sul senso di appartenenza e sulla fraternità. Queste riflessioni non sono state proposte come idee astratte, ma attraverso esperienze concrete, testimonianze, incontri con esperti e spazi collaborativi aperti ai giovani.

Durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, è stato sottolineato che Restarting the Economy rappresenta la prima grande occasione internazionale di EoF fuori da Assisi, portando lo “spirito di Assisi” vicino a Roma e al Papa, senza tuttavia la presenza diretta di Papa Francesco. Questo ha segnato un’estensione significativa dell’iniziativa in vista del Giubileo, mantenendo saldi i valori della conoscenza, della fraternità e della responsabilità sociale.

La presenza di centinaia di giovani da oltre sessanta Paesi ha mostrato la dimensione globale dell’iniziativa: un laboratorio di idee e proposte per un’economia più giusta, inclusiva e sostenibile. Non si è trattato di una semplice discussione tra esperti, ma di un vero e proprio momento collettivo di costruzione di senso, dove le prospettive locali si sono intrecciate con visioni globali per ripensare insieme il presente e il futuro.

L’esperienza di Restarting the Economy ha un significato diretto anche per i giovani partecipanti: ha offerto loro uno spazio in cui le proprie idee non erano ascoltate da lontano, ma inserite in un dialogo reale con altri studenti e con professionisti impegnati in prima linea su temi cruciali come lavoro, ambiente, sviluppo sostenibile e tecnologia etica. Questo ha reso possibile non solo comprendere i problemi, ma anche *partecipare attivamente* alla ricerca di soluzioni concrete e condivise.

Il concetto di Goal Zero

In questo contesto si inserisce il concetto di Goal Zero: un obiettivo che punta a ridurre al minimo sprechi, danni ambientali e disuguaglianze.
Durante il suo intervento, l’esperto Stefano Rozzoni ci ha invitato a non considerare il Goal Zero solo come un parametro tecnico per le aziende (come il semplice “impatto zero” delle emissioni), ma come una vera e propria tensione etica. Goal Zero non significa perfezione immediata, ma indica una direzione: è la volontà costante di tendere a un modello più responsabile, riducendo progressivamente l’impatto negativo delle attività umane.

Come ci ha spiegato Stefano, bisogna imparare a “pensare all’astratto”: non fermarsi all’azione visibile (il riciclo, il pannello solare), ma capire il pensiero che c’è dietro. Il vero Goal Zero si raggiunge quando cambia la mentalità, passando dalla logica del “consumo e scarto” a quella della cura e riparazione.

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Il passaggio della Porta Santa: un simbolo di cambiamento

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La Basilica di Santa Maria Maggiore non è una chiesa qualunque: è una delle quattro Basiliche Papali di Roma e custodisce una delle Porte Sante che vengono aperte solo durante gli anni giubilari.
Attraversare quella soglia ha avuto per noi un significato che va oltre il turismo o la semplice tradizione religiosa. Nel linguaggio del Giubileo, varcare la Porta Santa simboleggia un “passaggio”: lasciarsi alle spalle il passato per entrare in una vita nuova. Per noi, reduci dall’evento Restarting the Economy, quel gesto ha assunto un valore simbolico preciso:

• Uscire dalla logica di un’economia che scarta, inquina e crea disuguaglianze;
• Entrare in uno spazio di responsabilità, impegno e cura per il futuro.

Non è stato solo un rito, ma la presa di coscienza che il cambiamento richiede un passo fisico e concreto. Una volta all’interno, il silenzio della Basilica ci ha accolti per l’omaggio alla tomba di Papa Francesco. Lì abbiamo capito che quel “passaggio” attraverso la porta era anche un invito a non fermarci sulla soglia delle buone intenzioni, ma a entrare decisamente nel merito delle questioni, portando avanti le idee di fraternità e sostenibilità che il Papa ci ha affidato.

La tomba di Papa Francesco

Al di fuori del programma ufficiale, abbiamo voluto rendere omaggio a Papa Francesco visitando la sua tomba presso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Sebbene il clima del convegno fosse orientato al futuro, questo momento di raccoglimento ci ha permesso di onorare l’uomo che ha dato inizio a tutto il percorso di The Economy of Francesco. Sostare in quel luogo, a pochi mesi dalla sua scomparsa (aprile 2025), ha trasformato il nostro viaggio in un vero passaggio di testimone: le sue parole sull’ecologia integrale e sulla dignità umana non sono più solo testi da studiare, ma una responsabilità che ora tocca a noi portare avanti. È stato il nostro modo per dirgli “grazie” nel cuore della sua amata Roma.

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Inglese a scuola e inglese nella realtàScreenshot 2026-02-02 165341

Durante l’esperienza è emerso chiaramente come l’inglese abbia un ruolo diverso nella realtà rispetto a quello che spesso assume a scuola. Nella vita quotidiana l’inglese viene utilizzato soprattutto come strumento di comunicazione immediata: serve per capire, farsi capire e creare un contatto con gli altri, anche quando non è perfetto dal punto di vista grammaticale. Questa riflessione è stata rafforzata anche da un’idea condivisa dalla professoressa, secondo cui l’inglese dovrebbe essere vissuto di più come lingua di comunicazione reale e non solo come insieme di regole teoriche. La grammatica rimane importante, ma acquista senso solo quando è inserita in un contesto pratico. Negli ambienti osservati, come l’hamburgeria, l’inglese è spesso usato come linguaggio visivo e comunicativo. Molte scritte non seguono regole precise, ma riescono comunque a trasmettere un’idea, uno stile e un’identità. In questo caso la funzione principale della lingua non è la correttezza, ma l’impatto e la riconoscibilità. A scuola, invece, l’inglese viene spesso affrontato in modo più rigido e strutturato. L’esperienza vissuta ha mostrato che una lingua si impara davvero quando viene usata, quando diventa strumento di relazione e di scambio. Sbagliare, provare, adattarsi e comprendere sono parti fondamentali dell’apprendimento. Questo approccio
più pratico, in linea con le riflessioni emerse durante il progetto, rende l’inglese meno distante e più vicino alla realtà quotidiana.Screenshot 2026-02-02 165349

Considerazioni finali

L’esperienza vissuta è stata allo stesso tempo formativa e divertente. Il confronto con altri studenti, le attività svolte insieme e i momenti condivisi hanno reso il percorso coinvolgente e diverso dalla normale routine scolastica. Questo progetto non ci ha soltanto aperto gli occhi su temi concreti come energia, comunicazione, economia e società, ma ci ha anche aiutato a guardare oltre l’immediato. Abbiamo imparato a riflettere, a collegare esperienze diverse e a dare un significato più profondo a ciò che
abbiamo vissuto. Come ci ha detto Stefano, è importante imparare a pensare anche all’astratto: non fermarsi solo a ciò che si vede, ma provare a capire il senso più ampio delle esperienze. In questo modo, il percorso svolto non è stato solo un insieme di attività, ma un’occasione di crescita personale e di apertura mentale.Screenshot 2026-02-02 165358

Studenti: Jason Casarin, Alex Daeder, Daniele Turina

Docenti: Giovanni Quaini, Orietta Lancellotti

Altre presenze: moglie del prof. Giovanni Quaini




lo scambio culturale a Berlino

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Alla Porta di Brandeburgo

Anche quest’anno, come ogni anno dal 2012, lo scambio culturale a Berlino, della durata di una settimana, ha coinvolto in modo trasversale i ragazzi del biennio, offrendo a tutti un’importante occasione di incontro e di crescita personale. Le attività proposte hanno permesso agli studenti di avvicinarsi alla storia e alla cultura della capitale tedesca attraverso esperienze dirette e significative. Ciò è stato favorito senz’altro dalla decennale esperienza della referente del progetto, prof.ssa Berno Micaela, ma anche dal legame professionale e di cordialità che si è instaurato con i colleghi della scuola tedesca.

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Davanti alla scuola tedesca

Particolarmente suggestive sono state le visite al Museo del Muro, al Palazzo delle Lacrime, all’East Side Gallery e al Parlamento: luoghi simbolo in cui la memoria storica si intreccia con l’arte, l’architettura e le testimonianze di un passato che continua a parlare alle nuove generazioni. Ogni tappa ha offerto spunti di riflessione sul valore della libertà, sulla divisione della città e sulla sua rinascita, arricchendo la consapevolezza degli studenti.

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Museo del muro

Nonostante lo scambio sia attivo da circa dodici anni, ogni edizione rappresenta sempre un nuovo momento di crescita, un’occasione per sviluppare autonomia, responsabilità e capacità di adattamento. Conoscere da vicino una realtà diversa, condividere esperienze con coetanei di un altro Paese e vivere insieme in un contesto internazionale rende questo progetto un’esperienza unica, capace di lasciare un segno nel percorso formativo e umano dei ragazzi.

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Reichstag

Prof.ssa Miria Dal Zovo




Un Ponte Concreto tra Scuola e Impresa: L’Innovativa Collaborazione con Prometeo Manutenzione Informatica EDP S.r.l.


Logo Prometeo Manutenzione Informatica

Siamo entusiasti di condividere l’esito di una collaborazione strategica che sta arricchendo in modo significativo l’offerta formativa del nostro IIS L. Cerebotani.

Grazie a un accordo virtuoso con Prometeo Manutenzione Informatica EDP S.r.l., un’azienda di spicco nel settore con sede in Viale Regina Elena, 136/A, 12045 Fossano (CN), i nostri studenti hanno avuto – e continueranno ad avere – un’opportunità eccezionale per immergersi nelle dinamiche più attuali del mondo del lavoro.

La partnership, avviata nell’anno scolastico 2024/2025, ha permesso l’utilizzo gratuito di un software di gestione della manutenzione all’avanguardia. Questo strumento, di inestimabile valore pratico, è stato integrato pienamente nel percorso di studi della classe quinta del corso MAT (Manutenzione ed Assistenza Tecnica).
L’obiettivo primario era permettere ai nostri futuri tecnici di toccare con mano la complessità e l’importanza cruciale di organizzare, pianificare e strutturare la manutenzione aziendale in contesti reali.

I ragazzi hanno potuto simulare scenari operativi concreti, non solo apprendendo la teoria, ma applicandola direttamente. Hanno così acquisito competenze pratiche e spendibili, fondamentali per la loro carriera.
Hanno compreso come una gestione efficiente della manutenzione sia un pilastro per la produttività e la sostenibilità di qualsiasi impresa. Questa esperienza diretta ha fornito loro una comprensione profonda dei flussi di lavoro industriali e dell’impatto di decisioni mirate sulla gestione degli asset.
È stato evidente come l’organizzazione della manutenzione non sia solo una questione tecnica, ma anche strategica.

In un’epoca in cui la digitalizzazione e l’automazione sono i veri pilastri della gestione industriale moderna, poter contare su software professionali fin dai banchi di scuola rappresenta un vantaggio competitivo inestimabile. Questo approccio orientato alla pratica rende i nostri diplomati non solo più preparati tecnicamente, ma anche più consapevoli delle sfide e delle opportunità che li attendono nel mondo aziendale.

Ringraziamo vivamente Prometeo Manutenzione Informatica EDP S.r.l. per la visione lungimirante e la generosità dimostrata. Questa iniziativa non solo rafforza in maniera concreta il legame tra il mondo dell’istruzione e quello produttivo, ma testimonia anche il profondo impegno dell’azienda nel sostenere la crescita professionale e lo sviluppo delle nuove generazioni di tecnici.

Siamo particolarmente lieti di annunciare che questa proficua collaborazione proseguirà con grande entusiasmo anche nel prossimo anno scolastico, permettendoci di consolidare ulteriormente il ponte tra la formazione accademica e le sempre più stringenti esigenze del mercato del lavoro.
Questa sinergia virtuosa è un investimento nel futuro dei nostri studenti e, di riflesso, nel tessuto economico e tecnologico del nostro territorio.

Prof.ssa Fierravanti Daniela




La scuola: luogo di crescita o macchina di conformismo?

La scuola dovrebbe essere il luogo in cui impariamo a pensare, a conoscere noi stessi e a prepararci al mondo. Eppure, troppo spesso, succede l’esatto contrario. Ci si ritrova in un sistema che, invece di valorizzare le potenzialità di ciascuno, tende ad appiattirle, a standardizzarle, come se tutti fossimo uguali, come se tutti dovessimo pensare allo stesso modo. Ma siamo davvero sicuri che la scuola, così com’è oggi, ci stia educando o solo addestrando?

1. Il problema della forma mentisscuola

Sin da piccoli ci viene insegnato che esiste una sola risposta giusta, un solo metodo corretto, un solo modo per essere considerati “bravi”. Ma nella realtà non è così. I problemi della vita raramente hanno un’unica soluzione, e spesso è proprio la creatività, il pensiero critico e la capacità di uscire dagli schemi a fare la differenza. Eppure, la scuola ci abitua a quella opposta: evitare l’errore, non fare domande troppo scomode, non pensare troppo, ma eseguire. Questa mentalità si riflette anche nel modo in cui viviamo gli errori: come fallimenti personali anziché come strumenti fondamentali per crescere. Il risultato? Diventiamo timorosi, insicuri, incapaci di prendere iniziativa. E la paura di sbagliare ci accompagna anche fuori dall’aula.scuola

2. Il voto non è un’identità

Un altro nodo centrale è quello della valutazione. I voti dovrebbero aiutarci a capire come migliorare, ma spesso diventano un’etichetta. Se prendi 8 sei “intelligente”, se prendi 4 sei “scarso”. Ma il voto misura solo la performance in un momento specifico, non chi siamo né quanto valiamo. Purtroppo, però, molti ragazzi finiscono per identificarsi con quei numeri, perdendo fiducia in sé stessi o, al contrario, diventando arroganti e fragili di fronte ai primi fallimenti reali. Studi scientifici hanno dimostrato che lodare l’intelligenza peggiora la performance, mentre lodare l’impegno la migliora. Questo ci dice molto su come dovremmo interpretare i risultati scolastici: come frutto del lavoro, non di un presunto talento innato.

3. Materie scollegate dalla realtà

In un mondo che cambia velocemente, è inquietante pensare che si esca da tredici anni di scuola senza sapere come funziona il sistema fiscale, quali sono i propri diritti fondamentali, come orientarsi tra le nuove tecnologie, cosa vuol dire votare con consapevolezza. A scuola impariamo nozioni, spesso ripetute fino alla nausea, ma raramente strumenti. Si studiano pagine su pagine di storia antica, ma si esce senza saper spiegare l’attualità. Si memorizza la filosofia, ma non si impara a filosofare. Si risolvono equazioni, ma non si impara a gestire le emozioni, i rapporti, le scelte. Il rischio è quello di uscire “colti” ma confusi, preparati per l’interrogazione ma impreparati per la vita.scuola

4. L’insegnante: guida o ostacolo?

Ci sono insegnanti meravigliosi, capaci di accendere la curiosità e la voglia di imparare. Ma troppo spesso sono l’eccezione. Non basta conoscere bene una materia per saperla insegnare: servono empatia, passione, capacità di ascolto. Purtroppo, il sistema seleziona i docenti sulla base delle conoscenze, non delle competenze relazionali o didattiche. E la formazione pedagogica è spesso ridotta all’osso.

Il rischio è che un insegnante, magari senza rendersene conto, possa spegnere l’autostima di uno studente con una sola frase. Frasi come “non sei all’altezza” restano dentro. Modellano le nostre convinzioni su chi siamo. Possono farci mollare, oppure spingerci a ribellarci — ma sempre lasciando un segno.

5. E dopo? Il vuoto

Finita la scuola, molti studenti si sentono smarriti. Nessuno li ha preparati davvero al mondo che li aspetta. Nessuno ha spiegato come scegliere un’università o un lavoro. I pochi incontri di orientamento spesso sono superficiali e poco utili. Nessuno parla di tasse, contratti, lavoro autonomo. Nessuno spiega davvero “come si vive”. E allora si sceglie a caso, per sentito dire, o si resta fermi, pieni di ansie e dubbi.

Conclusione: la scuola non basta

La verità è che la scuola, così com’è oggi, non è sufficiente. Ci dà alcuni strumenti, ma non tutti. Ci insegna alcune nozioni, ma non ci insegna a vivere. E allora il compito più importante diventa nostro. Non possiamo aspettare che sia la scuola a renderci curiosi, appassionati, preparati. Dobbiamo farlo noi.

Non smettete mai di cercare. Di leggere, di domandarvi il perché delle cose, di costruire il vostro pensiero. La scuola può dare una base, ma non sarà mai tutto.




PROGETTO DI FORMAZIONE CON “GARDA EMERGENZA ODV”

Nella mattinata di sabato 1° marzo, gli studenti di alcune classi del triennio dell’Istituto “Cerebotani” hanno partecipato a un corso di soccorso sanitario, inserito nelle attività di Educazione Civica e tenuto dall’associazione “Garda Emergenza ODV”.
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Sabato 1° marzo, presso l’Istituto “Cerebotani”, si è svolto un progetto formativo dedicato al primo soccorso, che ha approfondito i seguenti argomenti:
- BLS (Basic Life Support);
- la procedura per effettuare una corretta chiamata di emergenza al numero 1-1-2;
-la posizione laterale di sicurezza (PLS);
- le tecniche di disostruzione delle vie aeree per adulti, pazienti pediatrici e lattanti.
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Durante l’incontro, è stato inoltre illustrato il ruolo del volontario e le attività che l’associazione svolge sul territorio.

Gli studenti, dopo un’ora di formazione teorica, hanno potuto mettere in pratica le nozioni apprese attraverso esercitazioni su manichini da addestramento, simulando scenari reali sotto la guida dei formatori regionali di Garda Emergenza ODV.odv4
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L’iniziativa ha riscosso grande entusiasmo e interesse tra i partecipanti, che hanno acquisito competenze utili per gestire situazioni di emergenza. Il progetto ribadisce l’importanza della conoscenza delle manovre di primo soccorso, promuovendo responsabilità e consapevolezza tra i giovani: come sottolineato durante la giornata, «ognuno può fare la differenza», poiché tutelare e salvare vite umane è un obiettivo comune.odv5

Si ringrazia in particolare
l’associazione ‘’Garda Emergenza
odv’’, che ha permesso lo sviluppo
del progetto, in collaborazione con
l’Istituto “Cerebotani” e l’allievo
Matteo Carnaghi.




Motor Bike Expo Verona

Uscita Didattica a Verona (MOTOR BIKE EXPO)

Una giornata davvero bella ed apprezzata da noi studenti, anche per l’interesse che si ha per questo mondo così grande che accomuna migliaia di persone in queste fiere, per conoscere più da vicino aggiornamenti, nuove tecnologie ma, soprattutto, nuovi brand e nuove proposte da parte dei marchi che si occupano di questo bellissimo settore. La nostra uscita didattica è iniziata con la partenza da Lonato in orario scolastico; una volta arrivati a Verona, dopo una camminata per arrivare all’entrata del centro fiera, siamo entrati e subito ci siamo recati in un auditorium per una presentazione molto interessante, tenuta da Yamaha, Liqui Moly, ecc….

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Oltre ad una spiegazione e pubblicità del loro brand, ci hanno fatto capire che questo mondo è legato alle scuole non solo per l’ambito tecnologico ma anche lavorativo. Ad esempio, Yamaha è sempre alla ricerca di nuovi talenti, non solo nelle competizioni come piloti, ma anche alla ricerca di nuovi talenti nel motorsport, come meccanici competenti e ingegneri specializzati, i quali un giorno potrebbero essere in un box di MotoGP; per questo hanno sponsorizzato la loro campagna in grado di proporre questi corsi per giovani ragazzi con la passione dei motori e per far conoscere più da vicino il mondo delle competizioni e dei motori. È un’importante opportunità per le scuole tecniche, perché offrono agli studenti un collegamento diretto con il settore motociclistico. Attraverso stage, collaborazioni con aziende, progetti di customizzazione e workshop tecnici, gli studenti possono applicare le loro competenze, conoscere le innovazioni e avvicinarsi al mondo del lavoro.
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Il MBE diventa così un ponte tra formazione e professione nel settore delle due ruote.

In questa presentazione ci hanno raccontato la storia del MBE: ogni anno a gennaio, presso Veronafiere, il MBE ospita oltre 100.000 visitatori e 700 espositori da tutto il mondo, offrendo moto custom, novità di mercato, test ride, competizioni e incontri con piloti e customizer. Nato dall’esperienza del Bike Expo Show di Padova, si è trasferito a Verona nel 2009, crescendo fino a diventare un punto di riferimento per appassionati e professionisti.

Durante la giornata ci siamo divisi in vari gruppi e abbiamo iniziato a girare tra gli stand per vedere moto e macchine più da vicino. All’esterno dei padiglioni erano presenti motociclisti in azione nei loro complicati percorsi di enduro e trial. Dopo aver visitato tutta la fiera, ci siamo ritrovati per pranzare e poi siamo ripartiti per tornare a Lonato. Quest’esperienza è stata davvero bella e da ripetersi; il giorno dopo in classe, con i professori, abbiamo parlato della bella esperienza.

Inoltre, tra le esperienze indimenticabili di questa giornata, oltre alle moto di ogni tipo, alcuni studenti hanno avuto l’occasione di conoscere Brumotti, un noto personaggio televisivo.

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 Gabriele Penocchio e Pietro Tosi, 3A