Presentazione “La scuola è vita”

 

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Durante il periodo del 25° Giubileo della storia, dedicato al tema “Pellegrini di Speranza”, il calendario dell’Anno Santo prevede una serie di iniziative a elevata valenza culturale ed educativa. Tra queste, si distingue per portata e visione strategica il Giubileo del Mondo Educativo, in programma dal 27 ottobre al 1° novembre 2025. In particolare dal 26 al 30 ottobre 2025, durante la quale migliaia di studenti, provenienti da tutte le regioni italiane e da cinque diversi continenti, hanno partecipato ad un’esperienza immersiva a Roma, articolata in 4 tipologie differenti di laboratori tematici progettati per rispondere in modo concreto e creativo alle sfide educative contemporanee. I gruppi, denominati:

Cammini
Laboratorio artistico collettivo in cui gli studenti, guidati da Frate Sidival Fila, realizzano tele ispirate ai pilastri del Global Compact on Education. Le opere, unite, formano un grande atlante simbolo di speranza e centralità della persona.

Dialoghi
Laboratorio di scrittura collaborativa che coinvolge studenti da tutto il mondo nella redazione di una Lettera al Papa. Attraverso il dialogo interculturale, nasce un testo condiviso per promuovere una cultura della speranza e del confronto.

Orizzonti
Percorso di riflessione e scrittura dedicato alle parole chiave “speranza, vita, scuola”. Gli studenti creano un Glossario della speranza a scuola, con definizioni e racconti che esprimono una visione educativa comune.

Elementi
Laboratorio performativo centrato sulla forza comunicativa dei gesti e del ritmo. Attraverso la percussione corporea, gli studenti costruiscono una narrazione collettiva ispirata ai temi del Giubileo della Speranza.

I gruppi, Orizzonti e Dialoghi hanno lavorato nel Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, un’istituzione accademica romana dedicata allo studio della patristica. Fondato nel 1969 da padre Agostino Trapè e padre Prosper Grech, è affiliato alla Pontificia Università Lateranense e fu inaugurato nel 1970 da Papa Paolo VI, grande cultore di Sant’Agostino.

Gli altri due gruppi hanno svolto le loro attività all’UniversitàLUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), un’università non statale di ispirazione cattolica, fondata a Roma nel 1939 da Luigia Tincani.

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Interventi che abbiamo ascoltato

Durante il progetto abbiamo ascoltato numerosi interventi da parte di persone di rilievo quali:

Samantha Cristoforetti
Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e prima donna italiana a compiere una missione nello spazio, simbolo di eccellenza scientifica, coraggio e ispirazione per le nuove generazioni.

Frate Sidival Fila
Artista e frate francescano, unisce spiritualità e arte contemporanea nelle sue opere, promuovendo dialogo, bellezza e riflessione sui valori umani ed educativi.

Sister Zeph
Educatrice e attivista pakistana, fondatrice della Zephaniah Free Education School, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e nell’accesso all’istruzione per bambine e ragazze.

Vincitrice nel 2023 del premio “Global teacher”.

Nhial Deng
Attivista sud sudanese per la pace e l’educazione, sopravvissuto alla guerra e rifugiato, fondatore del Refugee Youth Peace Initiative, esempio di resilienza e impegno per i giovani.

Vincitore nel 2023 del premio “Global student”.

Andy Diaz
Atleta cubano, campione olimpico e mondiale nel salto triplo, esempio di dedizione e speranza attraverso lo sport come strumento di crescita e unione.

Helen J. Alford
Preside della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, economista e teologa, promuove un’economia etica e solidale basata sulla dignità umana e sul bene comune.

Bujar Hoxha
Presidente di Save the Children Italia, impegnato nella tutela dei diritti dei bambini e nella promozione di un’educazione inclusiva e di qualità per tutti.

Chiara Montanari
Ingegnere e esploratrice, prima donna italiana a capo di una spedizione in Antartide, rappresenta il coraggio di affrontare l’ignoto e la forza della leadership al femminile.

Giuseppe Valditara
Ministro dell’Istruzione e del Merito, promotore di una scuola attenta alla valorizzazione dei talenti, al dialogo educativo e alla formazione integrale della persona.

Roberto Gualtieri
Sindaco di Roma, impegnato a costruire una città più sostenibile, inclusiva e innovativa, capace di valorizzare cultura, educazione e comunità.

Papa Leone XIV

Guida spirituale della Chiesa cattolica, portatore di un messaggio di speranza e fraternità universale, promotore di un’educazione fondata sulla dignità, il dialogo e la pace tra i popoli.

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Helen J. Alford, Papa Leone XIV & Samantha Cristoforetti

Il nostro gruppo è stato colpito in particolare dai discorsi di:

Sister Zeph: Ci ha raccontato, in lingua inglese, del suo percorso personale e del suo impegno educativo, spiegandoci che  per lei l’educazione significa speranza e futuro. Ci ha condiviso le difficoltà incontrate nella realizzazione dei suoi progetti e il valore profondo della sua figura di insegnante.

Helen J. Alford: Ci ha presentato, in lingua inglese, il suo progetto Universal Fraternity, illustrando come la dignità umana sia sempre stata un elemento centrale del cambiamento. L’ha descritta come un “moral yeast”, un lievito morale capace di trasformare la società. Infine ha approfondito il legame profondo tra dignità e fraternità.

Chiara Montanari: Ci ha raccontato la sua prima esperienza alla base Concordia, una delle più estreme in Antartide. Ha condiviso le emozioni vissute durante il white out, quando ha scoperto che la sua visiera si era congelata all’istante, e ha riflettuto su come affrontare le nuove sfide e le avventure che l’hanno segnata come esploratrice.

Visita della città di Roma: 

Appena siamo arrivati a Roma, non riuscivamo a credere ai nostri occhi: ovunque ci girassimo c’erano monumenti, piazze e palazzi che sembrano usciti direttamente dai libri di storia.

La nostra prima tappa è stata il Colosseo, uno dei simboli più famosi di Roma.  Subito dopo abbiamo visto i Fori Imperiali, dove un tempo si decidevano le sorti dell’Impero Romano. L’Altare della Patria, uno dei monumenti più imponenti di Roma. Si trova in Piazza Venezia ed è dedicato a Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia, simbolo dell’unità nazionale. Costruito in marmo bianco (di Botticino) è ornato da statue, colonne e una grande scalinata che conduce al Milite Ignoto, il soldato senza nome che rappresenta tutti i caduti per la patria.

Siamo andati al Pantheon, un antico tempio dedicato a tutte le divinità romane. Tutti siamo rimasti senza parole davanti alla sua cupola gigantesca con il famoso foro centrale che lascia entrare la luce del sole. Poco più avanti abbiamo raggiunto Piazza Navona, una delle piazze più belle della città, con la Fontana dei Quattro Fiumi. Durante le nostre camminate per Roma abbiamo potuto osservare tanti artisti di strada che dipingevano e suonavano.

Abbiamo potuto effettuare un piccolo pellegrinaggio dalla Piazza Pia (dove si sono tenuti diversi eventi “La scuola è vita”) alla Basilica di San Pietro che ci ha lasciato a bocca aperta con la sua immensità e dipinti magnifici, c’erano soprattutto delle opere più belle che abbiamo mai visto.

Una sera ci siamo diretti verso la Fontana di Trevi che ci ha lasciato senza parole per la sua maestosità. Ci siamo diretti verso Piazza di Spagna, dove abbiamo potuto osservare la Scalinata di Trinità dei Monti.

Per concludere in bellezza, ci siamo fermati a Trastevere, un quartiere pieno di vita, colori e profumo di pizza.

Poi abbiamo effettuato un ultimo giro a Roma dove abbiamo potuto vedere Isola Tiberina che si insinua nelle acque del Fiume Tevere ,collegate da due antichi ponti.

Abbiamo visto anche la Bocca della verità, un antico mascherone di marmo romano, famoso per la leggenda secondo cui chi mente con la mano nella sua bocca la perde.

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Visite organizzate: Pantheon e Basilica di San Pietro 

Lo staff dell’evento “La scuola è vita” ha organizzato due visite interessanti e formative per noi ragazzi: il Pantheon e la Basilica di San Pietro.

Martedì 28 ottobre dopo i laboratori del pomeriggio ci siamo diretti verso piazza Pia dove ci saremmo distribuiti per team. La visita era divisa in due turni, il primo per i ragazzi del laboratorio dialoghi, il secondo per quello orizzonti. Successivamente ci siamo diretti verso il Pantheon dove abbiamo atteso che terminasse la visita precedente.  Quando il primo turno aveva finalmente finito di vedere lo spettacolo, spettava a noi osservare. Una volta dentro, ci hanno spiegato la storia del Pantheon e successivamente abbiamo potuto ammirare il bellissimo spettacolo che hanno proiettato sulla cupola del monumento. Il Pantheon (dal latino “di tutti gli Dei”) fu originariamente costruito per le divinità greche e di dimensioni ridotte rispetto a quello attuale. Anni dopo venne fatto ricostruire di dimensioni più grandi rispetto a quello precedente. Venne creato un foro di nove metri sopra la cupola per permettere alla luce del sole di illuminare. L’esibizione era incentrata sul giubileo del mondo educativo descrivendo i quattro laboratori nei quali abbiamo lavorato. Lo spettacolo è risultato interessante ed educativo perché ha rappresentato l’esperienza che abbiamo vissuto in quei giorni. Questa è una delle frasi più significative dello spettacolo: “La scuola è vita e la vita quando è condivisa si chiama speranza.”

Mercoledì 29 ottobre è stata organizzata la visita alla Basilica di San Pietro. Al mattino ci siamo impegnati a concludere il lavori di laboratorio orizzonti che avremmo dovuto presentare all’udienza con il papa Leone XIV. Nel pomeriggio ci siamo uniti ai pellegrini per entrare nella Basilica di San Pietro. Il tragitto per arrivare alla Porta Santa prevede la lettura di alcune preghiere. Una volta percorsa la prima parte abbiamo dovuto fare i controlli per poter accedere alla Porta Santa. Quando tutti avevamo oltrepassato quel varco siamo finalmente giunti davanti alla porta della Basilica, un monumento immenso che rappresenta tutti i cristiani. Abbiamo avuto la possibilità di osservare questo monumento al suo interno ricco di grande splendore e opere d’arte. Inoltre con un gruppo di pellegrini abbiamo avuto l’onore di vedere la tomba di San Pietro situata sotto l’altare papale. Abbiamo finito il giro della Basilica, rimanendo stupiti dalla bellezza di questo monumento. Una volta usciti dalla Basilica abbiamo proseguito il nostro giro per Roma arrivando a piazza del Popolo. Per finire quella stessa sera avremmo partecipato ad un evento chiamato “Next Gen”.

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Next Gen:

La sera di Mercoledì 29 Ottobre, dopo l’apericena organizzata dallo staff, abbiamo partecipato all’evento Next  Gen. Uno spettacolo dove alcune persone ci hanno raccontato della loro vita e come è cambiata da un momento all’altro. Inizialmente i ragazzi del laboratorio elementi hanno presentato la coreografia preparata nei giorni scorsi. Tra i vari atleti paralimpici che hanno partecipato ricordiamo Daniele Cassioli, il quale cieco dalla nascita è riuscito a praticare sci nautico vincendo anche titoli mondiali e olimpici. Adesso Daniele insegna sport ai bambini ciechi in modo che anche loro possano praticare sport. Siamo riusciti ad ascoltare anche Sofia Gentile, nominata Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica. Sofia ha creato un progetto chiamato “Noi posso”. Si tratta di un coro formato da bambini di provenienza diversa. Sofia vuole trasmettere ai bambini il concetto di armonia e in poco tempo è riuscita a trovare molti volontari che partecipano a questo progetto e spiegano ai bambini il concetto di legalità e sentimenti. Quando è stata nominata Alfiere della Repubblica Sofia dice che non era sola a ricevere il premio ma c’era tutto il gruppo “Noi posso”. Dopo queste testimonianze la serata si era conclusa, il giorno dopo ci avrebbe aspettato l’udienza con il papa Leone XIV.

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Udienza con il papa Leone XIV: 

La mattina di Giovedì 30 ottobre abbiamo avuto l’udienza con il Santo Padre Luigi XIV. Alle 7:15 ci siamo ritrovati in Piazza del Sant’uffizio dove avremmo incontrato il nostro team. Una volta divisi per gruppi il mentor ci ha dato l’invito per l’udienza con il Santo Padre. Ci siamo salutati per l’ultima volta poiché saremmo stati con il nostro gruppo scolastico. Una volta messi in coda e aspettato il nostro turno, dovevamo effettuare i controlli per poter accedere nell’aula Paolo VI, luogo dell’udienza. Il ricevimento è iniziato con l’apertura da parte dell’orchestra alle ore 10. Successivamente i quattro gruppi di laboratorio hanno presentato il lavoro effettuato nei giorni antecedenti. Ogni rappresentante dei dieci team del laboratorio orizzonti ha esposto la propria parola su cui ha lavorato sotto forma di testo. Il laboratorio dialoghi ha scritto una lettera indirizzata al Santo Padre Luigi XIV. Il laboratorio cammini ha mostrato l’opera d’arte creata dai ragazzi. Per finire il laboratorio elementi si è esibito nella coreografia creata nei giorni di giubileo del mondo educativo. Verso le 11:30 è arrivato Papa Leone XIV e ci ha parlato dell’importanza di questa esperienza. Per noi ragazzi è stato molto formativo perché ci siamo potuti confrontare con opinioni diverse e soprattutto abbiamo fatto amicizia con ragazzi provenienti da tutta Italia.

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Sapori tradizione romana

Durante il nostro pernottamento a Roma abbiamo avuto la possibilità di assaporare vari piatti tipici della tradizione culinaria locale. Tra questi, spiccano la carbonara, preparata con ingredienti semplici ma dal sapore deciso; la gricia, considerata l’antenata dell’amatriciana, in cui il guanciale e il pecorino romano sono protagonisti assoluti; la amatriciana, celebre per il suo sugo a base di pomodoro che esalta la ricchezza dei sapori laziali; e la cacio e pepe, emblema della cucina povera romana, nella quale pochi elementi si combinano in un equilibrio perfetto di gusto e semplicità. Questa esperienza gastronomica ci ha permesso non solo di conoscere più da vicino la tradizione enogastronomica del territorio, ma anche di comprendere come la cucina romana rappresenti un vero e proprio linguaggio culturale: capace di raccontare, attraverso i sapori, la storia e l’autenticità del popolo romano.

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Anna Bini, Stefania Baruffa, Stefano Borghi e Tommaso Cacciapaglia 5I




My week in Portugal

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It’s been almost a month since the exchange in Portugal, and I still miss it.
I miss that feeling of stepping away from my everyday life and meeting new people with different habits and ways of living. The moments that left the biggest mark on me were definitely the ones I spent with my host family.

I had never taken part in this kind of exchange before, so during the two weeks before leaving I was always a bit on edge and unsure about what to expect.
About a week before the trip, I met the girl who would host me, her name is Catarina.  She texted me first to introduce herself. I did the same, and we started getting to know each other, first talking about our schools, then our daily routines, and finally some more personal stuff, like what we like doing in our free time.  Turns out we actually have a lot in common, not only now but even from our childhood.
On the day of the departure, I wasn’t too nervous because I already had a little idea of who my host was, and she seemed really kind and calm.

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When we arrived in Póvoa de Varzim, the town where the school is, we met the Portuguese group in the main square, right in front of the town hall.  I think it was a bit awkward for everyone, since it was the first time we saw each other in person.
The teachers, on the other hand, seemed to know each other already, and after chatting for a bit they started calling out the pairs.  When they called my name, I stepped forward and finally met Catarina in person, she was small and spoke softly, just like I imagined.

That evening, I also met her parents. Once we got home, we had dinner together and talked a little.  Except for a couple of days, she didn’t come with us on the group trips, so we mostly spent time together in the evenings after I got back.
Those were actually the moments I enjoyed the most, because we were in a relaxed environment, just talking about random things.
She showed me her collections and told me the stories behind the objects she keeps in her room.
Some evenings we played cards or video games together, it really felt like having a new sister.

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Unfortunately, that week also came to an end.
Saying goodbye to her and to the other Portuguese students was pretty sad, but all the happy moments we shared throughout the week made up for the sadness of the last day.
I’m really happy with how it all went and grateful I took part in it. Even if it only lasted a short time, having a different routine, especially in another country, makes you curious about more things and teaches you to be open-minded.

I can’t wait to host them here in Italy and show them my city. It was a trip that made me grow and that I’ll never forget

 

Francesco Pini – 3ªE




Scambio culturale col Portogallo

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Di recente degli alunni di classe terza della nostra scuola hanno partecipato al progetto di scambio culturale in Portogallo, con la collaborazione del liceo ESEQ di Povoa de Varzim.
Gli studenti della 3A che hanno partecipato a questo viaggio condividono qui la loro esperienza.

Gianmarco Borsarini

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“Purtroppo, la famiglia del luogo stava vivendo il lutto della nonna dello studente; nonostante abbia passato una sola settimana con lui, ho sentito la tristezza che ne è derivata, tanto che ho seriamente pensato a cosa avrei fatto io, se avessi vissuto questa esperienza. Nonostante questo momento particolare il ragazzo è stato comunque presente a tutte le attività con un sorriso costante.

Ho vissuto questa settimana come una “prova” a quello che penserò di fare una volta finito l’Itis.”

Gianluca Cristofolini

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“Durante lo scambio culturale in Portogallo ho imparato a cavarmela in situazioni fuori dalla mia zona di confort. Mi è rimasta la sensazione di quanto sia importante aprirsi agli altri, anche quando la lingua o le abitudini sono diverse. Ho conosciuto persone con modi di vivere e pensare lontani dai miei, ma con cui ho trovato punti in comune.

Mi porto a casa una mente un po’ più aperta, più indipendenza e la consapevolezza che uscire dal proprio mondo vale sempre la pena.”

Nicola Paghera

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“Mi è piaciuto molto attraversare il cammino di Santiago. Questo si divide  in 3 principali vie: una che parte dalla Francia, una dal Portogallo e una dalla Spagna. Qui i pellegrini giungono ai pressi del monte del gozo (felicità) dove possono vedere la cattedrale di San Giacomo.”

Lorenzo Rossini

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“Da questo scambio ho imparato a essere più indipendente anche quando i professori ci lasciavano girare per le città da soli e quanto sia importante conoscere l’inglese per comunicare con persone di altri paesi.

È stata una bellissima esperienza che mi terrò per tutta la vita.

Credo che proposte didattiche come queste dovrebbero essere estese a tutti gli studenti volenterosi.”

Lara Soler

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“Questo viaggio in Portogallo mi ha dato molte esperienze nuove. Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la differenza tra la nostra e la loro scuola; hanno due idee totalmente diverse: loro come mentalità sono più aperti, ad esempio, gli alunni possono uscire dalla scuola quando vogliono e hanno una aula studenti molto bella, all’interno di questa sono presenti divanetti, una mensa, wi-fi e delle cassette dove si possono caricare i telefoni.

È un viaggio che propongo a tutti, un’esperienza indimenticabile.”

Ari Wurster

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“Di questa esperienza conservo dei bellissimi ricordi della città di Porto, il cammino di Santiago e i momenti passati con la famiglia ospitante.
In particolare la visita alla cattedrale, di cui mi ha colpito maggiormente l’architettura e la felicità che si percepiva nella piazza colma di pellegrini giunti da tutto il mondo per celebrare la conclusione del pellegrinaggio tanto desiderato.

Grazie alla famiglia sono riuscito a visitare lo stadio della squadra di calcio del Porto.”

 

Ragazzi della 3ªA, redatto da Francesco Fazi (4ªI)




La disciplina e la resilienza nel film Gran Turismo

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Il film Gran Turismo, ispirato a una storia vera, non parla solo di corse automobilistiche, ma di crescita personale, forza mentale e perseveranza. La disciplina e la resilienza sono le chiavi che permettono al protagonista di trasformare un sogno impossibile in realtà.

La disciplina

La disciplina è la capacità di mantenere un impegno costante verso un obiettivo. Significa saper rinunciare a distrazioni e piaceri momentanei per costruire qualcosa di più grande. Jann mostra disciplina quando si allena ogni giorno, anche quando è stanco o scoraggiato.

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La resilienza

La resilienza è la forza di reagire dopo una sconfitta, di adattarsi alle difficoltà e di non farsi abbattere. Nel film, Jann dimostra resilienza quando fallisce, ma non si arrende: analizza i propri errori e torna più forte di prima.

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La storia di Jann

All’inizio Jann è solo un videogiocatore. Viene deriso da chi non crede che i simulatori possano formare veri piloti. Eppure, spinto dalla passione, decide di partecipare alla GT Academy, affrontando una sfida reale e durissima.

Durante l’addestramento, Jann scopre che il mondo reale è molto più difficile del videogioco. Deve affrontare la paura, la stanchezza fisica e il giudizio degli altri. Ogni giorno mette alla prova la propria forza di volontà, imparando che la disciplina è ciò che distingue i migliori.

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Nel film, un incidente segna profondamente Jann. In quel momento potrebbe abbandonare tutto. Ma la sua resilienza lo porta a rialzarsi, comprendendo che il fallimento non definisce
chi sei, ma come reagisci a esso. È un messaggio universale di forza e rinascita.

La disciplina non è solo fisica, ma soprattutto mentale. Jann impara a controllare la paura, la rabbia e la pressione. Capisce che per vincere non basta il talento, serve una mente concentrata, calma e orientata all’obiettivo.

Jann non cambia solo come pilota, ma come persona. Attraverso la fatica e la costanza, sviluppa sicurezza, maturità e rispetto per se stesso. Il film mostra che la vera vittoria è interiore: diventare una versione migliore di sé.

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Gran Turismo ci ricorda che nella vita, come nelle corse, ci saranno ostacoli, critiche e sconfitte. Ma chi continua a lavorare con disciplina e resilienza può arrivare dove gli altri si fermano.
Non è il talento a definire un campione, ma la sua forza di volontà.

Disciplina e resilienza sono due pilastri fondamentali per ogni sogno, in qualunque campo. Gran Turismo ci insegna che le difficoltà non sono un segnale per fermarsi, ma per crescere. Chi non si arrende mai, anche quando tutto sembra perduto, è destinato a vincere.

Jann Mardenborugh, il pilota a cui è ispirato il film

Jann Mardenborugh, il pilota a cui è ispirato il film

Giovanni Capelli & Danyel Viviani 3B




Analisi del film “All’ombra della luna”

All'ombra della luna“All’ombra della luna” è un film che parla del tempo, del destino e di come le nostre scelte possano cambiare tutto.
Il protagonista è un poliziotto di nome Locke che, negli anni ’80, si trova a indagare su una misteriosa assassina che riappare ogni nove anni senza mai invecchiare.
Da qui parte una storia piena di mistero, azione e momenti in cui ti fa pensare a quanto passato, presente e futuro siano collegati.

Il film mostra come ogni cosa che facciamo nel presente può avere effetti sul futuro, anche se non ce ne accorgiamo subito. Locke è così ossessionato dalla verità che finisce per rovinarsi la vita, perché non si rende conto che le sue scelte di oggi stanno costruendo quello che sarà domani.
È un po’ come succede a noi: ogni decisione, anche piccola, può cambiare qualcosa nel nostro futuro.

Un’altra parte importante del film è il rapporto tra Locke e sua figlia: più lui si fissa sull’inseguire la criminale, più si allontana dalla sua famiglia.
Con il passare degli anni, il legame con la figlia peggiora, e lui si ritrova solo, quasi senza accorgersene.
L’opera potrebbe voler far capire quanto sia facile perdere di vista le persone a cui vogliamo bene quando siamo troppo presi da qualcosa.

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Da un punto di vista dell’educazione civica, questo film fa pensare molto alla responsabilità personale: ogni azione ha delle conseguenze, non solo per noi ma anche per gli altri.

In conclusione, “All’ombra della luna” non è solo un film di fantascienza, ma una storia che fa riflettere sul tempo, sulle scelte e su quanto sia importante vivere nel presente per costruire un futuro migliore.

 Jaris David Rossi – 4D




Conferenza del 4 Novembre

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Il 4 novembre, in occasione della celebrazione del Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, si è tenuta presso l’Aula Magna dell’Istituto una conferenza dedicata al valore storico e civile di questa importante ricorrenza.
L’incontro ha visto come relatore Morando Perini, già sindaco di Lonato e vicepresidente provinciale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci della Prima Guerra Mondiale.

Nel corso dell’intervento, Perini ha ripercorso le origini e le cause che portarono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, spiegando come essa nacque da forti tensioni politiche, economiche e territoriali tra le maggiori potenze europee.
L’Italia, pur aderendo formalmente alla Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, decise inizialmente di non prendere parte al conflitto, in quanto l’accordo aveva scopi difensivi e la guerra era stata avviata dagli alleati.
Soltanto l’anno successivo, nel 1915, dopo la firma del Patto di Londra, il nostro Paese entrò in guerra al fianco dell’Intesa, opponendosi così all’Austria-Ungheria.

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Una parte particolarmente toccante della conferenza è stata dedicata alla figura del Milite Ignoto, simbolo di tutti i soldati italiani caduti senza nome.
Il relatore ha ricordato che quel giovane, scelto tra tanti, rappresenta idealmente ogni combattente che perse la vita senza essere riconosciuto, costretto a una guerra che non aveva cercato e lontano dagli affetti familiari.

La sua sepoltura, collocata all’Altare della Patria a Roma, è realizzata in marmo di Botticino, proveniente dalla provincia di Brescia.
È stato inoltre citato l’esempio di Luigi Gallina, un soldato ventottenne caduto in battaglia, il cui nome figura tra quelli presi in considerazione per la scelta del Milite Ignoto, a testimonianza del sacrificio di tanti giovani senza volto.

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Nelle sue riflessioni conclusive, Perini ha voluto rimarcare come il 4 novembre non debba essere visto soltanto come un momento celebrativo, ma anche come un’occasione per meditare sui valori della pace, dell’unità e della libertà.
Attraverso episodi e testimonianze, ha messo in luce il profondo legame tra memoria storica e responsabilità civica, ricordando che le conquiste e i diritti di cui oggi godiamo sono il risultato del coraggio e della dedizione di chi ha combattuto per la patria.
La conferenza si è rivelata un’importante occasione di crescita civile e culturale, capace di rinnovare il senso di riconoscenza verso i caduti e di rafforzare nei giovani l’impegno a custodire la pace come bene supremo e fondamento di ogni società democratica.

Naghib Matteo, 5ªCD 




Uscita didattica a Lonato

In data 21-10-2025, la nostra classe, insieme alla 1^C e al prof di religione Domenico Marchione, ha partecipato ad un’uscita davvero interessante.

Con noi c’erano alcuni ragazzi di quarta, che hanno fatto da guide e ci hanno raccontato tante curiosità e storie sui monumenti di Lonato. Abbiamo scoperto luoghi ricchi di storia e abbiamo imparato cose nuove.

È  stata un’esperienza diversa dal solito, che ci ha permesso di conoscere meglio il nostro territorio e di trascorrere una giornata insieme all’insegna della cultura e del divertimento.

Siamo partiti da scuola e, dopo una breve passeggiata, siamo arrivati in piazza, vicino al Comune della città, dove i ragazzi di quarta ci hanno iniziato a raccontare tante curiosità sulla storia e sui monumenti di Lonato.

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Basilica e Torre di Lonato

Successivamente ci siamo diretti verso la Basilica, dove le guide ci hanno spiegato alcune informazioni e curiosità dall’esterno. In seguito siamo entrati all’interno, dove il prof Marchione è intervenuto aggiungendo altri dettagli interessanti che ci hanno aiutato a comprendere meglio la storia e l’importanza di questo luogo.

Dopodiché ci siamo incamminati verso la Torre, passando per alcune stradine. Arrivati alla base, abbiamo iniziato a salire una scala stretta e ripida, illuminata qua e là da piccole finestre che lasciavano entrate la luce.

Una volta in cima, ci siamo trovati davanti a delle campane gigantesche, davvero enormi, che occupavano quasi tutto lo spazio: è stato impressionante vederle così da vicino.

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Campane situate all’interno della Torre

Infine siamo saliti sulla rocca, un luogo incantevole e un panorama mozzafiato. Lassù, abbiamo scattato tantissime foto, cercando di catturare ogni angolo di quella vista spettacolare . All’interno della rocca, abbiamo visitato il Museo Civico Ornitologico, dove erano esposti numerosi uccelli imbalsamati e accompagnati da descrizioni interessanti sulle loro specie. Abbiamo esplorato ogni angolo della rocca, ammirando le mura antiche . Infine, per concludere la giornata in bellezza, ci siamo riuniti per una foto di gruppo, un ricordo speciale di questa meravigliosa uscita insieme.

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Ingresso Rocca di Lonato

Makar Simakov & Monetti Simone 1B




In ricordo di Paolo

Ho fatto fatica a scrivere per Paolo, il cui nome parla già di illuminazione… capelli biondi come la luce e dolcezza infinita come deve essere questa vita. Non per tutti è così. Le anime malvagie, purtroppo, vivono anche su questa terra: l’inferno ne è quasi vuoto perché – come declamava Shakespeare – *«i diavoli sono tutti qui»*.
E gli angeli vivono solo per poco perché hanno la purezza per affrontare il grande volo. Le anime più pure e pensose amano i colori e faticosamente resistono al nero di questa parentesi terrena sgarbata, faticosamente si arrampicano su pareti lisce e terribili. A volte anticipano l’arrivo nella luce anche per lasciare un’impronta sulla sabbia del tempo. Chi rimane è stato semplicemente destinato a procedere per incidere ulteriormente immagini di meraviglia.


In ricordo di Paolo

Spesso si smarrisce il senso della gentilezza, dell’onestà. Ci si incrosta di invidia e superbia. Ne so qualcosa, conosco benissimo un cuore nel mio cuore, il mio amore purissimo, che si è fatto spazio per aprire strade di luce nel buio alimentato dalla cattiveria.

Anche il dolce Paolo era capace di filtrare il Bene lasciando incenerire il Male. Poi ne ha accumulato talmente tanto che il suo cuore ha deciso di volare via…

La sua storia mi ha riportato fuori, dalle ferite rimarginate solo esternamente, tutto lo smarrimento e la miriade dei perché le anime gentili non siano apprezzate in questo mondo infame.
Spettacolo disarmante di assurda inerzia da parte degli adulti (*prima di tutto gli EDUCATORI*) e di assurda incoscienza mista a cattiveria da parte dei giovanissimi.

Di sicuro tutti hanno perso una grande occasione per imparare ad amare.


Riflessioni di scuola e vita

Non sempre uno ha la forza di risorgere dalle macerie del suo passato; un docente mai deve rispondere: *«Ma sì, devi imparare ad accettare e andare oltre».*

Non siamo tutti uguali, un ragazzino non sempre ha il coraggio di uscire *«a riveder le stelle»* – come consiglia il nostro Dante.

Avrei voluto abbracciarti Paolo e portarti fuori da quella stanza oscura, ma il destino ti ha condotto lì per poi innalzarti nella luce dove ci amerai eternamente: saprai perdonare la cattiveria subita perché dove c’è Amore c’è perdono.
Credo comunque che un giorno la gentilezza saprà volare libera e felice. Lo meritano tutte le persone che vivono di gentilezza e con gentilezza.

La tua storia, dolcissima creatura innocente, insegna quanto sia importante esserci per i nostri ragazzi a scuola, mai minimizzare le loro richieste. Mai! Un compito luminoso conoscerli, educarli al Bene, alla Gentilezza e all’Amore.

Prof.ssa Trane Lucia




Come i ragazzi dell’istituto Cerebotani di Lonato hanno cominciato la scalata dell’imprenditorialità che vince

Quattro studenti, alle luci della ribalta, che mostrano una targa, il loro premio.

Quattro ragazzi della 4a JT che sono fieri dell’apprezzamento che ricevono e che condividono il loro orgoglio con quello di tutto il Cerebotani.

Sono fieri perché hanno vinto: hanno avuto infatti un’idea originale, quella di creare Airsafe, il purificatore d’aria portatile per un ambiente fresco e pulito che ti segue ovunque tu vada. Dall’intuizione alla discussione alla progettazione di un oggetto semplice, ma estremamente utile e alla portata di tutti.

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Sodalitas è l’ente che consegna il premio. È un’associazione che da trent’anni gira tra le scuole, promuovendo seminari dal titolo “La mia impresa, il mio futuro” per fare formazione, per spiegare ai ragazzi cosa è un’impresa, come funziona e qual è la strategia vincente per realizzarne una di successo. Punta soprattutto sulle start-up, alla ricerca degli inventori di domani, sulla creatività e sulla determinazione delle giovani generazioni. Manda imprenditori ed esperti del mercato per istruire, dialogare con i ragazzi, per stimolarli, incoraggiarli, sostenerli nelle loro idee. Poi propone laboratori pratici e i ragazzi hanno la possibilità così di passare dalla teoria alla pratica, di mettersi in gioco, di dire la propria.

Quest’anno, a. s. 2024/25, Sodalitas è approdata al Cerebotani di Lonato e, su iniziativa della prof.ssa Redaelli, la 4a JT ha aderito al progetto nell’ambito dell’Orientamento di Istituto. La classe è stata divisa in gruppi e ogni gruppo ha elaborato la sua start- up, la sua idea innovativa, con un occhio sull’utilità di quanto progettato e con l’altro sulla sostenibilità ambientale. Ma è stato il prodotto di Lorenzo, Cristian, Elia, William quello che ha convinto di più. Il loro Airsafe, il purificatore d’aria portatile dal design pratico e compatto, progettato in 3D.

Tra 2600 partecipanti, 472 progetti di impresa, 42 finalisti, Airsafe si è collocato tra i 25 premiati, unico in tutta la provincia di Brescia. Così, i nostri ragazzi sono andati a Varese, il 27 maggio, accompagnati dalla prof.ssa Redaelli, presso la Villa Napoleonica, a ritirare il loro meritato premio.

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“Come avete lavorato ragazzi? Vi siete trovati bene in gruppo o avete riscontrato qualche criticità?”- chiede il presentatore nella sua breve intervista ai vincitori.

La risposta è pronta, immediata.

“No, nessuna criticità, ci siamo trovati molto bene. Il progetto di Sodalitas è stato davvero piacevole e interessante e sicuramente sarà utile per il nostro futuro”.

Sorridono gli organizzatori, applaude tutta la platea.

Grazie, ragazzi. Ottimo lavoro, davvero.

Grazie da parte di tutto il Cerebotani.

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Il fu Mattia Pascal

Il 13 novembre 2024 la nostra classe, la 5F, insieme ad altre quinte, si è riunita a Brescia per assistere all’opera teatrale tratta dal celebre romanzo di Pirandello “Il fu Mattia Pascal”.
La trama racconta brevemente la storia di Mattia Pascal, che, insoddisfatto della sua vita, vince una grossa somma di denaro e decide di “morire” spiritualmente per costruirsi una nuova esistenza: scappa dal suo paese e assume una nuova identità, quella di Adriano Meis. Tuttavia, anche questa vita si rivela insoddisfacente, poiché non riesce a crearsi una vera identità a causa dei suoi continui ripensamenti del passato che voleva nascondere. Alla fine, decide di tornare alla sua “vecchia vita”, ma una volta tornato nel suo paese natale come Mattia Pascal, scopre che tutto è andato avanti senza di lui.

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Una delle cose che più mi ha colpito di questa esperienza è il modo in cui l’attore che interpretava Mattia Pascal è riuscito a coinvolgermi e a farmi seguire attentamente la rappresentazione. Per noi adolescenti, ormai abituati a film o serie tv piuttosto che al teatro, il linguaggio e l’uso delle parole, uniti all’enfasi che l’attore riusciva a trasmettere, sono stati straordinari. Questo ha saputo attirare l’attenzione e ha reso facile seguire l’opera per tutta la sua durata.
Un tema importante trattato nell’opera è quello della morte: il protagonista vuole “uccidere” la propria identità per crearne una nuova, convinto che ciò risolverà tutti i suoi problemi e gli permetterà di vivere serenamente, ma ciò non accade. Anzi, soprattutto nella versione teatrale che abbiamo visto, si nota quanto Adriano Meis soffra per non poter essere completamente sé stesso nemmeno con chi gli sta accanto, e ciò lo porta alla solitudine.

2Mi ha colpito particolarmente la scena finale, quando il protagonista torna a essere “Mattia Pascal” e va al cimitero davanti alla sua  tomba: in quel momento, l’uomo si rende conto di non essere più desiderato da nessuno, e capisce che il periodo trascorso come “Adriano Meis” è stato completamente inutile, sia per gli altri che per sé stesso.

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