Wonder

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In classe abbiamo spesso parlato di quanto sia fondamentale essere uno diverso dall’altro, dell’avere ognuno una propria identita’ ma anche dell’importanza dell’accettare ognuno le proprie diversità e quelle degli altri. Per approfondire meglio l’argomento, il nostro professore ha deciso di farci  vedere il film Wonder che, a differenza del serissimo argomento che tratta, è  un film molto “leggero” e divertente.  È un film che parla del bullismo e di quanto faccia male ma ci viene mostrato anche che c’ è sempre un modo per uscirne; certo può non essere semplice e sembrare quasi impossibile farsi accettare dagli altri per quel che siamo veramente ma bisogna sempre tenere la testa alta e non lasciarsi mai condizionare da coloro i quali vogliono farci dimenticare noi stessi. che i genitori di Auggie gli dicono il suo primo giorno di scuola ed è anche la questa è la frase frase che lo accompagnerà, credo, durante tutto l’anno scolastico perché non l’ho mai visto mollare nonostante tutte le cattiverie dei compagni. Si è fatto dei nuovi amici e insieme a loro è cresciuto. “Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare” è per tutti gli insegnamenti nascosti dietro ad ogni argomento trattato in questo film che mi è piaciuto molto; perché mostra di quanto noi ragazzi abbiamo bisogno di avere al nostro fianco degli amici ma soprattutto i nostri genitori che spesso diamo per scontati ma la cui assenza la sentiamo nonostante il nostro essere “grandi”. Ci fa capire quanto sia importante accettare gli altri ma soprattutto noi stessi…perché nessuno di noi ha bisogno che nella sua vita ci sia un altro critico all’infuori di noi stessi. Siamo noi gli unici a poterci giudicare ma siamo anche gli unici a doverci accettare perché gli altri non vedranno mai oltre a quello che ognuno di noi lascia loro vedere.




Corsi Cambridge all’Istituto Cerebotani

 

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Anche quest’anno il nostro Istituto ha organizzato corsi per la preparazione degli alunni agli esami Cambridge PET (livello B1 del Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue straniere), FCE (livello B2) e CAE (livello C1).
Scopo di questi corsi è l’approfondimento della conoscenza della lingua inglese e il potenziamento delle capacità comunicative dell’alunno/a secondo uno standard certificato da un ente riconosciuto a livello internazionale, il Cambridge Assessment English della University of Cambridge.
I corsi sono stati tenuti da docenti del nostro Istituto, i professori Ricardo Alves, Giordana Maranesi e Francesca Tamini, e la partecipazione è stata più che mai numerosa, con più di quaranta alunni iscritti per il PET (Preliminary English Test), più di trenta per il FCE (First Certificate in English) e 14 alunni per il CAE (Certificate in Advanced English). Quasi tutti hanno poi sostenuto gli esami.
Non sono ancora pervenuti gli esiti degli esami FCE e PET, ma siamo fiduciosi che saranno ottimi, come lo sono stati quelli dell’esame CAE, con cinque alunni che hanno conseguito il Grade C e un alunno che ha raggiunto il Grade B, sfiorando il livello più alto, il Grade A.
Va evidenziata la grande importanza che la presenza di una di queste certificazioni riveste all’interno del Curriculum Vitae di un neodiplomato a livello lavorativo.
Così come è da sottolineare il fatto che il FCE/B2 e il CAE/C1 per tutte le facoltà universitarie italiane, e il PET/B1 per molte di esse, se conseguiti non più di due anni prima dell’immatricolazione hanno la stessa valenza dell’esame di lingua straniera che attualmente è obbligatorio per tutte le facoltà. Ovvero, un esame in meno da sostenere all’università!
Perciò, l’Istituto Cerebotani dà appuntamento ai suoi studenti per nuovi corsi Cambridge e nuove Certificazioni anche per il prossimo anno scolastico, 2019-2020.
In the meantime, the Cambridge Team wishes joyful and relaxing summer holidays to all students and their families. Take care and…practise English whenever you can!!

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The Cambridge Team
(prof. Alves, prof.ssa Maranesi, prof.ssa Tamini e prof.ssa Moratti)




Campionati studenteschi di rafting – 2019

Venerdì 17 maggio io e altri ragazzi della mia scuola, di altre classi e annate, abbiamo preso parte ai campionati studenteschi di rafting. Siamo partiti la mattina molto presto e siamo arrivati a Balmuccia Valsesia dopo quattro lunghe ore di viaggio. Fin da subito abbiamo capito che quest’esperienza non sarebbe stata una passeggiata. Lì ad attenderci e pronti a sfidarci c’erano altri ragazzi, ben preparati e allenati. Dopo qualche minuto di attesa io e la squadra siamo stati chiamati per cambiarci e per assistere ad una dimostrazione che ci facesse capire come comportarsi dal momento in cui saremmo entrati in acqua. Successivamente è arrivato il nostro istruttore, molto simpatico e di compagnia.

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Assieme a lui siamo andati con un pulmino fino al punto dove sarebbe iniziato il nostro percorso. Insieme abbiamo buttato il gommone in acqua e ci siamo saliti sopra. Appena abbiamo iniziato a dare le prime pagaiate è tato subito evidente che il percorso non sarebbe stato come la dimostrazione, ma qualcosa di molto più impegnativo e complicato. Proprio per questo la parola rafting sta ad indicare uno sport consistente nella discesa di corsi d’acqua, resa difficile dalla presenza di massi e di rapide.

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Durante il percorso non tutti remavano in maniera ottimale, anche a causa dell’inesperienza. C’è stato persino un momento in cui il nostro gommone si è ribaltato, senza creare però disagi. In questi attimi abbiamo riso e giocato. Grazie a ciò abbiamo abbandonato le tensioni e le paure, lasciando in secondo piano la vittoria. Nel tragitto era presente un tratto in cui siamo stati cronometrati, e dal tempo impiegato dipendeva il nostro posizionamento nella classifica finale. Trovarsi lì in mezzo al fiume a remare è stata un’emozione grandissima e unica e mi ha fatto capire quanto sia importante ogni componente in una squadra dove se anche uno solo avesse mollato tutto sarebbe sfumato. Queste esperienze aiutano a rafforzare il rapporto con i compagni, facendo passare in secondo piano le antipatie e gli antagonismi. In momenti come questi diventiamo una grande famiglia che si aiuta. Al termine della discesa siamo scesi dai gommoni e che l’aiuto della guida l’abbiamo caricato sul furgoncino, che ci ha riportati al campo base. Appena arrivati abbiamo lavato le mute e siamo entrati in doccia. Molti di noi erano completamente inzuppati perché caduti in acqua e di conseguenza hanno avuto la precedenza in doccia. Usciti dagli spogliatoi eravamo affamati come dei leoni e abbiamo iniziato a rimpinzarci. Finito di mangiare ci siamo confrontati riguardo l’esperienza appena vissuto accorgendoci dell’impresa che avevamo compiuto. Dopo aver aspettato per 2 ore tra chiacchiere e giochi di ruolo sono arrivate le tanto agognate premiazioni.

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Sfortunatamente il risultato non era ciò che speravamo, quarti, medaglia di legno! Anche se quel che conta è l’essersi divertiti. Terminate le premiazioni abbiamo raccolto le nostre cose e ci siamo avviati verso il pulmino che ci avrebbe riportato a casa. Concluse le 3 ore e mezza di viaggio siamo finalmente arrivati a Lonato. Alla fine del viaggio quello che abbiamo capito è che questa esperienza ci ha uniti come classe rendendoci parte di una grande famiglia.

Simone Rebecchi e Anuar Khtibari, 2ªM




Premiazioni concorso letterario “Volo tra le righe”

Anche quest’anno il nostro Istituto ha partecipato al concorso letterario “Il volo tra le righe”; il concorso ormai noto, prevede la lettura di una serie di libri presentati all’inizio dell’anno scolastico e una restituzione delle letture attraverso un elaborato letterario, tecnico espressivo o artistico. I nostri ragazzi, una ventina circa in tutto, hanno vinto un premio per ogni ambito e, con orgoglio, si può dire che hanno superato tutte le aspettative. Il concorso è rivolto a gruppi d’interesse e va dunque ad interessare tutte le classi;durante l’anno i ragazzi coinvolti hanno incontrato due autori dei libri in elenco e hanno avuto modo di interagire con gli scrittori e con le tematiche trattate nei testi; infine, a chiusura del percorso, i vincitori hanno partecipato alla premiazione che si è svolta il 18 maggio presso la Biblioteca di Castiglione delle Stiviere. A onor del vero quest’anno l’ambito letterario è stato particolarmente ricco di riconoscimenti, la nostra scuola infatti ha partecipato, per la prima volta, al concorso letterario nazionale di poesia di Poggiomarino (Na) e ha vinto un primo premio nazionale e un premio come Istituto che ha inviato il maggior numero di elaborati. Inoltre, una decina di studenti selezionati sull’intero numero degli studenti, ha partecipato ai ‘Colloqui fiorentini’, un altro importante appuntamento letterario a cui il nostro Istituto partecipa ormai da tre anni. Si può dire che i nostri studenti hanno una particolare attitudine all’ambito umanistico-letterario, quando riescono ad esprimere i loro stati d’animo e le loro emozioni, pertanto sta a noi, in primis come Istituto (e si può dire senza retorica che ogni iniziativa proposta è stata accolta e sollecitata dalla dirigenza) e poi come docenti, a veicolare queste attitudini, per ottenere questi preziosi e importanti risultati.
Prof.ssa Miria Dal Zovo

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In visita alla Bocconi

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Come da qualche anno a questa parte l’IIS “L. Cereboani” di Lonato Del Garda (BS) ha partecipato alle Olimpiadi Italiane di Informatica, iniziativa promossa dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico). L’iniziativa assume particolare importanza in quanto dà la possibilità di far emergere le eccellenze nelle scuole Italiane e di preparare gli alunni ad un ulteriore livello di studio e ricerca o al lavoro. La partecipazione è aperta agli alunni frequentanti le classi terze e quarte.

In vista della gara di selezione territoriale (le cosiddette “Regionali”), i nostri classificati sono stati invitati dall’Università Bocconi di Milano per una giornata di formazione in Bocconi, il 1° Aprile 2019.

L'Università Bocconi – Milano

L’Università Bocconi – Milano

Il Professore di Informatica Massimiliano Masetti ha accompagnato un suo alunno, Bensi Fabio, a questa fantastica esperienza.

È stata un’intera giornata dedicata all’informatica: nel mattino sono stati proposti due workshop dedicati alle applicazioni e sviluppi dell’informatica tra Big Data, Intelligenza Artificiale, Coding e Matematica per i Big Data.

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L’aula che ha accolto l’incontro di formazione

Dopo la pausa pranzo, le lezioni sono proseguite al pomeriggio concentrandosi sul ragionamento e la risoluzione di tipici problemi delle Olimpiadi di Informatica, per poi codificare l’algoritmo risolutivo in un linguaggio di programmazione, creando così un programma in grado di fornire una risposta al problema.

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Un momento del workshop

I 3 workshop sono stati interamente guidati da docenti dell’Università Bocconi, i quali dopo una dettagliata spiegazione del problema hanno coinvolto gli studenti ad un ragionamento collettivo per trovare una possibile soluzione. Successivamente all’individuazione della soluzione, i docenti si sono resi disponibili per aiutare chi si fosse trovato in difficoltà.

È stata un’esperienza straordinaria, dalla quale abbiamo potuto imparare nuove conoscenze ed approfondire quelle già studiate in precedenza a scuola.

Si ringrazia la disponibilità del Professor Massimiliano Masetti per aver reso possibile questa esperienza.

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Fabio Bensi, 3ª E




Colloqui fiorentini – 2019

L’esperienza de “i colloqui fiorentini”

Scritto originale, poesia "A Silvia"

Scritto originale, poesia “A Silvia”

Anche quest’anno l’istituto L. Cerebotani ha partecipato a “I colloqui fiorentini”, un concorso letterario promosso da Diesse allo scopo di riunire, nel capoluogo toscano, tutte le scuole italiane sensibili all’arte letteraria.
L’iniziativa, giunta alla sua diciottesima edizione, propone ogni anno un autore italiano differente; i partecipanti elaborano una tesina formale relativa alla poetica dell’artista e, facoltativamente, un’opera di vario genere inerente allo stesso.
La figura designata quest’anno dal concorso è Giacomo Leopardi: poeta e filosofo ottocentesco. Per l’occasione, i 10 studenti selezionati hanno intrapreso un percorso di esperienze formative, finanziate dalla scuola, al fine di conoscere e approfondire la vita e il pensiero del letterato marchigiano. La prima tra queste esperienze è stata la visita a Recanati, città natale di Leopardi, dove gli studenti hanno ripercorso i primi passi del poeta nella sua residenza familiare e nella sua vita quotidiana giovanile; dei carteggi originali leopardiani, solo una parte è presente a Recanati.

Statua di Giacomo Leopardi nella piazza principale di Recanati

Statua di Giacomo Leopardi nella piazza principale di Recanati

Infatti, la seconda tappa prevista per i turisti dell’Infinito è stata Napoli, ultima dimora del conte, dove riposano nella biblioteca nazionale scritti come “L’Infinito”, “La Ginestra”, il “Pastore errante dell’Asia” e l’intero “Zibaldone”. L’esperienza campana ha particolarmente toccato il cuore filosofico-poetico del recanatese. Gli studenti infatti hanno potuto visionare i documenti originali, cogliendo anche l’entusiasmo che il poeta aveva vivendo a Napoli grazie a Fabiana Cacciapuoti, massima esperta leopardiana nonché responsabile dei carteggi originali, mostrati nel loro antico fascino universale.

discorso riassuntivo sui seminari

discorso riassuntivo sui seminari

In conclusione del percorso, gli studenti lonatesi, insieme a tutti i partecipanti del concorso, si sono riuniti a Firenze, dal 7 al 9 di marzo, per presenziare ai veri e propri colloqui. Queste giornate, ricche di parole, silenzi e versi, hanno infatti visto il Nelson Mandela Forum accogliere circa 4.000 studenti, ogni mattina, intenti ad ascoltare diversi relatori, tra gli altri D’Avenia e Rondoni, che portavano il loro punto di vista sulla questione Leopardi. Il pomeriggio gli studenti si riunivano invece in diverse grandi sale per discutere liberamente su ciò che avevano appreso al mattino.
Le premiazioni si sono svolte l’ultimo giorno, precedute da brevi discorsi tenuti da 13 studenti, uno per ogni sala, in cui sono stati riassunti i contenuti espressi nei seminari pomeridiani.
Purtroppo l’Itis non è salito sul podio fiorentino quest’anno, ma possiede di certo tutti i mezzi e gli strumenti necessari per una futura rivincita!

Michael Saccone, 4ªE




Sterrati in salita

GIRO IN BICICLETTA

Giovedì 29/11/2018

Il gruppetto degli sterrati in salita

Il gruppetto degli sterrati in salita

Siamo andati a fare un giro in bicicletta insieme ai professori Bandera Silvano, Guerra Mauro, Marchione Domenico e Masetti Massimiliamo. Si prevedeva un giro attraverso le colline di Lonato e Padenghe, fino ad arrivare ai Laghi di Sovenigo, laghetti situati tra le collinette di Puegnago.
Siamo partiti dal palazzetto dello sport di Lonato, ma dopo una decina di chilometri, a Padenghe, sfortunatamente si è rotta la catena di una bicicletta; siamo andati da un venditore di articoli per biciclette lì vicino, era ancora chiuso, allora provando a chiamare ci ha detto che non era un meccanico di biciclette e non sarebbe stato in grado di sistemarlo, alcuni professori hanno pensato a una soluzione, alla fine si è lasciata lì la bicicletta, il professore si è incamminato a Lonato mentre noi continuavamo il giro; appena tornati si è scoperto che aveva trovato un passaggio, un pakistano lo aveva accompagnato a scuola.

In questa storia ci sono tre morali:

  • Amicizia: appena si è rotta la catena tutti ci siamo preoccupati di trovare una soluzione e nessuno ha abbandonato il proprio compagno, qualcuno diceva di prenderlo in macchina, altri di lasciarlo andare a piedi, ma non per cattiveria, tutti per il suo bene, per non farlo stancare ad aspettare e dicendo che gli avrebbe fatto bene camminare; come si sa, è nel bisogno che si scoprono i veri amici e chi ci vuole bene;
  • Razzismo: proprio in questi tempi in cui si parla di razzismo, di intolleranza, dopo tante persone che vedevano il prof a chiedere un passaggio, solo un pakistano si è offerto di soccorrerlo e, dopo aver anche fatto amicizia lungo il tragitto che li portava a Lonato, anche se era in ritardo per le sue commissioni, decideva di accompagnarlo nel posto più vicino alla palestra, di quanto prestabilito;
  • Libertà: dopo aver rotto la bici il professore sarebbe potuto andare via, “liberandosi” dal giro in bici. Il professor Marchione ha precisato: “Quella della bici, rotta o non rotta, è l’unica catena che ti rende, comunque, sempre un essere libero”, e io aggiungerei che bisogna saper accogliere il cambiamento con sana decisione, sia nella vita, sia… in bici.

Alberti Samuele, 2ªM




Collateral Beauty

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Analisi del film

abbiamo deciso di suddividere il commento in base alle tre personificazioni presenti:

  • AMORE: nulla è più bello dell’amore e in particolare per il migliore amico del protagonista nulla va oltre all’amore che prova per la figlia, anche se non corrisposto. Il messaggio veramente importante che viene trasmesso all’uomo è quello di non arrendersi mai e dimostrare alla figlia sempre quello che prova, perché quando sarà troppo tardi sarà inutile piangersi addosso ed attaccarsi ai rimorsi per ciò che non si è riusciti a dimostrare.
  • TEMPO: tutto il tempo è relativo, siamo noi ad inserirlo in limiti e spesso ci facciamo condizionare da esso, sbagliando. L’altra collega e amica del protagonista, dato che non riesce ad avere figli in modo naturale si è data per vinta, mettendo una pietra sopra alla propria situazione. Questa volta l’insegnamento arriva dall’attore che interpreta il tempo nel momento in cui le dice che non per forza l’unico modo per avere un figlio sia quello biologico, come per lui i propri genitori erano rappresentati da una signora che vedeva in treno e da un vecchio barbone. L’importante è quindi non arrendersi mai al tempo e far si che il proprio amore sia solidale verso chiunque e che l’amore per figlio debba essere dato dal legame di sangue.
  • MORTE: il messaggio principale del film arriva con la morte e con la certezza di essa. Questa volta quello a cui si punta è a dir poco inevitabile, essere sicuri della morte, ma non semplice accettandola, ovvero saper cogliere in essa la bellezza collaterale che può essere intesa come molte cose. A mio parere coglierla significa apprezzare ogni momento della vita, soprattutto quelli di condivisione con le persone che amiamo e far si che ogni momento trascorso insieme possa valere come l’ultimo. In questo modo si pone ad un livello superiore e migliorato la propria vita, alla quale viene attribuito un vero valore, con la certezza, quando sarà il momento a differenza del giusto o sbagliato, di aver fatto valere ogni propria azione e sentimento.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=txpiskjwD5M&authuser=1




Gita sul monte Baldo – 2018

 

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In data 21 Settembre 2018 le classi 4aE, 4aA e 4aC hanno intrapreso un viaggio d’istruzione finalizzato al sano movimento fisico e al collocamento di informazioni storiche, prettamente teoriche, in un contesto reale, il tutto immerso nel fascino e nella perfezione di una natura avvolgente e generosa di vedute meravigliose.

La zona visitata fu infatti predisposta come seconda linea durante la prima guerra mondiale, per un’eventuale difesa in caso di sfondamento delle prime linee italiane.

La gita è cominciata alle 8, quando le classi sono partite da Lonato del Garda alla volta di Malcesine (Verona).

Giunti alla piccola cittadella, dopo una breve passeggiata nel borgo medievale, gli studenti hanno raggiunto la stazione della funivia, mezzo con il quale hanno intrapreso la salita verso la cima del monte Baldo (Tratto Spino, 1760m).

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Lungo il crinale del monte, su un percorso pianeggiante, si potevano apprezzare l’aria fresca, il panorama mozzafiato e la presenza di graziosi alpaca, animali dai colori vivaci dai quali si ricava una lana pregiata, anallergica e che non infeltrisce.

All’estremità del crinale, punto panoramico tra i migliori di tutta la montagna, inizia un sentiero discendente che porta ad una strada asfaltata. Prima di essa però, un piccolo cartello introduce il cosiddetto “Sentiero del Ventrar”. Un tortuoso sentiero non difficile da percorrere a parte qualche passaggio scivoloso e, sebbene in alcuni tratti l’esposizione renda indispensabile l’ausilio delle corde d’acciaio ancorate alla montagna, offre una profonda immersione nell’ambiente naturale montano.

Terminato il percorso, il gruppo ha sostato nel pascolo de “I prai”, per la pausa pranzo.
In conclusione un lungo e faticoso tragitto a piedi ha condotto studenti e insegnanti ad una stazione intermedia dalla quale, per mezzo della medesima funivia precedentemente utilizzata, hanno potuto raggiungere Malcesine per poi fare ritorno a scuola.

Un viaggio, per quanto lungo ed impegnativo, straordinario e indimenticabile.

Michael Saccone, 4aE

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Vita da preside

Il dirigente scolastico Vincenzo Falco intervistato dagli studenti

È stato sicuramente uno dei momenti più attesi per i ragazzi del corso di scrittura creativa “Sulla nuvola tra le righe”: un’intervista al preside Vincenzo Falco con domande “libere”, appunto scelte dagli studenti dopo varie sedute di brainstorming, parte fondamentale del loro percorso formativo (in ambito giornalistico) perché per la prima volta hanno affrontato di persona la tematica dell’intervista. Quattro domande, più una quinta suggerita dal giornalista Alessandro Gatta proprio sul tema del laboratorio di scrittura che stava volgendo al termine. È andata bene, benissimo: non resta che augurarvi buona lettura.

Vita da preside. Le chiediamo di raccontarci di cosa si occupa, del suo rapporto con gli insegnanti e gli studenti.

Mi occupo di problematiche legate all’aspetto gestionale, finanziario e didattico dell’Istituzione scolastica predisponendo tutti gli strumenti atti a garantire il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Cerco con impegno quotidiano di promuovere e garantire l’esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati, tra cui il diritto all’apprendimento degli alunni, la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie. Il rapporto con gli insegnanti, nel rispetto reciproco dei ruoli, è sicuramente amichevole e cordiale. Sono convinto che un ente funzioni solo se tutte le componenti che ne fanno parte cooperano in maniera sinergica in un clima di serenità e gratificazione. In merito agli alunni posso dire che loro sono i veri protagonisti della scuola, gli attori principali. Il nostro impegno è teso ad offrire loro un servizio educativo e formativo di qualità. A scuola tutti gli studenti, nessuno escluso, devono poter trovare risposte ai loro bisogni formativi e allo sviluppo della loro personalità.

Un tema molto chiacchierato tra i corridoi della scuola (soprattutto quando si avvicina l’estate). Riguarda il cosiddetto “abbigliamento consono”: in particolare, vorremmo sapere i motivi per cui non è consentito partecipare alle lezione indossando dei bermuda.

È della fine di maggio una circolare a mia firma che invita i ragazzi a recarsi a scuola con un abbigliamento consono e decoroso. Vietare di far partecipare gli studenti alle lezioni in bermuda o con altri indumenti che evocano tenute balneari ritengo che non debba essere interpretato come una pretesa atta a limitare la libertà individuale ma soltanto un modo per richiamare i discenti al rispetto della dignità del luogo che si frequenta e delle attività che in esso si realizzano. Penso, condividendo e facendo mio a tal proposito il pensiero del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che l’esuberanza dei giovani nel modo di abbigliarsi debba essere contenuta a livelli compatibili con un ambiente ove si esercita istituzionalmente una funzione educativo-didattica.

Il gruppo di studenti intervistatori insieme alla prof. Adriana Tomasello

Il gruppo di studenti intervistatori insieme alla prof. Adriana Tomasello

Il futuro dell’IIS Cerebotani. A che punto sono i lavori di ampliamento dell’istituto? Le nuove aule, i laboratori.

L’istituto Cerebotani di Lonato, in controtendenza rispetto ad altre scuole della Provincia, è un’istituzione scolastica in continua crescita. Basti pensare che nell’ultimo triennio si è passati da 650 iscritti a più di 1100. I meriti di tale aumento esponenziale non sono solo del sottoscritto, rischierei di essere autoreferenziale, ma vanno distribuiti equamente tra tutti coloro prestano la propria attività lavorativa in questa scuola, con dedizione, competenza e professionalità, per garantire un’offerta formativa con elevati standard di qualità. Tale incremento di alunni genera alcuni problemi logistici come la carenza di aule e la necessità di ampliare le dotazioni strumentali dei laboratori. In merito alle aule abbiamo momentaneamente sopperito con la locazione delle strutture dell’oratorio e abbiamo informato l’Ente Provinciale della necessità di opportuni interventi ed investimenti in tal senso. L’aumento delle dotazioni laboratoriali è stato possibile invece grazie ai numerosi finanziamenti percepiti dall’approvazione dei progetti PON.

Il futuro dell’IIS/2. Quali potrebbero essere le attività extra-scolastiche dei prossimi anni? Magari ispirate alle esperienze di altre scuole. Qualche esempio: escursioni a contatto con la natura, corsi formativi di vario genere (scrittura, fotografia, social media..), attività sportive alternative.

Il Cerebotani è già una scuola del futuro. Numerosi sono gli indirizzi attivati (Informatica, Chimica, Elettronica, Meccanica). Siamo sede dell’ITS, scuola di specializzazione post diploma in meccatronica, in collaborazione con università e aziende, per rispondere alle esigenze e alle richieste di personale da parte delle imprese del territorio. Completeremo per fine anno un laboratorio territoriale, finanziato con fondi ministeriali, al servizio degli studenti e delle aziende che vogliono sperimentare nuovi processi produttivi. Partirà il percorso sperimentale quadriennale teso a far conseguire agli studenti il diploma con un anno di anticipo privilegiando didattiche innovative, piattaforme online, insegnamenti Clil (Content and Language Integrated Learning, ndr), esperienze laboratoriali ed aziendali. Sarà poi riattivato il percorso professionale di durata quinquennale con possibilità del conseguimento della qualifica al termine del triennio. Da quest’anno stiamo sperimentando un modello di alternanza scuola lavoro all’estero. I ragazzi delle classi terze si sono recati per quattro settimane in Spagna per imparare i procedimenti di lavorazione e produzione di alcune delle aziende più rinomate con sede a Siviglia: viaggi d’istruzione all’estero, escursioni, visite guidate, corsi formativi rivolti a studenti e alunni fanno parte della normale programmazione annuale delle attività.

Domanda “bonus”, inevitabile: un commento sul corso di scrittura creativa.

Il progetto di “scrittura creativa” rientra nell’ottica di proporre ai nostri studenti, da un lato, orizzonti formativi e culturali sempre più ampi nell’intento di colmare o quantomeno ridurre quelle difficoltà nell’esporre per iscritto che talvolta vengono rilevate nei risultati curricolari. Dall’altro dare modo di esprimere emozioni e sentimenti propri dei ragazzi di un’età in piena evoluzione, stati d’animo che sempre più sono relegati a “faccine” più o meno tristi o più o meno divertite di pixel.

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